venerdì 27 maggio 2022

Amianto, Armi, Auto: è tempo di Piani B, C, D, F

Lavoratori e sindacati in piazza a Bologna contro l'Amianto, rivendicano il Piano Bonifiche 











A 30 anni dalla legge che in Italia l'ha messo al bando "l'amianto continua a uccidere". Lo scrivono medici e scienziati nelle loro relazioni, lo denunciano lavoratori e cittadini impegnati a rendere giustizia alle tante vittime e a sostenere la Bonifica degli ambienti inquinati. Nel nostro Paese "ne è stato rimosso soltanto il 25%; di questo passo ne avremo ancora per 75 anni" sostiene una inchiesta nazionale di Legambiente pubblicata su Nuova Ecologia di aprile.

I sindacati manifestano nelle piazze: "prevenzione significa garantire cura, ricerca scientifica, sorveglianza sanitaria, mappature e Bonifiche in sicurezza" dei territori. Lo hanno fatto a fine aprile, anche a Bologna per iniziativa di CGIL, CISL e UIL (vedi il testo integrale dell'intervento di Andrea Caselli). Cittadini si auto organizzano in comitati di scopo, si dotano di consulenze di professionisti competenti e rivendicano tutele dalle Istituzioni e dalle autorità (è il caso del Comitato No Palazzoni Due Madonne, nel Quartiere Savena).
Senza dimenticare che, nel mondo, questa battaglia è tutta ancora aperta: la produzione, il commercio ed il consumo di amianto sono tuttora consentiti in Russia, Cina, India, America ...

Negli Stati Uniti in queste ore, di fronte alla ennesima strage di adolescenti in una scuola compiuta con armi automatiche da un diciottenne, c'è chi propone di "armare gli insegnanti". Una logica consolidata quanto spregiudicata che segue un falso "buon senso", ma che in realtà alimenta una escalation al riarmo senza alcun limite. Un obiettivo comprensibile solo per chi è proprietario di industrie belliche o fa affari e carriera con il commercio delle armi. Inaccettabile per tutti gli altri: perché non interrompe la spirale perversa che alimenta morte e vittime; perché non sceglie strategie lungimiranti, altre politiche di governo, alternative possibili di relazione, di umanità e di cultura. Un interrogativo è obbligatorio: dove porta questa progressiva dipendenza dalle armi, nella società in cui viviamo ovvero nel mondo del terzo millennio? Possiamo metterci unicamente nelle mani dei nostri interlocutori? Affidare il comune futuro alla loro soggettiva ragionevolezza? Soprattutto se nutriamo dubbi e diffidenza sul loro tasso di responsabilità, di affidabilità e sulla stessa (loro) salute mentale? No, nessuna intelligenza pubblica e nessuna comunità democratica può affidare alle Armi, all'uso della forza e alle spese militari il proprio futuro. Occorre dotarsi di Piani Bilanciati di Cooperazione e Disarmo.

Novità si impongono anche su un altro prodotto simbolo del nostro tempo. Due giorni fa l'Assessora alla Nuova Mobilità del Comune di Bologna intervistata dal Quotidiano Nazionale per il Carlino Bologna pare abbia sostenuto "meno auto, rivoluzioniamo la mobilità". Nessuna illusione, naturalmente. Leggendo, Valentina Orioli pare confermare, consapevolmente, scelte assai contraddittorie. Primo: una via locale alla riduzione dei traffici su gomma per un indefinito domani - con "la città 30" e "i parcheggi Michelino e Borgo Panigale", mentre si è cambiata la destinazione d'uso per altri storici parcheggi "scambiatori" - deliberando e prevedendo, da oggi, un attraversamento della Città a più Auto e (soprattutto) più Autocarri merci con il ribadito Si al potenziamento del Passante di Mezzo di Bologna. Quasi i problemi dell'inquinamento non riguardassero l'intera Regione ed il Paese, non fossero interdipendenti e connessi, non riguardassero l'intero modello di sviluppo e di crescita economica e produttiva. Secondo: con investimenti minimi ed ancora indeterminati a promozione del trasporto pubblico, concentrati essenzialmente a favore di nuove linee di tram (sicuramente più funzionali della recente pessima "progettazione" e realizzazione del People Mover, già in vendita) e con impegni ancora abbastanza indefiniti, generici e non coordinati per un "sistema" efficiente ed integrato con la strutturata e potenzialmente forte Rete FS, FER e TPER (che da decenni rimane programmata in Comune su carte ammuffite). Non a caso, lo stesso giorno, l'Assessore Regionale a Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo e Commercio in una intervista al Corriere della Sera si è concentrato su "l'ultimo miglio": ovvero le attività propedeutiche al decollo dei cantieri per portare a 16-18 corsie l'Asse viario urbano A14-Tangenziale. Una "grande" opera (da almeno 2 miliardi, senza considerare gli aumenti dei listini delle materie prime di questi mesi) che, entro il 2030, dovrebbe supportare il potenziamento dell'intera rete autostradale emiliana e italiana: la "quarta corsia della A1 da Modena a Milano e dell'A14; la terza corsia dell'A13 e della Modena Brennero ... senza dimenticare la nuova Autostrada Cispadana e la Bretella Campogalliano - Sassuolo, voluta al servizio delle industrie dell'area delle ceramiche (contro ogni transizione al Piano Ferro). Insomma, ulteriori miliardi di investimenti nella mobilità insostenibile, su gomma, più inquinante. Altro che "meno auto e rivoluzione". Così procedendo, senza una svolta, solo briciole verranno destinate alla "conversione eco-compatibile della mobilità e della società". Nonostante i bla, bla, bla sulla transizione praticabile con Next Generation EU e l'italico PNRR. 

