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| Agosto in Piazza Prampolini, a Reggio Emilia, tra i tanti sostenitori di natura e cultura |
Fine agosto. In Nepal il riscaldamento climatico scioglie ghiacciai millenari ed è una catastrofe. Negli USA una improvvisa inondazione al Grand Canyon provoca morti e dispersi. In Europa il caldo torrido miete vittime e si alterna a tornado distruttivi di rara violenza. A Cremona e sulla pianura padana piogge devastanti causano danni ingenti al patrimonio edilizio e all'agricoltura. A Marina di Ravenna e in Adriatico torna la mucillagine in mare con conseguenze e preoccupazioni difficili da valutare. A Bologna e in Emilia Romagna temperature oltre i 35°C e tanta umidità uccidono lavoratori quarantenni, poi una nebbia fuori stagione cancella per alcune ore uno dei nuovi simboli del capoluogo: la torre Unipol di via Larga. Vogliamo continuare a commentare e ad ignorare questi ed altri grandi o piccoli avvertimenti, più o meno increduli? Pensiamo, ancora una volta, di adeguarci o adattarci? Intendiamo perseverare con politiche e scelte che per decenni hanno negato contraddizioni palesi e crisi evidenti? Sarebbe irresponsabile.