martedì 4 novembre 2014

Alessandra, la grande

Chi crede nel senso del limite non conosce il PD e i suoi dirigenti.
Che senso ha candidare una persona, in soli due anni, prima alla Camera dei Deputati (2013), poi capolista al Parlamento Europeo (2014) e, infine, a Presidente di Regione (2015)?
Mancano altre persone di valore, autorevoli, in grado di prendere impegni con gli elettori e mantenerli per l'intera legislatura?
Che affronto è per chi vota, milita, dirige quel partito?
Era auspicabile che alcune passate e brutte esperienze avessero portato necessarie riflessioni.
Non è stato così.

Alessandra Moretti è stata eletta due anni fa nell'Assemblea di Montecitorio, quando il PD e la coalizione di Bersani conquistarono (con il Porcellum) la maggioranza, ma non i consensi popolari necessari a governare da soli.
Si è aperta così, una legislatura interessante ed impegnativa: riforma della legge elettorale, modifica delle istituzioni, provvedimenti economici e sociali per fronteggiare la crisi.
Deputati e Senatori hanno una precisa e diretta responsabilità. Nulla è scontato. Come evidente fin dalle prime battute, in occasione della elezione del Presidente della Repubblica. Poi, con i successivi passaggi: i governi di emergenza e di "larghe intese" che presto si trasformano in alleanze di legislatura … e che hanno aperto una serrata discussione nei gruppi parlamentari e nel partito.
Ma Alessandra abbandona.
Matteo Renzi la candida a capolista alle elezioni europee nella Circoscrizione Italia nord orientale: una sfida importante e decisiva per "cambiare verso" al Vecchio Continente e per dare respiro e forza al nuovo Governo, mai sottoposto al voto dei cittadini.
Un successo. Politico (per il PD) e personale (per Alessandra, che conta oltre 230 mila preferenze). Dunque, la Moretti, dimettendosi dalla Camera, avvia il lavoro per costruire la nuova Europa: politiche di sviluppo per non fermarsi all'austerità, nuovi diritti civili, in particolare per le donne ...
Ma Alessandra abbandona.
Il PD Veneto e quello nazionale, ora, le chiedono di candidarsi a Presidente della Regione per le prossime elezioni, in programma nella primavera 2015.
"Io ubbidisco al partito, non rispondo mai di no. Dove mi dicono, vado" afferma con convinzione.
Inizia una nuova avventura? Per battere il leghista Luca Zaia, "ora o mai più", gli hanno detto e lei ripete.
Auguri!
Anche se le premesse lasciano pesanti interrogativi su un ritorno duraturo in Veneto.
La regione in cui ha fatto politica prima di assumere responsabilità nazionali.
E, forse, è utile conoscere anche questo suo iniziale percorso.
Meno noto, ma ugualmente istruttivo.
Nel 2003 Alessandra Moretti è candidata alle elezioni comunali di Vicenza nei DS, a sostegno della candidatura di Vincenzo Riboni a Sindaco. Non andò bene.
Nel 2007 si candida alle elezioni provinciali di Vicenza in una lista generazionale under 35 di centro, a sostegno della candidatura di Giorgio Carollo, fondatore di "Veneto per il PPE" che aveva lasciato il ruolo di coordinatore di Forza Italia Veneto per profondi dissidi con Silvio Berlusconi. Un fallimento.
Nel 2008 si candida come capolista nella lista civica di centrosinistra "Variati Sindaco" ed entra (terza) in consiglio comunale. Vinto il ballottaggio, viene nominata Vice Sindaco ed Assessore all'Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di Vicenza
Dal 2009 entra a far parte della Direzione Nazionale del Partito Democratico e in occasione delle primarie 2012 viene nominata portavoce del Comitato a sostegno di Bersani. 
Riuscirà, ora, Alessandra Moretti, avvocatessa e professionista di candidature, a battere il leghista Luca Zaia e, contemporaneamente, a vincere la politica del "mordi e fuggi", così scarsamente rispettosa degli impegni presi con gli elettori?

4 commenti:

  1. Brutte pratiche, brutto esempio. Purtroppo non solo al femminile. Ma la politica non è solo questa.
    Anna

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  2. Incredibile.
    Lei non ne esce bene. Pare una politica per tutte le stagioni e per ogni tipo di elezione.
    Ma peggio il partito.
    Ancora e sempre donne immagine.
    Specchietti per le allodole. Usate per prendere voti.
    Che passano velocemente da istituzione a istituzione.
    Senza fermarsi e lasciare il segno. Con Leggi e scelte che cambiano la vita di tutte noi.
    L.

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  3. Un gruppo dirigente di spregiudicati. Più che un partito, un comitato elettorale permanente ...
    ... Che ora pare anche recuperare la politica dei 2 forni: se non ci sta Silvio, proviamo con Beppe.
    Non ci sono idee forti di società, ma logica di potere e ... Spregiudicatezza. Infinita.
    BiBi

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  4. I soliti maschilisti.
    Perché in prima pagina la povera Alessandra e non il Grande Sergio?
    Si il Cofferati, che dopo aver rinunciato al secondo mandato come sindaco di Bologna per stare vicino a moglie e figlio Edoardo e dopo essere volato a Bruxelles anche per una seconda legislatura solo nel maggio 2014, ora si auto candida alle primarie del PD per il Governo della Regione Liguria?
    Mario C.

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