venerdì 20 marzo 2015

Con don Ciotti e con Landini

Nei giorni dell'arresto di Ercole Incalza ed "amici", dopo l'emergere di Mafia Capitale e di Aemilia, l'annuale appuntamento (il ventesimo) di Libera Associazione contro le mafie e in solidarietà con le vittime innocenti della criminalità organizzata, assume un valore alto e particolare.

Don Ciotti invita tutti a partecipare alla marcia di domani, a Bologna, e si appella ad ogni cittadino per una mobilitazione straordinaria, per agire con responsabilità in ogni campo di attività, per favorire l'introduzione di pratiche e di norme che aiutino la legalità costituzionale e contrastino il malaffare.
Un forte impegno sociale e politico.
In discussione sono la civile convivenza, l'economia, l'imprenditoria sana e responsabile.
In causa sono le Istituzioni democratiche ed il sistema di potere che le condiziona e le minaccia. Al centro e in periferia.
Quel sistema di potere che stabilisce (false) priorità di investimento e di spesa pubblica e non risolve (mai) i grandi problemi nazionali.
Non giriamoci attorno. Da anni ci si confronta (e ci si scontra) su diverse grandi opere inserite nei programmi di Ministeri retti indifferentemente da uomini di Centrodestra e di Centrosinistra.
Ancora una volta ci sentiamo ripetere da politici ed amministratori (da ultimo il neo Assessore emiliano Raffaele Donini, già segretario del PD di Bologna) che "occorre fermare i corrotti e non le grandi opere". Come se i primi non contribuissero (in modo decisivo) a scegliere, progettare e confermare (al di là di ogni argomentata e consistente obiezione) le seconde. E come se, su molte di queste grandi discutibili infrastrutture, soprattutto viarie (ma anche ad Alta Velocità!) non avessero vissuto e prosperato, innanzitutto, illegalità, corruzione e mafie, ai danni dell'intera collettività.
Emergono così "i fatti" negativi del Governo Renzi, come lo "Sblocca Italia" che stabilisce una corsia preferenziale per realizzare progetti ed opere discussi e contrastati da intere comunità locali. E le sue contraddizioni, come i decreti e i tempi contingentati sulle riforme della Costituzione o il Job Acts, a fronte dei troppi mesi di attesa per discutere ed approvare una legge anti corruzione all'altezza dell'emergenza, per rivedere le procedure di appalto o per reintrodurre il reato di falso in bilancio (irresponsabilmente cancellato dal Governo Berlusconi) ed approvare il reato di disastro ambientale (irresponsabilmente mai introdotto).
Per tutto ciò, cogliere l'invito e marciare con don Ciotti ed il popolo dell'antimafia è, oggi più che mai, un atto di solidarietà, di dignità, di giustizia e di liberazione.
Lo stesso che porta molti a condividere le scelte ed il percorso indicato dalla FIOM con il progetto di "coalizione sociale".
Landini ed i metalmeccanici della CGIL hanno messo in moto un progetto che merita partecipazione e cooperazione.
Non solo perché sono stati i primi soggetti che hanno risposto con coraggio e con diritto all'arroganza di Sergio Marchionne e del grande gruppo imprenditoriale multinazionale FIAT - FCA, ma perché si sono mossi oltre un approccio corporativo e di pura difesa dell'esistente; hanno indicato l'esigenza di una nuova visione e di nuovi orizzonti (sostenibili e socialmente utili) dello sviluppo industriale e produttivo; hanno posto con coerenza l'urgenza di unire persone e soggetti sociali concreti: operai, impiegati, precari, disoccupati, inoccupati, "esodati", pensionati, imprenditori interessati.
Sia chiaro.
Un impegno sociale e politico appena avviato.
Moltissimo è ancora da fare, elaborare, confrontare e costruire.
Ma è una speranza. Da coltivare con cura e da fare crescere per uscire dalle secche di conflitti sterili, isolati, propagandistici e improduttivi.
Altri alti dirigenti e rappresentanti di cittadini (sindacalisti e non) dovrebbero, piuttosto, chiarire le loro scelte e le loro strategie: i contenuti e il modo con cui intendono rispondere, qui ed ora, all'offensiva neoliberista delle autorità europee e dei poteri (economici, finanziari e politici) dominanti, alle politiche conservatrici che hanno determinato, in tutto il vecchio continente, un crescente impoverimento dei ceti medi e popolari.
Quelli che hanno sempre giocato di rimessa, accontentandosi di sottoscrivere accordi vuoti o traditi.
Coloro che hanno accettato e giustificato per anni il blocco degli aumenti salariali dei ceti subalterni e più deboli, salvo applaudire, spiazzati, il Premier che riconosceva, all'improvviso e d'impero, 80 euro mensili a tanti lavoratori dipendenti (comunque non tutti, non i più emarginati).
Coloro che hanno accettato di cedere progressivamente diritti senza acquisirne e riconoscerne, in ragione di una inaccettabile disuguaglianza tra "garantiti" e non, rendendo, così, tutti più precari e indifesi di fronte al potere economico e finanziario o all'arroganza di politici autoreferenziali, incapaci di confrontarsi e di rispettare i mandati elettorali ed i pronunciamenti referendari (sull'acqua come sulla priorità della scuola pubblica, sul finanziamento dei partiti come sugli indirizzi delle modifiche costituzionali).
Coloro che balbettano di fronte alla crisi politica e di rappresentanza dell'Europa e non colgono la questione greca (o quella palestinese) come occasione ed opportunità di riscatto e di riconoscimento dei diritti universali dei popoli e dei cittadini del mondo per un nuovo ordine economico internazionale che anteponga pace, alimentazione, salute e sicurezza delle persone e della natura alle pure logiche economiche, di potere, di sopraffazione e di guerra.
In questo contesto, gli appuntamenti di sabato 28 marzo a Roma, del 25 aprile a Milano e quelli locali sono da non perdere, per chiunque crede nella politica e nella democrazia come strumento di ogni cittadino e di ogni comunità per conquistare una vita migliore per tutti.



