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| "La sequenza", estratta da un filmato di diversi minuti, pubblicata oggi dal Resto del Carlino ... |
Immagini agghiaccianti. Che raccontano una verità dura. Che esigono una risposta popolare determinata e immediata. All'altezza della sfida che autorità di governo irresponsabili portano alla convivenza civile ed alla Costituzione della Repubblica nata dalla lotta di Liberazione.
Fakir, un lavoratore di origine marocchina è stato lasciato a terra, schiacciato da due poliziotti sull'asfalto bollente di mezzogiorno sotto la casa di parenti in via Svevo, nel cuore del Pilastro, fino alla morte. Mentre operatori sanitari chiamati sul posto per soccorrere una persona bisognosa di cure urgenti, già ammanettata e legata ai piedi che chiedeva aiuto, assistevano impotenti, senza intervenire.
Nulla e nessuno può giustificare questi fatti ripresi con immagini nitide dalle finestre del palazzo e trasmesse con parsimonia e censure dal servizio pubblico televisivo. Solo un clima di tensione insostenibile, irrespirabile, da troppo tempo imposto nelle Periferie ha creato questo contesto.
In serata un primo partecipato presidio ed una riuscita assemblea che ha contato numerosi interventi hanno espresso la vicinanza alla famiglia di Fakir, la rabbia e la richiesta di giustizia di parenti, amici, colleghi, residenti, ragazze/i che hanno raggiunto via Panzini. Una testimonianza emozionante che ha indotto anche un "fotografo seriale ed appassionato" ad astenersi e proporre "zero immagini". Almeno per un giorno spazio ai filmati che raccontano una storia drammatica che troppi vorrebbero negare.
La mobilitazione continua nelle prossime ore. Al Pilastro, sui luoghi di lavoro e in Piazza, alle 19.
Come nel giugno del 2020 quando, oltre Oceano, negli Stati Uniti, venne assassinato George Floyd ed anche a Bologna Piazza Maggiore si riempì (vedi qui).
Come 25 anni fa, il 20 luglio 2001, quando, a Genova, venne assassinato Carlo Giuliani e centinaia di persone vennero ferite e incarcerate da Polizia e Carabinieri in occasione delle giornate del G8 e di "Un altro mondo è possibile"! Anche in quella occasione le Destre erano al governo in molti Paesi del mondo e, nel centrosinistra italiano, europeo e occidentale si rinunciò a capire la posta in gioco. Con conseguenze e sviluppi che ancora sono devastanti.
Dunque, questo è il tempo di prendere voce e manifestare. Per il pieno riconoscimento dei Diritti e dei Doveri universali delle persone e delle comunità, sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla Carta delle Nazioni Unite, per cancellare la lunga sequenza dei decreti "sicurezza" che non colpisce le organizzazioni criminali bensì i movimenti popolari ed ecologisti attivi, critici e propositivi a Bologna come in tante altre città.
Ciao # Fakir Abderrahim, questo non me lo dovevi proprio fare di Barbara Spinelli, avvocato.
Ora vivrò di rimorsi o di rimpianti. Ci eravamo visti in studio pochi giorni fa, eri felice che tra pochi mesi finalmente si sarebbe concluso il procedimento, avresti avuto il permesso ed avresti potuto viaggiare e cercare nuove commesse per tenere in piedi la tua azienda e far lavorare i tuoi dipendenti. Avrò il rimorso di non esserci riuscita in tempo. Avevi paura dell'entrata in vigore del nuovo Patto Europeo per l'immigrazione, mi dicevi avvocata qui diventiamo come l'America, mandano via tutti, anche quelli come me che il paese di cui sono cittadini l'hanno visto solo qualche volta in vacanza e sono nati e cresciuti qui. Io ci scherzavo su, ti rassicuravo che avevi il permesso del giudice per restare in Italia e il permesso provvisorio in tasca, e qui la polizia rispetta le leggi, siamo un paese democratico, nessuno ti porta via se hai diritto a restare. Tu non eri troppo convinto. Ora questo ricordo non mi lascia dormire. Sono rientrata dal presidio e ti sentivo lì a dirmi "hai visto avvocata?", con la gentilezza che ti contraddistingueva.
