lunedì 13 maggio 2013

Epifani Segretario PD


1. Guglielmo Epifani, candidato unico, è stato eletto segretario PD con 458 voti su 939 componenti l'Assemblea nazionale del partito. Meno del 50% degli aventi diritto. 76 sono state le schede bianche, 59 gli astenuti e 346 gli assenti (giustificati?).
Se si considera la crisi del partito, le sue (attuali ed alte) responsabilità di governo ed il fatto che il voto era riservato a dirigenti nazionali e locali non è la conferma di problemi seri e irrisolti ed un pericoloso rinvio delle questioni politiche che urge affrontare?
2. In 6 anni di vita, è la seconda volta che il segretario del PD, eletto con primarie partecipate, si dimette in seguito a risultati elettorali inattesi (sconfitte?!) e viene sostituito, in "emergenza", da un segretario deciso dalla assemblea nazionale. Colpisce che un partito che sceglie di qualificarsi democratico e che fa delle primarie (per eleggere il proprio leader e i propri dirigenti e parlamentari) un elemento distintivo e caratterizzante, dimostri una ripetuta fragilità e incapacità politica a gestire il risultato della partecipazione dei suoi iscritti ed elettori. Non è un improvvido cedimento al populismo (che si dice di voler combattere) per nascondere mancate scelte identitarie, politiche e culturali?
3. Gli studi sulla composizione socio demografica dei principali elettorati dicono che a febbraio il PD ha raccolto il 37% dei consensi dei pensionati, il 15% tra i lavoratori autonomi, il 18% tra i disoccupati, il 20% tra gli operai, il 23% tra gli studenti. La metà dell'elettorato PD ha più di 55 anni. Si può dire che il consenso del PD è sempre più il portato di uno "zoccolo duro" e fedelissimo di esperienze politiche storiche e "passate" (comuniste e cattolico democratiche) piuttosto che della sua quotidiana utilità sociale e culturale per chi vuole costruire, nel XXI secolo, un mondo migliore e più giusto?
4. La scelta di affidarsi, senza adeguato (e Statutario!) coinvolgimento, ad un Premier come Enrico Letta (giovane ma anche di origine ed approccio democristiano) e ad un segretario come Guglielmo Epifani (di provenienza sindacale e socialista) è davvero lungimirante, capace di interrompere la caduta e di costruire il futuro?


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