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| Da Bologna e dal rione Pilastro tanti No ad atti di arroganza del Governo Meloni e del Sindaco Lepore ... |
Al referendum hanno prevalso "quelli del No". Nella lotta politica quasi sempre i No (in questo caso alla "riforma della giustizia" di Nordio e delle Destre) sono anche Si (in questo caso ai Principi e all'Ordinamento della incompiuta Costituzione Repubblicana). E "adesso Si", per dirla con l'efficace titolo de il manifesto. Che poi, da "quotidiano comunista" sintetizza: "Pericolo scampato, ma la giustizia va riformata sul serio e il centrosinistra ricostruito". Già, questo è il tempo per non limitarsi a respingere le azioni di classi dominanti irresponsabili e di politici (di destra e di centrosinistra) subalterni e senza visione per il futuro.
Occorre qualificare e portare a sintesi ampiamente condivise le tante mobilitazioni in corso e che covano nel profondo delle periferie degli imperi esistenti, per produrre cambiamenti sostanziali nel governo delle società, nella cultura, nelle produzioni e nei consumi, nelle relazioni umane, tra le comunità e con la natura. Dando avvio ad una vera rivoluzione: pacifica, ecologica e per la giustizia sociale. Frutto delle conoscenze scientifiche maturate, di competenze professionali e tecnologiche avanzate, di informazione diffusa e di protagonismo popolare (interessanti al riguardo, vedi sotto, gli articoli di Emiliano Brancaccio - L'ora delle scelte. La vittoria presenta il conto alle opposizioni - e di Tomaso Montanari - Il progetto politico c'è e si chiama Costituzione).
L'errore più grande sarebbe quello di archiviare, ancora una volta, questo voto referendario; di non approfondire e non capire questo ennesimo "sorprendente" messaggio politico ed elettorale. Seguendo la narrazione già presente tra "politologi", nella comunicazione mainstream, nei partiti trasformati in "comitati elettorali".
Tra questi, Marco Valbruzzi. Sul Quotidiano Nazionale il Resto del Carlino, commentando i risultati del referendum - con esplicito riferimento a Bologna, vedi qui - sostiene: "la conseguenza principale è che lo schema di gioco deve essere chiaro: centrosinistra contro centrodestra. Non sono ammesse terze forze. Da questo punto di vista parte avvantaggiato il centrosinistra perché ha già un candidato ed una coalizione".
Questa rappresentazione è ricorrente e si manifesta con vignette, foto, immagini di "vincitori" e "vinti" (questa volta Schlein, Conte, Fratoianni - Bonelli tra i primi e Meloni, Salvini, Tajani tra i secondi). Si esemplifica con battute e si annunciano prossime sfide: questi o quelli, quelli o questi. Semmai con qualche volto da rimuovere (gli impresentabili!) e da sostituire con figure nuove e immacolate, magari costruite da interessate campagne promozionali di grandi gruppi editoriali privati.
Ma, sempre e rigorosamente, entro lo "schema di gioco" tracciato.
Dove il merito dei problemi, la sostanza dei conflitti, le alternative possibili e praticabili (i Si e i No) scompaiono. La questione Giustizia attesa da tantissime persone e comunità e da affrontare (per oltre 15 milioni di cittadini su quasi 28 milioni di votanti) diversamente da come è stata proposta dal Centrodestra (oltre 13 milioni di consensi) è già rimossa (anche se resta all'ordine del giorno nella vita di tante persone e comunità, come quelle coinvolte da reati di inquinamento ambientale, dissesto idrogeologico, alluvioni annunciate).
Finito lo spoglio delle schede elettorali (quasi il 56% degli aventi diritto) e accantonati i nodi aperti di una gestione della giustizia che non garantisce il rispetto dei diritti e dei doveri indicati dalla Costituzione si è già aperta la sfida per le Elezioni 2027, Politiche e Comunali. Con tanti a discutere quanto il Campo sarà Largo (e una domanda ossessiva "che faranno Renzi e Calenda"?), chi parteciperà alle primarie, chi guiderà la coalizione? Elly Schlein è pronta, Giuseppe Conte lo sarà ... Avanti altri?! Ed ecco i nomi di Silvia Salis, Ernesto Maria Ruffini, Gaetano Manfredi. A destra c'è chi suggerisce a Giorgia Meloni di non lasciarsi "cuocere a fuoco lento" da avversari baldanzosi e da alleati infidi. Così, forse, converrebbe anticipare il voto ...
Insomma nello "schema" entro cui continuare il "gioco" della piccola ed arrogante politica "usa e getta" nessuno pare avere voglia di rispondere agli interrogativi ed agli argomenti di fondo che muovono il Protagonismo delle persone e che motivano la lotta Politica (quella che davvero si misura sulle contraddizioni, sulle priorità e su progetti alternativi).
