lunedì 13 febbraio 2023

"Più armi" e sarà "vittoria"? Che mondo prepariamo?

La prima pagina di La Nuova Ecologia di febbraio: "la guerra è tossica"!















Che sfrontatezza il titolo ed il "commento" di Antonio Polito sul Corriere della Sera di ieri: "la singolare politica della Rai: coraggiosa nel dare voce a tutti tranne che al leader ucraino"! Comunque, per chi non ha retto la tarda ora con cui è stato letto da Amadeus a Sanremo l'intervento di Volodymyr Zelensky e ieri non lo ha letto su la Repubblica vale la pena recuperare "il messaggio" (vedi sotto). Il lettore non troverà mai la parola "armi" ripetuta ossessivamente dal Presidente ucraino in ogni suo discorso, compreso l'ultimo al Parlamento Europeo.

Evidentemente gli impegni presi da USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, Unione Europea e Governo Meloni negli ultimi giorni lo hanno persuaso. Il termine assillante questa volta è stato "vittoria". Mai le parole "trattativa", "pace", "cooperazione". "Vinceremo questa guerra" titola la Repubblica (vedi sotto). Inevitabile porre agli amici ucraini e a tutti noi alcune domande.

1. Quanti morti, feriti e distruzioni ha già prodotto "questa guerra" e quanti altri dobbiamo metterne in conto per ottenere un immediato cessate il fuoco, trattative e accordi internazionali? Sapendo che la Russia è una potenza atomica e che Putin e il suo partito hanno già ampiamente dimostrato di non avere remore nell'usare le maniere forti e le armi all'interno e all'estero (in Asia, Medio Oriente e Africa) per rassicurare "la Grande Patria", per addomesticare quello che considerano (anche loro) "il cortile di casa", per garantirsi (anche loro) alleati in aree del mondo dove, unilateralmente, decidono esistere "interessi strategici". 

2. Proprio ieri il "quotidiano di ispirazione cattolica" Avvenire ha pubblicato un interessante editoriale del direttore Marco Tarquinio: "530 giorni dopo. Noi accanto alle donne afgane" (vedi sotto). Non hanno insegnato nulla ai popoli russo e americano, all'Europa e al mondo intero i lasciti terribili di molti decenni di occupazione militare e di guerra? Dove le armi, gli eserciti e le milizie hanno prolificato, si sono contrapposti lacerando il tessuto sociale e culturale, seminando lutti, odio e rancori, confondendo interessi e principi, negando diritti e doveri elementari. L'esperienza in Afganistan deve fare riflettere e produrre nuove politiche. Ma il discorso può essere allargato a tutto il Medio Oriente, dove i regimi autoritari e militari dettano legge e impongono "regole" illiberali e di morte. Accettate o meno in Europa e in Occidente, a seconda degli affari e dei servizi che le diverse monarchie o dittature sono pronte a contrattare e a condividere ... Quasi che il rispetto dei diritti umani e delle libertà civili distingua Arabia Saudita, Qatar e Iran. Quasi a negare che i diritti delle donne a Teheran, degli immigrati al lavoro a Doha o dei cittadini (e diplomatici) sauditi si intrecciano e si uniscono a quelli di ogni altro singolo o comunità.

3. Il protrarsi della guerra in Europa e delle guerre nel mondo, delle sanzioni economiche internazionali tra alleanze e schieramenti di potere "è tossica". Lo scrive in prima pagina "La Nuova Ecologia" (febbraio 2023). "A un anno dall'inizio del conflitto, in Ucraina le emissioni sono alle stelle. E aria, acqua e terra avvelenate dalle operazioni militari. Dopo la tragedia umanitaria, quella ambientale" scrive la rivista di Legambiente con ampia documentazione. Chi, sui due fronti (a Mosca e a Kiev, come a Washington e a Londra, a Bruxelles, Parigi, Berlino, Varsavia o Roma) insiste sul "vincere la guerra" si rende conto della catastrofe ecologica e climatica che va preparando per il Pianeta? Come sappiamo la questione ci riguarda tutti direttamente. Gli obiettivi di conversione e transizione ambientale concordati a livello internazionale sono disattesi. In Italia, come in Germania, in Polonia, in tutti i paesi sono ripartiti gli investimenti per il rilancio di carburanti fossili. Con contratti sottoscritti "per i prossimi 20 anni". Altro che fonti rinnovabili! 

L'Emilia Romagna di Stefano Bonaccini in testa, nello spreco delle risorse del PNRR, nell'orientare i Bilanci pubblici e dei privati su una crescita insostenibile, nel rinviare le innovazioni necessarie.

La mobilitazione per il cessate il fuoco, per interrompere le scelte di riarmo e di carbonizzazione delle produzioni, per dare futuro alle generazioni presenti e prossime è condizione essenziale per dare speranza agli individui e alle comunità di tutto il mondo!


