venerdì 23 ottobre 2026

Casablanca, Milano, Bologna: un mondo da cambiare


Bologna, come era: l'area della ex Caserma Perotti edifici, alberi e vegetazione spontanea, 27 aprile 2019





Com'è: la stessa area dell'ex Caserma di via Marx a lavori iniziati su 1/3 del terreno, 7 maggio 2026








Nei giorni in cui diverse città d'Italia e d'Europa sono investite da proteste e ribellioni di donne e uomini, autotrasportatori e giovanissimi contro uno stato delle cose che non assicura presente e futuro, è uscito un fumetto di Antonella Selva, Monica Macchi e Mohamed Rafia Boukhbiza che merita attenzione, stimola confronto e propone riflessioni. Perché parla di noi, dei problemi di questo mondo ed affronta il vissuto quotidiano, le esperienze personali e di gruppo di diverse comunità, abbozza risposte ed indica "nuove strade per sopravvivere".

Requiem per Casablanca (AstArte edizioni) racconta "il ritorno - di Rahal - nella sua Città di origine" dopo decenni vissuti in Italia e propone il suo impatto con i cambiamenti radicali, i ricordi e le sofferenze in corso in Marocco. Un tuffo in una realtà a cui - noi europei - prestiamo decisamente scarso studio. Sbagliando. Anche perché le vicende del Sud del mondo e, in specifico, di quel Paese che si prepara ai prossimi Mondiali di Calcio (2032) seguono esperienze vissute in Italia (per i Mondiali del 1990, per Expo 2015 e le recenti Olimpiadi Invernali Milano - Cortina) e altrove, presentano evoluzioni da conoscere, nuove contraddizioni e conflitti che inevitabilmente condizionano e condizioneranno sempre più i processi di  globalizzazione.

Nella prefazione del libro, Lucia Tozzi sostiene: "esiste un filo rosso che collega gli abitanti di Casablanca, di Milano, di Gaza, di Tirana e di moltissime altre città del mondo. Se i terreni su cui poggiano le loro case valgono troppo in rapporto ai loro redditi, o peggio ancora se sono ancora a buon mercato ma qualche fondo immobiliare, qualche politico, qualche losco consulente d'affari prevede che il prezzo salirà, si scatena una guerra contro di loro per costringerli a sloggiare. 
E' la legge del rent gap: quanto più grande è la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un'area, di un palazzo, di un quartiere, tanto più violente saranno le trasformazioni che la riguarderanno. Ovviamente anche i quartieri dei ricchi cambiano nel tempo, ma molto più lentamente e con molta più delicatezza. Quelli dei poveri vengono lasciati tranquilli - spesso abbandonati a loro stessi, senza servizi pubblici, manutenzione, cura - solo finché restano ai margini della città, fino al momento in cui il valore del metro quadro resta insignificante. Poi, quando tutto intorno si avvicina la città del lusso, o l'area diventa interessante per qualche imperscrutabile motivo che ne cambia la percezione, vengono bombardati e rasi al suolo, prima con le parole e poi con le ruspe". 

Bologna conferma queste analisi e considerazioni.
Il Corriere della scorsa settimana titola "Consumo di suolo, boom di permessi. Casa, i prezzi continuano a salire". Sottotitolo: "Tra 2023 e 2025 autorizzati 484 palazzi (1,25 milioni di metri cubi): penalizzati gli affitti". Segue un articolo di Ludovica Brognoli (vedi sotto). Poi, ancora il Corriere: "Bologna espelle chi non può pagare. Boom di sfratti per finita locazione". Sottotitolo: "SOS del Sunia: in regione casi quadruplicati in dieci anni, l'anno scorso 162 convalide solo a Bologna. Si specula sugli affitti brevi, agli inquilini si propone un nuovo contratto che non possono permettersi". Segue l'articolo di Daniela Corneo (vedi sotto).

