giovedì 30 luglio 2026

No Pasaran!

 


Giustizia e conversione ecologica, "impossibile non vedere" il nuovo protagonismo di giovani e comunità










A Bologna ci sono anche segnali positivi nel contesto buio che viviamo. Perché importante e partecipata, soprattutto tra i giovani, è la richiesta di giustizia per la morte insopportabile di Abderrahim Fakir. E perché comitati, associazioni e movimenti ambientalisti forse hanno aperto una breccia sul futuro della ex Caserma Sani e, poi, hanno condiviso un impegno comune per investimenti alternativi al "Passante Possibile" recentemente concordato tra Salvini, De Pascale, Lepore e Giana, l'attuale amministratore delegato di ASPI. 

Giustizia per Fakir! Domenica e lunedì sera, e poi ancora, ad una settimana dal fatto, al Pilastro, migliaia e migliaia di persone hanno accolto gli appelli a manifestare. Donne e uomini dello Stato, giornaliste/i e sanitari del servizio pubblico hanno esercitato con onore e disciplina la loro professione. Come vuole la Costituzione Repubblicana, che non contempla l'uso della forza per reprimere cittadini sofferenti, in disagio o che dissentono; che esige verità, senza negare fatti ed errori. Per una settimana assemblee popolari e, martedì, la fraterna solidarietà espressa da molti operai della logistica che con Fakir avevano lavorato, in occasione dello sciopero regionale promosso da sindacati di base. 

Tuttavia per avere più solide basi per dire che No Pasaran! c'è ancora tanto, tantissimo da fare. 

Soprattutto non deve sfuggire la portata dell'offensiva di una destra aggressiva e spregiudicata, che occupa gangli strategici del potere economico e finanziario, del Governo e dello Stato. Una offensiva diretta a ribaltare verità documentate ed esperienze vissute, a imporre la legge del più forte e a colpire Diritti e Doveri universali. Una destra che non si preoccupa affatto delle problematiche sociali e della formazione professionale e civile del personale impegnato in funzioni delicatissime della vita comunitaria. Come del resto succede in altri importanti paesi del mondo. 

Qui si possono cogliere, semmai, e non sono da sottovalutare operazioni politiche più sofisticate tese a colpire, lusingare e dividere competitori e avversari. Verso cui, le destre, alternano attacchi strumentali (come la richiesta di dimissioni, da più parti avanzata, verso il Sindaco di Bologna per avere raccolto la domanda di giustizia della sua Città e di averla convogliata in Piazza del Nettuno) insieme a disponibilità e possibili accordi (su misure di "sicurezza" o investimenti in infrastrutture da tempo in discussione). Matteo Lepore, abbozza: parlando di "due piazze" alternative (la "sua" e quella indicata come "antagonista"), non denunciando le precise responsabilità del comando delle forze di Polizia e Carabinieri negli scontri di piazza di lunedì sera, riutilizzando l'accusa di "violenti" nei confronti di chi rivendica cambiamento sociale, culturale, politico (era già successo nei conflitti sociali ed ambientali del Don Bosco e del Pilastro), omettendo l'obiettivo di rimuovere lo scudo penale per gli agenti in servizio e le misure più gravi assunte dal Governo Meloni contro fondamentali diritti individuali e collettivi con 6 successivi decreti trasformati in altrettante leggi. Fallimentari, se gli esiti sono quelli già sperimentati a Bologna con ferite permanenti ad una ragazza pro Palestina, ovvero decine di provvedimenti restrittivi e sanzionatori verso persone pacifiche in dissenso su scelte politiche o amministrative. Fallimentari, se già portano a sostenere ulteriori misure in un settimo decreto. Dunque, un silenzio assordante quello che porta PD ed altre forze della coalizione di centrosinistra a non opporsi con risolutezza alla propaganda di Meloni, Salvini e Piantedosi. E che, purtroppo, coinvolge larga parte delle associazioni che in passato - in particolare in terra emiliano romagnola - hanno organizzato le classi sociali subalterne, animando la Resistenza, i conflitti e la vita democratica, vincendo sfide e preservando conquiste basilari contro le trame eversive orchestrate da settori per nulla trascurabili delle classi dirigenti nazionali e degli apparati dello Stato (come emerso in processi a carico di esponenti di P2 e Gladio). 

