mercoledì 15 febbraio 2023

Da Lazio e Lombardia una lezione per tutti noi ...

Lunedì sera a Bologna associazioni ecologiste hanno rivendicato democrazia partecipativa ...



















Le percentuali ai vari partiti ed alle coalizioni determinano i nuovi Consigli e i Governi delle Regioni. Sono da non sottovalutare, soprattutto se andrà avanti il progetto della destra leghista e dell'emiliano Stefano Bonaccini di "autonomia differenziata", con nuovi poteri e risorse da assegnare a queste istituzioni. Forse come contropartita politica per una modifica della Costituzione italiana che contempli la elezione diretta di una alta carica dello Stato. Una ulteriore involuzione autoritaria, che svuoterebbe le Assemblee rappresentative e affiderebbe la Repubblica a presunti "salvatori della patria", a destra come a "sinistra". Ma per capire gli umori, le tendenze, i giudizi prevalenti nel Paese occorre ragionare, come sempre, sui voti effettivi espressi o no. Anche questi, naturalmente, sono da "leggere" e interpretare, non dati "freddi", univoci. E possono alimentare una discussione più sostanziale e utile. Soprattutto per chi ha della Politica una visione alta: un mix di Progetti, confronto ed azioni per promuovere un governo partecipato e responsabile delle persone e delle comunità che vivono e che vivranno il Pianeta Terra.

Se partiamo dai voti una intera classe dirigente di politici, giornalisti e commentatori (con interessi marcatamente di parte) ci appare spiazzata. O, volendo, ignorante, inadeguata e, peggio, falsa. 

Osserviamo e riflettiamo.
Primo dato.
In Lombardia il Presidente uscente Attilio Fontana, contrariamente a quanto ha affermato Matteo Salvini in più interviste, non "è stato rieletto a furor di popolo". Ha perso oltre un milione di voti sui 2 milioni 800 mila del 2018. Di più: insieme Lega e Forza Italia ne hanno contati oltre un milione e 600 mila in meno (effetto pandemia e non solo). Unica forza che in Lombardia si moltiplica è Fratelli d'Italia, in Giunta al "Pirellone" come soggetto di minoranza e all'opposizione del Governo Draghi.
Analogamente nel Lazio, il candidato vincente Francesco Rocca non raggiunge i consensi dello sconfitto di Centrodestra del 2018, Stefano Parisi, e ovviamente ancor meno se si includono altre candidature (come l'ex Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, o Mauro Antonini di Casapound) di quell'area presenti cinque anni fa (meno 200 mila voti). 
Dunque, complessivamente il blocco politico e sociale Meloni - Salvini - Berlusconi arretra nei consensi (esplicitati) da lombardi e laziali. La loro indiscutibile e netta vittoria sta nella possibilità di presentare una nuova (più radicale) classe dirigente e, innanzitutto, nella non credibilità delle alternative esistenti.

E veniamo al secondo dato.
Il PD e le diverse alleanze che ruotano attorno ad esso.
Nel Lazio non va dimenticato che Nicola Zingaretti ha sommato il doppio incarico di Presidente di Regione e Segretario (nazionale) PD (occhio Bonaccini, la presunzione non è mai apprezzata!). Eppure quando si è dimesso da capo del Partito denunciando un clima interno insostenibile, nessuno ha discusso e la "polvere" sollevata sullo stato dei Democratici è stata riposta immediatamente sotto i tappeti del Nazareno dalle infinite correnti che hanno preferito chiamare, unanimi, il Professor Enrico Letta, "esule" volontario a Parigi, dopo essere stato liquidato da Matteo Renzi con il suo Governo concordato con Berlusconi dopo il voto del 2013 (M5S primo partito italiano al 25%). 
Forse nella mancata credibilità del PD come forza di Governo tutto ciò ha pesato. O no? E forse sarebbe ora di discutere apertamente di cos'è il PD romano e laziale: quello che ha raccolto le firme per fare dimettere il Sindaco Ignazio Marino, che ha tollerato infiltrazioni e connessioni con ambienti criminali (il mondo di mezzo di Buzzi & Carminati), quello che viene ripreso mentre "discute" nei ristoranti di provincia e che provoca dimissioni eccellenti negli staff  istituzionali della capitale, quello che attinge funzionari pubblici altolocati in Regione da un "oscuro" concorso in un piccolo Comune, quello che decide scelte strategiche in materie urbanistiche o ambientali (dallo stadio all'inceneritore) senza mai inserirli nei Programmi elettorali. E, forse, andrebbero ridimensionate anche le narrazioni standard "sui successi in campo sanitario" e del contrasto al Covid dell'Assessore Alessio D'Amato. Altrimenti come motivare la perdita di oltre 400 mila voti alla coalizione di Centrosinistra e di oltre 280 mila consensi al solo PD ed alle liste del Candidato Presidente di Centrosinistra?
Infine, a chi lamenta le responsabilità altrui per il mancato "campo largo" (leggi M5S) andrebbe ricordato che è difficile avere contemporaneamente gli "avversari incolti e incapaci" alleati: se Raggi e C. sono stati i responsabili di tutto (dai cinghiali per strada, a "spelacchio", dal rogo dei bus ATAC al blocco dello sviluppo urbanistico) pensare di averli partecipi di una unica coalizione è pura illusione. Gli scontri politici quando strumentali hanno inevitabili conseguenze negative. Ed ogni eventuale accordo va adeguatamente motivato e argomentato. Pena operazioni di puro trasformismo che un elettorato maturo e consapevole non accetta.

