venerdì 2 giugno 2023

Ma dove vivono Davide Baruffi e Stefano Bonaccini?

Legambiente: 4 domande in Piazza Maggiore (e in TV) alla Giunta della Regione nel febbraio '22 

















Viviamo giornate intense. La cosa peggiore è negare la realtà e raccontare bugie. Non ascoltare gli interlocutori o fingere di non capire ciò che dicono. Soprattutto quando si hanno responsabilità di governo e politiche.

Davide Baruffi è considerato "il braccio destro politico di Stefano Bonaccini" (Wikipedia) ed ha maturato un ricco curriculum di cariche nelle Istituzioni (ora è Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale) e nel PD (è membro della Segreteria nazionale di Elly Schlein). Ebbene in risposta alle critiche argomentate di Legambiente Emilia Romagna, Baruffi anziché misurarsi nel merito dichiara alla stampa di essere "stupito e perplesso" della uscita della associazione ecologista dal Patto per il Lavoro e per il Clima perché, a suo dire, non sono "mai emerse contrarietà". 

Per le persone interessate a risolvere problemi e che amano la Politica fatta di confronto vero, serrato e appassionato vale la pena leggere integralmente il comunicato dell'Ufficio Stampa di Legambiente Emilia Romagna e ricordare, ancora una volta, alcune tappe pubbliche delle mobilitazioni ecologiste e legambientine di questi ultimi tempi. 



Legambiente Emilia-Romagna esce dal Patto per il Lavoro e il Clima della Regione Emilia-Romagna 


Azioni non in linea con gli obiettivi fissati, incoerenza delle politiche pubbliche in materia ambientale e mancanza di coesione tra i firmatari alla base della scelta dell’associazione ecologista 


Dopo un’esperienza durata due anni e mezzo, Legambiente Emilia-Romagna ha deciso di uscire dal gruppo di organizzazioni firmatarie del Patto per il Lavoro e il Clima promosso dalla Regione Emilia-Romagna. La scelta, maturata a seguito del confronto tra i livelli dell’associazione, è legata soprattutto alla mancanza di coerenza tra gli obiettivi indicati nel Patto e le azioni realizzate in questi anni dalla Regione. 

 

Nonostante, infatti, gli impegni assunti con la firma del Patto e l’apparente condivisione di finalità dell’azione politica tra i firmatari, non sono però mancate scelte, sia nell’ambito della pianificazione regionale sia nell’autorizzazione a singoli progetti, decisamente in contrasto con tali finalità. 

“Avevamo sperato che l’impegno assunto dalla Regione rispetto alle principali questioni ambientali del nostro tempo, che era stato riconosciuto anche dal cambiamento del nome del Patto rispetto al passato, quando non c’era riferimento al ‘Clima’, si concretizzasse in modo decisamente più forte rispetto a quanto è in realtà avvenuto”, dichiara Legambiente. “È evidentemente mancata la capacità di trovare un punto d’incontro tra l’obiettivo di mantenere un sistema economico forte e la necessità di attuare la transizione ecologica nei tempi dettati dalla crisi ambientale in cui ci troviamo.” 

 

L’episodio più emblematico in questo senso, secondo l’associazione ecologista, è stata l’accoglienza che è stata data al nuovo rigassificatore di Ravenna, un impianto che ben poco ha a che fare con la transizione energetica che invece imporrebbe l’abbandono dei combustibili fossili in tempi rapidi: invece di cogliere l’opportunità della crisi russo-ucraina, la Regione (affiancata in questo dai Governi nazionali che si sono succeduti dal 2021 in poi) ha scelto di appoggiare la strategia della diversificazione dei Paesi di approvvigionamento del gas, una strategia che, per i tempi che sono stati indicati nei provvedimenti autorizzativi dei nuovi impianti, vincolerà il Paese per decenni alle risorse fossili. 

 

Allo stesso tempo, è mancato un chiaro indirizzo a supporto degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: in particolare per quello che riguarda gli impianti eolici, dalla Regione e dai firmatari del Patto è mancata un’azione chiara e coerente finalizzata al miglior inserimento di tali impianti nei contesti territoriali dell’Emilia-Romagna. 

 

“Come è stato evidenziato anche dalle attività di Legambiente a livello nazionale, la transizione energetica incontra numerosi ostacoli su tutti i territori. Nel contesto emiliano-romagnolo è mancata una comunanza d’intenti tra i soggetti che avevano sottoscritto un impegno a favore della transizione energetica: anche nel caso dell’ultima delibera regionale in materia, dedicata alle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici, l’impegno dei consiglieri regionali promotori di emendamenti migliorativi rispetto alla proposta iniziale si è scontrato con l’opposizione di chi, pur aderendo al Patto, non sta riconoscendo l’urgenza di ridurre le emissioni climalteranti che tanti danni stanno provocando e provocheranno al nostro territorio.” 