Vogliamo continuare così? 

O è giunto il tempo per Amianto, Armi, Auto ed Autocarri di uscire decisamente da abitudini consolidate e dalla dipendenza, dando visione, concretezza e sostanza a Piani B(bonifica), C(ooperazione), D(isarmo) e F(errovie) che costruiscono conversione ecologica e pacifica nel Pianeta in crisi e in emergenza?



Lavoratori e sindacati in piazza contro l'Amianto e per il Piano Bonifiche ...

Nella giornata nazionale contro le morti sul lavoro operai ed impiegati delle Officine Grandi Riparazioni delle FS, attivisti e delegati, sindacati confederali in Piazza Nettuno manifestano per attuare il Piano Assistenza, Bonifiche, Cura ... (28 aprile 2022)


Al presidio davanti al Sacrario dei Caduti Partigiani vittime della lotta di Liberazione nazionale, interviene il dottor Daniele Mandrioli, Direttore del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell'Istituto Ramazzini ... (28 aprile 2022)


L'intervento di Andrea Caselli, della CGIL regionale ... (28 aprile 2022) 


















































Il primo pensiero in questa giornata della memoria delle vittime dell’Amianto, va alle persone, ai lavoratori che non ci sono più ed ai loro familiari.

Per ricordarli tutti: le donne, che rappresentano il 28% dei casi di mesotelioma in regione (888 su 3186), fra queste Carla deceduta per mesotelioma a causa dell’esposizione familiare di un lavoratore ETERNIT di Rubiera, Rosa, Jolanda e Margherita lavoratrici della mensa e del Bar delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna, Patrizia che ancora bambina aiutava i nonni e i genitori a pulire e riparare i sacchi di juta che avevano contenuto amianto, per conto dell’ Eternit, Marisa e Mirella decedute per Mesotelioma a causa di esposizione ambientale, residenti vicino a capannoni con amianto, Benedetta che aveva sempre lavorato in una scuola a Ferrara.

Non solo ricordo, oggi è una giornata di lotta, per trasformare il dolore, in azione per il cambiamento, CGIL-CISL-UIL rilanciano con la manifestazione di oggi il sostegno alla piattaforma amianto nazionale, la vertenza regionale per rendere operativo il piano amianto approvato nel dicembre 2017, per la prevenzione innanzitutto, per impedire nuove esposizioni all’amianto, garantire cure e ricerca scientifica alle vittime dell’amianto e la sorveglianza sanitaria degli ex-esposti amianto.

Prevenzione che si realizza attraverso la mappatura dell’amianto esistente sul territorio, rilancio delle bonifiche in sicurezza, vigilanza dei cantieri. Decisivo è il ruolo di tutte le istituzioni, dallo Stato (governo e parlamento), alla Regione, ai Comuni. Continuiamo ad essere in ritardo nella corretta applicazione della legge 257/del 92, di cui ricorre il trentennale.

L’amianto ha ucciso ed uccide per la sete di profitto, ma anche per l’incuria, l’inerzia ed il disinteresse dello Stato, che oggi richiama i cittadini ad un giusto ascolto e alla fiducia nella scienza, ma non ha ascoltato, quando doveva, le evidenze scientifiche che da oltre 50 anni ne hanno chiarito la pericolosità, la correlazione fra esposizione ad amianto e patologie tumorali.