23 commenti:

  1. l'attività di don Ciotti e di Libera mi è chiara e condivisibile.
    quella di Landini e dei sindacati mi pare più confusa, almeno per quelli che non sono metalmeccanici.
    Ale

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  2. Sarò a Bologna. Non a Roma, ma per impegni. Con Landini sempre. Uno di noi. Che ci rappresenta. Al meglio. Meccanici e no. Gente comune. Che chiede di cambiare. Stanca di essere presa in giro. Da Berlusconi. Da Monti. Da Letta. Da Renzi. Da Bersani.
    BiBi

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  3. E dai ...
    Con un prete rivoluzionario.
    Con un sindacalista che fa politica.
    Non sono anche questi conflitti di interessi?
    Pina Dondi

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  4. Pina.. secondo me il problema è - semmai - di chi sarebbe deputato a fare politica con proposte, atti concreti e nell'interesse vero dei cittadini e del bene comune.
    W Landini e W Don Ciotti

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  5. Sono stata alla marcia di Libera a Bologna.
    Tantissime persone. Tantissime ragazze e ragazzi.
    Una grande speranza!
    L'Italia del futuro.
    Anna

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  6. Riporto dal sito della federazione impiegati operai metallurgici la lettera di Maurizio Landini per il 28 marzo.
    M.

