sabato 12 luglio 2014

Renzi, sveglia!

Oltre 100 morti. Tantissimi palestinesi e alcuni israeliani.
Gaza è da giorni sotto bombardamento e ora il Governo di Netanyahu prepara una invasione militare.
Hamas spara missili contro Tel Aviv, Sderot, Ashkelon ...
Occorrerebbe fermare la guerra.
Occorrerebbe riprendere il dialogo per una pace duratura e stabile.
Dando una sponda politica e istituzionale alla recente iniziativa di Papa Francesco.
Che fanno le Nazioni Unite e l'Europa?
Che fanno il nostro Presidente del Consiglio ed il Governo italiano?
Nonostante l'alto ruolo internazionale, Renzi è silente.
E, mentre il Primo Ministro di Israele dice no alla tregua e pare rifiuti le offerte di mediazione proposte, al telefono, da Obama e Merkel, Lui chiama l'arbitro Rizzoli ...
La statura degli statisti che vogliono cambiare il mondo si vede dagli atti.
Sveglia Matteo!


Da il Corriere on line:

Mondiale, Rizzoli in finale al Maracanà
E Renzi lo chiama per congratularsi

È stato indicato per la partita tra Germania e Argentina






8 commenti:

  1. Dai, saranno al lavoro le diplomazie, i servizi, le Ambasciate, la Mogherini ...
    Renzi c'è!
    Per definizione.
    Ciao!

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  2. Intanto si parla di un vertice a 4, tra Stati Uniti, Germania, Francia e Inghilterra.
    L'Italia e l'Europa?
    Non c'è da essere soddisfatti.
    La sveglia e opportuna.
    Franca

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  3. l'ennesimo massacro è cominciato. uccisi 170 palestinesi, di cui 30 bambini.
    il silenzio di renzi non fa meraviglia.
    meglio non inimicarsi certi poteri internazionali ...
    raffa

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  4. Riporto da il Corriere di Bologna. Anche il Sindaco Merola da la sveglia a Renzi.
    M.

    BOLOGNA - Davanti a questi morti provo l’imbarazzo della latitanza dell’Europa e del nostro governo». Durissimo affondo del sindaco Virginio Merola contro l’esecutivo Renzi nel corso del suo intervento alla manifestazione voluta dal Partito democratico di Bologna in piazza per chiedere lo stop dei bombardamenti su Gaza. Da diversi giorni, soprattutto in rete, si sollecita un intervento diretto del premier Matteo Renzi sulla crisi israelo-palestinese, un intervento che finora non è arrivato e Merola ha in qualche modo dato voce a questo sentimento collettivo anche a costo di andare direttamente ad un frontale con il suo governo, proprio alla vigilia della missione del ministro degli Esteri Federica Mogherini. La notizia è stata riportata nella cronaca dell’emittente Radio città del Capo. Ieri sera c’era pochissima gente in piazza del Nettuno al fianco dei dirigenti e degli amministratori del Pd a chiedere lo stop dei bombardamenti sulla striscia di Gaza. Oltre al sindaco ha preso la parola il segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini («Senza uno Stato per i palestinesi non ci potrà mai essere sicurezza») e in piazza c’erano anche la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti e alcuni dirigenti del partito. In prima fila anche l’ex presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri sempre molto attento ai temi internazionali, la presidente del consiglio comunale Simona Lembi, il responsabile Esteri del Pd di Bologna, Marco Lombardo che ha letto il comunicato della comunità ebraica dove si chiede lo stop alla violenza.

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  5. Pochi giorni e le fredde statistiche parlano di oltre 330 palestinesi e 3 israeliani uccisi ...
    Ma Renzi resta impegnato sulle Riforme Costituzionali e vola in Mozambico per promuovere i prodotti e le imprese italiane.
    raffa

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  6. Su mister Renzi credo sia bene non farsi eccessive illusioni.
    Guardando a distanza, mi sembra politicamente e culturalmente poco di sinistra e, se mi si consente, anche poco democratico, almeno in senso liberal.
    A proposito vi propongo analisi dell'amico professor Gallino che propone in una recente intervista.
    j.m.