La pagina del Corriere della Sera di ieri. Un titolo e un "commento" di Antonio Polito "imperdibili" ... (12 febbraio 2023)


L'intervento del Presidente ucraino al Festival della canzone di Sanremo pubblicato integralmente su la Repubblica ... (12 febbraio 2023)


La prima pagina di Avvenire dopo aver titolato venerdì "Ciclone Zelensky" in Europa con un editoriale "Guerra e (di)Unione d'Europa. Tutt'altra è la risposta" sceglie di proporre "530 giorni dopo. Noi, accanto alle afgane" ... (12 febbraio 2023)
 

Noi, accanto alle donne iraniane ... in Piazza del Nettuno a Bologna contro il regime autoritario di Teheran ... (5 gennaio 2023)


Con le donne e gli studenti iraniani, con Amnesty International e contro i regimi e le dittature in ogni parte del mondo, per il rispetto dei Diritti e dei Doveri universali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite ...


La guerra denuncia di La Nuova Ecologia, la rivista di Legambiente ... (febbraio 2023)


"Era tutto nero. Nessun albero intorno" ... "Sembrava un film dell'orrore" racconta Irina ... Inizia così la testimonianza di Lorenzo Marinone, su La Nuova Ecologia (febbraio 2023)
 

"Il conto ambientale dell'invasione ammonta a 39 miliardi di euro. La fetta maggiore è per l'inquinamento dell'aria" ... (febbraio 2023)


La vignetta di Gianlo: "Le guerre sono ecologiche: da sempre combattono per eliminare il più grande nemico dell'ambiente, l'uomo" (febbraio 2023)


"Il comparto difesa mondiale emette dall'1 al 5% delle emissioni di gas serra. I dati pubblicati da Nature" ... (La Nuova Ecologia, febbraio 2023)


"Meno si combatte, meno si inquina. Le emissioni militari degli USA sono scese del 44% dopo la fine della Guerra fredda" ... conclude il reportage (febbraio 2023)


"Siamo condannati a rivivere gli orrori di Verdun o di Stalingrado, come se non avessimo imparato nulla dalla storia"? si chiede Domenico Gallo su il Fatto Quotidiano (11 febbraio 2023)


"Metsola consegna la bandiera europea a Zelensky" che ha appena detto "sono in gioco i destini d'Europa" ... scrive Donatella Di Cesare su il Fatto Quotidiano (10 febbraio 2023)


"La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno"! Il 24 febbraio tutti in piazza per fermare la guerra e il riarmo ...


... e l'11 marzo 2023 le persone e i "territori in cammino: per la giustizia climatica, liberiamoci dal fossile e dalle opere inutili"


6 commenti:

  1. 1. Tanti, troppi. Ho letto che fin qui si contano fino a centomila vittime per parte.
    2. Il lascito delle invasioni degli eserciti sovietici e Nato in Afghanistan è di milioni di vittime e un potere talebano che non riconosce diritti elementari.
    3. La catastrofe ambientale continua ad essere fuori dalle preoccupazioni delle classi dirigenti internazionali e dei partiti politici europei.
    La crisi è delle democrazie liberali.
    Ciao!

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    1. Non mi avventuro nei numeri di queste guerre. Cambiano in modo significativo secondo le fonti. Di certo i morti, i feriti, le vittime sono tantissime, "troppe" (come tu dici).
      Il punto resta che nel mondo di oggi produrre armi e fare guerre segnala la irresponsabilità storica di classi dominanti e dirigenti inadeguate. Da rimuovere.
      Tutte le risorse di cui disponiamo vanno concentrate in direzione della conversione ecologica e pacifica delle piccole e delle grandi comunità e del pieno riconoscimento di diritti e doveri universali delle persone.
      Gianni

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  2. Anche Silvio Berlusconi dice che non avrebbe incontrato Zelensky ...
    T.

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    1. Dunque?
      Berlusconi si è detto amico di Putin quando questi era già impegnato in "operazioni militari speciali" ed ora vota per dare armi a Zelensky e per il riarmo nazionale secondo gli obiettivi NATO ... si è detto amico di Gheddafi e poi ha sostenuto "l'operazione di polizia internazionale" di Francia, Gran Bretagna e USA che lo ha "giustiziato".
      Berlusconi è uomo d'affari, politico e persona condannata dalla Giustizia italiana per reati gravi.
      Zelensky è il Presidente dell'Ucraina, rappresentante discusso e discutibile di quello Stato.
      Gianni

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  3. Farei una osservazione al titolo. "Prepariamo" chi?
    Tu, io, tante donne, ragazze e giovani non "prepariamo" di certo un mondo con più armi e non vogliamo vincere nessuna guerra.
    Come risulta dalle cose che scrivi qui e dalle posizioni che teniamo ogni giorno. Ci vuole chiarezza.
    Anna

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    1. Certo, ci vogliono "chiarezza" e coerenza.
      Il "prepariamo" è riferito ai Governi che guidano "noi" italiani, "noi" europei e "noi" che - dopo la seconda guerra mondiale - ci definiamo "democrazie occidentali".
      Ora, tutti questi Governi (in Italia come negli altri paesi NATO) sono impegnati nel riarmo, a prescindere dall'Ucraina.
      Che dici, forse virgolettando il termine prepariamo lasciamo intendere che questo "noi" non ci rappresenta tutte e tutti? Anzi, pare che in Italia non rappresenti che una minoranza dei cittadini?
      Gianni

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