Del resto anche Francesco Moroni, il giornalista del Carlino che ha intervistato il "politologo" Marco Valbruzzi, aveva posto una domanda specifica e interessante, tutt'altro che banale: se al Quartiere "San Donato San Vitale, dove c'è il Pilastro" e la lotta MuBasta (dopo quella Pro Besta e per salvare il Parco Don Bosco) si registra "il dato più alto del No" in Città, ovvero il 71,5% (contro il 68,2% di Bologna ed il 53,7% nazionale), "quali conseguenze sulle Comunali 2027"? Tradotto: la critica all'arroganza del Governo si risolve con una alternanza Centrosinistra vs Centrodestra o la travalica è pone problemi ad entrambe le coalizioni e a tutti i partiti che oggi amministrano le istituzioni?
Forse altri interlocutori, dotati di maggiore responsabilità politica ed amministrativa, a partire dai dirigenti nazionali e locali di PD, M5S, AVS, da Sindaci e componenti le Assemblee elettive dovranno rispondere a questa domanda, fare analisi più realistiche del referendum e dare risposte (anche specifiche) di prospettiva.
Di certo le questioni politiche poste alle classi dirigenti locali e nazionali dal Comitato MuBasta, dalla mobilitazione attivatasi nel cuore del rione Pilastro di Bologna, dal vastissimo movimento sociale ed ecologista che ha espresso solidarietà e partecipazione con la lotta pacifica e non violenta di residenti, insegnanti, lavoratori, intellettuali, giovani, ragazze e ragazzi resta in attesa di atti concreti che dimostrino che le logiche autoritarie, poliziesche ed arroganti non vanno contrastate e combattute a viso aperto solo quando sono opera di Giorgia Meloni, di Carlo Nordio, di Matteo Salvini e di Antonio Tajani.
Le prossime settimane ci diranno se l'arroganza politica, ovunque presente, ha subito sin qui un colpo adeguato ed il protagonismo dei cittadini, anche attraverso il referendum, ha aperto una pagina nuova nella lotta per realizzare i Princìpi elusi e/o negati della Costituzione ed avviare le trasformazioni sociali e le conversioni ecologiche necessarie. Oppure se serviranno altre esperienze, prove e "lezioni".
Quanta fuffa al Pilastro di Beppe Ramina
Da qualche mese c’è maretta al Pilastro. Oggetto del contendere è l’erigendo Museo delle bambine e dei bambini / Futura nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini in una zona che era verde e alberata fino all’arrivo delle ruspe e delle motoseghe inviate dal Comune. Un’area importante nel cuore del rione, un vero e proprio sistema ecologico e relazionale: li sono cresciute in sessant’anni almeno tre generazioni sorvegliate dalle finestre dei 208 appartamenti che vi si affacciano e dalla comunità di chi ci abita, lì si va a prendere il fresco d’estate perché pochi hanno il condizionatore a casa e pochi vanno in vacanza, lì si improvvisano picnic e feste.
C’è un deposito immateriale tra quell’erba e quei quattro platani segati che chi guida il Comune di Bologna, le esperte e gli esperti, non hanno proprio considerato. Hanno chiamato a raccolta alcuni portatori d’interessi, sei una prima volta, forse una quindicina la seconda, forse alcuni erano sempre gli stessi e, molto a posteriori, hanno stabilito di raccontarci che quella è partecipazione: responsabilità nostra (vivo al Pilastro) che non siamo andati. Peccato che non fossimo stati avvertiti, allertati, informati degli incontri. D’altra parte, come dare loro torto: meglio non incontrare chi potrebbe creare inciampi.
Hanno anche dato vita a un laboratorio con bambine e bambini di due classi delle elementari. I loro maestri, le loro maestre, nei giorni scorsi hanno scritto e sottoscritto di sentirsi traditi. Dal laboratorio era emerso che si voleva un parco meglio attrezzato di giochi e magari casette sugli alberi. Un bel sogno, ma gli alberi non ci sono più. Come ha scritto un amministratore di lungo corso, Ugo Mazza, partecipazione e costruzione del consenso sono due cose diverse, a volte persino opposte.
Chi si oppone alla localizzazione del progetto – non al progetto, è bene ribadirlo, alla sua localizzazione – riceve l’accusa di barbarie: è cultura, è un dono per bimbi e bimbe del Pilastro, manna che cade dal cielo!
Ora, il Museo è dedicato alla fascia d’età 0/12, una fascia d’età che, dal nido alla materna alle elementari, va già a scuola dalle 7.30 alle 16.30 ogni santo giorno e a scuola fa esattamente le stesse cose che propone il Museo (se così sarà, ancora non c’è un progetto definito): esperienze tattili, sonore, musicali, rapporto con la flora eccetera eccetera. In istituti che magari avrebbero bisogno di una robusta manutenzione e di più personale. Ma su questo si investe molto meno (il Museo costerà, di costruzione, 6,3 milioni di euro. Come minimo: c’è una guerra in corso, i materiali costano di più, possibile un aumento dei costi).
