venerdì 16 agosto 2013

E' ora di prevenzione!


Quale cultura stanno esprimendo le classi dirigenti che governano il nostro paese, le istituzioni, le produzioni, la finanza e l'economia?
È sufficiente, nella crisi generale in cui ci troviamo, enfatizzare il "fare" e la "stabilità"?
Oppure è necessario dare un senso preciso e innovativo a ciò che si fa e qualificare, ben oltre la gestione quotidiana, il Governo delle risorse?
Da tempo, cultura ed esperienza, ci insegnano che prevenire è meglio che curare, che prevenire significa risparmiare e costruire un futuro migliore.
Continuiamo ad agire a prescindere da questo principio.

1. Da anni ricerca, formazione ed istruzione subiscono tagli e riduzioni di risorse pubbliche.
In particolare, verso Enti, Fondazioni e Cooperative impegnate, con indipendenza di giudizio, sul fronte degli studi delle cause di malattie ambientali e della salute delle persone.
2. Sono ancora e sempre insignificanti gli investimenti per la tutela della salute dei cittadini, dei territori e delle produzioni a rischio conclamato.
Alcuni esempi.
A. Esistono piani ordinari o straordinari operativi per la manutenzione dei territori periodicamente interessati ad incendi, alluvioni o frane? In questi giorni estivi si combatte il fuoco con pochissimi Canadair efficienti (uno in tutta la Sardegna, denuncia lo stesso Governatore Capellacci). Poi verranno i temporali, le piogge violente (dalla Liguria, alla Toscana, alla Campania, alla Sicilia) ... E in Appennino (a partire da quello emiliano) la terra continua a cedere ... Chi sta agendo per evitare altri disastri e spese?
B. Si sono fatti programmi e avviati interventi per la messa in sicurezza dei territori (quasi tutti, in Italia) considerati "a rischio sismico"? Quali edifici pubblici (scuole, ospedali, municipi ...) e privati (capannoni industriali, residenze ...) fuori norma (la grandissima maggioranza) sono stati messi in sicurezza (dopo i terremoti a L'Aquila e in Emilia) in questi mesi o per i prossimi anni?
C. Quali progetti di riconversione ecologica e quali interventi concreti ed organici sono avanzati per le industrie e le produzioni inquinanti? Dai grandi impianti petrolchimici, a quelli dell'acciaio, agli inceneritori? Cosa ci possiamo aspettare, ad esempio, dal silenzio calato sulle drammatiche realtà dell'ILVA e del Sulcis o sulla gestione dei rifiuti solidi urbani e degli industriali pericolosi?
D. Che cambiamenti sono ipotizzabili nella gestione della mobilità delle persone e delle merci per ridurre l'inquinamento delle nostre città? In questi giorni, purtroppo, le cronache ci parlano di nuovi allarmi per le polveri sottili, per il biossido di azoto ed il monossido di carbonio, ma pure di aumenti delle tariffe e di calo dei servizi del trasporto pubblico! Anche a
Bologna e in Emilia. E mancano interventi adeguati per la manutenzione di ferrovie, di strade ed autostrade ... Quanti altri costi umani e materiali dobbiamo mettere in conto? O abbiamo già rimosso le quaranta vittime del pullman sulla Napoli - Bari e le migliaia di pedoni, ciclisti e motociclisti vittime costanti di incidenti nelle nostre città (come dice la campagna nazionale curata dal Centro Antartide)?
Ci sono anche vicende simboliche.
A. Venezia. Grandi navi transoceaniche possono continuare ad attraversare i canali del centro storico?
B. Giglio. La Costa Concordia del comandante Schettino, può continuare a restare li, con il suo carico di problemi e pericoli?
C. Niscemi. È compatibile con salute, ambiente e territorio la costruzione di una delle quattro stazioni mondiali del nuovo sistema militare americano di comunicazione MUOS?
Purtroppo nessuna di queste grandi questioni che darebbero risposte, nuove prospettive e speranze ad un paese in crisi, è all'ordine del giorno per il "fare".
L'agenda del Governo che si vuole stabilizzare e sostenere include altro: dalla (non credibile) riduzione delle tasse (per chi?) alla "riforma" della
Giustizia (per renderla più rapida e sostanziale o più discrezionale e
subalterna?), alle modifiche istituzionali e costituzionali (per adeguarle alle
domande di trasparenza e partecipazione o per favorire deleghe autoritarie?).
Così, gli argomenti degli Amministratori locali, impegnati soprattutto a
reperire risorse, sottratte dal Governo "amico" (stessi Partiti, anche uomini),
attraverso vendite di patrimonio pubblico e di beni comuni o assurde operazioni
immobiliari e "grandi opere".
Così per troppi altri protagonisti della vita nazionale. Da grandi imprenditori privati e pubblici a uomini della finanza, tutti principalmente "prenditori" (dagli Agnelli ai Marchionne, dai Riva a Bondi, da Orsi e Guarguaglini a De Gennaro, da Mussari a Ligresti, da Mastrapasqua a ...).
Per risparmiare e costruire futuro.
È l'ora della prevenzione!


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