Resta dunque forte l'esigenza di consolidare, ampliare e sviluppare la mobilitazione. I prossimi mesi, verso il 2027, non ridurranno affatto questa sfida per la democrazia e per il rispetto della Costituzione.

Giustizia sociale e conversione ecologica! Il movimento di lotta animato da Resistenze Spaziali registra un primo risultato. Il Sindaco Lepore in una recente intervista (vedi sotto) ha detto "dobbiamo dire No allo sviluppo di ulteriori data center, rivedere l'accordo urbanistico per garantire il verde presente, perché oggi - come ci dimostra l'ultima devastazione di 300 alberi per il maltempo - abbiamo bisogno di più alberi, non meno". E aggiunge: "non un grande quartiere per fare speculazione, ma che tuteli il verde esistente nell'ex Caserma Sani, utilizzi i volumi attuali ed abbia una vocazione pubblica focalizzata sulla conoscenza per portare a vivere lì i migliori studenti e ricercatori internazionali". Forse altro rispetto a quanto pare ancora volere una parte degli amministratori del PD (De Pascale in testa) per questa area: a supporto del Tecnopolo. Ed altro, sicuramente, rispetto a quanto propone "il manifesto" elaborato dagli attivisti sociali ed ecologisti in "Per un'altra Città. Contro i progetti inSani" (vedi qui), che sostiene "spazi" di servizio, rigorosamente "in mano alle comunità locali". Il confronto ed il conflitto, dunque, restano aperti, come scrivono da Resistenze Spaziali (vedi qui). E decisivi risulteranno, come sempre, i rapporti di forza e la capacità di radicamento sociale e culturale dei soggetti in lotta. 

Anche a questo fine, importante e non scontato è la condivisione del No Passante Possibile! concordato tra animatori ed attivisti di Resistenze Spaziali e di Com.bo, un coordinamento tra i numerosi comitati locali che in questi anni si sono caratterizzati su vertenze territoriali specifiche che interessano la qualità della vita di singole persone e, insieme, di piccole o grandi comunità. Un passo in avanti. Una presa di posizione comune che evidenzia una coscienza generale: la critica passa dallo specifico obiettivo al modello economico e sociale che lo determina. Matura la convinzione che è tempo di agire non solo per mitigare e compensare tendenze di mercato presentate come "inarrestabili" e troppo a lungo considerate "immodificabili". 

No, il livello e le conseguenze della crisi climatica, che sperimentiamo oramai in ogni stagione dell'anno e nei diversi contesti in cui ci troviamo, esige interventi radicali e di prevenzione dei rischi: scelte coerenti di conversione ecologica dei territori e delle produzioni, progetti effettivi di desigillalzione o di depavimentazione, messa a dimora di tanti alberi ed arbusti anche e soprattutto nelle città. Vale la pena ripetere quanto già detto anche da una assessora in carica del Comune di Bologna "è antistorico, in questo millennio, potenziare una infrastruttura viaria fino a 16 corsie" che attraversa quartieri popolari. Destinando, a questo proposito, almeno 2,5 miliardi di euro come concordato tra Ministro alle Infrastrutture ed ai Trasporti, Amministrazioni locali e Regione Emilia - Romagna. E questo quando, contemporaneamente, restano disattesi investimenti promessi sin dal secolo scorso! Per realizzare il Servizio Ferroviario Metropolitano e linee regionali FS che potrebbero offrire a centinaia di migliaia di pendolari una mobilità davvero alternativa e competitiva all'uso quotidiano (e forzato) dell'auto. E mentre anche le linee del tram di Bologna in costruzione ("rossa" e "verde") vengono tagliate per mancanza di fondi. E, ancora, mentre la Regione Emilia - Romagna si prodiga per raccattare alcune decine di milioni da destinare alla messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico e dalle tantissime frane che lo devastano.

