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| Bambine e famiglie in corteo al Pilastro: "natura è frescura" e "ancora cemento, MuBasta" ... |
Matteo Lepore, Daniele Ara, Michele De Pascale non vogliono sentire argomenti. Né soluzioni diverse da quelle che loro propongono. Non è una novità. In Regione le Proposte di Legge di iniziativa popolare su acqua, energia, rifiuti e suolo sottoscritte da oltre 7000 emiliano romagnoli nel 2022 per contribuire ad un processo di conversione ecologica della società non hanno ancora ricevuto risposta. A Bologna, il Sindaco e il suo Assessore in riferimento al MuBa al Parco Militini - Moneta - Stefanini parlano di "possibilità di proseguire nel dialogo e nella collaborazione" senza avere mai accettato incontri con chi al Pilastro e in Città ha indicato alternative possibili (persone, associazioni e comitati).
Poi prospettano una Assemblea per l'11 aprile, dopo aver chiesto l'intervento di Polizia e Carabinieri per avviare il cantiere contestato. Per loro, mobilitarsi e lottare per fermare scelte vecchie ed "antistoriche" (indimenticabile definizione di Anna Lisa Boni, Assessora del Sindaco, sul Passante) vuol dire impedire l'esercizio di "decisioni già prese". Quasi che valutazioni critiche e supplementi di confronto e di riflessione siano (a Bologna come nel Paese) un affronto alle autorità "competenti" e non, viceversa, un tempo utile. Necessario per verificare propositi controversi e per dimostrare (o rivedere) tesi e volontà contrastate e non sufficientemente digerite da comunità che troppe volte hanno già sperimentato spreco di risorse pubbliche, malaffare e danni irrimediabili alle comunità ed ai Beni Comuni.
Nessuno dimentichi: purtroppo molti conflitti rimasti ai margini della vita istituzionale hanno provocato in passato e di recente errori gravi che ancora pesano su tutti noi (da F.I.CO. - Gran Tour Italia al People Mouver, al taglio di migliaia di alberi ed arbusti lungo la Tangenziale - oltre tre anni fa - ancora in assenza del Progetto Esecutivo per il Passante). E sarebbe ora di fare bilanci seri e veritieri sulle sfide infrastrutturali (Passante di Mezzo e potenziamenti autostradali anziché potenziamento strutturale ed integrato delle ferrovie regionali, del trasporto pubblico locale e della mobilità non inquinante), sfide urbanistiche ("saldo zero" anziché consumo di suolo zero) o per il verde urbano (compensazioni per mitigare ulteriori impermeabilizzazioni anziché salvaguardia del patrimonio esistente e rimboschimento!).
Purtroppo Matteo Lepore e i suoi Assessori preferiscono monologhi e propaganda. Ad esempio, "Dillo al Sindaco" non propone volti e voci dalla Città, non invita a confronto chi ha qualcosa da dire in base alla propria conoscenza e cultura, ma è un assolo del "Primo cittadino". Con l'unico supporto di chi ha confezionato e lavora pro MuBa (vedi qui).
Uno spot autoreferenziale ed unidirezionale, pieno di imprecisioni, bugie e interpretazioni di parte. Molte di queste sono state già ampiamente evidenziate da persone che vivono nel Quartiere e in Città. Contributi specifici sono arrivati da insegnanti delle scuole Romagnoli, da attiviste/i (qui uno scritto puntuale di Mauro Boarelli e qui il punto di vista di Bologna for Climate Justice) da ex-amministratori (Mauro Felicori ed Ugo Mazza, qui su Cantiere Bologna), da scrittori (qui Wu Ming) e da ricercatrici/ori e studenti (su Antigene uno scritto sulla realtà dei Musei delle Bambine e dei Bambini aperti in Italia).
Vale la pena aggiungere poche considerazioni rispetto agli impegni politici, elettorali e di Programma per il mandato 2021 - 2026. Perché anche su questo è bene partire da verità documentate.
Nel Programma elettorale della Coalizione di CentroSinistra "Bologna Progressista Democratica" a sostegno della candidatura di Matteo Lepore, per il voto del 3 e 4 ottobre 2021, al capitolo "Cultura diffusa nei quartieri e nella città metropolitana", è scritto: "Investiremo sull'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per la trasformazione delle biblioteche, ne apriremo di nuove e avvieremo nuovi centri culturali su tutto il territorio per promuovere la cittadinanza culturale e la ridistribuzione democratica alla conoscenza, anche digitale per tutte e per tutti". Tra questi figura anche "il nuovo Museo dei ragazzi al Pilastro". Tutto qui.
