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| Nuova strage di alberi a Bologna ... Un circuito vizioso prodotto da un sistema insostenibile |
"Clima impazzito" titola ancora una volta la Repubblica Bologna. Rifiutandosi di considerare gli uomini ed i sistemi economici e sociali iper produttivi come principali responsabili di crescita e squilibri, causa del riscaldamento climatico che genera ondate di calore (oramai mortali in Italia e in Europa), nubifragi e trombe d'aria. E rifiutandosi, di conseguenza, pure di pensare e promuovere progetti ed azioni che impegnino le comunità a divenire protagoniste di prevenzione e risanamento. Sono ancora di fronte a noi gli articoli di giornale e le immagini degli ultimi giorni.
Il 15 luglio 2026, la Repubblica Bologna titola: "Stroncato da caldo e disagi, così è morto Alì Niamat che viveva nel parco Ausl" (vedi sotto).
A brevissima distanza, il 17 luglio 2026, sempre la Repubblica Bologna scrive "Trecento alberi sradicati. I danni dopo la tempesta". Le foto qui pubblicate ne sono ulteriore testimonianza, evidenziando il circolo vizioso in atto: consumo di suolo, inquinamento, riscaldamento globale.
Nella necessità di interrompere questa china, non ci si può permettere di seguire vecchie (auto)strade. Tesi che efficacemente rilancia anche Bologna for Climate Justice in un articolo recentemente pubblicato e riferito all'incontro che domani si svolgerà tra Matteo Salvini e Michele de Pascale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In questa occasione è prevista la firma di un protocollo per la realizzazione del Passante Possibile.
A distanza di dieci anni, si riesuma quindi - e fuori contesto! - un impegno che non corrisponde alle priorità del momento, che rimane piuttosto attento agli interessi di pochi gruppi e categorie economiche. Sacrificando l'urgenza di migliore qualità della vita e di conversione ecologica, rompendo al contempo con i movimenti ambientalisti e popolari.
Fa caldo? Loro asfaltano di Bologna for Climate Justice
In queste settimane bollenti, i quotidiani locali ci propongono quotidianamente approfondimenti e interviste a esperti che dicono la stessa cosa: desigillare e forestare gli spazi urbani, difendere il suolo, per abbassare le temperature dei luoghi che viviamo. In Comune e in Regione hanno la rassegna stampa. Ma chi la legge in quelle stanze di queste opinioni se ne infischia. The show must go on, costi quel che costi. E così, il 23 luglio il presidente della Regione De Pascale si siederà in una stanza climatizzata con il Ministro Salvini per firmare un nuovo protocollo d’intesa per l’allargamento del Passante di Bologna. Noi, abitanti di queste terre, lo leggiamo sui giornali senza ben sapere di cosa si tratti: cosa prevede l’accordo che si accingono a firmare a favore di telecamere, infatti, è un segreto che, a quanto pare, riguarda solo loro.
Si muore – letteralmente, purtroppo – di caldo, e loro hanno in mente l’allargamento delle autostrade. Cioè di uno dei simboli di un sistema sociale ed economico che ha prodotto il riscaldamento globale, e che contribuisce a renderlo più estremo. Eppure, recentemente l’ex presidente del Porto di Trieste ha ricordato che sulle nostre autostrade più della metà dei Tir viaggia vuoto, e che «più che nuove infrastrutture, servono regole capaci di rendere più efficiente il sistema dei trasporti». Non sono dati nuovi, peraltro: basta una veloce ricerca online per trovare queste informazioni. Senza metà dei Tir sulle autostrade, servirebbe ancora parlare di quelle corsie e di nuovo asfalto?
Ci immaginiamo che queste informazioni siano giunte anche alle orecchie del sindaco di Bologna e del Presidente della Regione Emilia-Romagna. Che, a quanto pare, fanno finta di non saperlo: del resto, possiamo forse rinunciare alla ruspa tanto cara a Salvini? Al dolce via vai delle betoniere? O al taglio del nastro durante il quale confezionare un bel reel?