Insomma, come scrivono Resistenze Spaziali e i comitati raccolti in ComBo (vedi sotto) altre sono le priorità negli investimenti locali e nazionali, pubblici e privati, e "un impegno tanto gravoso per il futuro non può essere assunto da un Ministro squalificato, da un Presidente di Regione sostanzialmente conservatore, da un Sindaco in affanno e in evidente contraddizione. Risponderemo a questa sfida". 

Così, No Pasaran! potrebbe essere, ancora una volta, la parola d'ordine. Consapevoli del fatto che anche questa sfida da ingaggiare con determinazione - qui ed ora - è contro un blocco di potere forte che unisce grandi gruppi multinazionali dell'auto, dei carburanti fossili, della finanza ... con ramificazioni sociali da non trascurare anche tra i ceti popolari, che vivono di lavoro, di attività nel campo dei trasporti e della logistica. 

Dunque, No Pasaran! a condizione di estendere ulteriormente i protagonisti culturali, sociali e politici impegnati in questa lotta di prospettiva. In cui troppi sono ancora gli interessati ma osservatori passivi. 

Gli argomenti non mancano. Occorre promuovere il più ampio coinvolgimento di risorse, di competenze e di intelligenze.


Movimenti e associazioni ambientaliste bolognesi: No al Passante Possibile 

Ci siamo battuti in questi anni per avviare una decisa conversione ecologica dei territori, 
delle produzioni e dei consumi, per azzerare il consumo di suolo ed iniziare a 
depavimentare, per restituire alla comunità i parchi, i giardini e gli spazi pubblici chiusi per i 
Lotti 0 del Passante di Mezzo. 
Fin dal 2016, abbiamo contestato il Patto sottoscritto da Matteo Renzi, Stefano Bonaccini, 
Virginio Merola e Giovanni Castellucci. 
Il “Passante Possibile” uscito dalle stanze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 
nei giorni scorsi è per noi irricevibile. Questo accordo, condiviso da Matteo Salvini, Michele 
de Pascale, Matteo Lepore ed ASPI, ha trovato il pronto sostegno di Confindustria ed altre 
categorie economiche. Ma, se concretizzato, rappresenterebbe un’ulteriore iniezione di 
asfalto e cemento nel già fragile territorio emiliano romagnolo. In perfetta continuità con 
una crescita economica e produttiva che è riconosciuta insostenibile dalla Comunità 
scientifica e dalla quotidiana esperienza di chi abita in queste terre. 
I 2 miliardi e mezzo previsti per la realizzazione di nuove corsie stradali ed autostradali 
costituiscono uno spreco di risorse inaccettabile a fronte di insufficienti investimenti per 
mettere in sicurezza il territorio dissestato e per rendere competitivo il trasporto pubblico 
con tutte le nuove fermate e tutti i servizi passanti del Servizio Ferroviario Metropolitano. 
Bologna, la sua area metropolitana, la Regione ed il Paese hanno bisogno di altro. 
Al tramonto di una legislatura e di un mandato amministrativo, un impegno tanto gravoso 
per il futuro non può essere assunto da un Ministro squalificato, da un Sindaco in affanno 
e in evidente contraddizione, da un Presidente di Regione sostanzialmente conservatore. 
Risponderemo a questa sfida, ancora una volta, con un invito alla ragione e al confronto, 
con l’obiettivo di armonizzare cultura e natura, con un appello alla mobilitazione e alla 
lotta. 

