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martedì 28 gennaio 2025

Da Biden a Trump, da Gentiloni a Meloni, da Schlein a Lepore ... Contraddizioni e nodi da risolvere.

Bologna, da Palazzo d'Accursio sventolano simboli di popoli e persone offesi dalle guerre ...  












Alzare "bandiere" è utile e necessario. Ma può anche fare perdere il senso più profondo delle cose. Può annebbiare letture e visioni. Può confondere problemi e questioni che meritano risposte chiare, sostanziali, coraggiose. Chi è rimasto traumatizzato per il ritorno di Trump ha da interrogarsi sulle politiche dei Democratici americani e di quelli che così si definiscono in tutto l'Occidente. Nell'Europa di Ursula Von der Leyen (2° tempo), di Giorgia Meloni Presidente del Consiglio, di Emmanuel Macron e Olaf Scholz in fortissima crisi, con una sinistra divisa e ininfluente ... 

martedì 10 gennaio 2023

Brasile ed America nel mondo multipolare ...

Un momento della manifestazione di Brasilia sfociata nell'assalto ai palazzi dei "tre poteri" ...



"Non viviamo più in un mondo guidato dagli Stati Uniti d'America e neppure diviso tra gli USA e la rivale Cina. Siamo già entrati in un mondo multipolare, in cui ogni regione ha problemi propri e un proprio ruolo nella politica globale. Nessun Paese e nessuna regione possono più determinare, da soli, il destino degli altri" scrive, oggi, in un interessante articolo Jeffrey D. Sachs, economista e saggista statunitense, su la Repubblica. Titolo: "Lula uscirà rafforzato. Ora la vera sfida è salvare l'Amazzonia". Altri scritti di Gianni Fresu, "Il bolsonarismo. La sovversione neo-autoritaria di mercato" e di Roberto Livi "America Latina. Con Lula e Amlo il subcontinente può avere una sola voce", pubblicati su il manifesto, ci possono aiutare a capire fatti, personaggi e conflitti nel mondo che cambia. Una esigenza fondamentale per non restare prigionieri di un provincialismo che ci collocherebbe nella più assoluta irrilevanza ...

venerdì 27 agosto 2021

In Afghanistan il fallimento non è stato solo militare, ma della logica degli aiuti

 

Distribuzione di cibo da parte del World Food Program a Kandahar in Afghanistan












I commenti di questi giorni sull’evoluzione del conflitto afghano sono stati per lo più incentrati sugli aspetti politico-militari, trascurando l’importanza del ruolo giocato dai fattori economici e dagli aiuti internazionali. Se i Talebani hanno ripreso il potere e se l’esercito e lo Stato afghano si sono dissolti di fronte alla loro avanzata è, infatti, anche a causa delle disparità e della miseria che, in vaste zone del Paese, sono oggi maggiori di ieri. 

mercoledì 25 agosto 2021

Bombardamenti "umanitari", una dottrina finita

Migliaia di persone a Kabul tentano la fuga dopo 20 anni di guerra e di occupazione militare  










È appropriato confrontare la caduta di Saigon nel 1975 con quella di Kabul, perché entrambi gli eventi segnano una pietra miliare nelle relazioni internazionali. Chi si rammenta il momento in cui l’ultimo soldato americano ha lasciato Saigon non prova certo oggi gli stessi sentimenti: dopo lunghe guerre coloniali e imperialiste, i Vietcong emergevano come un gruppo capace di prendere in mano il paese e di avviare la ricostruzione. Nessuno oggi nutre la stessa fiducia nei confronti dei Talebani e se molti erano felici di celebrare la liberazione del Vietnam, non c’è stato nessuno che ha pronunciato le parole «liberazione dell’Afghanistan». 

sabato 10 aprile 2021

Mamma li turchi, ma "dei dittatori abbiamo bisogno"

Il Presidente del Consiglio italiano "silente" in Parlamento e "disinvolto" in conferenza stampa










Draghi, in sintesi, dice che Erdogan è un dittatore che ci fa comodo: tradotto significa che gli facciamo fare quel che vuole fino a quando ci serve. Una pericolosa e irrealistica illusione, del premier ma anche Usa ed europea. Erdogan fa quello che vuole con il nostro consenso e indignarsi perché non rispetta i diritti umani o il galateo diplomatico è assai ipocrita.

giovedì 18 marzo 2021

Biden, Draghi e Renzi: l'offensiva dei Democratici

 

Potremo finalmente sapere la verità sull'incontro tra Matteo Renzi ed il Principe bin-Salman?