Le fasce d’età che si trovano in condizioni più critiche, ovunque e non solo al Pilastro, sono quelle della preadolescenza, dell’adolescenza e oltre. Per dire, nel nostro rione c’è la più alta percentuale di persone tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano: il 35%, oltre una persona su tre, ma per loro non c’è una Futura dove apprendere come cavarsela e forse non c’è neppure granché nel futuro. Inoltre, l’abbandono scolastico sfiora il 20% e anche qui siamo già oltre la fascia 0/12.
Insomma, a che serve questo Museo? E a chi serve? Dando per scontato che il Comune (lo ha dichiarato: sarà solo a guida, non a gestione, pubblica) affiderà la quotidiana apertura e animazione a privati che dovranno ricavarne almeno la copertura delle spese, se tutto andrà per il meglio arriveranno scolaresche da Bologna e da città non troppo distanti, scenderanno dai pullman (dove parcheggeranno?), faranno esperienze, pranzeranno e nel pomeriggio se ne andranno. Al Pilastro non resterà nulla.
Cosa ci sarà dentro, cosa si farà non si sa, non c’è un progetto definito, ma c’è un comitato che ci sta pensando. Neppure si sa quante ore al giorno resterà aperto e quanti giorni alla settimana: il personale costa, le utenze costano, i materiali costano. Quanto costerà il biglietto d’ingresso? Non si sa. Si dice 12 euro, ma gratuito per i bambini e le bambine del rione. E per chi li accompagna? Gratuito anche per loro? Chissà. Il sindaco e la sua crew hanno fretta. Di fare cosa non è chiarissimo: cambiano idea quasi ogni giorno su quasi tutto. Le associazioni, istituzioni, persone, sfegatatamente favorevoli al Museo fatto proprio lì, dono del Cielo, stanno facendo circolare almeno tre o quattro versioni dell’edificio e delle sue funzioni. Quale sarà quella buona?
Impreparazione e tanta arroganza. Noi siamo definiti come persone violente, obiettivi giusti per manganelli, idranti, gas lacrimogeni, denunce e arresti. Tutto l’armamentario dei decreti sicurezza, osteggiato in Parlamento ma benvenuto al Pilastro. Coalizione Civica, che fa maggioranza col Pd, ha provato a battere un colpo: il MuBa va bene, ha scritto, i manganelli no. Pronta la replica del segretario del Pd: se va bene il MuBa si prende tutto il pacchetto, polizia e carabinieri a difesa compresi, altrimenti si rompe. E Coalizione ha taciuto. Ci sono amministrative e politiche il prossimo anno. Non va bene rompere adesso. Strategie complesse, che ne sappiamo noi?
Il sindaco afferma che le proteste sarebbero promosse dai Verdi e da Potere al Popolo, formazioni notoriamente dedite alla violenza, compreso il mite, ma indomito, Davide Celli. Tutto per conquistare un pugno di voti. Quante bugie, quanta fuffa! Diteci: come sarà, come funzionerà, quando funzionerà, quanto costerà, a chi servirà il Museo delle bambine e dei bambini al parco Mitilini-Moneta-Stefanini. E spiegateci: perché proprio lì?
(Zic, 22 marzo 2026)
Fotocronaca dal Pilastro e da Bologna (terza parte)
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"Contestano del MuBa quello che sanno e anche quello che ancora non sanno. Il progetto presentato dal Comune e come dovrà diventare una volta realizzato. "Cosa ci metteranno dentro? Sarà gratuito o a pagamento?" ... Inizia così l'articolo sul Corriere della giornata di "protesta" del 7 marzo scorso (8 marzo 2026)
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"In centinaia sfilano contro il MuBa" titola la Repubblica Bologna ... Pur contenendo, l'articolo, le parole nette della portavoce, Laura Pasotti: "dentro il Parco il Museo non lo vogliamo" ... Poi riferisce della "passeggiata dei sostenitori del MuVet, una quarantina in tutto" (8 marzo 2026)
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Carlino Bologna valorizza la "camminata pro MuBa" nel Parco e titola l'articolo sulle "circa 700 persone che hanno preso parte al corteo": "Tensione al Pilastro. Scontri in serata dopo il corteo" ... (8 marzo 2026)
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Pilastro, Parco Mitilini - Moneta - Stefanini, 8 marzo 2026. Attivisti MuBasta e giovani, scopa in mano, puliscono il campetto di Basket ...
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Dopo le cariche notturne di Polizia e Carabinieri contro giovani e residenti nessun servizio pubblico di pulizia è stato attivato ...
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L'autorganizzazione delle persone ha proceduto a ripristinare sicurezza e ambiente naturale ...
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Tra le mani dei cittadini decine di resti dei candelotti fumogeni usati da Polizia e Carabinieri agli ordini di Questore, Prefetto e Ministro Piantedosi ...
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"Cartucce cal. 40 mm." e "granata 40 mm. CS" ...
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Altri "resti" della serata di cariche e di lancio di lacrimogeni operati da Polizia e Carabinieri agli ordini del Ministro Piantedosi in risposta alle proteste di cittadine/i e ragazze/i del Pilastro, raccolti dagli attivisti MuBasta nel Parco Mitilini - Moneta - Stefanini del Pilastro ...