Mesi dopo, nel Programma di mandato per il 2021 - 2026 del Comune, presentato in Consiglio Comunale il 31 gennaio 2022, nel capitolo Bologna educativa, culturale e sportiva (vedi qui) figura che "apriremo la nuova Casa gialla al Pilastro come estensione della Biblioteca Luigi Spina, luogo di sperimentazione per nuove progettualità culturali dedicato alla parola e alla letteratura. Sempre al Pilastro creeremo il Nuovo Museo dei Bambini e delle Bambine al Pilastro, un luogo inedito dedicato all’infanzia e alle famiglie, dove il fare e il conoscere si fondono in un'esperienza educativa dedicato ai bambini, bambine e alle loro famiglie dall’alta qualità del progetto scientifico, architettonico, culturale e pedagogico, con forte attenzione all’arte e al linguaggio artistico". Dunque, si marca un cambio di utenza (da "Museo dei ragazzi" a "Museo dei Bambini e delle Bambine"). Inoltre, nessun riferimento al consumo di suolo vergine nel Parco Mitilini - Moneta - Stefanini, i 3 carabinieri uccisi dalla banda di poliziotti della Uno Bianca.
E, poche settimane dopo, in Città Metropolitana le Linee di indirizzo approvate dalla maggioranza del Consiglio risultano: "Nel Comune di Bologna saranno creati nuovi siti culturali come la nuova Salaborsa LAB, la Casa Gialla al Pilastro e il Nuovo Museo dei Bambini e delle Bambine" (a pag.39, vedi qui). Quindi, NON solo il MuBa non è indicato nel Parco Mitilini - Moneta - Stefanini, ma scompare anche ogni riferimento specifico al rione Pilastro. Solo casualità? O piuttosto una anticipazione di problemi (rilevantissimi!) mai affrontati come quelli ambientali e sociali relativi al Luogo (quel rione e quel Parco, ricchi di storia e di vita!) e ad un Progetto - Modello - Prodotto (il MuBa) ancora tutto da capire, discutere, verificare (per le esperienze avviate in Italia - parte di una Associazione europea - e per il suo possibile impatto con la realtà educativa, formativa e culturale che è nella storia di Bologna e dell'Emilia Romagna).
Insomma, un complesso di questioni da dipanare. E, ancora una volta, discutere e confrontarsi nel merito con il complesso dei cittadini "a cose avviate" (alberi abbattuti, Parco ferito dallo scavo ed edificio "in legno e vetro" su fondamenta di cemento!) non è la stessa cosa che analizzare e ragionare per tempo, preventivamente.
Possibile non lo comprendano Amministratori, democratici, antifascisti? Possibile continuare a trattare cittadini e, soprattutto, giovani critici e interlocutori senza pregiudizi come avversari, nemici, "violenti" o "squadristi" (parola di Daniele Ara)?!
Pare che le lezioni del passato (più o meno recente) non abbiano insegnato nulla. Per giustificare scelte impopolari si alterano i fatti, si costruiscono narrazioni fantasiose, si ribaltano responsabilità. Per fronteggiare resistenza non violenta e disobbedienza civile si chiede l'intervento in forze di Polizia e Carabinieri sotto il comando di Matteo Piantedosi e della catena di comando del Governo Meloni. Con i risultati noti: cariche, botte, feriti, denunce ... Volenti o nolenti, si inaugurano così anche a Bologna le pratiche applicazioni dei "decreti sicurezza" voluti dalle Destre. E poi, "porte chiuse al dissenso", si applicano pesanti sanzioni amministrative per infrazioni che sono perseguite con intento punitivo.
Forse è utile ricordare che anche attraverso queste esperienze (quando una "costituzione materiale" si sostituisce alla Costituzione Repubblicana!) la democrazia perde di credibilità.
In tempi di crisi, di fortissime contraddizioni e di aspri conflitti, l'esercizio del comando e la risolutezza assoluta possono apparire la norma oppure scorciatoie preferibili. La sinistra che adotta questa logica si snatura e viene, infine, travolta da chi esercita il potere di classe con ancor più spregiudicatezza e mezzi.
Dunque, misurarsi sul merito, interrompere le prove di forza e ricercare soluzioni che segnino un cambio di rotta lungimirante e strategico è imprescindibile. Mentre raccontare balle per giustificare scelte o denigrare il dissenso, l'opposizione, le alternative risulta una pratica senza futuro.