 

L’energia non è però l’unico ambito sul quale l’azione del Patto è stata carente, secondo Legambiente. 

 

“Abbiamo avuto modo di confrontarci con l’Amministrazione regionale e gli altri portatori d’interesse su alcuni strumenti di pianificazione cruciali per lo sviluppo del territorio regionale, come il Piano Integrato dei Trasporti (PRIT) e il Piano Rifiuti (PRRB)”, ricorda l’associazione. “Nel caso del PRIT abbiamo presentato una protesta formale alla luce dell’incoerenza del Piano e delle sue previsioni infrastrutturali rispetto agli altri piani che si occupano di aspetti ambientali: in quell’occasione non c’è stato modo di ottenere alcuna modifica al testo che era stato portato alla discussione dell’Assemblea legislativa”. 

 

“In merito al Piano Rifiuti avevamo invece presentato osservazioni relative alle previsioni di evoluzione dei quantitativi di rifiuti prodotti: le previsioni contenute nel Piano non erano in linea con l’ipotesi di applicare le migliori pratiche a disposizione per ottenere una riduzione significativa dei rifiuti stessi, un requisito necessario per poter ipotizzare di chiudere un impianto di incenerimento” continua Legambiente. “In questo caso si è voluto mantenere un obiettivo decisamente meno ambizioso, sulla scorta di indicazioni di livello nazionale: questo obiettivo non è però in linea con i risultati ottenuti nei territori che hanno adottato il sistema di tariffazione puntuale, che hanno ottenuto performance molto migliori di quanto prevede oggi il Piano.” 

 

Tema ulteriore rispetto al quale Legambiente ha manifestato preoccupazione nel tempo è il consumo di suolo. Nonostante le finalità enunciate in fase di approvazione della legge urbanistica regionale 24/2017, tra il 2020 e il 2021 l’Emilia-Romagna è stata la terza Regione italiana per consumo di suolo, più 658 ettari cementificati in un solo anno, pari al 10,4% di tutto il consumo di suolo nazionale, come ricordato recentemente da Paolo Pileri.  

 

“Come era stato preventivato da esperti e organizzazioni ambientaliste, la legge urbanistica non ha consentito di interrompere il consumo di suolo in Emilia-Romagna: secondo i dati ISPRA, i processi di copertura e impermeabilizzazione del suolo proseguono a ritmi elevati e i casi di grandi espansioni delle superfici urbanizzate non si sono fermati. Resta particolarmente critico il tema dei poli logistici, la cui realizzazione sul territorio continua a sfuggire alle logiche della pianificazione, a partire dalla mancanza di connessione con le infrastrutture ferroviarie. Ha costituito un segnale particolarmente negativo in questo senso l’approvazione di proroghe ai termini di attuazione delle previsioni urbanistiche previgenti alla nuova legge che, negli anni passati, hanno consentito di prolungare la validità dei vecchi PRG e PSC: questo ha portato alla prosecuzione di interventi urbanistici previsti da anni che, tra l’altro, non verranno nemmeno computati nell’ammontare del consumo di suolo consentito dalla nuova legge.” 

 

Anche gli eventi estremi verificatisi nel mese di maggio in Romagna sono stati motivo di riflessione per Legambiente Emilia-Romagna. 

 

“Abbiamo assistito con sgomento a quanto accaduto sul territorio e crediamo sia necessario procedere quanto prima non solo alla ricostruzione, ma anche a una trasformazione del sistema di gestione delle precipitazioni e di quello fluviale”, rimarca l’associazione. “Come ha sottolineato giustamente il segretario dell’Autorità Distrettuale di Bacino del Po, non occorre ripristinare la situazione preesistente, ma è necessario riprogettare e ampliare gli spazi a disposizione dei fiumi in modo da ridurre il rischio: questo significa rivedere le logiche che hanno guidato la pianificazione territoriale in passato, e quindi restituire spazio ai fiumi anche delocalizzando insediamenti oggi collocati in aree prossime ai corsi d’acqua.” 