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Il giorno dopo la manifestazione MuBasta al Pilastro da Lepore e Bignami viene espressa "solidarietà alle forze dell'ordine" e l'on. De Maria (PD) dichiara "proteste e modi inaccettabili" ... (Carlino Bologna, 9 marzo 2026)
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Su la Repubblica Bologna questo il sotto titolo "Il sindaco: Grazie alle Forze dell'ordine" ... (9 marzo 2026) |
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Bologna, via Rizzoli, 9 marzo 2026. Donne in sciopero e in piazza. "il patriarcato arma le guerre" ... |
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In Piazza Maggiore interviene la portavoce del MuBasta e raccoglie la solidarietà delle tantissime partecipanti ...
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Uno striscione esposto sul sacrato di San Petronio ricorda le prime 1000 firme raccolte per salvare il Parco Mitilini - Moneta - Stefanini ...
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Dalla Piazza a Palazzo d'Accursio ... per alcune ore il dissenso è esposto nel cortile del Comune
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Bologna, 10 marzo 2026, piazza Spadolini. Nella Sede del Quartiere San Donato San Vitale una partecipata conferenza stampa promossa da PaP ...
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La Consigliera di Quartiere, Francesca Fortuzzi, presenta un esposto alla Corte dei Conti e lo argomenta ai giornalisti ...
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Nel corso della conferenza stampa supportano la denuncia altre donne del Pilastro, qui Maria Cristina Gnudi; l'avv. Mario Marcuz interviene sulle nuove norme del Decreto "Sicurezza" del Governo Meloni che al Parco Mitilini - Moneta - Stefanini hanno colpito attiviste/i e ragazze/i del MuBasta ... Non da meno anche la Polizia Municipale, che identifica e sanziona pesantemente chi dissente e protesta (per "bivacco") |
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I quotidiani locali scrivono in merito all'esposto e alle originali tesi del Sindaco ... Il Corriere sottotitola: "Lepore: Tanti per un museo, nessuno si muove contro il Cpr" (11 marzo 2026)
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Pilastro, Parco Mitilini - Moneta - Stefanini, 14 marzo 2026. Il Sindaco e l'Assessore Ara annunciano un confronto pubblico per l'11 aprile e intanto, entro il cantiere, presidiato da Polizia e Carabinieri iniziano gli scavi ...
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"La biodiversità di cui sono ricchi i primi 30 cm. di terreno" è colpita e rimossa dai mezzi della ditta incaricata di procedere nei lavori ... Consumo di suolo zero? |
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A fianco della Biblioteca Luigi Spina Wu Ming 2, Giovanni Cattabriga, presenta il suo ultimo libro Mensaleri ...
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Tante persone ascoltano partecipi ...
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Una occasione di incontro e di riflessione intergenerazionale ...
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Cultura e natura si incontrano ...
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Memoria storica e attualità, creatività e lotte per costruire futuro ...
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Spazio all'arte ed alla solidarietà ...
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Spazio al gioco ed alla socialità ... (per grandi e piccini)
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Verso sera "l'attacco psichico" ...
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"Trasmettere negatività al cantiere MuBa che non vogliamo nel Parco Mitilini - Moneta - Stefanini" ...
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Massima concentrazione, mani alle tempie ... "ha funzionato per il Parco Don Bosco e per il San Leonardo"
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Per molti "un modo per stare insieme" e continuare la giornata di lotta e di festa ...
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Che qualcuno finisce dondolandosi su un'amaca o conversando tra amici ...
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Lepore No, non partecipa, ma per la Repubblica Bologna rassicura: "il MuBa sarà gratuito" ... (15 marzo 2026) Poi il Sindaco "contrattacca con un video di 30 minuti: sarà un progetto identitario per il Pilastro ... il progetto andrà avanti" (da Corriere e Carlino del 15 marzo)
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Piazza Maggiore, 16 marzo. Davanti a Palazzo d'Accursio, dove il Consiglio Comunale è riunito, Laura Pasotti motiva ancora una volta le ragioni della lotta del MuBasta al Pilastro ...
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Una ragazza prepara uno striscione che ricorda le "mille persone" in corteo sabato al Pilastro per salvare il Parco ... |
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... e "fermare i lavori subito!"
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Una protesta determinata e civile, che esige rispetto e confronto politico ... (come Costituzione Repubblicana stabilisce)
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Un cartello ...
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Intervengono insegnanti delle scuole Romagnoli, qui Michele Murgioni ...
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| ... e la collega Laura Dondi |
Buon pomeriggio Sindaco, sono una delle insegnanti della scuola Romagnoli che ha partecipato, con le due classi quinte di allora (44 alunni/e di circa 10anni) , alla prima fase del percorso “partecipativo” relativo al parco Mitilini e al Muba.
Mi vedo purtroppo costretta a doverle segnalare, e a segnalare soprattutto ai cittadini e alle cittadine bolognesi che seguono il dibattito , una serie di inesattezze - o quantomeno di calcolate omissioni - espresse da parte sua, sia in un’intervista al Corriere Bologna di venerdi scorso, sia in questo video , che falsano - a mio
parere - il ragionamento complessivo sul Museo futuro.