Bologna, 25 luglio 2026 

Comitato Abitare il Savena 
Comitato Aeroporto incompatibile 
Comitato Bertalia Lazzaretto 
Comitato Besta 
Comitato Mubasta 
Comitato Paleotto 
Comitato Popolare Pilastro 
Comitato Sale in Zucca 
Comitato Savena R/esiste 
Resistenze Spaziali 

Centro sociale Villa Paradiso 
Associazione Bologna Respira 
Ecoresistenze 
Potere al Popolo 
Partito Comunista dei Lavoratori


Nel giorno in cui il Corriere di Bologna annuncia "Telenovela finita, verso la firma sul mini - Passante" in "Primo Piano" intervista il Sindaco Lepore. Titoli a tutta pagina: "Un campus internazionale in città" in prima, "I data center non si mangeranno la città" in seconda ... (18 luglio 2026)


  










Sostiene Lepore: "trasformare Bologna nel garage europeo dei dati vorrebbe dire mandare in fumo le nostre risorse" e, poi, all'ex Caserma Sani "dobbiamo rivedere l'accordo urbanistico per garantire il verde presente, perché oggi abbiamo bisogno di più alberi, non meno" ...











Secondo Lepore "Serve rivedere con Cassa Depositi e Prestiti l'accordo sulla ex Caserma Sani" ...
 



Il giorno dopo che il Capo della Lega chiede le dimissioni del Sindaco di Bologna per avere convocato in piazza Nettuno i cittadini per chiedere giustizia per Fakir, il Quotidiano Nazionale il Resto del Carlino annuncia la firma al MIT del Protocollo sul Passante tra Matteo Salvini, Michele de Pascale, Matteo Lepore e Arrigo Giana, ad di ASPI ... (24 luglio 2026)

Sostiene il Ministro: "sono felice, quest'intesa segna un cambio di passo.Dopo anni di discussioni Bologna avrà una soluzione più moderna, sostenibile e coerente con una città che nel frattempo è cambiata" ...




















Ancora il QN RdC sulle pagine nazionali: dalla felicità di Salvini alla soddisfazione di De Pascale "Abbiamo unito" ...




















Su Carlino Bologna: "A14 a quattro corsie e tangenziale ampliata". Opere per 2,5 miliardi. Nel sottotitolo: "l'accordo al Mit prevede 238 milioni per la mitigazione" ...
 



















"Le reazioni politiche" sul "Patto". Parlano solo PD (Grande accordo) e Lega (Grazie a Salvini) ... (Carlino Bologna, 24 luglio 2026)




















Le notizie sul Corriere di Bologna: "Nuovo accordo. Firma a Roma" sul Passante. Su Fakir "ancora tensione" ... (24 luglio 2026)







Per il Corriere "il costo sarà di 2,5 miliardi", ma attacca "Di certo si risparmierà. Un anno fa il solo Passante di Mezzo aveva un costo stimato di oltre 3 miliardi di euro" ... 
Dunque, il confronto proposto dal quotidiano italiano più diffuso è con quello che ci dicevano un anno fa, non con il progetto originario del 2016 (650 milioni!), né con gli investimenti oggi destinati ad altre essenziali opere come le ferrovie regionali e locali o il tram che potrebbero favorire una mobilità meno inquinante (solo alcune centinaia di milioni) o la messa in sicurezza del territorio dai rischi frane e alluvioni (ancora nell'ordine di decine di milioni)


la Repubblica titola: "Passante, lavori dal 2027" e sottolinea "il tram al Pilastro" (24 luglio 2026) 
Ma l'impegno di ASPI ad ammodernare anche il ponte di San Donnino che consentirà (successivamente) di finanziare e fare arrivare la "linea rossa" al capolinea previsto a Grand Tour Italia, giustifica un'opera da 2,5 miliardi e di grande impatto ecologico?




















Il Corriere di Bologna su "L'opera" il giorno dopo: "accontenta le categorie. Confindustria: così possiamo competere" ... Sotto: "Fakir aveva sangue nei polmoni" (25 luglio 2026)




Nelle pagine interne "Passante, le categorie economiche esultano: finalmente i lavori" ... 




