Sono gli effetti sociali ed ambientali di scelte politiche ed amministrative irresponsabili compiute a livello nazionale, regionale e locale. 
Servono riferimenti?
Le ricadute di Expo Milano 2015 "Nutrire il Pianeta, energia per la vita" con il "miraggio" di F.I.CO sulle rovine del Centro Agro Alimentare Bolognese. Un obiettivo coltivato insieme da gruppi imprenditoriali privati e cooperativi e partiti politici di maggioranza. Fallito e ridimensionato con Grand Tour Italia: una seconda scommessa già in crisi.
La "visione" acritica ed illusoria dello sviluppo e di tecnologie che ha portato politici e categorie economiche ad investire oltre il ragionevole su Tecnopolo e Bologna Città della Conoscenza, indicati come vasto progetto strategico ed urbanistico destinato a modificare radicalmente (e valorizzare economicamente!) i quartieri a Nord del centro storico. 
Da ultimo, "l'opportunità" intravista da Matteo Lepore, Gianpiero Calzolari e famiglia Saputo di cavalcare gli Europei di Calcio 2032 per realizzare un nuovo Stadio ed altri edifici e attività in area Fiera (cambiando gli impegni di mandato assunti per il restyling del Dall'Ara).
L'elenco potrebbe continuare analizzando nel merito la qualità della progettazione e della concreta attuazione di opere anche utili - come il tram o il MuBa - ma pensate e realizzate fuori contesto e senza alcun significativo ricorso alla partecipazione popolare. 

Nuovi pezzi di città, di urbanizzazione e infrastrutture, di cemento e asfalto che già hanno cambiato l'equilibrio naturale e gli ecosistemi, ma che, soprattutto, propongono conseguenze e costi per i prossimi decenni. 
Per la irresponsabile assenza di una visione generale dei singoli interventi: di analisi credibili su tendenze demografiche e climatiche, di valutazioni ed opere di prevenzione ambientale e sanitaria, di considerazione sui bisogni primari e le priorità comuni, di propositi lungimiranti e concreti di conversione ecologica delle produzioni, dei consumi, del territorio.

Le foto scattate dall'alto di aree della Città nel 2026 a confronto con gli anni precedenti (vedi sotto diverse situazioni) trasmettono bene le mutazioni intervenute: con alberi abbattuti, parchi e giardini persi, suolo vergine consumato ed asfalto, cemento o mattoni che accrescono l'impermeabilizzazione dei terreni e le contraddizioni di una crescita senza controllo. 

Insomma, Bologna com'era, solo pochi anni fa, e come si presenta ora. Considerando anche solo una parte dei propositi che muovono i grandi gruppi imprenditoriali, gli amministratori e i vari partiti e le lobby intente ad assicurare gli affari di grandi proprietà private a discapito di Beni comuni.

Requiem per Casablanca prodotto da attiviste/i bolognesi ha il merito di guardare oltre i confini locali. E di farci ragionare sulla consistenza - globale! - dei processi, dei soggetti e delle alleanze da fronteggiare.

Riesce, inoltre, a proporci una riflessione storica con spunti utili a comprendere e a dibattere apertamente limiti e contraddizioni espressi dalle diverse forze in campo.

Due pagine su Italia '90, si riferiscono a Bologna. 

Ed emerge una critica precisa al governo di allora della Città. Con il racconto - denuncia di un giovanissimo migrante, giunto da poco sotto le Due Torri, che visse un'esperienza dura: "feci in fretta a trovare lavoro, ma la casa era un altro discorso. Passai settimane sotto al ponte di San Donato". Poi "con la fregola dei mondiali" e del "degrado" da rimuovere "dalla vetrina della città" il Comune ci "deportò in massa in piccoli agglomerati di baracche di lamiera fuori dall'abitato". 

Una testimonianza diretta che propone una seria sottovalutazione delle forze di governo della Città. Che si considerava popolare, di sinistra e che ancora si proponeva di cambiare il mondo. Che già precedentemente - negli anni '70 - aveva dimostrato inadeguatezza e incomprensione nei confronti delle istanze che animavano i movimenti giovanili. 

Sintomi anche del confronto e della lotta politica già presente all'interno del PCI nazionale e locale.

Molti comunisti ed amministratori rispetto all'appuntamento dei Mondiali di Calcio si concentrarono essenzialmente sul rifiuto netto di spendere risorse pubbliche fuori da un contesto programmatico pianificato e contenuto nel Piano Regolatore Generale discusso, approvato ed adottato pochi anni prima e per l'ultima volta (almeno con modalità strutturate e partecipate). Diversamente da quanto avvenne altrove per scelta di Amministrazioni di pentapartito a guida DC o PSI, a Bologna lo storico monumentale stadio comunale Dall'Ara si decise di ristrutturarlo, di adeguarlo. Non di demolirlo e costruirlo altrove. Non si volevano speculazione immobiliare ed urbanistica. E così fu.