Ora che Joe Biden dalla Casa Bianca ha deciso di rompere il muro della prudenza di una diplomazia che troppe volte ha sacrificato sull'altare della pacifica coesistenza e del rispetto internazionale dei rappresentanti di altri popoli o Stati uomini violenti e spietati "killer", dittatori feroci e regimi criminali potrebbe essere tutto più chiaro. E alcuni interrogativi che da mesi assillano le periferie dell'impero potrebbero essere chiariti.

domenica 6 dicembre 2020

Le Presidenziali USA ci riguardano

Anche Bologna manifesta per i diritti civili nei giorni del movimento Black Lives Matter










Aveva proprio ragione Paul Krugman: ci sono idee, cattive idee, che sono come gli zombie, non muoiono mai, e per quanto le sopprimi, dimostrandone l’erroneità, tornano sempre. Una di queste è che «si vince al centro». Ora che ha vinto Biden, subito, come un riflesso pavloviano, ecco gli zombie della (nostra) sinistra a gridare che «si vince al centro». Se c’è una cosa che il voto americano ha mostrato è quanto quel paese sia diviso. Ragionare in termini di «si vince al centro» è totalmente fuorviante.

martedì 29 settembre 2020

Trump, Lukashenko ... Fatti "nostri". Intanto in Italia arriva Mike Pompeo

Sotto le Due Torri manifestazione contro Lukashenko (13 settembre 2020)

 








Con le parole, e peggio, con i silenzi, del presidente americano Donald Trump si è reso evidente quello che da tempo era nell’aria: l’inquilino della Casa bianca si è detto «incerto» sulla consegna pacifica dei poteri a seguito dei risultati delle presidenziali che si svolgeranno il prossimo 3 novembre, tra soli 35 giorni, e questo sia perché «ci sarà continuità» – insomma le vince lui – sia perché dovrà «valutare», come più volte ha ribadito, accusando i democratici già di brogli e contestando il valore del voto a distanza.

sabato 8 agosto 2020

Beirut

La prima pagina del Corriere della Sera (giovedì 6 agosto 2020)

















Probabilmente ci sarà un'inchiesta. Forse sarà "indipendente". Presumibilmente scarterà cause e privilegerà ipotesi. Difficilmente arriverà alla verità e farà giustizia.
Intanto si contano a centinaia i morti, a migliaia i feriti, a decine di migliaia le vittime, a centinaia di migliaia i profughi. Ed è difficile prevedere gli sviluppi di questa terribile esplosione.
Eppure alcune certezze ci sono. E parlano a tutti noi.

domenica 7 giugno 2020

In piazza per George, per la libertà e la giustizia

Una mobilitazione straordinaria, globale e locale ... (sabato 6 giugno 2020)

















Anche a Bologna, la Piazza si riempie. Tantissime ragazze e giovani. Mamme e papà, nonne e nonni.
La distanza fisica viene considerata (e quasi sempre preservata), quella sociale no.
Dalle 18 in poi è un incontro ininterrotto di colori, di persone di diversa origine, cultura, classe, provenienza.
Un arcobaleno creativo e coinvolgente, che rivendica beni comuni inalienabili, diritti e doveri universali: libertà, giustizia, eco-compatibilità.

mercoledì 20 giugno 2018

Le previsioni del Pentagono, i ritardi da colmare

Dove ci stiano trascinando le politiche antimigratorie era già stato scritto in un documento del Pentagono del 2004, riassumibile in questi termini: «Le prossime guerre saranno combattute per ragioni di sopravvivenza».

domenica 13 agosto 2017

Venezuela, oggi ...