Anche Carlino Bologna: "Le associazioni di categoria ... si passi dalle firme ai cantieri" (25 luglio 2026)
 



















Sempre Carlino Bologna in "Cosa cambia. Le mitigazioni" propone un rendering di Parco Nord e titola "riecco il bosco". Sotto "Previsti 30 mila alberi" e poi "pannelli solari per 40 milioni di euro".
Il tutto, si noti bene, per mitigare il maggior impatto delle opere in cemento ed asfalto, che consumeranno altro suolo e abbatteranno verde esistente!
Ma, per dirla con Bernardino Ramazzini e con Cesare Maltoni, prevenire non è meglio che curare?!





Al Parco Eugenio Montale dopo gli abbattimenti di alberi di alto fusto del febbraio 2023 (quando partirono i lavori nel Lotto 0 del cantiere per il Passante di Mezzo) è cresciuta una vegetazione spontanea e selvaggia ... (9 luglio 2026)














... le reti arancioni, oramai scolorite, sono state divelte in più punti da cittadini che hanno ripreso a frequentare percorsi precedentemente quotidiani ...















In località Birra di Borgo Panigale è rimasto ancora uno dei cartelli affissi e abbandonati oltre tre anni fa dalle aziende impegnate nei subappalti di ASPI ...  










In via Agucchi, nel Quartiere Navile, i resti del cartello che indicava "varco di accesso" per il "cantiere Passante B2", a terra le reti arancioni ... (4 luglio 2026)














Dopo gli abbattimenti della primavere 2023 nel tratto di Fascia Boscata che costeggia la Tangenziale oltre via Cobianchi nessuna rete arancione e alcuni giovani alberelli messi di recente a dimora ... (4 luglio 2026)














Senza cartello ma chiusa dalle reti arancioni su via dell'Arcoveggio la vecchia Fascia Boscata dedicata a Chico Mendes nel 1989 dall'Amministrazione Imbeni e rinominata "giardino Virginia Woolf" dalla Amministrazione Lepore ad inizio 2022 ... (4 luglio 2026)














Scritte No Passante sulle barriere fonoassorbenti della Tangenziale al Giardino Paul Harris, intitolato dall'Amministrazione Lepore al fondatore del Rotary nel giugno 2023 ... (4 luglio 2026)














Il lungo sottopasso del grande Asse Viario A14 - Tangenziale che collega Giardino Harris con Giardino Virginia Woolf ... (4 luglio 2026)
















Il cemento armato del sottopasso testimonia le mancate manutenzioni di ASPI ... (4 luglio 2026)














L'entrata al Giardino Virginia Woolf non presenta ostacoli, le reti arancioni sono rotte ... (4 luglio 2026)














Come la passerella in legno realizzata nel 1989 e abbandonata da oltre 3 anni ... (4 luglio 2026)














All'interno del Chico Mendes / Virginia Woolf su alcuni alberi di alto fusto (messi a dimora nel 1989) sono state erette altane ... (4 luglio 2026)


... un annuncio di presidio e di resistenza No Passante? No Pasaran!? (4 luglio 2026)




















C'é vita nel Parco ... (4 luglio 2026)


... vita piena ... (4 luglio 2026)














... completa ... (4 luglio 2026)







... ordinata (4 luglio 2026)




















 Là dove operava il Cerchio Verde ... (4 luglio 2026)  














Dalla chiusura e abbandono del Chico Mendes / Virginia Woolf alla chiusura cementificazione dei terreni vergini su via Zambeccari ... (4 luglio 2026)




Cemento ed asfalto ... per il Campo base del Cantiere del Passante (4 luglio 2026)








Il grande Asse viario A14 - Tangenziale nei pressi dell'uscita San Donato, dal Pilastro vista su San Donnino ... (9 luglio 2026)






San Donnino: le case popolari di via Francoforte a pochi metri dalle barriere fono assorbenti dell'Asse A14 - Tangenziale ... (9 luglio 2026)
Il Passante di Mezzo si avvicinerà ulteriormente e occuperà spazi vitali!