    Care lavoratrici e cari lavoratori metalmeccanici, sabato 28 marzo ci ritroveremo a Roma per la dignità e la libertà del lavoro.
    Nei mesi scorsi, insieme, ci siamo battuti contro il Jobs Act del governo che non crea nuovo lavoro né affronta il dramma della precarietà e della disoccupazione giovanile.
    Insieme abbiamo proposto delle alternative e presentato le nostre idee frutto di tante assemblee e discussioni con voi. Ma il governo non ha voluto ascoltarci, ha messo in pratica le indicazioni di Confindustria, imboccato la strada della riduzione dei diritti, sposato le ricette di chi pensa che licenziando si crei nuova occupazione. Abusando della democrazia, il governo, a colpi di fiducia, ha ridotto il Parlamento a mero esecutore della sua volontà.
    La nostra lotta però non è finita con il varo del Jobs Act. Come promesso durante lo sciopero generale del 12 dicembre di Cgil e Uil, continueremo a spendere le nostre idee e le nostre energie per difendere il lavoro e i suoi diritti, cambiare il paese e renderlo più giusto.
    Questo è un momento importante per il futuro di tutti noi, delle lavoratrici e dei lavoratori, del nostro sindacato che esiste e ha un senso solo se riesce a rappresentare democraticamente i vostri interessi e da voi riceve il sostegno, le idee e le energie necessarie. Per migliorare le condizioni del lavoro dipendente. Per rivendicare un sistema pensionistico più giusto con la riduzione dell’età pensionabile. Per dare un’occupazione a chi non ce l’ha con nuovi investimenti e con la riduzione dell'orario di lavoro. Per cancellare il precariato. Per combattere l'evasione fiscale e la corruzione. Per garantire il diritto alla salute e allo studio. Per istituire forme di reddito minimo. Per riconquistare veri contratti nazionali che tutelino il salario e diano uguali diritti a tutte le forme di lavoro.
    Per questo, nel ringraziarvi per quanto abbiamo fatto finora, vi invito a partecipare in massa alla manifestazione del 28 marzo.
    L'abbiamo chiamata “Unions!”, usando una lingua che non è la nostra ma utilizzando una parola che richiama le origini del movimento operaio e sindacale. Quando, tanti anni fa, lavoratrici e lavoratori senza diritti scoprirono insieme che per migliorare la propria condizione era necessario coalizzarsi e battersi per conquistare libertà e diritti comuni.
    Oggi milioni di lavoratrici e lavoratori hanno visto cancellati i diritti frutto di lunghe battaglie; altri milioni di lavoratrici e lavoratori quei diritti non li hanno neppure mai avuti, dispersi nelle tante forme di lavoro saltuario e sottopagato. Per tutte e tutti il lavoro sta diventando più povero e precario.
    Oggi abbiamo bisogno di riprendere il filo dell'impegno comune, delle lotte contro le politiche dei governi che in Italia e in Europa hanno voluto far pagare al lavoro il costo di una crisi prodotta dalla finanza e dalle speculazioni. Per dare rappresentanza al lavoro. Per confrontarci con tutte quelle realtà, associazioni, gruppi e movimenti che nella società affrontano e contrastano il degrado civile prodotto dalla crisi economica e dalla sua gestione politica. Per affermare i principi della nostra Costituzione.
    Oggi abbiamo bisogno di un'alleanza, di costruire una coalizione sociale che unisca ciò che il governo e Confindustria vogliono separare, aggregando tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare con le metalmeccaniche e i metalmeccanici, con le delegate e i delegati, con le iscritte e gli iscritti alla Fiom. Per crescere e cambiare abbiamo bisogno di voi, perché la vostra partecipazione e la vostra intelligenza saranno la nostra comune forza.
    Vi aspettiamo a Roma il 28 marzo. E da lì continueremo insieme.

    Maurizio Landini

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  7. Entusiasmante!
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/03/21/news/libera-110107418/
    Ciao, ciao!
    s.

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  8. Ho sentito e letto che la manifestazione fiom è per unire contro il job acts e la riforma pensionistica Fornero. Mi chiedo se si possa però raccogliere molti consensi così. Senza per … Per andare dove?
    Patty

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    1. Quella di Renzi è una inutile scorciatoia per un impossibile rilancio del PIL. Rendere il lavoro più flessibile, come fare andare più tardi in pensione non risolve i problemi di riduzione del lavoro e di qualità dello sviluppo. Per questo ha senso la proposta di Landini. Contro queste politiche Per Altri Investimenti (Ecologici, Sociali, di divisione del Lavoro, di Cooperazione e Solidarietà internazionale).
      Nik

