sabato 7 marzo 2026

MuBa, Pilastro, Bologna: se manca la Politica ...

Nel Parco Militini - Moneta - Stefanini decine di agenti per abbattere alberi ed avviare un nuovo cantiere ...











Cultura e natura. Nel mondo in guerra, inquinato, dei potenti e dei prepotenti sono necessari studio, partecipazione e grande determinazione. Progetti alternativi al "pensiero unico" e alla "società degli affari e del profitto" ci sono. Vanno ricercati, discussi, elaborati collettivamente e perseguiti. Concentrando e qualificando i conflitti in corso, ponendo in secondo piano dispute di basso profilo e/o irrilevanti. La vicenda (concreta e simbolica, come altre) del MuBa al Pilastro, nel Parco Militini - Moneta - Stefanini deve fare riflettere.

Nel merito e nel percorso.

Sentono ancora il bisogno di discutere i propositi dell'Amministrazione in troppi. Tanti contrari o con dubbi di vario tipo.

Perché i Musei delle Bambine e dei Bambini sono già una esperienza avviata (a Genova, Milano, Roma e Verona) e su cui conviene fare prime valutazioni. Con il giusto occhio ai problemi della formazione delle nuove generazioni e di quelle mature. Quali pratiche e messaggi si trasmettono con questa scelta? Gli investimenti delle comunità, delle famiglie, delle donne e degli uomini degli anni 2020-'30 verso quali fini si orientano? Quali risorse pubbliche sono necessarie e quali spazi possono essere coperti ed accettabili per attività e gruppi privati? Urge un confronto di merito. Come giustamente sostengono insegnanti ed educatori delle scuole pubbliche e, in questi giorni, anche sindacati dei lavoratori.

Perché la scelta del Pilastro merita un ulteriore e specifico confronto, capace di valorizzare la realtà sociale ricca, complessa, contraddittoria che la vive. Il Pilastro è un rione con una storia preziosa, di conflitti e di speranze, di esperienze e di dignità da coltivare. Un Luogo da conoscere e da rispettare. Con associazioni storiche e "mondi nuovi", gli uni e gli altri da considerare. Almeno per chi vuole provare a governare la Città ed il Paese. Per questo, ogni scelta Politica ed amministrativa va soppesata, proposta e discussa senza forzature ed arroganza da parte dei poteri costituiti. Da questo punto di vista, la vicenda del MuBe nel Parco Militini - Moneta - Stefanini pone più questioni di prima grandezza. Che richiedono una adeguata discussione ed un serio approfondimento. 

Primo. Dalla sua nascita, nel 2025, il comitato Mu.Basta ed altri soggetti impegnati nel movimento cresciuto in solidarietà a questa lotta pongono il problema delle priorità sociali nel rione. Quali servizi sono più richiesti, urgenti, popolari? Da giorni Mauro Felicori, Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna per la Giunta Bonaccini, sostiene che investire nella fascia 0 - 12 anni (già presidiata da scuole, biblioteche pubbliche ed altre attività ...) anziché in quella adolescenziale (13 17) è discutibile e sbagliato nella situazione data. Si può comprendere il problema anche a Palazzo d'Accursio? Discutiamo.

Secondo. Il Parco in questione è un "giardino sotto casa" per gli abitanti degli storici palazzoni di via Pirandello e del primo insediamento degli anni '60 e per salvaguardarlo da nuove costruzioni si è lottato nel secolo scorso. Ora, di fronte alle ultime estati bollenti ed al bisogno di alberi e prati in ogni interstizio possibile di Bologna (esposta a tanti cantieri e polveri cancerogene, vedi ancora una volta i dati di ARPAE) perché privilegiare l'intervento su questo suolo vergine anziché una delle tante aree impermeabilizzate nel passato e dismesse, abbandonate, lasciate al degrado? Ne esistono molte di aree da rigenerare nel Quartiere, alle Roveri e al Pilastro. Perché non discuterne, valutare meglio? Quando il nuovo Presidente del Quartiere, Andrea Serra, ed anche cittadini che hanno costituito MuVèt (nella scorsa settimana) si sono espressi pro MuBa e si sono detti interessati a "mediazioni" non pensavano a questo per aprire un confronto? 