Con quella scelta la Giunta ed il Consiglio Comunale contribuirono a risparmiare risorse nazionali e la parte più significativa dei fondi venne usata per sostenere una visione ed un progetto che caratterizzava la comunità in quel tempo. 

Che prevedeva - secondo PRG - più verde (tra cui la Fascia Boscata di 211 ettari lungo l'Asse viario A14 - Tangenziale), meno auto (nel 1984 il 70% dei bolognesi votarono per limitare il traffico privato nel centro storico, in un referendum partecipato dal 90% dei cittadini) e più mobilità su ferro. 

Dunque, i fondi vennero destinati, in parte rilevante, al finanziamento di opere utili in prospettiva e decise democraticamente: tra queste il grande parcheggio scambiatore in via Giuriolo, in Bolognina, a ridosso della uscita 6 della Tangenziale.

 

Oggi, questo confronto critico sul passato può alimentare utili approfondimenti e lezioni di vita. 

Per cogliere meglio (tutti!) i limiti, i torti e le ragioni che animavano i diversi protagonisti dei conflitti politici di una stagione importante della storia d'Italia. 


Ma, soprattutto, per valutare la differenza di approccio politico e culturale ai problemi. 

La vicenda del nuovo Stadio per Bologna è sintomatica. Ciò che la Giunta Imbeni e il PCI decisero per Italia '90 (impegnare risorse per opere durevoli a fini sociali, rispettosi delle volontà popolari) e quello che respinsero (investire risorse della collettività per un nuovo stadio) oggi è apertamente contraddetto dall'Amministrazione Lepore e dal PD: cogliere "l'opportunità" degli Europei 2032 per cambiare progetti (il restyling del Dall'Ara) e promuovere business, speculazione e profitti per pochi e a danno di molti (su un'area di terreno ancora in gran parte permeabile).


In realtà qui traspare l'omologazione al pensiero dominante che ha coinvolto il PD come tutti i partiti che si sono alternati negli ultimi decenni al governo dell'Europa e dell'Italia: l'orizzonte non è la ricerca, la lotta ed il governo per una società diversa, che finalmente riconosca e rispetti i diritti ed i doveri universali delle persone e delle comunità. 


Non a caso le forze che prevalgono in questo centrosinistra (forse non a caso auto-definito da troppi "campo largo") descrivono e presentano solo aspetti positivi e risultati delle amministrazioni. Quasi si vivesse nel migliore dei mondi possibili e di questo tutti dovrebbero rallegrarsi.


Al di là di analisi sommarie e stereotipate, non sono (non sono mai state!) Bologna e l'Emilia - Romagna "isole rosse", realtà sociali, economiche e produttive autonome e governate con meccanismi antitetici ed originali rispetto al sistema dominante in Italia e in Occidente: un "modello" distinguibile, imitabile e da imitare. 

 

Piuttosto, come sosteneva Enrico Berlinguer, si sono configurate "punto alto ed avanzato delle contraddizioni della società capitalistica e della lotta per introdurre elementi di socialismo" e per attuare i Princìpi e l'ordinamento della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dalla Liberazione dal nazi-fascismo.


Questa resta la sfida per tutti noi. 

Verso il 2030 e oltre. Per cogliere, qualificare e promuovere le proteste e le ribellioni sociali in atto.


Da Casablanca, a Milano e Bologna.

Leggere e discutere questo fumetto può essere un momento di impegno, di onesta ricerca dei limiti e degli errori compiuti, di individuazione di nuove sintesi e di progetti più avanzati per una alternativa radicale, riconoscibile e capace di unire un blocco sociale e culturale che ancora non c'è. 



La copertina del libro di Antonella, Monica e Mohamed ...


... e l'ultima di copertina (AstArte edizioni)


La prima pagina del fumetto: Capitolo 1. Ritorno a casa


Una pagina interna (108 di 122) del Capitolo 7: il Marocco e le foreste "sorprendenti" dell'Atlante per un turismo alternativo ...