Solo il movimento dei lavoratori, i sindacati, le Associazioni ha permesso di produrre leggi, vigilanza, prevenzione. Anche nelle aule di giustizia, si continuano ad accettare visioni scientifiche eclettiche, e non le risultanze comuni delle conferenze scientifiche di consenso. Questa sordità, ritarda le decisioni legislative, l’azione di prevenzione e la ricerca di giustizia e verità.

Permettemi di richiamare il ruolo decisivo dei Comuni in questa battaglia, anche misure parziali come la realizzazione della bonifica di piccole quantità di amianto da parte dei cittadini, nonostante ci siano le norme regionali, è ferma in molti comuni, fra cui duole dirlo anche nel comune di Bologna, per inerzie burocratiche e per le resistenze inconcepibili di grandi aziende come HERA ed IREN.

Oggi in questa piazza i lavoratori delle OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, rendono visibile il dramma dei loro colleghi scomparsi, uccisi dall’amianto.

E’ grazie al loro costante e determinato impegno che sono avviati i lavori per arrivare alla completa bonifica dell’area OGR Sito di Interesse Nazionale per la Bonifica.

Reiteriamo la richiesta che lo stabilimento dismesso venga acquisito dal Comune per tenere alto in un percorso di Memoria collettiva il problema e le vicende dell’amianto.

Occupiamoci di Amianto è il titolo di questa manifestazione, è un richiamo a realizzare investimenti indispensabili per le mappature, per le bonifiche, per lo smaltimento in sicurezza e con percorsi partecipati e consapevoli dei cittadini, sul sistema sanitario, sulla ricerca. Ripartire dalle risorse liberate nel PNRR.

La nostra piattaforma nasce dall’ascolto delle migliaia di storie vissute pericolosamente da ferrovieri, lavoratori edili, metalmeccanici, lavoratrici tessili, stiratrici, elettricisti, lamierai, falegnami, orafi, manutentori, tubisti, insegnanti e tanti altri.

Abbiamo in questi anni migliorato i trattamenti del Fondo Vittime Amianto, ma non ci accontentiamo e ne chiediamo una riforma giusta per il risarcimento di tutte le vittime e dei malati.

L’INAIL, oggi riconosce una minima parte delle malattie professionali contratte dai lavoratori e dalle lavoratrici. Mesoteliomi, tumori al polmone e altro, questo deve cambiare.

CGIL-CISL-UIL ci sono, noi facciamo la nostra parte e la facciamo rappresentando i lavoratori e le lavoratrici, avvalendoci della loro partecipazione attiva, lo facciamo assieme alle associazioni, ai medici, ai ricercatori.

Ci siamo e ci saremo, assieme, solidali, determinati. Per la Pace, per la salute, per l’ambiente, per la giustizia sociale. Arrivederci alla prossima.


Andrea Caselli, intervento alla manifestazione CGIL, CISL, UIL del 28 aprile 2022


Continua la mobilitazione contro la guerra all'Ucraina e le guerre nel mondo, per la Cooperazione e il Disarmo

Il volantino delle associazioni che il prossimo 1 giugno organizzano a Bologna la Festa della Repubblica che ripudia la guerra ...

"La nostra salute contro la vostra guerra" al corteo bolognese del 25 aprile in ricordo della lotta di liberazione ...  
















Le parole, i fatti, la mobilitazione per "meno auto" e meno spreco di risorse, per investire 
davvero sulla conversione ecologica 


L'intervista dell'Assessora alla Nuova Mobilità del Comune di Bologna al Carlino (24 maggio 2022) sono contraddette dagli atti concreti: la stessa ASPI "giustifica" il Passante di Mezzo con l'aumento del numero degli automezzi in circolazione e le "promesse di compensazione" confermano il conseguente certo maggiore inquinamento da smog e rumore ... 


Il Corriere di Bologna, contemporaneamente, annuncia a tutte pagine l'insostenibile "grande" opera ... Altro che progetti di "meno auto e rivoluzioniamo la mobilità" ... (24 maggio 2022)


Nell'intervista al Corriere di Bologna l'Assessore competente della Regione (24 maggio 2022) annuncia la "road map" dei lavori: "55 mesi di cantieri" e di "disagi" per realizzare infrastrutture di asfalto e cemento che resteranno per i prossimi 50 anni ... E la conversione ecologica?