    "Renzi un leader di sinistra? Direi di no, molti intellettuali farebbero i salti nella tomba a sentirlo definire così". Luciano Gallino, firmatario dell'appello in favore della lista Tsipras, ha pochi dubbi: "Al di là della comunicazione spigliata e 'giovanotta', le cose che dice sono decisamente più a destra anche di quanto detto e scritto da molti dei liberal statunitensi che si sono cimentati con possibili soluzioni alla crisi economica". Tono pacato ma deciso, il professore risponde al telefono dalla Francia, e raccoglie la provocazione quando gli si domanda se il premier, oltreoceano, potrebbe candidarsi a guidare i Tea Party: "Il suo programma è al 90% liberal-liberista, per cui direi di sì. Diciamo che sarebbe uno che Mitt Romney inviterebbe volentieri a cena".
    Scendiamo nel dettaglio: come valuta i contenuti illustrati nella conferenza stampa di ieri?
    Sono stati tra i più disparati. Ma tutti vicini all'idea dell'austerity che ha condotto l'Europa nella condizione in cui versa oggi.
    A cosa si riferisce esattamente?
    Per esempio ai tagli alla spesa pubblica, che prefigurano una stangata che destinerà il nostro paese a una povertà certa. Cosa intende fare, tagliare la sanità, o il sistema di istruzione, che sono entrambi già in grande difficoltà?
    Il premier parla di sette miliardi di risparmio, senza incidere sui servizi primari.
    Non mi sembra credibile, ma ripeto: bisogna vedere dove si interviene. Cottarelli ha parlato di 32 miliardi in tre anni. Un'enormità, se si considera che lo stato incassa 500 miliardi all'anno ma ne spende solamente 400, perché 95 se ne vanno sul debito.
    Ha annunciato misure per ridare potere d'acquisto alle fasce più deboli, come gli 80 euro in più in busta paga a partire da maggio.
    Un certo numero di persone vedrà con favore quell'intervento, anche perché lo potranno vedere negli stipendi due giorni dopo le elezioni europee. È una misura a pioggia, per toccare una fascia ampia di lavoratori. Ma non è così che si rilancia l'economia. Servono azioni più mirate e strutturali, a partire dalla lotta alla precarietà.
    Di questo si parla nel jobs act che dovrebbe essere varato fra poche settimane.
    Finora si è letto poco, qualche paginetta che si può riempire a piacimento. Ma alcuni provvedimenti lasciano perplessi, come quello che permetterebbe di licenziare i dipendenti con un contratto a tempo determinato fino a tre anni dopo l'assunzione. Fa molto anni '90.
    Anni '90?
    Nel '94 l'Ocse consigliò misure di questo tipo, salvo poi correggere il tiro e ritornare sui propri passi una decina d'anni dopo.
    Veniamo a un altro punto. Renzi ha detto a Vespa: "Se taglio i debiti della Pa entro il 21 settembre, vai a piedi da Firenze a Monte Senario".
    Quant'è distante?
    Una ventina di chilometri, perché?
    Ecco, se avesse detto "Vai a piedi a Santiago de Compostela" sarebbe stato senz'altro un impegno più forte. Il taglio del 10% dell'Irap sarà senz'altro gradito, un contributo al rilancio delle imprese. Ma il pagamento dei debiti pregressi non è questo grande vantaggio. Sarebbe un aiuto modesto, il vero punto è la mancanza di domanda di beni.
    Ma per il mondo delle aziende è un tema molto sensibile.
    Il punto è che anche se le imprese da queste piccole flebo traessero vantaggio si risentirebbe sul loro fatturato, non sull'occupazione. Dall'inizio della crisi c'è stata una forte spinta all'automatizzazione della produzione, la strada continuerebbe a essere quella ...

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  7. Continua intervista amico professor Gallino.
    j.m.

    ...
    Fausto Bertinotti lo ha definito "Il Tony Blair italiano". È d'accordo?
    Più o meno sì. I modelli politici a cui guarda Renzi vanno molto indietro nel passato. La Terza via, il superamento della contrapposizione fra classi sociali.
    Sempre Bertinotti definisce il suo programma social-liberista. Quale dei due aggettivi la convince di più?
    Al 90% il suo programma è di matrice liberal-liberista, rispolverando le raccomandazione dell'Ocse del '94, ormai superate.
    Dunque non è un leader di sinistra?
    Direi di no, molti intellettuali farebbero i salti nella tomba a sentirlo definire così. Al di là della comunicazione spigliata e 'giovanotta', le cose che dice sono decisamente più a destra anche di quanto detto e scritto da molti dei liberal statunitensi che si sono cimentati con possibili soluzioni alla crisi economica.
    Più vicino ai Tea Party d'oltreoceano dunque.
    Probabilmente sì. Diciamo che sarebbe uno che Mitt Romney inviterebbe volentieri a cena.
    Ha detto: "Se non supero il bicameralismo perfetto considero conclusa la mia esperienza politica".
    Ha una grande superficialità nel considerare il Senato un vecchio orpello. Per rimanere nel paragone: proviamo ad andare a dire una cosa del genere agli americani. Lo rincorrerebbero per la strada. È vero che Palazzo Madama ha problemi di funzionamento, che andrebbe riformato, ma è anche vero che assolve a una sua precisa funzione politica, serve a evitare errori madornali.
    Prevede tuttavia che riuscirà nel suo obiettivo?
    La cultura politica italiana ha toccato uno dei punti più bassi nella storia del nostro paese, per cui non vedo quali avversari possano contrastarlo. Ma...
    Ma?
    In Europa c'è una grande insofferenza nei confronti della democrazia. La Merkel, la Lagarde, come anche Van Rompuy e Rehn hanno più volte ribadito che la democrazia è un bene importante, ma che se il processo decisionale non fosse intralciato dalle lentezze dei Parlamenti sarebbe meglio. Ecco, buttare il Senato dalla finestra va esattamente in questa direzione.

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  8. Mentre Renzi è sempre in Africa i morti palestinesi sono diventati 500 e quelli israeliani 20. Secondo stime prudenti.
    Dall'Angola il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente di turno dell'Europa continua a tacere (!) mentre si alzano le voci di Papa Francesco e dell'alleato americano, Obama: fermatevi!
    Il nostro uomo straparla di tutto. Vuole la Mogherini Alto commissario europeo. Ma per fare che?
    raffa

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