Tutto quello cui faccio riferimento è stato sia da me vissuto direttamente, sia riportato in documenti che si trovano ancora, per chi volesse leggere e approfondire, su Fondazione innovazione urbana, Museo dei bambini e delle bambine,
in particolare in Documento della partecipazione: esiti prima fase percorso (14/11/2022 ).
Nel primo dei due incontri che facemmo, i bambini e le bambine raccontarono come quelli della loro età - e anche i loro fratellini e sorelline più piccoli - vivevano quotidianamente il parco, realizzando una mappatura precisissima di tutta la zona verde e segnalando quali attività vi svolgevano, cosa non funzionasse e cosa si potesse fare per renderlo più fruibile, come lo avrebbero desiderato e migliorato.
La zona che comprende i 4 grandi platani abbattuti, dove ora sorge il cantiere, lei
sostiene non fosse utilizzata dai bambini per giocare .
Essi invece affermano - più esattamente - che i giochi erano pochi, rotti e quindi avrebbero desiderato che fossero di più ( “c’è sempre la fila”), fossero nuovi, fossero più coinvolgenti e innovativi ( scivoli giganteschi. , giochi d’acqua , spazi relax sotto gli alberi, case sull’albero e percorsi di albering ).
I bambini segnalano anche che utilizzano molto il campo da basket, per giochi liberi, ma non certo la famosa “piastra in cemento” , che a quel tempo doveva essere il luogo su cui sarebbe sorto il museo.
Lei la cita, sempre nell’articolo del Corriere, come un luogo dove i bambini giocavano , motivo per cui avete deciso di non costruirlo più lì.
Forse non ricorda bene, Sindaco, cosa dicono i bambini di quella piastra , nella mappa precisissima di cui parlavo prima: dicono “qui ci sono troppe buche, quando corriamo è facile inciampare e cadere “.
E infatti, nessuno di loro
- pur essendo informati che quello sarebbe stato il luogo del Muba - chiede di mantenere quel luogo così com’era e di non costruirlo lì.
Soprattutto, bambini e bambine evidenziavano l’importanza del verde e della natura, l’amore e il
rispetto per gli alberi, sui quali si divertivano ad arrampicarsi, a nascondersi, a stare al fresco.
Si dice anche che in estate (e non dimentichiamo che, in estate, la maggior parte di quei bambini e anche degli anziani del quartiere restano in città) il parco è estremamente caldo (in particolare il piazzale di cemento di fronte alla Biblioteca Spina), che
l’ombra degli alberi è necessaria e piacevole, che vorrebbero più fontanelle per rinfrescarsi e bere (ce n’era una sola ed anch’essa sempre con la fila) . Vorrebbero panchine nuove e non traballanti, tavoli per fare picnic all’aperto, sdraio per guardare le stelle (cosa che raccontano che già facevano, nelle sere d’estate, portandosele da casa).
Il desiderio espresso dai bambini nella progettazione mi pare evidenzi che essi conoscano e vivano perfettamente il parco, ci giochino , ne colgano gli aspetti positivi e quelli decisamente migliorabili, desiderando che esso diventi un luogo maggiormente accogliente e rispettoso delle loro esigenze.
Per il momento mi fermo qui. Avrei altre riflessioni da condividere per motivare la mia contrarietà, non al Museo Futura in quanto tale , ma alla la sua collocazione all’interno di quello spazio.
Se non verrò bloccata, le aggiungerò domani.
Per chiarezza e trasparenza , da adulta ad adulto - senza nascondersi dietro a bambini e bambine - insegno per scelta alla scuola Romagnoli da 28 anni e ho - come molti colleghi in città - espresso solidarietà ai cittadini residenti del Pilastro contrari alla costruzione del museo in quel luogo.
Persone che lei non ha ancora incontrato.
Scrivo parole, pensieri e riflessioni meditate e motivate e - come tanti di loro - non porto bastoni né violenza
Laura Dondi, insegnante delle scuole Romagnoli
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Applausi ...
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Giornalisti e fotoreporter registrano attenti ...
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La protesta entra a Palazzo d'Accursio ...
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Sale lo scalone che porta al Consiglio Comunale ...
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Infine, una delegazione ottiene un incontro in sala Savonuzzi ...
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A riceverli nessun Amministratore pubblico, ma il capo di gabinetto del Sindaco, Sergio Lo Giudice ...
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| ... che ascolta e replica con poche parole, quelle che Sindaco ed Assessore ripetono: "il MuBa si farà" |
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Su la Repubblica Bologna un titolo sintesi: "Pilastro, il dialogo fallito". I cittadini: "Fermate il cantiere" E il Comune gira i tacchi ... (17 marzo 2026) |
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Pilastro, Casa di Quartiere di via Campana, 17 marzo. In una piccola sala sono convocate dal Presidente Andrea Serra (e da Adriana Locascio) in seduta pubblica due Commissioni del Consiglio di Quartiere sul MuBa con l'Assessore e i tecnici "competenti" ... Impossibile fare entrare le tantissime persone interessate |
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Stretto tra il Presidente, i consiglieri e i partecipanti "pro" e "contro", interviene l'Assessore Daniele Ara: riconosce che "dai conflitti possono uscire energie nuove" ma ribadisce "andremo avanti"! E passa la parola alla dirigente del settore Educazione, Veronica Ceruti ...