Terzo. Dopo il 1991, l'Amministrazione Comunale ha giustamente intitolato ai 3 carabinieri assassinati per mano dei poliziotti della Uno Bianca e dei loro altolocati complici (responsabili di una lunga catena di morte) il Parco tra le vie Casini e Pirandello. Perché, ora, amputare progressivamente questo patrimonio naturale e storico? Prima, all'estremità Ovest, verso il Centro Commerciale, con la nuova Caserma. Ed ora, al centro, tra Casa Gialla e Biblioteca Luigi Spina, con un nuovo impattante edificio? A chi non ha mai ricevuto risposte per il fatto che l'Amministrazione Lepore ha rimosso l'intitolazione della Fascia Boscata tra via dell'Arcoveggio ed il canale Navile al sindacalista ed ecologista Chico Mendes (assassinato nell'Amazzonia brasiliana da grandi proprietari terrieri) voluta dall'Amministrazione Imbeni nel 1989, viene da chiedersi se tramandare la memoria storica è un impegno quotidiano o procede a discrezione?

Le ragioni della mobilitazione e della lotta di tante persone e realtà associate parte da qui. 

La delega degli amministratori locali e del Centrosinistra a Polizia e Carabinieri sotto la direzione del Ministro Piantedosi, gli sgomberi forzati, le violenze e le botte, gli arresti e le denunce, le sanzioni amministrative ed economiche nei confronti di protagonisti critici, resistenti, pacifici sono una offesa ripetuta e da fermare. Ora!  

Continuare ad "andare avanti" sostenendo che il tempo del confronto è passato e questo è solo il momento dei cantieri e dell'ordine pubblico è una scelta irresponsabile che carica su altri compiti preminentemente politici che competono precisamente a Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale, gruppi parlamentari contrari ad ogni guerra.

La prevenzione, l'ascolto ed il dialogo sono sempre la Via Maestra!


Il manifesto della protesta: oggi, sabato 7 marzo, ore 16 ...






















Fotocronaca (prima parte) ...

Bologna, Pilastro, 23 febbraio 2026. All'alba, al Parco Militini - Moneta - Stefanini (3 giovanissimi carabinieri vittime della Banda di poliziotti della Uno Bianca, la sera del 4 gennaio 1991) numerosi contingenti dei corpi armati dello Stato sono mobilitati per l'avvio dei lavori, su suolo vergine, del MuBa, ovvero un Museo delle bambine e dei bambini, edificio alto 3 piani, finanziato con risorse pubbliche e gestito da privati a pagamento ... 
 













In via Pirandello, stazionano diversi automezzi di Polizia e Carabinieri ...
















Altri "cellulari" presidiano l'incrocio con via Panzini ...
















Mezzi anche nell'area tra la Casa Gialla e la Biblioteca Luigi Spina sul lato di via Casini ...
















Altri mezzi sono all'interno dell'area che delimitata il cantiere da diverse settimane: verso via Pirandello ...
















... verso le torri e via Casini
 














I lavoratori procedono celermente, a terra ...
  














... e sui cestelli che si alzano fino alle cime alte oltre 10 metri. Nessuno ha rimosso le scritte e gli striscioni appesi sulle inferriate: una ricorda ancora "Dai un calcio al Mu.Ba, un appuntamento per bambine e bambini del rione" promosso da attiviste/i del Comitato Mu.Basta ...














Un passo indietro, torniamo al 17 febbraio 2026. Ragazzine e ragazzini provano il tiro a canestro ...
 




Tutti in fila, incredibilmente ordinati e divertiti ...




















Poi, sempre in fila, uno alla volta si divertono a rompere la Pignatta ...




















Una Pignatta di nome Mu.Ba. ...




