Perché, infine, sono sempre i fatti e i problemi irrisolti ad imporsi. E ancora una volta, con il MuBa che sventra il Parco Mitilini - Moneta - Stefanini del Pilastro sono in gioco conversione ecologica, giustizia sociale, diritti e doveri universali delle persone e delle comunità. "Solo 750 metri quadrati di suolo?" No, molto di più!
Fotocronaca (seconda parte) ...
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Consiglio Comunale di Bologna, 26 gennaio 2026: una delegazione di cittadine/i del Comitato MuBasta chiedono di avviare un confronto politico con la Giunta Lepore e i Gruppi politici sul proposito di edificare sul prato del Parco Militini - Moneta - Stefanini ...
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Consigliere/i dei Gruppi di maggioranza e di opposizione ascoltano, si informano e si dichiarano interessati e disponibili ... (vedi qui, la prima parte della fotocronaca)
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Rione Pilastro, 23 febbraio 2026. In assenza di confronto politico e in presenza di un presidio di cittadine/i che intendono salvaguardare il Parco, intervengono in forze, Polizia e Carabinieri per avviare i lavori al cantiere del MuBa con il taglio di 5 alberi di alto fusto e la rimozione di diverse piante da spostare altrove ... |
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25 febbraio 2026: Luca, attivista ecologista di Extinction Rebellion, con un atto di disobbedienza civile non violenta, entra nel perimetro del cantiere e sale su uno dei due alberi ancora presenti ... resiste per 10 ore alle pressioni delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco e scende volontariamente al calare del buio ... La solidarietà di tante persone del rione si manifesta in strada, la tensione cresce fin quando gruppi di ragazzini abbattono le fragili transenne ...
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Il cantiere e l'edificio nel Parco sono considerati da tanti residenti e ragazze/i in contrasto con i bisogni primari della comunità del Pilastro, un investimento che impatta con la loro vita quotidiana ...
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Alcune centinaia di residenti di via Pirandello e delle strade limitrofe si riappropriano del Parco e nell'arco di poche ore vengono smontate tutte le barriere ... |
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... e ripiantati alcuni alberelli che erano stati rimossi ed accatastati dagli operai della ditta impegnata nei lavori.
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Il tutto avviene in presenza di forze e mezzi di Polizia e Carabinieri che solo a tarda serata si ritirano ...
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In un clima di festa popolare, una ragazza ed un ragazzo si scambiano tenerezze ...
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26 febbraio 2026, sul prato residenti e giovani attivisti si riattivano per lavori di messa in sicurezza del Parco ...
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Il rispetto e la convivenza tra residenti, attiviste/i e lavoratori dell'azienda impegnata nel cantiere è reciproco ...
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Una assemblea discute le varie attività da garantire ...
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Sulla Casa Gialla ci sono scritte ...
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... al Comitato MuBasta ci si organizza per rimuoverle
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Un impegno personale e collettivo ...
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| Un risultato soddisfacente. |
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L'ora dei giornalisti e della conferenza stampa ...
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Interviene Francesca Fortuzzi, residente del Pilastro e Consigliera di Quartiere eletta con PaP ...
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Parla Sergio Spina, storica famiglia del Pilastro, poi maestro delle scuole Romagnoli ... (con la mano destra su una panchina sventrata da un tronco di albero abbattuto durante i lavori del cantiere)
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E' la volta di Roberta Pagnoni, delle mamme e delle donne di via Pirandello e del rione ...
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Una diretta del Tg3 Regione Emilia Romagna ... |
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La panchina rotta del Parco Militini - Moneta - Stefanini ...
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La panchina viene riparata da mani operaie di residenti resistenti e non violenti ...
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27 febbraio 2026. "Vogliamo il Parco, non il MuBa" appeso ad un terrazzo in via Pirandello ...
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E ancora in via Pirandello "MuBasta! Vogliamo verde" ...
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"Il Parco è libero e di chi lo vive" Fa discutere nella quotidiana assemblea il successivo "non del Comune" ... molti sostengono "non di Lepore"!
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1 marzo 2026. Arriva al Pilastro la Maratona ...
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L'accoglienza dei residenti MuBasta "Dal cemento non nasce niente, del Parco rinasce la comunità. Difendi la lotta" ...
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Da via Panzini verso le Torri, con molti segni di solidarietà ed adesione da parte dei partecipanti ...