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Su due affermazioni della Direttrice comunale ("la gratuità" del Museo "per le bambine e i bambini del Pilastro" e "non si cementifici nulla" essendo un "edificio in legno e vetro") l'ascolto si interrompe per lasciare il posto a battute, ragioni ("con quale bilancio?" già "ci sono tagli al settore dei servizi sociali, formativi e per ragazzi" ... "e le fondamenta di che materiali si fanno"?), proteste, repliche ... E' un caos, con decine di capannelli e discussioni animate ed appassionate ... La seduta finisce. Le persone restano a discutere, litigare come succede in vari incontri e riunioni ... Qualcuno pro "MuBasta" e "Si Museo" va a cena assieme ... Una sintesi condivisa non è impossibile, volendola ricercare!
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L'articolo di Carlino Bologna su "La commissione sul progetto del Museo sospesa" ... Una cronaca che culmina nelle parole virgolettate dell'Assessore Ara "riferite ai contestatori": "Sono squadristi"! (18 marzo 2026)
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"Le circa 150 persone stipate in sala - da una parte i contrari, moltissimi giovani, dall'altra i favorevoli, per gran parte anziani - hanno iniziato a gridarsi contro le proprie ragioni" scrive Daniela Corneo su il Corriere ... sotto un titolo che contiene la bugia di un "Assessore zittito". (18 marzo 2026) Falso, Andrea Serra e Daniele Ara sono stati gli unici ad avere potuto parlare.
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Dopo il suo Ara, parole gravi e "in libertà" anche dal Sindaco in carica ... Titola la Repubblica Bologna "Pilastro, la censura di Lepore: violenti per un pugno di voti" (19 marzo 2026)
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GLI ASSESSORI AL PILASTRO: la provocazione di un'Amministrazione sempre più in difficoltà che sta lacerando la convivenza di un intero rione.
Era del tutto prevedibile che sarebbe finita così - e per questo è stata cercata - la sceneggiata vista ieri pomeriggio al Pilastro.
Organizzare una seduta aperta di una Commissione di Quartiere su una vicenda che sta incendiando gli animi di un intero rione in una saletta che sarebbe adatta al massimo per una festicciola di compleanno, significa creare le condizioni materiali perché gli animi si accendano ancor di più. Ed infatti tutto è presto finito tra urla e strepiti, l’incontro ufficiale è stato interrotto ed è continuato poi tra i presenti in un’animatissima discussione informale.
Conclusione che consente all’assessore Ara di dare degli squadristi ai cittadini del Pilastro che contestano il progetto, evitare di parlare delle conseguenze reali nelle dinamiche del quartiere e soprattutto alimentare il tutti contro tutti che è esattamente il contrario del compito di un’amministrazione che deve governare una città.
Ed è proprio questo che preoccupa.
Al Pilastro è la convivenza all’interno del quartiere che sta andando in crisi, ed è questo il danno principale che il Muba, ancor prima di essere costruito, sta provocando.
Ora, invece di preoccuparsi degli effetti che la questione Muba sta producendo tra i cittadini del Pilastro - dove il rischio reale è lacerazione di un intero tessuto sociale, la creazione di ferite profonde nella relazione tra istituzioni e cittadini e l’emergere di una rabbia sociale che può sfociare in esiti imprevedibili - l’Amministrazione comunale sta giocando in modo fortemente irresponsabile.
Continua a non riconoscere che la questione del Muba non è “museo sì - museo no” ma riguarda la collocazione di un’opera all’interno di un parco che è spazio vissuto di bambini, famiglie e residenti, con un altissimo valore storico e simbolico perché già al centro di una lotta di cinquant’anni fa ancora impressa nella memoria di tanti residenti, che aveva al centro proprio la salvaguardia del parco contro un progetto che lo cancellava. Così come allora gli abitanti organizzati in comitati contestarono e vinsero contro la logica del cemento rivendicando il diritto a verde, parchi attrezzati e servizi sociali, creando una comunità più vivibile con un forte senso di appartenenza, oggi si contesta un’opera che insiste su quel parco cancellandone l’esistenza e la memoria.
Invece di accogliere la legittima richiesta di dialogo proprio su questi temi da parte del comitato Mubasta, con arroganza e supponenza procede imperterrita nel proprio obiettivo, inanellando nel frattempo parole e comportamenti discutibili.