Rotta la Pignatta, si raccolgono caramelle: un gioco collettivo, divertente ed apprezzato ...






Ritorno a Futura? Questa fila, è decisamente meno divertente ed apprezzata ...














... con uomini armati, in tenuta antisommossa










Caschi, manganelli ... Un giovane attivista che civilmente disobbedisce viene bloccato, condotto in Questura, denunciato e, infine, dopo alcune ore, rilasciato ...
  














Uno, due, tre, quattro ... gli alberi vengono abbattuti














Donne e uomini protestano ...














Mancano interlocutori politici, amministratori pubblici ...










Agenti Digos e lavoratori dell'azienda impegnata nei tagli eseguono "ordini superiori" ...














"Quell'albero non è da abbattere!" urla chi ha studiato le carte ... 














"Vero, ma è malato" sostiene il capo cantiere (senza mostrare prove, perizie, documenti)...
 














"Dove sono le carte?" ...














Pianti ed appelli di chi ha vissuto per tutta la vita quello spazio libero ed ombreggiato conquistato negli anni '60 del secolo scorso da nonni e genitori del Comitato Inquilini cadono nel vuoto ...








L'abbraccio commosso di due donne viene osservato in silenzio da carabinieri e rubato da fotografe/i ...














Dall'alto cadono gli ultimi rami ...




















Residenti ed attivisti osservano indignati ...




















Ed osservano (vigili) pure agenti Digos e poliziotti ...
 
















Dalle lacrime alla protesta con gli strumenti della casa ...







... poi gli argomenti, semplici e solidi 
















Sergio Spina, unisce memoria storica, bisogni attuali e prospettive di vita per la comunità che lo ha formato ...
















A voce bassa, la determinazione di Laura, portavoce del Mu.Basta, intervistata dai giornalisti: "vedere gli alberi tagliati è un colpo al cuore ... ma non ci fermerà, c'è ancora da difendere il parco"














Le ultime fasi dell'abbattimento ...




















Nel pomeriggio una delegazione giunge in Piazza Maggiore, davanti a Palazzo d'Accursio, mentre è riunito il Consiglio Comunale ... 





Rullano i tamburi: musica, danza e recitazione in solidarietà con Mu.Basta ...
















Laura risponde alle dichiarazioni di una Amministrazione priva di memoria, reticente su informazioni di base, chiusa al confronto di merito e propositivo con cittadini che lo chiedono ...











Un altro passo indietro: è il 26 gennaio scorso quando una delegazione Mu.Basta porta a Palazzo d'Accursio la richiesta di discutere soluzioni alternative alla localizzazione del Museo delle bambine e dei bambini ...














"Il Pilastro vuole parlare" e il Comitato Mu.Basta propone e rivendica "investimenti reali per chi abita nel rione e vera partecipazione" ... "Non progetti calati dall'alto" con possibilità per gruppi selezionatissimi di persone ed alcune classi scolastiche di scegliere "il nome" del MuBa ...














Il Consiglio Comunale in corso viene brevemente interrotto ...














I consiglieri ascoltano richieste e proposte ...














 I gruppi politici di maggioranza e di minoranza si impegnano a riflettere e a dare risposte ... 
Un mese dopo i contingenti di Polizia e Carabinieri per abbattere gli alberi e continuare i lavori!
  





























Il giorno dopo, nella cronaca dei giornali: il Corriere di Bologna ... (24 febbraio 2026)
 














Il più diffuso quotidiano nazionale riporta tra l'altro le imbarazzanti dichiarazioni dell'Assessore Ara secondo cui "il progetto non porterà via niente al Pilastro, anzi darà ulteriori grandi opportunità" ... (24 febbraio 2026)
Ma se questa è la convinzione della Giunta, perché non affrontare pubblicamente il confronto di merito e chiarire preventivamente i tanti dubbi proposti dai residenti nella Assemblea di dicembre al centro commerciale? 