Il fronte critico che rivendica altre priorità e un Piano Ferrovie, investimenti e tempi certi per il Servizio Ferroviario Metropolitano promesso da decenni e mai realizzato e per una mobilità non inquinante ... programma appuntamenti di informazione e di mobilitazione












Una delle ultime partecipate assemblee No Passante di Mezzo, nel Parco delle Caserme Rosse ... (27 marzo 2022)


7 commenti:

  1. Concordo. Ma deve crescere la cooperazione tra i soggetti sociali del cambiamento.
    s.

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  2. Mi sa che per cambiare bisogna non fermarsi alla A....... e conoscere tutto l'alfabeto.
    Non è da tutti i politici e gli uomini d'affari.
    Coltiviamo cultura.
    M.

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  3. Qualche domanda.
    Amianto. A che punto siamo a Bo e in E.R. con la mappatura dei siti inquinati e con la Bonifica delle tubature d'acqua di Hera?
    Armi. Chi si propone di armare gli insegnanti è Trump. Ma Biden può essere la risposta dei Democratici?
    Auto. Non è che la Sinistra che governa a Bo e in E.R. proponga una rivoluzione culturale e sociale. Eppure anche il Centrodestra vuole il Passante Sud, trivelle, più parcheggi. E allora che possibilità abbiamo di ridurre il traffico e lo smog? Prendere casa in montagna, dove non ci sono i treni e chiudono gli ospedali?
    Difficile essere ottimisti.
    L.

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    1. Da tempo si parla di sostituire le tubature d'acqua in cemento-amianto che costituiscono la rete idrica di Bologna. Ma pare che Hera preferisca però remunerare gli azionisti anziché reinvestire risorse accumulate nel Piano B(onifiche) con le opportune manutenzioni straordinarie degli impianti.
      Quanto al Piano F(errovie) si stanno perdendo occasioni storiche (leggi risorse PNRR) e si continua a "ciurlare" in mancanza di una visione complessiva, con amministratori che buttano proposte fantasiose per vedere l'effetto che fa e decidere in base alle reazioni raccolte.
      Se vogliamo "rivoluzioni" nell'interesse generale ben altri debbono essere gli approcci dei "soggetti pensanti": partiti, sindacati, associazioni, centri culturali.
      Ma occorre studio collettivo e tanta "innaturale" umiltà.
      Ciao!

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  4. Ok con i piani B, D e F se sintetizzano Bonifica dall'Amianto, Disarmo dei singoli Stati nazionali, Ferrovie per pendolari.
    Sul piano Cooperazione chiedo un approfondimento. Non tutte le esperienze sono positive.
    ☆☆☆

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  5. Troppo conformismo prevale ad oriente come ad occidente. Abbandonare materie e produzioni che nuocciono gravemente alla collettività è arduo se compromettono interessi consolidati.
    Lo dimostra l'amianto che è ancora in uso in molti paesi nonostante le esperienze di Casale Monferrato e Rubiera.... e il nucleare che ha sconvolto Chernobyl e Fukushima....
    Di armi ed auto si dovrebbe fare un uso controllato e limitato. La libertà delle persone non è farne abuso ma rispettare la vita loro, degli altri e della natura.
    Ale

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  6. Vero. I piani A quando resi assoluti (come i monarchi) e non sottoposti a necessarie verifiche (e controlli) possono avere effetti devastanti.
    Ovviamente tra amianto, armi e auto ci sono molte differenze.
    Il primo è stato giustamente messo al bando dalla Comunità Europea.
    Delle armi sarebbe ora di programmare: la riduzione; un uso esclusivo da parte di autorità nazionali ed internazionali riconosciute; la fine del commercio libero.
    L'auto quando usata con intelligenza e razionalità è un mezzo utile a migliorare la vita delle persone. Irresponsabile è considerarle "il mezzo" per la mobilità. L'unico ed esclusivo, quasi non fosse causa di problemi (smog, rumore, congestione, incidenti) e non potesse integrarsi con altri (meno o non inquinanti: treni, tram, bus, bici, monopattini).
    Purtroppo nelle nostre società patriarcali, capitaliste e socialiste, questa consapevolezza non prevale e possedere auto ed armi è motivo di status symbol.
    Cambiare abitudini, cultura e pratiche è necessario e possibile. La sfida per i prossimi dieci anni.
    Anna

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