Ne citiamo solo due: in primo luogo le uscite dello stesso sindaco che si permette di raccontare a giornali, in tv e in video, che sono i bambini del Pilastro ad aver espresso il desiderio che il museo venga realizzato nel parco quando la realtà, documentata e accessibile sui siti del Comune, racconta esattamente il contrario. Non è solo un’offesa a quei bambini, lo è all’intera città costretta a vedere il proprio sindaco raccontare bugie - queste davvero infantili - perché privo di argomenti convincenti su questa operazione.
In secondo luogo le poco avvedute dichiarazioni dell’assessore Ara. Non si è preoccupato minimamente di provare a raffreddare gli animi e ha dimostrato forte insensibilità nell’incontrare i cittadini del Pilastro, senza alcun riferimento alla gravità della militarizzazione del quartiere, alle persone - presenti in sala - ferite arrestate detenute denunciate e multate anche dal Comune. Non ha detto nulla sull’uso indiscriminato dei gas lacrimogeni che hanno più volte reso irrespirabile l’aria nelle case di migliaia di residenti.
Dopo astratte parole sul “lievito all’infrastrutturazione educativa e sociale” rappresentato dal futuro museo, ha preferito lasciare la parola alla dirigente del settore Biblioteche del Comune che ha affrontato la platea con argomenti tecnici e pedagogici che in quel contesto non potevano che risultare provocatori.
Una vicenda che riguarda la vita di un quartiere viene trattata come baruffa tra tifoserie, con l’Amministrazione che considera la contestazione al progetto solo finalizzata alla campagna elettorale, senza rendersi conto che in questo modo il Pilastro rischia davvero di finire schiacciato in una guerra intestina mentre i suoi bisogni reali non trovano alcuna risposta.
Che il museo si faccia o no, il risultato netto sarà comunque la lacerazione all'interno della comunità del Pilastro. Per inciso, continuare a sostenere, come fanno Lepore, assessori e PD, che i dissidenti siano violenti e che non risiedano nel quartiere è un pretesto per negare l'esistenza di quella lacerazione.
Comitato Besta 19.03.26
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In Città prendendo a pretesto la pagina social autonoma "Pilastro di Bologna" parte una campagna di comunicazione a più voci finalizzata ad attaccare il Comitato MuBasta ed il movimento ecologista bolognese: dal Segretario PD, Enrico Di Stasi, e dalla Presidente Bolognese dell'ANPI, Anna Cocchi, parole non basate sui fatti e collegamenti faziosi ... Anche da questa pagina de il Resto del Carlino Bologna si può infatti evincere che "il paragone choc con il lager di Auschwitz" è opera di una persona, si "contrario al Museo" ma, che non è parte della mobilitazione organizzata fin qui nel Parco ... Eppure, la giornalista scrive: "un modus operandi che a Cocchi ricorda la contestazione No Besta in occasione della festa nazionale dell'ANPI in città" ...
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Anche il titolo de la Repubblica Bologna "Disgusto per il paragone tra un cantiere e un lager" (20 marzo 2026) enfatizza le critiche al post di un cittadino "qualunque" che l'articolo del giornalista non attribuisce affatto al movimento MuBasta ...
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Daniela Corneo sul Corriere di Bologna scrive: "Il paragone tra il cantiere del MuBa e Auschwitz fatto da una residente del Pilastro contraria alla costruzione del Museo dei bambini nel Parco Mitilini - Moneta - Stefanini e circolato sui social l'altro giorno, ha fatto infuriare l'ANPI e ANED, l'associazione degli ex deportati" ... (20 marzo 2026) Insomma, nessun collegamento tra gli autori dello "concertante paragone" e il movimento ecologista!
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Comunicato stampa
Siamo sconcertati ed indignati dal fatto che ANPI e ANED abbiano scelto di prendere posizione rispetto ad un commento pubblicato su una pagina Facebook (che tra l'altro nulla ha a che vedere con i residenti contrari alla costruzione del MuBa nel Parco) e che invece non abbiano preso parola per contestare la militarizzazione di un intero rione popolare di Bologna. Ecco quello che è successo: una cittadina scrive, sul proprio profilo Facebookche il cantiere del Museo delle Bambine e dei Bambini assomiglia sempre più a un carcere. Qualcun altro commenta facendo un paragone fuori luogo con Auschwitz. Poi una pagina che pubblica notizie sul Pilastro riprende post e commento e aggiunge un ulteriore riferimento alla scritta sul cancello del campo di concentramento.
E' irritante che questo sia bastato per far scoppiare una polemica strumentale diretta ad attaccare i residenti del Pilastro contrari al MuBa e a distogliere al contempo lo sguardo dall'impatto che quel cantiere ha sul rione e i suoi abitanti.
Dopo settimane di militarizzazione, dopo le manganellate, dopo i lacrimogeni sparati ad altezza volto e contro i palazzi, le due associazioni, fino ad oggi zitte, si stracciano ora le vesti per un commento cretino sui social prestandosi ad una sfacciata strumentalizzazione.
Auspichiamo che gli eredi dei combattenti per la liberazione del Paese dicano parole adeguate alla gravità dei fatti autoritari che si verificano anche a Bologna.