 

“Non abbiamo apprezzato il riferimento sprezzante di amministratori pubblici alle organizzazioni ambientaliste additate come responsabili di ostacoli alla realizzazione di opere per la sicurezza del territorio”, aggiunge Legambiente. “Addossare le responsabilità del mancato adattamento delle infrastrutture al cambiamento climatico a chi proprio di cambiamento climatico si occupa tutti i giorni è una palese contraddizione e il segno che la protezione dell’ambiente continua ad essere trattata come un elemento secondario, il contrario di ciò che il Patto per il Lavoro e il Clima avrebbe dovuto realizzare.” 

 

Legambiente ribadisce infine il proprio sostegno alle politiche ambientali e di sviluppo sostenibile promosse sul territorio dell’Emilia-Romagna: “Continueremo a svolgere il nostro lavoro di analisi e di stimolo affinché la Regione, gli enti pubblici e il settore privato compiano rapidamente la transizione verso un modello socioeconomico a basso impatto ambientale. La nostra disponibilità al confronto resta immutata, serve però chiarezza da parte dei decisori politici ed economici: la crisi climatica richiede risposte immediate e non contraddittorie.” 

Ufficio stampa di Legambiente Emilia Romagna, 1 giugno 2023


Le principali iniziative pubbliche di Legambiente nel 2022 - '23

1. Davide Ferraresi, Luca Girotti, Claudio Dellucca ed altri attivisti di Legambiente in Piazza Maggiore propongono 4 domande sul Passante di Mezzo in occasione di CleanCities 2022 ... (17 febbraio 2022)









1. La documentazione critica e propositiva viene consegnata a Palazzo d'Accursio dai Presidenti di Legambiente Bologna ed Emilia Romagna ad una delegata del Sindaco di Bologna ... Nessuna risposta!


2. Legambiente manifesta a Minerbio (Bologna) per una alternativa alla produzione ed al consumo di carburanti fossili ... (12 febbraio 2022). Nessuna risposta!


3. Legambiente e RECA Emilia Romagna raccolgono le firme per 4 proposte di legge su Acqua, Energia, Rifiuti e Urbanistica ... (aprile 2022) 


3. Vedi qui la consegna al Palazzo della Regione in Viale Aldo Moro di oltre 7 mila firme ... (13 settembre 2022). Il percorso Istituzionale non è ancora partito.


3. A ricevere il contributo critico e propositivo di cittadini ed ambientalisti 3 consiglieri regionali: Silvia Piccinini del M5S, Silvia Zamboni dei Verdi e Igor Taruffi oggi Assessore regionale e componente della segreteria nazionale del PD di Elly Schlein ... (13 settembre 2023) 















4. Legambiente propone di ridurre le auto e potenziare i treni ... alla grande manifestazione che attraversa Bologna e occupa per alcune ore il grande Asse viario Tangenziale - A14 (22 ottobre 2022)


4. Bandiere di Legambiente in via Matteotti: "più salute e meno smog" il PRIT va cambiato ... (22 ottobre 2022). Unica risposta abbattimento di alberi, chiusura di aree verdi e apertura di cantieri per altro asfalto e cemento.
 

5. Paola Fagioli ed attivisti di Legambiente a Ravenna alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni contro il rigassificatore e pro rinnovabili ... (6 maggio 2023) 


5. In Piazza Kennedy Davide Ferraresi interviene con critiche e proposte alternative ricordando le proposte di legge sottoposte alla Regione ... (6 maggio 2023) Nessuna risposta!



La pagina di Repubblica Bologna che anticipa la conferenza stampa in cui Legambiente annuncia l'uscita dal Patto per il Lavoro ... rimasto "senza Clima" (1 giugno 2023)


La pagina di oggi di Repubblica Bologna. Ampio spazio a Mauro Mazzola del CNR: "non possiamo stupirci di fenomeni come quello che ha colpito la Romagna ... Sarà la normalità". Ed una colonna per "la polemica" sconsiderata del povero Baruffi: "lo dicono ora" ... (2 giugno 2023)
   

Il Corriere di Bologna con la notizia a tutta pagina: "Ambientalisti fuori dal Patto" e il povero Baruffi "mai emerse contrarietà" ... (2 giugno 2023)


Nella colonna che Carlino Bologna dedica oggi alla decisione di Legambiente torna la replica del povero Baruffi: "sessanta firmatari che oggi vengono a conoscenza di questa scelta, senza peraltro avere mai appreso di particolari contrarietà o controproposte" ... (2 giugno 2023) 
Della serie "il sonno della Regione genera mostri"!






