Terzo dato.
In Lombardia Pierfrancesco Majorino si è fermato ben sotto i consensi riscossi separatamente dai candidati di Centrosinistra e del M5S: la somma aritmetica del 2018 avrebbe portato a superare il Fontana ridimensionato dopo 5 anni di Giunta con Giulio Gallera e Letizia Moratti. Ma la Politica non è la semplice somma di consensi acquisiti una volta per tutte e "a prescindere" dal merito, da una visione, da una sintesi forte elaborata collettivamente, da pratiche sperimentate e affidabili. E allora al di là di del ricorso ad un candidato stimabile, ma Parlamentare europeo è impossibile nascondere che a lungo il PD si è diviso sul sostegno alla "operazione Moratti", fino a pochi mesi fa Assessora e Vice di Fontana, già Sindaca di Milano per il Centrodestra e Ministra di Silvio Berlusconi. Anche le ambiguità si pagano. Come il moderatismo confindustriale di tanti sindaci ed amministratori di Milano, Brescia o Bergamo ... Come una sinistra politica e sindacale che "improvvisamente" si scopre al servizio di lobby straniere che trattano affari con l'Europa, l'Italia e la Milano evidentemente ancora e sempre "da bere". 
E quando (giustamente) si critica il sistema sanitario lombardo ed una incapacità strutturale nella prevenzione di pandemia/e e degrado ambientale di Lega e Destre si è tanto più credibili se in Emilia Romagna si praticano chiare politiche alternative (e non si ammicca all'autonomia differenziata o ai grandi gruppi privati) e a livello nazionale si investono risorse coerenti nella formazione e nella assunzione di medici ed infermieri, nella sanità di base e territoriale, nella bonifica dei siti inquinati, nella transizione ecologica delle produzioni. Non nel riarmo e nelle spese militari secondo i dettati NATO
Quanti giovani, donne,  lavoratori, rider, universitari, che si erano raccolti negli anni passati nel M5S di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio o, più recentemente nel partito di Giuseppe Conte, potevano dunque sostenere una tanto discutibile alleanza elettorale? Così come a Bologna nelle Amministrative comunali 2021 anche in Lombardia le Liste a Cinque Stelle sono clamorosamente crollate: da quasi 1 milione di voti (il 17% nel 2018) a poco più di centomila (sotto il 4%).
E c'è da ritenere che un presunto "campo largo" (a guida Zingaretti, Letta o Bonaccini) non sarebbe andato meglio. La forza di Letizia Moratti, del nuovo "Polo" di Carlo Calenda e Matteo Renzi si è fermata a 320 mila voti, sotto la soglia del 10%. 
Mentre in tutto il Lazio Azione e Italia Viva, alleati del PD di D'Amato e Zingaretti, hanno contato 75 mila voti. Per la delusione di chi continua a parlare di "Terzo" Polo.

Sia chiaro. Nessuno vuole e può dare lezioni ad altri. E soprattutto ad un dirigente nazionale adulto, vaccinato e sperimentato come Stefano Bonaccini, già segretario del PD emiliano romagnolo, stretto collaboratore di Pierluigi Bersani e poi di Matteo Renzi, eletto Presidente della Regione con il 18% dei consensi dell'intero corpo elettorale della sua terra nel 2015 (38% di votanti) e poi rieletto nella sfida del gennaio 2020 con il decisivo contributo della coraggiosa Elly Schlein e delle Sardine di Mattia Santori. No, nessuna lezione. Ma nodi politici e culturali da discutere apertamente e da affrontare, sono più che leciti, dovuti
Senza raccontarsi frottole.
Sempre che voci critiche democratiche, pacifiste ed europeiste, della sinistra e della cultura ecologista interessino ai prossimi sfidanti delle Primarie PD. E non tanto per contarsi e per "vincere", ma per costruire insieme, singoli e soggetti politici riconosciuti e diversi, una società pluralista, giusta e sostenibile, di liberi ed uguali, con pari Diritti e Doveri universali, impegnati tutti ad attuare i Principi Costituzionali disattesi ed avversati dalle attuali classi dominanti.