Comitato MuBasta, 20 marzo 2026
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Pilastro, Parco Mitilini - Moneta - Stefanini, 21 marzo. Nel pomeriggio, fuori orario scolastico, davanti al cantiere eretto per costruire il MuBa, si ritrovano bambini, genitori e insegnanti per letture e racconti tra storia ed attualità: da scritti di Italo Calvino ai giorni nostri ...
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... ancora e sempre Cultura e Natura si incontrano e conquistano intelligenze critiche protese al futuro!
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Bologna, Quartiere Navile, Casa di Quartiere Lino Borgatti, 21 marzo 2026, ore 10. Per iniziativa del Comitato Bertalia Lazzaretto si incontrano 11 realtà cittadine che hanno aperto vertenze su questioni sociali, urbanistiche ed ambientali con le Istituzioni locali e nazionali ...
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Partecipano oltre 100 persone e, dopo la introduzione di Antonella Selva, si alternano donne e giovani protagoniste/i di un movimento in sviluppo ...
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Laura Pasotti porta alla discussione l'esperienza MuBasta ...
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Uno striscione campeggia in sala: "Voi costruite, noi ci allaghiamo! ..." E' l'inizio di un discorso che si articola in analisi, progetti ed obiettivi di mobilitazione a cui soggetti diversi contribuiscono ...
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Il confronto non sfugge dalla concretezza delle sfide in atto: tra febbraio e marzo molti giorni sono stati caratterizzati da alti livelli di inquinamento da polveri che cuociono gravemente alla salute delle persone. Ecco uno dei rilevamenti proposti da ARPAE dell'Emilia Romagna ...
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Una visione dall'alto della mattinata di informazione e discussione ... |
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Un tavolo con libri, depliant, materiale dei diversi comitati ...
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... mappe di aree verdi "a libera evoluzione naturale" e confronto con le edificazioni previste da una urbanistica da rivedere in base a scelte nette di conversione ecologica e di naturalizzazione di spazi già fortemente antropizzati, cementifici ed abbandonati ...
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La critica - attraverso l'arte e il fumetto - ai propositi di costruzione ed espansione nel rione Pilastro ...
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Interviene un giovane del collettivo di fumettisti C.R.E.P.E. ...
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Interviene Lucia Tozzi, studiosa di politiche urbane, scrive per il manifesto, la stampa, Domus, Il giornale dell'Architettura , Napoli Monitor ... Il suo è stato un interessante contributo a collocare le "resistenze locali" ad una lotta nazionale per invertire gli indirizzi di politica del territorio e del liberismo del sistema economico - finanziario che mette "mani sulle città" ... |
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Uno degli applausi del popolo inquinato che rivendica giustizia sociale ed ambientale, protagonismo e partecipazione democratica contro ogni atto di arroganza e di repressione del dissenso ...
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Sull'incontro dei comitati il Corriere di Bologna titola "Galassia Green in assemblea: basta progetti speculativi" poi "le elezioni? Fronte comune" ... (22 marzo 2026) Una frase che parte da una premessa "noi portiamo contenuti" e interpreta una domanda diffusa e determinata "cambiare le politiche sociali, urbanistiche e del territorio anche a Bologna e in Emilia Romagna" ...
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La prima pagina de il Resto del Carlino di martedì 24 marzo propone uno scatto fotografico su Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein, e Roberto Gualtieri che il Quotidiano Nazionale (come molti altri esponenti della comunicazione mainstream) propone come "vincitori" della competizione referendaria "sulla Giustizia" ... In realtà il successo è stato il risultato di una campagna elettorale che ha visto una pluralità di protagonisti sociali, culturali, politici e il voto di oltre 15 milioni di elettori (molto di più della forza - importante - dei partiti del Centrosinistra)! |
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Anche a Bologna il voto in percentuale (qui, ancora, il Carlino) non sintetizza al meglio il valore politico del Referendum: i No in Città sono stati 141.119. Il Centrosinistra per Michele De Pascale, nel 2024, ne aveva contati 102.589. E, nel 2021, Matteo Lepore è stato eletto Sindaco con 94.565 voti ...
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In sintesi: i No a Bologna hanno superato di 38.530 voti i consensi che hanno portato De Pascale alla Presidenza della Regione e di ben 46.554 quelli che hanno consentito a Lepore di essere eletto Sindaco ... Un voto contro l'arroganza politica su cui riflettere! |
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Occhio alle slavine! La prima pagina del manifesto di venerdì 27 marzo, con un interessante articolo di Emiliano Brancaccio: "L'ora delle scelte. La vittoria presenta il conto alle opposizioni" ... |
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"Dal caleidoscopio di moventi che hanno decretato la vittoria del No, di sicuro emergono due dati cristallini" ... scrive Emiliano Brancaccio
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In una pagina di commenti da non perdere su il Fatto Quotidiano, Tomaso Montanari scrive "Il progetto politico c'è e si chiama Costituzione" ... (26 marzo 2026) Insomma: ancora tanti No, per costruire - nelle lotte culturali, sociali e politiche - un SI a contenuti alternativi! |
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