L’impatto della crisi climatica è sempre più evidente nelle nostre vite. Le estati diventano un lockdown, e chi non ha la possibilità di raffrescare la propria abitazione o andare in villeggiatura boccheggia di giorno e non dorme di notte. I pronto soccorso sono affollati di persone che soffrono la calura, mentre le scuole sono inadeguate al nuovo clima. Servono soldi per rendere freschi gli edifici pubblici, e sostenere chi non può permettersi di rinfrescare le proprie case. Servono soldi per riprogettare le città, togliendo parcheggi e strade per fare spazio a boschi e spazi verdi. Servono soldi per ripensare la mobilità, e superare la dipendenza dalle automobili che aumentano le emissioni climalteranti e occupano gli spazi da destinare agli alberi e alla socialità. Di fronte a questa sfida immensa, davvero la priorità è asfaltare più territorio per fare viaggiare dei tir vuoti in lungo e in largo nella pianura Padana?
Continuare a progettare le infrastrutture come se non avessimo vissuto estati torride e una scia di alluvioni non solo è sbagliato o superficiale: è colpevole. Perché le informazioni sono su tutte le scrivanie, e ignorarle è una scelta politica. Significa alimentare il riscaldamento climatico e le sue conseguenze nei territori che viviamo. Significa scegliere di garantire i profitti, mentre quei profitti, figli del bitume, fanno diventare bollenti e invivibili i territori che abitiamo.
(Bologna, 12 luglio 2026)
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Mercoledì 15 luglio, la Repubblica Bologna titola: "Stroncato da caldo e disagi, così è morto Ali Niamat che viveva nel parco Ausl". I carabinieri: "Temperature estreme concausa"
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Giovedì 16 luglio, la Repubblica Bologna titola: "Clima impazzito e Protezione civile, manovra in Regione da 90 milioni" ...
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Venerdì 17 luglio, la Repubblica Bologna titola: "Trecento alberi sradicati. I danni dopo la tempesta". |
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No, i mutamenti climatici sono dovuti a scelte irresponsabili degli uomini: continuo consumo di suolo, antropizzazione progressiva con cemento e asfalto che surriscaldano le città. Qui via Massarenti ... (17 luglio 2026)
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... un albero "sradicato" dal violento temporale e dal vento cade su un chiosco che ospita una fioraia (17 luglio 2026)
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Grossi tronchi tagliati al Fossolo ... lungo la ciclabile Carlo Piazzi tra viale Lenin e via Allende (17 luglio 2026)
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... ancora al Fossolo Prevenzione? Effetto del maltempo? Per uscire da questo circolo vizioso servono politiche attive: investimenti nella cura del patrimonio naturale, personale pubblico qualificato, manutenzioni ordinarie e straordinarie, piantumazioni continue ...
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Al Parco Don Bosco, una targa ricorda il protagonismo di donne e uomini pro natura e cultura ... (17 luglio 2026) |
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Dopo i 7 grandi alberi abbattuti il 3 aprile 2024 dalla Giunta Lepore (con il supporto di imponenti contingenti di Polizia e Carabinieri) prima del "passo di lato" del Sindaco e le decine di piante tagliate con la motivazione di dover realizzare la linea rossa del tram (21 marzo 2024) ed una "ciclabile" mai fatta (20 e 21 giugno 2024) ...
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Le raffiche di vento scatenate in occasione dell'ultimo violento temporale hanno sradicato un altro grande albero che fino al 2024 viveva in un contesto decisamente più ricco di vegetazione ...
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Ostruito il percorso ciclo pedonale che collega via Caduti di via Fani e viale Aldo Moro ...
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Lo sradicamento di un grosso ramo sul versante del Parco Don Bosco prospiciente a viale Aldo Moro ...
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Un grosso ramo caduto su via San Donato nei pressi dei lavori per il capolinea del tram ... (17 luglio 2026)
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Il filare di platani su via San Donato in San Donnino: la pendenza del secondo albero ...
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Lo spazio vitale è compromesso dall'asfalto ...
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La fine di una quercia all'Arboreto del Pilastro ... (17 luglio 2026)
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La violenza del fortunale strappa i rami ad un albero di alto fusto ...
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Al Pilastro, davanti alla Caserma dei Carabinieri, i resti di un pino ... (17 luglio 2026)
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Al Parco Mitilini Moneta Stefanini, alla fermata Tper di via Svevo ...
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Un grande albero caduto nel parco che costeggia via Deledda ...
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Un altro, a breve distanza ...
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Sulla destra l'auto su cui si è abbattuto il secondo albero ...