Intanto, in sala Stefano Tassinari presso Palazzo d'Accursio e in collegamento on-line, l'ultima lezione della Scuola di Formazione di Legambiente Bologna ed Emilia Romagna ... (1 giugno 2023)


La lezione del Prof. Stefano Zamagni: "Lardato Sì e l'Ecologia integrale di Papa Francesco. Ambiente, povertà, democrazia" ... (1 giugno 2023) 





La testa del corteo "SOS Emilia Romagna: dalla solidarietà ... alla mobilitazione. Soldi ai territori non alla guerra!" (2 giugno 2023)


"Spalare non sparare" ... (2 giugno 2023)


Una manifestante ...


Tre giovani donne ...


Verso la Regione ...














Un manifesto dell'Assemblea No Passante ricorda gli appuntamenti del lunedì pomeriggio contro il muro di silenzio e il mancato ascolto dei Governi ... per la conversione ecologica e climatica


... e un manifesto per la mobilitazione del prossimo 17 giugno











7 commenti:

  1. Vero, sembrano marziani. Lontani dalla vita delle persone e dai conflitti quotidiani.
    Sembra che tutto si giochi sul nome del commissario chiamato a gestire i soldi pubblici destinati al post alluvione.
    L.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gtugnoli16@libero.it5 giugno 2023 alle ore 11:05

      Credo che dinanzi al mondo ecologista stia oggi una doppia sfida.
      Da un lato essere protagonista della solidarietà operativa al fianco delle comunità colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici.
      Dall'altro promuovere un confronto di merito sulle cause profonde e sulle svolte radicali necessarie e urgenti nelle scelte di governo dei territori. E' mortificante continuare ad ascoltare rappresentanti delle Istituzioni, di partiti e di organizzazioni imprenditoriali o dei lavoratori dissertare e dividersi su chi ha da essere il "Commissario" straordinario per le terre alluvionate. Qui è tempo di ragionare e di misurarsi sui Progetti e sulle priorità su cui investire per fronteggiare siccità, piogge ed esondazioni, frane ed erosione delle coste ... In discussione c'è una crescita economica e produttiva insostenibile, c'è "la distruzione della natura in Italia" (come denunciava Antonio Cederna 50 anni fa). Oggi le risposte ai problemi non possono essere considerate scontate e condivise. Questo è anche il segnale forte indicato da Legambiente. Che ne dicono nel merito Maurizio Landini, Elly Schlein, Gianfranco Pagliarulo, Simone Gamberini e gli iscritti a CGIL, PD, ANPI, Legacoop?
      Gianni

      Elimina
  2. Con Legambiente! Tutta la vita.
    s.

    RispondiElimina
  3. E se la sorpresa di B&B stesse soltanto nell'atto di insubordinazione di una associazione che troppo spesso supporta PD e Csx?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gtugnoli16@libero.it5 giugno 2023 alle ore 11:32

      Legambiente ha una storia. Da conoscere, da rispettare, da valutare criticamente, da rapportare alle esperienze ... Se vuole essere nel presente e in futuro un soggetto utile per il popolo inquinato, per la conversione ecologica, per la giustizia sociale deve caratterizzarsi per visione, obiettivi e determinazione nel perseguirli ... Senza alcuna subalternità o dipendenza, interlocutore di tutti ed espressione dei soci e dei volontari che la animano.
      Gianni

      Elimina
  4. Bonaccini e compagnia non solo vivono in Emilia Romagna, ma pure la governano. E dopo l'alluvione anziché interrogarsi sui perché di un simile disastro l'attribuiscono alla eccezionalità dell'evento naturale, micca alle scelte sbagliate degli uomini. Consolante e naturalmente deresponsabilizzante.
    Così tentano di ottenete due risultati.
    1- Ricevere più risorse nazionali per ricostruire presto secondo gli obiettivi infrastrutturali precedentemente previsti.
    2- Attribuire il recente voto amministrativo negativo del centrosinistra al presunto neo radicalismo del Pd di Elly Schlein anziché alle vecchie scelte del partito di Letta e Renzi.
    Mi sa che le difficoltà siano ancora tante per i Democratici e per la sinistra. Del resto lo conferma anche la pagina di oggi del Corriere di Bologna che descrive un PD d'Emilia stanco di Schlein e annuncia quanto un alto ufficiale delle truppe del governatore dice replicando ad una frase di Elly la sera delle primarie: "ci vedranno arrivare".
    Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gtugnoli16@libero.it5 giugno 2023 alle ore 11:57

      Considerazioni assolutamente condivisibili.
      Aggiungo solo che di fronte alle contraddizioni del presente la semplice amministrazione dell'esistente non costruisce alcuna prospettiva ...
      Gianni

      Elimina