Sostiene Bonaccini, oggi sul Corriere: "la nostra gente non vuole una forza di protesta, serve un PD che torni a vincere" ... (15 febbraio 2023) Osservazione scontata: per tornare a vincere servono idee e voti, Progetti e investimenti capaci di mobilitare persone, appassionarle e renderle protagoniste ... 



Lunedì in Piazza Maggiore a Bologna, ad esempio, ragazze e giovani di Extinction Rebellion e di altre associazioni hanno chiesto per il secondo lunedì consecutivo il rispetto di impegni presi dalle Istituzioni locali ... (13 febbraio 2023)


Nei cartelli esposti ecco un percorso di mobilitazione e di confronto che procede da oltre due anni ...


Senza ottenere risultati apprezzabili ... Mentre procedono investimenti in strade ed autostrade, hub della logistica su gomma e ipermercati, consumo di suolo e rigassificatori ...


"Dove sono le Assemblee Cittadine"? chiedono le associazioni ecologiste. E quali sono le proposte per fronteggiare l'emergenza climatica ed ecologica riconosciuta anche da Giunta regionale e Comune di Bologna nel 2019?
 

Sotto il Nettuno la mobilitazione coinvolge giovani e passanti con volantini e balli ...


Si alternano parole e tamburi, dialoghi e applausi  ...
 

Fin quando arriva il buio, e oltre ... (13 febbraio 2023) La mobilitazione continua ...


  


9 commenti:

  1. Solo un dato a conferma: a Roma ha votato 1 elettore su 3. Per essere votati ci vuole - propaganda e + credibilità.
    s.

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    1. Soprattutto a sinistra. Ma cosa è la sinistra oggi? Chi la rappresenta? Chi organizza le classi popolari e dipendenti? O idee e interessi presenti tra gli sfruttati o i senza sicurezze?
      A.R.

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    2. Domande giuste e impegnative.
      Gianni

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  2. I movimenti (XR e tutti gli altri) hanno necessità di interlocutori politici.
    Epperò il governo è liberista, atlantista e negazionista sui temi ambientali (vedi l'opposizione nel Parlamento UE alla fine della produzione di auto a benzina e diesel al 2035). L'opposizione è divisa e senza radici sociali. La sinistra si è liquefatta.
    È questione democratica, come mai in passato. E il 60% di non votanti è un problema.
    Sottovalutarlo non è sano. Adeguarsi un autogol.
    Ciao!

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    1. Certamente le contraddizioni di oggi hanno radici antiche e profonde. Per uscirne occorre ricostruire analisi e relazioni, progetti e lotte.
      Gianni

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  3. Ora Bonaccini chiede di essere segretario del PD per riavvicinare il partito ai cittadini e i cittadini alla politica. Pochi ricordano che da segretario emiliano romagnolo candidato alla presidenza della regione portò al voto il 38% degli elettori.
    A contendergli la carica nazionale alle primarie democratiche di fine febbraio Elly Schlein capolista nelle regionali 2020 di un lista coraggiosa che ha conquistato il 3% dei votanti.
    Mi auguro di sbagliare, ma non mi pare un ripartenza con le migliori premesse.
    A parziale discolpa dei singoli, in Europa le sinistre non vanno molto meglio. Per questo però ci vorrebbero spalle larghe e teste fini, pensieri lunghi ed una umiltà che queste persone non mi pare abbiano ancora testimoniato. L'uno sommando contemporaneamente due altissime responsabilità, l'altra iscrivendosi ad un partito per divenire direttamente segretaria.
    Zorro

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    1. Concordo.
      Al di là di tutto, trovo inconcepibile la somma di due altissime e impegnative responsabilità pubbliche come quelle di Stefano Bonaccini (in Regione e nel Partito).
      Quanto alla candidatura di Elly Schlein mi pare un indizio della crisi grave del PD, della sinistra e della Democrazia italiana.
      Gianni

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  4. Quell'ossessione per "vincere" - unica cosa che conta - ha da tempo creato una certa equivalenza fra il Pd e la Juventus. Con le conseguenze disastrose che vediamo.
    Trovo convincente questa ricostruzione della situazione laziale (Ignazio Marino è stato ben presto rimosso), mentre sulla Lombardia aggiungerei che non si è mai voluto fare una campagna sulla "questione morale", nonostante Formigoni, i parenti di Fontana, e mille altri pretesti. Nessun dubbio sul fatto che si avessero poche carte da giocare su quel piano: da dove vengono Panzeri e il Qatargate?

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