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    2. Carissima Patty percepisco nel progetto di Landini e della FIOM una scelta forte, insieme, CONTRO e PER.
      Per i diritti. Dei lavoratori e dei cittadini. Mentre le pratiche ed i programmi di questa maggioranza politica li riducono e li sviliscono.
      Per il lavoro. Magari diviso più equamente tra più persone. Come proposto in molte realtà di crisi o di sviluppo.
      Per la democrazia. Più democrazia e partecipazione, a fronte di pratiche e scelte autoritarie.
      Per la giustizia sociale. Contro la crescita delle disuguaglianze: l'arricchimento di pochi e l'impoverimento di molti.
      Per la legalità. A fronte dell'economia "sommersa", della corruzione e delle mafie.
      Per il reddito. Che tanti cittadini non hanno: disoccupati, "esodati" non salvaguardati, inoccupati, senza lavoro. Che tanti hanno inadeguato: pensionati sociali o minimi, partite IVA vere o false, ...
      Per l'Europa. Contro le illusioni di risolvere i problemi entro confini locali e nazionali.
      Come detto, grandi opzioni positive, propositive! Non solo contro, come scrive Nik (anche se essere contro la legge pensionistica Monti - Fornero o lo "Sblocca Italia" e il Job Acts è scelta di vita!).
      Speranze, per cui vale impegnarsi e lottare. Naturalmente da sostanziare e articolare. Da arricchire.
      Un solo esempio. Per l'ambiente: per la riconversione ecologica delle produzioni, degli investimenti, della mobilità e dell'organizzazione del territorio.
      Dipende da tutti noi.
      Si, innanzitutto da una Coalizione Sociale.
      La Politica, per non essere autoreferenziale ha bisogno dei lavoratori e dei cittadini.
      Gianni

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  9. Ciotti e Landini sono due persone che consentono ancora di pensare che vale la pena fare onestamente la propria parte da cittadini e sul lavoro.
    Cose semplici, tipo pagare le tasse e andare a lavorare il venerdì ed il lunedì, senza mettersi in malattia ...
    Così come il dottor Strada ci consente di lavorare e viaggiare nel mondo con una immagine diversa da quella stereotipata di Italiani = mafia.
    Ciao!

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  10. Landini, grande.
    Da Santoro, a Servizio Pubblico, parole chiare.
    Sarò a Roma col pensiero e con il cuore.
    Anna

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  11. Grande?
    Sento che Landini dice che vuole Unire e poi che Renzi è peggio di Berlusconi.
    Non mi pare condivisibile, francamente.
    Antonio

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    1. Resta il fatto che mentre Landini, la FIOM e tanti lavoratori manifestavano Renzi continua a fare battute sul l'ennesimo corteo ed il Poletti era con Squinzi ad attaccare quelli che dipingono come conservatori. Loro, che hanno sempre detenuto potere e avuto più ascolto in chi dispone delle leve di governo.
      Le simbologie hanno significato. O no?
      Ciao!

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    2. Antonio, partiamo dai fatti.
      Renzi ha proposto e realizzato interventi e leggi sul lavoro che Berlusconi non era riuscito a fare: dalla cancellazione del diritto al reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa, alla possibilità delle aziende di ridurre le mansioni contrattuali dei lavoratori, al prolungamento dei contratti a tempo determinato fino a tre anni senza motivazioni.
      Basta sentire l'entusiasmo di Squinzi e Sacconi.
      Poi ci sono lo Sblocca Italia. Una legge pessima per l'ambiente e per la democrazia (rappresentativa e partecipata).
      E, ancora, il progetto di istituzioni e di democrazia che esce dalle modifiche della legge elettorale, del Senato e della Costituzione. Dai provvedimenti indicati in materia di giustizia, di informazione e RAI. In sintesi: Meno partecipazione e concentrazione del potere in poche mani.
      Ciò significa preferire Berlusconi? O dare un giudizio inappellabile sul giovane Renzi e sul PD?
      No.
      Significa semplicemente non accettare che Renzi possa fare, senza reazione popolare, ciò che giustamente non è stato consentito a Berlusconi e alla destra.
      Landini, la FIOM, le persone e le forze che sostengono la Coalizione Sociale si impegnano a costruire un'altra Italia e un'altra Europa, una nuova cultura di progresso, diversi rapporti di forza sociali e politici.
      Per affermare idee, progetti, proposte che migliorino la vita delle persone e delle comunità locali e nazionali, in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo.
      Antonio, confrontiamoci nel merito delle cose da fare.
      E se il "rinnovamento" e le "riforme" sono opera dei De Luca, delle Paita, dei Faraone, delle Moretti e passano da alleanze politiche con gli Alfano, i Marchionne, i Monti, le Fornero ... non ci si meravigli che qualcuno lavori ad una alternativa sociale e politica.
      Gianni