 


Dal Marocco a Bologna, Italia. Il Corriere titola: "Consumo di suolo, boom di permessi. Casa e prezzi continuano a salire" ... (18 ottobre 2026)


E sempre il Corriere di Bologna: "Bologna espelle chi non può pagare. Boom di sfratti per finita locazione. SOS del Sunia" ... (15 ottobre 2026)


Il Sindaco, Matteo Lepore, è concentrato sul nuovo Stadio e gli sfugge "non sarà come FICO" ... (Il Corriere di Bologna, 6 ottobre 2026)
  

A sostenere il proposito di Stadio in San Donato il QN -Resto del Carlino Bologna intervista l'architetto Luca Drago, fondatore dello studio LDA: "se vogliamo che Bologna diventi più attraente e il turista vada oltre il mordi e fuggi del panino alla mortadella, qualificando le attività di fiera, questa è la strada giusta ... Non sarà una cattedrale nel deserto: credo che sorgeranno hotel, spazi commerciali e altri elementi di attrazione" ... (2 ottobre 2026)































Bologna, Quartiere San Donato San Vitale. Ecco (al centro della foto) dall'alto la vasta area di suolo vergine a sud del Parco Nord, compresa tra Asse A14 - Tangenziale, uscita Fiera dell'autostrada e le vie Zambeccari e Nuvolari ... (Google Earth, 4 settembre 2020). E' l'area su cui Lepore, Calzolari e Saputo vorrebbero realizzare il nuovo stadio, con annessi e connessi.
 

... e così è (sempre verde!) il 12 maggio 2022 (da Google Earth)








Un'area verde che i partecipanti al Trek No Passante di Mazzo organizzato da Wu Ming 2, nel settembre 2022, affrontano così ...


... addentrandosi in un ricca e intricata vegetazione spontanea ...


... patrimonio naturalistico ...


... di biodiversità e di difesa delle comunità locali dall'inquinamento atmosferico ed acustico causato dalle 12 corsie dell'Asse A14 - Tangenziale ...


... dunque una risorsa preziosa da tutelare come Bene Comune!





... però il 29 luglio 2023 Google Earth la fotografa così: i lavori per il Lotto 0 del Passante di Mezzo hanno abbattuto centinaia di alberi e migliaia di arbusti. Il Bosco selvaggio non c'è più, nonostante manchi ancora il Progetto Esecutivo del Passante, che oggi - autunno 2026 - si vorrebbe ancora, anche se rivisto e ridimensionato.


Infine, come si presenta dall'alto - sempre Google Earth - l'area il 7 maggio 2026: con un nuovo parcheggio ultimato, vuoto, abbandonato. In attesa di tempi migliori ... Intanto l'aria su Bologna è nociva e il caldo torrido colpisce tutta la Città!








Tutta l'area Nord di Bologna è in trasformazione: da San Donato a Navile, area della "Trilogia", oltre la Stazione FS, compresa tra le vie Fioravanti e Gobetti. Come era ancora il 23 marzo del 2018 ... (fonte Google Earth)


... e come è il 4 giugno 2021, quando il Sindaco, PD, Virginio Merola passa il testimone al suo Assessore Matteo Lepore ...
 








Nell'area "Trilogia del Navile" si alzano gru e crescono palazzoni ... (2 febbraio 2026)


Un alternarsi di asfalto, cemento e mattoni ... qua e là alberelli in vaso (2 febbraio 2026)


Per trovare aiuole e piante occorre uscire dal dedalo di strade ed edifici ...
 



Eloquente la fotografia dall'alto di Google Earth del 7 maggio 2026









Bologna, Quartiere San Donato San Vitale. Via Scandellara (al centro): la mappa dall'alto del 4 giugno 2021 evidenzia un importante patrimonio di alberi e natura. A sinistra in basso, dove si incrociano due linee ferroviarie, e dove parte un cantiere per 7 alti palazzi. A destra, in alto, il parco Eugenio Montale e il giardino Salvatore Quasimodo: polmoni di verde a fianco delle 12 corsie di asfalto di A14 - Tangenziale ...










Come si presenta la situazione il 7 maggio 2026: l'abbattimento di alberi e verde è evidente. A sinistra, in basso, crescono i 7 palazzoni e a destra, in alto, la barriera di verde si è drasticamente ridotta ...









... effetto degli irresponsabili abbattimenti decisi da Comune e da ASPI a inizio 2023 ... (4 marzo 2023)


La montagna di scippato prodotta dal taglio di alberi al parco Montale ... (4 marzo 2023)


Il luogo del delitto dopo la strage: qualcuno risponderà (e pagherà!) per i danni arrecati alla comunità?