Avevi una paura ingiustificata di essere deportato dalla polizia, e invece nello loro mani ci sei morto. Mannaggia a te Fakir. Ora quali parole potranno più uscire dalla mia bocca quando qualcuno mi dirà "ho paura"? Ogni volta penserò a te prima di rispondere, non riuscirò più a rincuorare, a spiegare, dovrò ricacciare in gola "e forse hai ragione ad avere paura, non si sa mai come può andare a finire". La tua voce mi risuona nelle orecchie, mi sento morire.
Basta processare Fakir, chi era, cosa faceva.
Era un lavoratore, era gentile. Era rammaricato di aver dovuto licenziare alcuni dipendenti per il calo di lavoro.
Si chiede a una donna stuprata come era vestita quando è stata aggredita, o cosa ha fatto per provocare lo stupratore? NO.
Non chiedetevi chi era Fakir. Chiedetevi perchè è morto mentre era nelle mani di chi aveva il dovere istituzionale di tutelare la sua vita, perchè era nella loro custodia.
Chiedetevi se è obbligatoria la formazione per eseguire le manovre di contenzione, se oltre alla polizia anche i sanitari e parasanitari la studiano e sanno come intervenire mentre viene eseguita per verificare i segni di vitalità, chiedetevi se sia l'unico strumento possibile per contenere persone in fase in di fermo di polizia. Chiedetevi quante persone sono morte a causa di questa manovra, o della sua scorretta esecuzione, e di che colore e nazionalità erano. Chiedetevi perchè ancora una volta un arabo e al Pilastro al centro del mirino. Chiedetevi se vogliamo aprire un dibattito serio sulla formazione ed identificazione dei poliziotti e lavorare per avere una polizia democratica e rispettosa dei diritti umani, per evitare nuovi Cucchi e Aldrovandi ecc.ecc.
Chiedetevi se è giusto morire nelle mani dello Stato, che sia in un carcere sovraffollato, durante una manifestazione o nel corso di un fermo di polizia.
Lasciate fare i processi nelle aule dei tribunali e lottate per una giustizia giusta per tutt@, dalla fase cautelare a quella esecutiva.
Ci sono richieste ormai improrogabili da vedere realizzate, per le quali lottare e scioperare: la revisione delle tecniche di contenimento in uso, con esclusione di quelle che espongono al rischio di asfissia posizionale, una formazione sistematica su uso proporzionato della forza, de-escalation, primo soccorso e non discriminazione; l'istituzione di un meccanismo indipendente di indagine sulle condotte delle forze di polizia; la raccolta e pubblicazione sistematica di dati sulle morti avvenute in custodia o in occasione di operazioni di polizia.
Fakir ne sarebbe orgoglioso.
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"La sequenza" 2, con l'intervento del personale sanitario "solo quando ormai Fakir è privo di sensi" (il Resto del Carlino Bologna, 20 luglio 2026) |
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La prima pagina nazionale del Quotidiano Nazionale - il Resto del Carlino ... (20 luglio 2026)
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Il resto del Carlino titola nelle pagine nazionali: "Basta. Ma muore in manette". Ilaria Cucchi: ""nuovo caso Aldrovandi" ...
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Titola la Repubblica: "Morire nelle mani dello Stato. In un video l'agonia sotto gli occhi degli operatori del 118 che non intervengono. La sorella: l'hanno ammazzato".
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la Repubblica Bologna: "Muore ammanettato e soffocato" ... "Fakir, in Italia da 7 anni, lavorava come facchino, era inoffensivo. Il dolore per la morte della mamma"
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"Pilastro sotto shock" titola la Repubblica Bologna. La verità è che da tempo questa periferia vive tensioni per scelte politiche ed amministrative in conflitto con le priorità della comunità che la abita e per un processo di militarizzazione e di repressione che antepone la presenza delle forze di Polizia e Carabinieri alla presenza delle rappresentanze istituzionali.
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la Repubblica Bologna sulla risposta di ieri sera: "abbracci, lacrime e tanta rabbia. E alla fine parte il coro: Assassini" ...
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La prima pagina del Corriere della Sera: "Muore in manette tra gli agenti e il 118. Un caso a Bologna". Poi "Il video choc: aiuto, basta!" ...
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Sulle pagine nazionali del Corriere i fatti e la protesta, la rabbia e la composta dignità dei familiari e di una comunità che chiede e rivendica "giustizia"!
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Solo i filmati hanno impedito di nascondere questo fatto.
RispondiEliminaOra che non ricada solo su singole e marginali persone.
Dici giusto. Va cambiato il clima generale. La violenza in armi e tra vittime.