      PS. A Roma, come a Bologna alla marcia di Libera, c'erano persone ed associazioni senza e contro le quali non si migliora la società, la democrazia ed il mondo.

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  12. Mai visto tanti Boy Scout in una volta .
    Basta che non diventino tutti dei renzidi ....:-)
    G.

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    1. G, era da anni che non partecipavamo, a Bologna, ad una manifestazione così imponente. Merito di Libera e di tutti coloro che hanno contribuito, con la loro originalità e specificità. Segno, anche, di tempi difficili: troppe mafie, poteri corrotti, zone grigie nella società e nelle istituzioni.
      Quanto alle scelte politiche e di partito, molto dipende dai soggetti in campo e da quanto propongono.
      Gianni

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  13. Landini, un fenomeno televisivo ...
    Parola del Segretario Presidente alla direzione del suo partito.
    Traspare una certa invidia. No?
    Sic

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  14. No, no.
    Con Matteo e con Maria Elena.
    Se non vogliamo che anche questa legislatura fallisca miseramente a causa dei veti incrociati della premiata ditta dei sessanta settantenni che ci hanno regalato l'immobilismo italiano è ora di schierarsi con Renzi e Boschi per le Riforme.
    I trenta quarantenni non possono più aspettare. E mantenere assurdi privilegi del vecchio regime maleodorante.
    Mario C.

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    1. Mario, non essere (troppo) C…inico.
      Gianni

      PS. Quanti anni hai?

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  15. Anti-corruzione? In parlamento la tanto promessa reintroduzione del reato di falso in bilancio è passata per pochi voti … Un piccolo passo avanti, ancora inadeguato e già tanto contrastato. Quanti falsi in politica!
    m.m.

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  16. Il problema è che occorre cambiare maggioranza.
    Senza una alleanza tra 5 stelle, settori del centrosinistra e del centrodestra non si tolgono corruzione ed ingiustizie.
    Secondo me nell'elettorato ci sarebbe la disponibilità ma bisogna vincere la resistenza di apparati ed ambienti del vecchio potere.
    Franca

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    1. Si. Se in Emilia vota appena il 38% degli elettori è evidente che il vecchio potere non esercita più l'egemonia di un tempo ... La crisi di credibilità di chi governa istituzioni, economia e finanza è forte.
      Penso anch'io sia necessario unire individui, soggetti politici, movimenti che vogliono un cambiamento profondo della società.
      Nella Costituzione italiana sono proposti una visione e indirizzi in gran parte validi ed attuali. L'esperienza degli ultimi decenni ci indica semmai la necessità di valutare con massima attenzione le compatibilità ambientali e sociali dello sviluppo e la necessità di considerare maggiormente il valore universale dei diritti e dei doveri dei cittadini del mondo ed il bisogno di governo mondiale e di un nuovo ordine internazionale.
      Per questo vecchie divisioni ideologiche e politiche rischiano di confondere e paralizzarci.
      Chi può riconoscere comunisti, socialisti, socialdemocratici, democristiani, popolari, liberali, verdi, democratici, sinistra, destra … come interlocutori adeguati e sufficienti rispetto ai problemi ed ai conflitti attuali?
      Per questo mi sembrano interessanti esperienze anche parziali come la Coalizione Sociale proposta da Maurizio Landini o il Movimento 5 Stelle in Italia, Syriza in Grecia, Podemos in Spagna.
      Ma il tempo corre …
      Gianni

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