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Solisti o in gruppo ...
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Al Parco una pluralità di persone, di voci e di striscioni: "Bravi ragazzi nei brutti cantieri" ...
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| Solidarietà anche dal Carnevale della Bolognina ... |
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2 marzo 2026. All'alba, nella nebbia, il brusco risveglio con contingenti di Polizia e di Carabinieri che salgono sul prato del Parco ...
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Anziché Sindaco ed Amministratori, molti furgoni ed agenti in tenuta antisommossa ...
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| Agenti Digos con telecamere alzate ... |
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| Residenti ed attiviste/i resistenti alzano le mani (il secondo da sinistra è Sergio Spina) ... |
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Sguardi seri degli agenti e "perché?" di residenti e giovani ...
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Altre mani alzate e riprese con i cellulari ...
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La carica con scudi e manganelli spianati ...
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Il fermo di Giovanni ...
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Una giovane attivista invita alla moderazione e un ragazzo si tocca la testa ferita ...
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Un ragazzo ferito ad una gamba e ... Sergio Spina in ambulanza al Rizzoli: lussazione alla spalla destra ... |
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La Polizia controlla il Parco Militini - Moneta -Stefanini ...
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Con almeno 150 agenti e con molti mezzi ...
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Via Pirandello chiusa e presidiata ...
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Dietro i mezzi e gli agenti, la posa di barriere jersey ...
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Il cordone di Polizia resta per ore e più contingenti si alternano ...
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Il ritorno al Parco di Sergio Spina e l'intervista a giornaliste/i con il braccio immobilizzato per 20 giorni ...
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Un gazebo rimosso dal prato ...
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... e sostituito con un mezzo "idrante" della Polizia
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Tre giovani con una chitarra fronteggiano un plotone di Forze di Polizia ...
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"Liberi tutti. Difendere un Parco non è reato": lo striscione viene appeso su Palazzo d'Accursio, in via IV Novembre, in occasione del presidio pomeridiano in solidarietà con 6 giovani fermati in mattinata al Pilastro ...
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L'assemblea serale dei residenti e dei comitati cittadini davanti alla Biblioteca Luigi Spina in risposta allo sgombero, alla repressione ed alla militarizzazione del rione ... |
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Mentre si alternano gli interventi sullo sfondo le luci azzurre degli automezzi della Polizia ...
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Una giovane attivista di Extinction Rebellion per la liberazione di arrestate/i ...
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L'intervento solidale con MuBasta e gli attivisti denunciati e fermati di Daniela Rocca, Presidente della Consulta del Verde del Comune di Bologna ...
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Carcere della Dozza, 3 marzo 2026. Attiviste/i manifestano vicinanza e solidarietà ai 3 arrestati ...
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Per imporre il cantiere del MuBa si alzano le barriere e restano contingenti di Polizia ...
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Decine di furgoni cellulari tra via Pirandello ...
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... e via Casini, un altro Parco storico cittadino viene chiuso per un cantiere che consumerà altro suolo vergine
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Le panchine (anche quella aggiustata) saranno definitivamente rimosse ...
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Davanti alla Biblioteca Luigi Spina, 4 marzo 2026. La Polizia ordina lo sgombero del presidio e identifica i presenti per conseguenti sanzioni e il Comune procede con verbali per "bivacco" e "occupazione abusiva" ...
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Alessianeva Marino informa giornaliste/i dei provvedimenti ...
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Barriere e scritte (con amore) ...
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Restano gli "idranti" ...
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Continuano le assemblee ...
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Nell'umida serata cori solidali con la lotta dei resistenti ...
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Sulle barriere del cantiere il disegno di un bambino ...
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... e di un fratello maggiore
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| 5 marzo 2026. Partono i lavori con un nuovo espianto degli alberelli ... |
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Il trasporto delle piante operato dalla ditta costruttrice ...
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Iniziano gli scavi ... Addio strato di suolo e biodiversità ...
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Ancora una assemblea ...
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| Parco Militini - Moneta - Stefanini, 7 marzo 2026. Preparativi per il corteo nel rione ... |
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Dai grandi ai piccini ...
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L'attesa ...
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"Il Pilastro non si arresta" ...
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Ragazzi crescono ...
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Le zirudelle di Biancamaria ...
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Una intervista a Laura Pasotti ...
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L'ironia di due giovani partecipanti ...
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I propositi della "Giunta Lepore" ovvero un "Museo degli orrori": ben oltre 750 mq di ulteriore impermeabilizzazione ... |
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Una residente raccoglie firme ...