In prima pagina su Carlino Bologna "Alberi tagliati, tensione al Pilastro" e "denunciato un giovane" ...
(24 febbraio 2024)
 




















Nella pagina interna del QN il RdC "centrodestra in linea con Verdi e PaP" e "il fronte del Si" dice "è necessaria maggiore informazione" ... (24 febbraio 2026)




















Anche la Repubblica Bologna titola "alta tensione sugli alberi tagliati" ... (24 febbraio 2026)














Nell'articolo (pag.5) una conferma dei problemi irrisolti: l'Assessore Ara non si misura affatto con la proposta Mu.Basta di salvaguardare il parco storico Moneta - Militini - Stefanini (semmai qualificandolo con cultura naturalistica, adeguata a fronteggiare il riscaldamento climatico e l'inquinamento urbano) e di ricercare per il Museo delle bambine e dei bambini una diversa localizzazione: ristrutturando e rigenerando immobili abbandonati in aree dismesse (magari in zona Roveri già zona artigianale ed industriale in crisi), in una delle ex Caserme o aree demaniali su cui si tratta con il Governo, all'interno o ad arricchimento di Gran Tour Italia (già FICO ed ex CAAB) ... Lui, Daniele Ara, considera "un investimento sul futuro" il consumo di suolo vergine e la promessa di compensare il nuovo edificio con l'impegno di "disigillare" asfalto e cemento oggi presente ... Evidentemente per la Giunta Lepore non è giunta ancora l'ora della democrazia partecipativa, della cultura e della conversione ecologica!

















Nuovi appuntamenti al Parco Militini Moneta Stefanini.
Per il movimento ecologista il complesso compito di diffondere cultura ed accrescere la mobilitazione popolare contro negazionismi e "greenwashing" ...
 




















A proposito di informazione, di controlli e legalità, di sicurezza sul lavoro: solo il giorno dopo il taglio degli alberi viene alzato il cartello obbligatorio per inizio lavori nei cantieri ... in basso a destra un operaio che lo installa (24 febbraio 2026) 



























Nel parco, a fianco della Biblioteca Luigi Spina, il presidio di residenti e giovani si radica ... (24 febbraio 2026)

(Prima parte, continua ...)








5 commenti:

  1. Tutte le emozioni, i fatti, i messaggi: un universo di frammenti quotidiani, prendono un senso logico quando leggo e vedo il tuo blog. Grazie

    RispondiElimina
  2. Tanti problemi, troppe guerre e politica tristissima.
    V. M.

    RispondiElimina
  3. Trovo odioso contrapporre la promozione di cultura e di natura. Eppure pare ci sia un premio speciale per questa pratica.
    A Bologna prima al Parco don Bosco, dove la scuola Quattrofoglie avrebbe dovuto sostituire le Besta tagliando alberi e consumando suolo. Ora il Museo delle bambine [oggi 8 marzo, mi permetteranno i maschietti] in un Parco con tanta storia al centro del Pilastro.
    La mia piena solidarietà a chi si oppone a queste scelte.
    A Bologna si può fare decisamente meglio e da questa maggioranza, ricca di personalità con un passato di esperienze qualificanti, me lo sarei aspettata.
    Non si può delegare il dialogo con i cittadini a plotoni di agenti diretti da Piantedosi.
    Buon 8 marzo a tutte le donne!
    Anna

    RispondiElimina
  4. Circola la storiella che una minoranza sta tentando di impedire alle autorità delegate di realizzare progetti condivisione dai più. Ricordo che la Costituzione repubblicana propone una democrazia assai più ricca e articolata che oltre al voto a suffragio universale consiste in un protagonismo quotidiano dei cittadini per rispettare le Leggi, i controlli.... e per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono l'esercizio della volontà popolare.......
    Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. .... progetti condivisi dai più. Non certo "condivisione". Il correttore automatico produce danni a chi - come me e per la fretta - non rilegge i commenti con la dovuta attenzione.
      Chiedo scusa.
      Ciao!

      Elimina