Qui c'è chi fomenta e chi sta in silenzio da troppo tempo e su troppi fatti.
DG
Pilastro e/o Bolognina.
RispondiEliminaSi sono aperte in nome della sicurezza caserme e posti di polizia. Ma chi ha bisogno di assistenza e di cure?
Le ambulanze, i medici e gli infermieri arrivano dopo.agenti impreparati a fronteggiare crisi di persone pacifiche.
No, così non va!
Basta concentrarsi su problemi di ordine pubblico e del riarmo.
L.
Una opportuna integrazione a conferma di quanto scritto nel post.
RispondiEliminaGianni
COMUNICATO STAMPA CDR TGR EMILIA ROMAGNA -COORDINAMENTO CDR TGR USIGRAI - ASER - FNSI
Morto a Bologna durante intervento di Polizia, il Tg regionale non trasmette il servizio. Il Comitato di Redazione, insieme a Usigrai, ASER e FNSI contesta la scelta della direzione
Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir, l'uomo morto al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di Polizia, non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna
Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell'uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l'apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto - su indicazione della direzione - di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l'espressione “intervento violento”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto.
Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del Tg la cui sigla parte alle 19.37.
Nel corso del telegiornale il servizio, che era stato annunciato dal primo titolo, è stato fatto slittare sempre più in basso, comunicando man mano alla line di turno che “erano in corso trattative per la messa in onda”. Fino a quando, a telegiornale iniziato da ben 12 minuti, è stata consegnata alla conduttrice una breve notizia da leggere accompagnata da una parte del video.
Il direttore, al limite, avrebbe potuto dare indicazione di tagliare parti del servizio e contestualmente togliere la firma del collega - i tempi tecnici e il contratto lo consentivano - ma la scelta di non mandarlo in onda del tutto e di trasmettere solo due spezzoni delle immagini, che erano ormai online e in onda dappertutto, è un autogol.
La scelta della direzione squalifica la credibilità e l’autorevolezza della Tgr e del Servizio Pubblico. Le immagini e le voci raccolte dal giornalista e dalla troupe regionale sono state poi utilizzate dal Tg1 per un proprio servizio, ma non è stato possibile mostrarle ai telespettatori dell’Emilia-Romagna. Anche sul sito web gli spezzoni del video dell’intervento di Polizia non sono apparsi fino a oltre le 22:30, quando è stato inserito - al posto del servizio del collega - un redazionale. Il Comitato di Redazione della Tgr Emilia-Romagna condanna la scelta di non mandare in onda il servizio, insieme al Coordinamento dei Cdr della Tgr, a Usigrai, all’Associazione Stampa Emilia-Romagna e alla Federazione Nazionale della Stampa.
(Continua)
A completare il comunicato
EliminaGianni
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Successivamente, a fronte di nostre richieste di spiegazioni, il direttore ha motivato la mancata messa in onda del servizio riferendo che il giornalista non avesse fatto verificare il testo come previsto da ordine di servizio: il testo è stato inviato al responsabile di turno alle 19.05.
A nostra richiesta di spiegazioni il direttore ha contestato che nel servizio mancava la posizione della questura di Bologna. La nota stampa della Polizia è stata inviata alle 19.22 (orario incompatibile con l'inserimento nel servizio montato) e comunque poteva essere letta dalla conduttrice al termine del pezzo.
E' stato poi contestato il fatto che il collega avesse riportato che la vittima era asmatica, senza che fosse riferito in voce dai familiari o accertato da cartella clinica, oltre ai passaggi sulle ecchimosi, sul sanguinamento e sul trascinamento del corpo. Tutti elementi che il giornalista ha visto con i suoi occhi sul campo e riferito nel servizio.
Comitato di Redazione Tgr Emilia-Romagna
Coordinamento Cdr Tgr Usigrai
Associazione della Stampa Emilia-Romagna
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Segreteria USIGRAI
Centro RAI Saxa Rubra
Largo Villy De Luca, 4 - 00188 Roma
06 3317 2327/0808/0809/2708
Sito web: www.usigrai.it
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Grazie.
RispondiEliminaSolo un impegno convergente di tutte le forze sane del paese può aprire prospettive nuove per bologna e per l'Italia.
m.m.
Sarò in piazza in solidarietà con parenti e compagni di Fakir. Ma non vorrei ascoltare parole vuote e di circostanza.
RispondiEliminaNik