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"La comunità non si può estirpare ... il rione non si arresta!"
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Parte il corteo: la denuncia "Lepore motoseghe e manganelli" ...
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Una mobilitazione intergenerazionale ...
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Applausi da un balcone del "virgolone" ...
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La partecipazione di una famiglia numerosa ...
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Un giornalista ed una ragazza con la bandiera palestinese ...
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La testa del corteo in via Salgari ...
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"Dal Pilastro al Governo NO alla devastazione ambientale" ...
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Le ragioni di Mike: anche per lui molti "per" e qualche no ... |
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Una partecipazione intergenerazionale e a prevalenza donna ...
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Una lotta locale e cittadina per il verde di prossimità e per la qualità della vita urbana ...
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| Tante ragazze e giovani: matura una nuova coscienza ambientale e per la giustizia sociale ... |
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Dalle Assemblee Cittadine alla Resistenza Spaziale e locale: attiviste/i di Extinction Rebellion Bologna ...
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Le generazioni future ... |
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Donne, mamme, lavoratrici che "non si arrestano" ... |
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Dall'esperienza del Don Bosco anche professioniste della salute e della medicina ...
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Una intera famiglia ...
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L'attesa di un ragazzo ...
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Attraversato Parco Pasolini, in via Pirandello ...
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La testa oltre il centro commerciale ...
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Lungo via Panzini, al ritmo de la murga ...
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Nel cuore del Pilastro ...
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Da un balcone di un palazzo di via Frati cala un grande "No MuBa"
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A fine corteo la diretta TgR su Rai 3 ...
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La serata si chiude con ragazze di origine orientali impegnate a giocare davanti alla Biblioteca Luigi Spina ...
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... una sfida gentile con le racchette ed una pallina volano
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(seconda parte, continua)
Il mondo che qui si presenta non è lo stesso che leggo ed ascolto sul quotidiano che leggo e sulla tv che vedo. Chi debbo ritenere più affidabile?
RispondiEliminaR.
Per me nel considerare grave o meno il consumo di suolo conta dove, perché e in che modo.
RispondiEliminaNel caso concreto chiedo:
1 perché li? "Perché lì abbiamo deciso" non è una risposta convincente. Non c'erano altre soluzioni? Edifici o capannoni vuoti? Al Pilastro volendo. Oggi ho letto della palazzina liberty ai giardini Margherita. Non può essere una idea valida? Anche se non è compito mio.... Vorrei sapere. Da interessato alla spesa pubblica.
2. perché tanta fretta? Se come capisco sarà una gestione pubblica, la prima esperienza nazionale, come si integra con il restante sistema educativo? Dopo l'edificio crescono le risorse di gestione e il personale?
Non è il caso di parlarne?
3. perché cosi? Senza presenza di assessori all'insediamento contestato ma con i poliziotti? Sulla violenza penso sia necessario fare chiarezza. È più grave contestare un amministratore pubblico e interrompere una seduta di commissione o picchiare e denunciare giovani e cittadini che si oppongono e chiedono incontri e risposte?
DG
Vero. La sfida è decisamente cittadina. Ciò che mi colpisce?
RispondiEliminaÈ la mobilitazione di persone comuni su problemi di vita quotidiana, che qui si documenta con dovizia di particolari.
E, di contro, la risposta di uomini di potere che accusano senza argomenti di obiettivi elettorali e violenze.
Poi partigiani senza memoria né occhi, né visione.
Ale
Mi chiedo cosa spinge gli amministratori ad insistere su un'opera che tanto divide la comunità pilastrina e la città. Suggerirei ad Elly ed al pd bolognese di liberarci di questo sindaco che pare più interessato a realizzare se stesso che a dialogare con le sue concittadine e i suoi concittadini.
RispondiEliminaAnna
PS. Vorrei chiedere alla mia omonima che presiede l'Anpi perché interviene per condannare un demente (o un provocatore) che paragona un cantiere a un campo di concentramento senza dire nulla sulla militarizzazione del quartiere, sulle cariche e sulla repressione di donne e giovani che dissentono e che protestano.
EliminaEd una domanda l'avrei anche per il sindaco e la vice Emily: ma davvero pensate che contestare un assessore sia un atto squadrista, una azione più violenta ed inaccettabile rispetto a cio che ha preceduto quel consiglio di quartiere, ovvero le cariche, le botte, gli arresti, le denunce. Perché tacere?
Anna