Il manifesto - volantino con cui familiari, attivisti e comunità del Pilastro hanno promosso la Marcia popolare Verità e giustizia per Fakir! Siamo tutti Fakir domenica scorsa 26 luglio
























Fiori e striscione in via Panzini angolo Svevo ...














Tutti a terra per un minuto di silenzio ...




Parte la Marcia ...


In testa le bandiere di Marocco, Italia e Palestina ...


Amici della comunità marocchina chiedono giustizia ...


... "contro lo Stato di Polizia"


Residenti del Pilastro ...


... in Marcia, sulle terrazze ed alle finestre


Tantissime persone, comunità reattiva ...


Nel cuore del Pilastro ...


Due donne con il velo e la bandiera ...


... ed altre


All'imbocco di via Grazia Deledda ...


"Fermiamo la deriva autoritaria" ...








"Sindaco: chi ha voluto militarizzare i  quartieri?"


Da una finestra: "No allo scudo penale"


Un cartello bilingue ...


Una intervista lungo il percorso ...


"Verità e giustizia per Fakir, No allo scudo penale, No all'asse Lepore - Piantedosi" ...


Una foto in ricordo di Federico Aldrovandi ...
 

Due cartelli ...


Un grande manifesto pubblicitario e un monito: "impossibile non vederlo"!


Ancora in tantissime/i in via Pirandello ...
 

Al tramonto in via Panzini, ma la mobilitazione continua: tutti in piazza domenica mattina, ore 9.00, con l'Associazione dei Familiari delle Vittime del 2 agosto 1980 ...






3 commenti:

  1. Ho l'impressione che il pd si sia ritirato nelle istituzioni e lì pensi di poter vincere la sfida con Meloni.
    Lepore sulla vicenda Fakir ha avuto il merito di convocare una manifestazione molto criticata.
    Poi però ha risposto alle destre tutto in difesa. Come se la forza pubblica non fosse condizionata da direttive politiche. Come dimostra la nostra storia nazionale e come ha anche riconosciuto dall'ex capo della Polizia Gabrielli, su La7 due sere fa.
    Chi è stato in piazza lunedì può testimoniare che gli scontri sono stati alimentati non solo da gruppi di arrabbiati (e sicuramente di rabbia ce ne stava in abbondanza) ma anche da poliziotti che non hanno certo selezionato le persone violente da colpire. Idranti e lacrimogeni sono stati usati indifferentemente per colpire chiunque manifestava.
    Un sindaco non può tacere questo fatto.
    Né dimenticare che il Salvini Ministro con cui sottoscrive accordi sul Passante è lo stesso capo politico che il giorno prima ha chiesto le sue dimissioni.
    DG

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  2. Dispiace rilevarlo ma, almeno per il momento, ad essere indagati per gli scontri del lunedì seguente la morte di Fakir sono solo 12 manifestanti e 0 poliziotti.
    Due letture.
    O la tesi di responsabilità nella conduzione dei reparti è errata.
    Oppure ne va della imparzialità di chi indaga.
    Non vedo altre possibilità .
    Possibile?

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  3. Proposta. Perché non raccogliere firme per ripristinare un Parco (Nord?) a Chico Mendes?
    Credo che questa amministrazione non possa rifiutarsi.
    Quanto al Virginia Woolf ho trovato triste lo stato di degrado ed originali le foto sulla vita "segreta" e dignitosa che li continua.
    Esce comunque una conferma del fatto che spazi chiusi perdono di valore.
    Domanda. Perché non vengono rimossi alberi e rami a terra nei giardini pubblici?
    m.m.

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