Edgardo Lander è un sociologo progressista venezuelano, professore titolare dell’Università Centrale del Venezuela e ricercatore associato del Transnational Institute. Da anni Lander è legato ai movimenti sociali e alla sinistra nel suo paese. È tra i principali promotori della Piattaforma per la Difesa della Costituzione, iniziativa alla quale aderiscono vari esponenti delle sinistre, dei movimenti sociali, accademici ed ex-ministri del governo Chavez.

lunedì 24 luglio 2017

La servitù del silenzio per le armi nucleari

La notizia precipita, come una bomba è il caso di dire, dentro l’estate afosa, sopra la stanca politica del ritorno di Berlusconi, del libro di Renzi, della stagionata flemma di Gentiloni. Il Pentagono, il ministero della Difesa Usa, ha deciso di segretare la sicurezza e le ispezioni relative alle decine di atomiche dislocate in Italia.

venerdì 14 luglio 2017

Al Gay Pride di San Francisco, diritti e solidarietà

San Francisco, USA. Il Gay Pride (giugno 2017)




















Ogni anno, nel mese di Giugno, le bandiere con l’arcobaleno sventolano su molte delle grandi città in tutto il mondo per celebrare il Gay Pride, l’orgoglio omosessuale.
Questa bandiera variopinta era stata creata da Gilbert Baker, artista di San Francisco ed utilizzata, per la prima volta, proprio in questa città nel 1978 per la sfilata in onore dei diritti degli omosessuali. Era l’anno in cui venne ucciso Harvey Milk, politico di San Francisco, ed attivista per i diritti gay.

venerdì 2 giugno 2017

Noi, tra Trump e Merkel

Dai progetti agli atti.
Donald Trump si conferma un Presidente irresponsabile.
a. Ha inviato 3 portaerei della flotta statunitense al largo delle coste coreane ed ha minacciato un intervento militare unilaterale americano contro la Corea del Nord. Espone così l'America, i paesi del Pacifico occidentale e il mondo intero al "labirinto nucleare di Kim Jong-un".

domenica 16 aprile 2017

Metti una sera a ... hockey

Dopo quasi 16 anni che abito negli USA, alcune sere fa, sono andata per la prima volta a vedere una partita di hockey su ghiaccio del campionato nazionale Americano. 
Ho assistito all’incontro tra gli Sharks (la squadra di San Jose in California dove abito) e gli Oilers (la squadra di Edmonton, in Canada).

venerdì 7 aprile 2017

"Crimini di guerra" o guerre criminali?

Tony Blair lo ha ammesso dopo anni: "per motivare la guerra all'Iraq abbiano detto bugie".
Chi vuole alimentare paure, guerre e spese militari costruisce "prove" e "racconti", "fatti" e tanta propaganda.

mercoledì 29 marzo 2017

Allarme clima

“La mia azione oggi è un altro passo verso la creazione di posti di lavoro. Basta con chi rubava la nostra prosperità. Oggi comincia una nuova rivoluzione energetica”. Con queste parole oggi Donald Trump ha cancellato di fatto l’adesione americana agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico. Senza mai nominarli, li ha svuotati nella loro applicazione.

domenica 12 febbraio 2017

Scrivere in occasione della nomina di Trump, non è abbastanza

Scrivere un pezzo in occasione della nomina di Donald J. Trump a quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti non è abbastanza. 
Sono una giovane donna cresciuta a Bologna e di stanza a Los Angeles, e mi è stato chiesto di condividere sensazioni e impressioni in occasione del 20 gennaio 2017, quando il signor Trump ha sostituito ufficialmente il signor Obama alla guida del governo statunitense. Ho subito pensato a un compito fattibile, a una richiesta facilmente colmabile, ma mi è risultato chiaro nemmeno dopo pochi giorni, dopo poche ore, che non sarebbe stato così. 

mercoledì 25 gennaio 2017

Noi, alla Women's March

La Women's March a San Jose (21 gennaio 2017)



















La scorsa settimana è stata, per gli Stati Uniti (e non solo), una settimana particolarmente importante. Ha segnato l'inizio dell'era Trump. 
Il giorno dopo il suo insediamento, folle di persone si sono ritrovate nelle piazze delle principali città per far sentire la propria voce, preoccupate che il nuovo presidente e governo possano annientare in poco tempo i fondamentali diritti civili che si sono faticosamente conquistati in decine di anni di lotta.