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| Bologna, via Massarenti, ai tempi del CoronaVirus ... (marzo 2020, ore 9) |
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| ... e un mese fa quando l'inquinamento atmosferico superava i limiti di legge (febbraio 2020, ore 9) |
Troppe vittime, troppe morti! Allo stato, il numero più alto al mondo. Tra i vecchi e gli anziani che sono importante memoria storica di ogni paese civile. Tra adulti e giovani che sono risorsa attiva e vitale dell'umanità. Tra le persone più fragili e carcerate, la cui condizione di vita è sempre indice della civiltà di una società. Tra medici, infermieri ed operatori socio sanitari che sono la spina dorsale di un Servizio Sanitario Nazionale e di assistenza pubblica da decenni attaccato dalle sciagurate ideologie dominanti e tagliato da Governi irresponsabili che si sono alternati negli anni alla guida dell'Italia.
Così, ora, un CoronaVirus aggressivo ci ha colti totalmente impreparati.
Al punto che ad essere colpiti sono anche i due massimi esponenti della Protezione Civile.
Prima Guido Bertolaso, reintegrato la settimana scorsa da Regione Lombardia alla guida dello staff impegnato a fronteggiare l'emergenza nella terra più colpita. Poi, Giulio Borrelli, guida nazionale.
Impreparati e indifesi proviamo a resistere, con grande spirito di partecipazione, di cooperazione, di unità e di solidarietà.
Per vincere insieme con senso di responsabilità il virus.
Ma dobbiamo anche capire presto perché qui ha colpito così duro. Studiosi e ricercatori sono attivi e provano a dare risposte.
Tra questi c'è la tesi di un gruppo di ricercatori della Società Italiana Medicina Ambientale, dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" e dell'Università di Bologna: "alte concentrazioni di polveri fini a febbraio in Pianura Padana hanno esercitato un’accelerazione anomala alla diffusione virulenta dell’epidemia".


















































