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| Sulla prima pagina del Corriere "i dati del Sole 24 ore" con "il gradimento di Lepore crolla" ... |
Per chi vive a Bologna nessuna sorpresa. Il calo netto di consensi dell'Amministrazione Lepore è palpabile. Ma nulla è scontato. Molto dipenderà da come evolveranno le vicende sociali e politiche locali, nazionali ed internazionali nei prossimi mesi. Dalle scelte concrete e di prospettiva che faranno i diversi protagonisti del confronto e dei conflitti aperti.
E' bene ribadire. Il quarantenne Lepore ha ereditato una situazione compromessa. Chi lo indica come principale causa delle difficoltà che ora emergono vuole solo scaricare antiche irrisolte contraddizioni. Lepore è semmai il tentativo di un sistema di potere in crisi di darsi una immagine nuova, che include in ruoli istituzionali anche personale politico precedentemente all'opposizione, emerso e formato nell'ultimo decennio (dal M5S alla sinistra di Coalizione Civica e AVS). Una operazione in qualche misura speculare a quella nazionale delle destre conservatrici che si sono affidate a personalità e partiti tenuti a lungo ai margini del governo.
Ciò che non va sono le politiche praticate negli ultimi decenni e l'attuale direzione di marcia. Deve essere prospettata un'altra visione del mondo: che avvii la conversione ecologica, che affermi la giustizia sociale e che realizzi il protagonismo delle comunità.
In questi cinque anni l'Amministrazione Lepore - Clancy e la maggioranza in Regione Bonaccini - Schlein (Priolo) prima, e De Pascale - Colla, ora, hanno proposto e sostenuto investimenti infrastrutturali sbagliati, a difesa di un modello di crescita passato e senza futuro, di un blocco sociale che (avendo come riferimento il 2030 - 2050) non corrisponde più a modificazioni, bisogni ed interessi della maggioranza dei cittadini.
Riflettiamo. Le ultime rivendicate realizzazioni (delle Amministrazioni a guida PD) sono state il People Mover, lo sviluppo Aeroportuale e del turismo, l'Alta Velocità ferroviaria; l'insediamento di F.I.CO - Gran Tour Italia al Pilastro e di Philip Morris in Valsamoggia. In via di costruzione sono, da anni, il Polo Tecnologico nel Quartiere Navile e il Rigassificatore di Ravenna. Nel limbo, restano il Passante di Mezzo (che qualcuno ha pensato anche di definire di Ultima Generazione) e numerose altre tratte autostradali. Tutti simboli negativi e tristi. Perché destinati a gravare pesantemente sui Beni Comuni, sul territorio con un irragionevole consumo di suolo, su natura, ambiente e qualità di vita delle persone, su spese sanitarie e sociali della collettività e delle famiglie. Dunque è risibile che dopo questi cantieri molti scontenti "torneranno ad apprezzare" e "ringrazieranno chi li ha voluti".
In questo contesto, anche gli interventi che avrebbero potuto iscriversi in una diversa e positiva prospettiva evidenziano limiti profondi che alimentano inevitabili critiche e opposizioni. Per tutti il tram e il progetto di Città a 30 km/h. Scelte che, per essere ed affermarsi come buone, avrebbero richiesto fin dall'origine maggiore coinvolgimento, partecipazione e formazione, una giusta integrazione e interconnessione con altri momenti di progettazione e pianificazione. Innanzitutto con il Sistema Ferroviario Metropolitano (che non c'é e non è negli impegni previsti!) e quello regionale. Poi con ulteriori fondamentali propositi, strumenti e vincoli urbanistici, con un uso razionale ed eco-compatibile degli spazi urbani, con sostanziosi investimenti nella mobilità non o meno inquinante e in altre attività a forte contenuto sociale. Di cui, purtroppo, mancano notizie e progetti adeguati, ragionevoli, possibili. Infine con un ben maggiore rispetto per la natura, il suolo e gli alberi: evidentemente considerati sacrificabili e privi del valore reale che gli deve essere riconosciuto e che va calcolato in un onesto rendiconto patrimoniale pubblico (che manca, sicuramente con sintesi efficaci e trasparenti).
Matteo Lepore e la sua maggioranza anziché ricostruire pazientemente un rapporto con competenze e professionalità tecniche a lungo mortificate e con le troppe Periferie della Città Metropolitana partendo dai dati della realtà, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini, hanno accentrato scelte, controllo e potere locale in gruppi sempre più esclusivi. Senza alcuna apertura verso soggettività culturali e politiche alla ricerca di "un altro mondo possibile". Soggettività libere o associate in comitati e collettivi attivi nei quartieri, nei comuni e nei luoghi di lavoro. Regolarmente il dissenso viene trattato da Sindaco ed Assessori PD come fastidio, pericolo, nemico.
A 50 anni di distanza è incredibile sentire politici, amministratori e commentatori evocare banalmente temi, protagonisti, divisioni del 1977, senza mai considerare e misurarsi adeguatamente con i problemi e con le sfide del presente. Lo ha fatto, da ultimo, anche l'assessora Matilde Madrid in occasione di manifesta 2026, un incontro approntato dalla CGIL bolognese presenti rappresentanze di Questura e Prefettura: senza avere voglia e forza di affrontare i problemi irrisolti delle misure repressive usate ripetutamente, anche sotto le Due Torri, dal Governo Meloni e dal Ministro Piantedosi contro i movimenti sociali, ambientalisti, popolari e pro Palestina (con decine di denunce, feriti gravi e sanzioni pecuniarie).