Bologna, Quartiere Santo Stefano. Il parco del Paleotto, ai confini con il Comune di Pianoro: la mappa del 30 agosto 2014 ... (fonte Google Earth)


... cinque anni dopo, il 27 aprile 2019, a destra (al centro) è aperto il cantiere per la strada Fondovalle Savena voluta dagli amministratori bipartisan della Città Metropolitana (nominati dagli eletti nei vari Consigli Comunali) ...


... il 13 settembre 2022 la immagine dall'alto di Google Earth mostra (sempre a destra, al centro) il tratto di strada asfaltato ...









... il 29 luglio 2023 la mappa mostra lo sventramento del parco del Paleotto operato dai lavori per il completamento della strada Fondovalle Savena ...














... la nuova strada che collega Bologna e San Lazzaro con Pianoro e la valle del Savena: corre a fianco della vecchia strada statale della Futa ... (26 dicembre 2025)


Tra le case di Rastignano (in una zona di frequenti alluvioni) colate di cemento alzano piloni a sostegno della nuova arteria veloce ... (26 dicembre 2025)














Un'opera imponente che dopo 40 anni ha sconfitto le resistenze di chi proponeva di ridurre la congestione del traffico privato investendo innanzitutto su ferrovie e mezzi di mobilità meno impattanti ed inquinanti, più rispettosi di natura e biodiversità ... (26 dicembre 2025)
 

... così le comunità di residenti hanno perso una parte del parco del Paleotto e si trovano stretti tra due strade che incentivano, ancora e sempre, a considerare gli autoveicoli il fulcro della mobilità per pendolari e merci ... (26 dicembre 2025)  













... la foto dall'alto di Rastignano e del Paleotto a strada Fondovalle Savena realizzata (Google Earth, 7 maggio 2026)









Bologna, Borgo Panigale. Come era, tra la via Emilia, dopo il villaggio INA casa (a sinistra), e il tratto di Tangenziale che porta alla A1 (a destra), collegate dal primo tratto della strada Persicetana, ci sono solo terreni vergini, in parte agricoli ... (Google Earth, 4 giugno 2021) 







Com'è. ... questa la realtà che risulta il 7 maggio 2026. A lavori in corso per il Capolinea del Tram di Borgo Panigale (con annessi e connessi)
 









Una foto dei lavori nell'area compresa tra via Persicetana ed il Villaggio INA casa ... (4 luglio 2026)


... e qui i lavori di costruzioni degli edifici direzionali, commerciali di deposito mezzi del nuovo Capolinea del tram, sulla via Emilia oltre la via Persicetana (4 luglio 2026) 










Bologna, Quartiere San Donato San Vitale, rione Pilastro. Il Parco Mitilini, Moneta, Stefanini compreso tra le vie Casini (in alto, orizzontale) e Pirandello (in basso) con il verde degli alberi che si estende fino a piazza Lipparini ... (Google Earth, 27 aprile 2019)


... la prima mutilazione del Parco con l'abbattimento di numerosi alberi (sulla sinistra) per la scelta di costruire sul suolo vergine una nuova Caserma dei Carabinieri ... (Google Earth, 12 maggio 2022)


Ingenti contingenti di Polizia e Carabinieri sono impiegati da Matteo Lepore ed amministratori comunali per vincere la resistenza di cittadini e comitati contrari ad un ulteriore abbattimento di alberi e al consumo di suolo ... (23 febbraio 2026)














Diversi soggetti e diversa musica ... (2 marzo 2026)

... tra le mani di attivisti MuBasta alcuni residui di lacrimogeni sparati da Polizia e Carabinieri contro i manifestanti (8 marzo 2026)














Una comunità si mobilita: "No al MuBa, No al cemento" ... (7 marzo 2026)




Giunta Lepore, zero confronto con il dissenso e avanti tutta.
Lo registra la foto di Google Earth il 7 maggio 2026: un altro tratto di verde pubblico è cementificato ...
Il riscaldamento climatico è frutto delle scelte politiche di uomini stolti!
 









Bologna, Quartiere Savena, zona Fossolo. La mappa dall'alto della ex Caserma Perotti, compresa tra via Carlo Marx (a destra, in verticale), il Deposito bus di Tper (in alto), la ferrovia Bologna - Rimini (a sinistra, in verticale) e via Legnani (sotto, con la zona residenziale in costruzione). All'interno dell'area ex militare, edifici ancora integri, alberi e verde ... (Google Earth, 22 luglio 2003)
  

La stessa area il 28 agosto 2007, con le case del nuovo insediamento di via Legnani (in basso al centro) che ricalcano lo stile architettonico della Perotti ...