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Sulla ciclabile di via Larga un albero spezzato sul terrapieno che porta ai supermercati Trony ed Interspar ... (17 luglio 2026)
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Al Parco Salvatore Quasimodo, tra il grande asse viario Tangenziale A14 e le scuole Jacopo della Quercia (17 luglio 2026)
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Dopo gli abbattimenti nel "Lotto 0" del Passante di Mezzo di inizio 2023, il Parco perde altri esemplari ...
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Sullo sfondo, oltre l'asse Tangenziale A14, si staglia la torre Unipol di via Larga ...
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Sul Corriere di Bologna, dal "Maltempo", dallo "stato di emergenza" e dalla "conta dei danni" alle critiche e alle proposte della Consulta del Verde: "Bologna ha bisogno di politiche climatiche efficaci, coerenti e partecipate, non di interventi temporanei" (17 luglio 2026)
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Ancora il Corriere di Bologna, il giorno dopo, con riferimento al Rapporto "Climate indicators for italian regions" titola "Clima, l'Emilia-Romagna è la regione più esposta a rischi e con più emissioni". La stessa pagina propone "L'accordo" Salvini - de Pascale sul "Mini - Passante" ... (18 luglio 2026)
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Il QN Il Resto del Carlino di Bologna titola "Passante. giovedì l'intesa a Roma" (18 luglio 2026) |
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| Il QN Il Resto del Carlino di Bologna, riporta le parole dell'assessora regionale Irene Priolo a proposito della nuova "svolta" del Passante "Avremo risposte vere per A14 e tangenziale". A fianco, "Maltempo senza tregua. Tetti scoperchiati, perforati i lucernari" (22 luglio 2026) |
Così, mentre la Regione destina altri 90 milioni per fronteggiare l'emergenza climatica, si ritorna su di un'opera vecchia dal costo previsto di alcuni miliardi.
Leggo su fb e giro per opportuna conoscenza uno scritto di Mauro Zani, già presidente della Provincia e dirigente bolognese e nazionale del PCI, poi PDS e DS, di cui è stato parlamentare a Roma e Strasburgo. Anche lui a proposito di alberi, non abbattuti da trombe d'aria ma da uomini "stupidi e delinquenti".
RispondiEliminaM.
DELINQUENTI.
Dopo un lungo periodo di "non ferie" rientro a Bologna per un rapido e obbligato passaggio.
Di fianco alla ex Casaralta dove affaccia il mio appartamento non svettano più i due maestosi cedri del libano, e neppure l'alta Magnolia.
Mentre mesi addietro osservavo, da umarell quale sono, i lavori di demolizione avevo pensato che mai e poi mai quei tre alberi sarebbero stati toccati.
Invece non ci sono più.
Non ne resta traccia.
Al loro posto sorgerà a quanto evinco dal rendering truffaldino una torre alta 90 metri.
Non ci posso credere.
I padroni del cemento sono famelici ma anche stupidi perchè quei soli tre alberi avrebbero dato lustro alla ristrutturazione dell'intera area.
Stupidi e delinquenti.
Esattamente come chi lo ha lasciato fare.
PS. Chi ha tempo , voglia e soprattutto l'energia che a me manca penso potrebbe inoltrare una denuncia di reato dato che si sono abbattuti alberi storici di gran pregio.
Accordo fatto. Per 2,5 miliardi.
RispondiEliminaFirmato Salvini, de Pasquale, Lepore.
Loro: "Dopo 30 anni si chiude per una grande opera strategica".
Io Voterò sicuramente nel 2027.
Per chi si oppone a questo asse bipartisan asfalto&cemento.
Bologna(deve)respirare!
DG
Colgo un nesso o una provocazione (quale l'intento originale?).
RispondiEliminaLe cifre assolute.
Milioni per l'emergenza climatica contro miliardi per le infrastrutture stradali. In Emilia - Romagna come in Italia.
La domanda è: come sono possibili queste differenze siderali?
Chi tiene e manovra i cordoni del tesoretto nazionale? Ovvero chi dispone della borsa? Quali poteri decidono?
Non penso Salvini o de Pascale. Ovviamente non sindaci. E neppure le segretarie di partito o le facenti funzioni.
Chi? Che democrazia viviamo?
Carlo