E dimenticando preziose riflessioni compiute e sempre utili. Almeno per chi si propone ancora di affermare, con la partecipazione creativa e la lotta politica, quei tanti Princìpi costituzionali negati da una società che vive di contraddizioni sempre più forti. Che hanno demolito conquiste e speranze rivoluzionarie che animavano, anche a Bologna e in Emilia Romagna, tanto i protagonisti dei movimenti giovanili del secolo scorso, quanto i comunisti italiani organizzati nel PCI di Enrico Berlinguer e Pietro Ingrao.
E consapevoli del fatto che, per anni, proprio chi si è considerato e proposto come erede organizzato della sinistra storica italiana ed ha esercitato ruoli di governo e di comando nelle istituzioni locali, nazionali ed europee ha fatto proprie via - via posizioni riformiste, neo liberiste e atlantiste. Ma, soprattutto, mostrando una sostanziale incapacità di analizzare e considerare la profondità delle disuguaglianze del mondo; il ruolo neo coloniale conservato dall'Occidente nei confronti dell'Oriente e dell'emisfero Sud; il fallimento contemporaneo delle esperienze socialiste dell'Est europeo, delle socialdemocrazie del Nord Europa e delle "terze vie" laburiste e liberal-democratiche; l'urgenza di operare per un nuovo ordine mondiale, per una cooperazione internazionale globale, per affermare Diritti e Doveri universali riconosciuti formalmente fin dalla fondazione dell'ONU nel 1948, ribaditi e sostanziati negli ultimi decenni dalle COP di Kyoto, Rio de Janeiro e Parigi.
Oggi, tutto questo pare sfuggire agli eletti a Palazzo d'Accursio e in viale Aldo Moro, ai partiti del Centrosinistra o del cosiddetto "campo largo".
Altrimenti si concentrerebbero nella costruzione di un ampio e nuovo blocco sociale interessato a realizzare una profonda trasformazione culturale e politica del Paese e non continuerebbero a perseguire politiche di sostanziale conservazione ed a lanciare messaggi inequivocabili alle attuali classi dominanti. Piccoli e grandi messaggi, ripetuti durante tutto il mandato.
Dalla rimozione simbolica nel Quartiere Navile del Parco intitolato a Chico Mendes (vedi qui), il sindacalista - ecologista assassinato in Brasile dai grandi latifondisti delle multinazionali interessate a sfruttare il suolo dell'Amazzonia. Al Patto Regionale per il Lavoro e per il Clima che esclude associazioni e movimenti ambientalisti (vedi qui) e dimentica le 4 Leggi di iniziativa popolare su acqua, energia, rifiuti e suolo che hanno raccolto migliaia di firme (vedi qui). Alla recentissima proposta di Matteo Lepore di lavorare "Centrosinistra e Destre alla ricerca di una possibile condivisione del 3° Piano Strategico Metropolitano per Bologna" (vedi qui), guardando oltre i Programmi e le candidature distinte per le elezioni comunali del 2027.
No, la questione del meno 10,9% dei consensi non è riconducibile solo al "disagio per i cantieri" o a "difetti di comunicazione" e "limiti nell'ascolto dei bolognesi".
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Il Quotidiano Nazionale il Resto del Carlino Bologna titola a tutta pagina "Sindaci, Lepore perde consensi" E lui replica: "E' l'effetto cantieri" ... (7 luglio 2026)
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Nelle pagine interne il Resto del Carlino Bologna propone il "Crollo dell'11% dal 2021. Ma ora una nuova fase" ... (7 luglio 2026)
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Titolo: "Cinque anni di Lepore tra traguardi e difficoltà". E poi: "Opere annunciate, promesse mantenute e azioni ancora al palo. Un primo mandato tra gioie e dolori" ... (8 luglio 2026)
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La notizia su la Repubblica Bologna: "Classifica sindaci, Lepore scende al 64esimo posto". Nell'articolo di Caterina Giusberti: Lepore promette "molti cantieri diventeranno opere, servizi". E quindi "una città più bella, più accessibile, con più servizi e più qualità della vita" ... (7 luglio 2026)
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Da settimane in "Cronaca" e in "Primo piano" sul Corriere di Bologna il "caldo torrido" e le "notti tropicali". Ecco "l'analisi di Pier Paolo Alberoni, di ARPAE". Titolo: "la città paga l'alta urbanizzazione" ... (21 giugno 2026)
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E ancora "l'intervista" del Corriere di Bologna a "il dottore degli alberi" Alberto Uguzzoni: "Vanno piantati a terra e si deve depavimentare. O la città sarà invivibile. In vaso non servono" ... (26 giugno 2026) |
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Sempre sul Corriere di Bologna "Verso il 2027" titola: "Gli ex Verdi ribelli ora si contano. Nasce il manifesto ecologista. In 72 (con nomi illustri) firmano il testo. presto il programma elettorale" ... (25 giugno 2026) Non è uno specchio della crisi del blocco sociale della sinistra e del movimento per la giustizia sociale e climatica?
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Eppure l'Assessora Matilde "Madrid attacca i comitati" titola il QN il Resto del Carlino Bologna: "la titolare della Sicurezza: Interessi piccoli, ruoli caricaturali. Come per il Museo del Pilastro, il conflitto si autorappresenta ed è improduttivo. Anche il sindacalismo di base" ... Il tutto nell'ambito di manifesta 2026, in presenza di rappresentanze di Prefettura e Questura e in assenza di repliche della CGIL di Bologna ... (3 luglio 2026)
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"Ti prego Lepore(llo) non ...
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