Ancora l'area il 27 aprile 2019: mentre sul lato destro di via Marx sono stati costruiti una serie di palazzi su suolo vergine, all'interno della ex Caserma anni di dismissione e di abbandono hanno determinato qualche cedimento dei tetti di vecchie camerate dell'Esercito Italiano, ma è esplosa una vegetazione selvaggia ... Natura e cultura potrebbero convivere!











7 maggio 2026: in base agli accordi sottoscritti tra Comune e Agenzia del Demanio di Stato sono iniziati i lavori sul terzo di area (su via Marx) destinato alla Agenzia delle Entrate ...








L'edificio che ospitava il comando e l'entrata e gli alberi all'interno e all'esterno della , su via Marx, ancora presenti nel febbraio 2020 ...
 













Nessuna traccia. Abbattuti ... (14 settembre 2026)















All'interno tra scavi e movimento terra, per il momento restano due tronchi secchi ... Sullo sfondo gli edifici che saranno abbattuti per realizzare un nuovo insediamento residenziale ... (14 settembre 2026)













Bologna, Quartiere Navile, aree comprese tra via Stalingrado (in alto, in orizzontale) e via Ferrarese (in basso, in orizzontale): da sinistra Tecnopolo, ex Officine Casaralta ed ex Caserma Sani ... (Google Earth, 4 giugno 2021)


Come era e com'è. Le stesse aree il 7 maggio 2026 mostrano l'avanzamento dei lavori di costruzione del Tecnopolo e il cantiere nell'area ex Casaralta per realizzare un nuovo insediamento residenziale e commerciale (al centro) ...
   








... sulla ex Caserma Sani l'assemblea di Resistenze Spaziali discute e propone: un Progetto per la salvaguardia integrale dell'ecosistema naturale e dell'importante patrimonio di biodiversità, per il recupero di edifici e spazi che debbono restare pubblici e ad uso sociale ... (19 settembre 2026)


La mobilitazione di cittadini, comitati ed associazioni continua come parte di una lotta nazionale per la conversione ecologica, la giustizia sociale e la democrazia partecipativa ... (19 settembre 2026)


Nel corso di tre giornate di confronto culturale e politico i portoni della ex Caserma sono stati aperti per una occupazione simbolica che consentisse a tutti i cittadini di conoscere un loro patrimonio ... 


... a centinaia hanno partecipato ...


... con grande rispetto ed autocontrollo ...














... per esprimere consenso consapevole al percorso avviato da Resistenze Spaziali ...


... e ricordare che con il protagonismo delle persone e dei giovani le Istituzioni debbono sempre fare i conti, come indica la Costituzione repubblicana nata dalla Lotta di Resistenza e di Liberazione dalla guerra e dal regime nazi-fascista (19 settembre 2026)










3 commenti:

  1. Dove si può trovare Casablanca....?
    Le mappe sono interessanti e vanno studiate.
    Intanto grazie per il lavoro e le considerazioni.
    L.

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  2. Noto un controsenso, si vogliono affitti più economici ma non si vogliono costruire più abitazioni, come si risolve? Forse è il caso che pensionati o studenti che non hanno capacità economica per pagare gli affitti si muovano verso aree meno costose come Bagnacavallo, Riolo Terme, Castel San Pietro o Casalecchio? Non vedo soluzioni semplici.
    S.

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  3. Lascio ai vecchi le valutazioni sul secolo che non ho vissuto.
    Su ciò che conosco dico che non ne possiamo più di ascoltare favole.
    Lo stop al consumo di suolo non è praticato da chi dice di volerlo. Le mappe sono per molti solo la conferma di esperienze dirette. Utili però per capire l'estensione del processo di impermeabilizzazione in corso in Italia e nel mondo.
    Da cui anche le conseguenze climatiche.
    Che i soliti profittatori suggeriscono di affrontare con i condizionatori che consumano sempre più energia.
    Conclusione.
    Consumi in crescita, ambiente in sofferenza. Profitti maggiori e poveri sempre più in difficoltà.
    Anche così le proteste si diffondono.
    m.m.

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