sabato 11 luglio 2026

Matteo Lepore specchio di un blocco sociale in crisi

Sulla prima pagina del Corriere "i dati del Sole 24 ore". Titolo: "il gradimento di Lepore crolla" ...










Per chi vive a Bologna nessuna sorpresa. Il calo netto di consensi dell'Amministrazione Lepore è palpabile. Ma nulla è scontato. Molto dipenderà da come evolveranno le vicende sociali e politiche locali, nazionali ed internazionali nei prossimi mesi. Dalle scelte concrete e di prospettiva che faranno i diversi protagonisti del confronto e dei conflitti aperti.

E' bene ribadire. Il quarantenne Lepore ha ereditato una situazione compromessa. Chi lo indica come principale causa delle difficoltà che ora emergono vuole solo scaricare antiche irrisolte contraddizioni. Lepore è semmai il tentativo di un sistema di potere in crisi di darsi una immagine nuova, che include in ruoli istituzionali anche personale politico precedentemente all'opposizione, emerso e formato nell'ultimo decennio (dal M5S alla sinistra di Coalizione Civica e AVS). Una operazione in qualche misura speculare a quella nazionale delle destre conservatrici che si sono affidate a personalità e partiti tenuti a lungo ai margini del governo.

Ciò che non va sono le politiche praticate negli ultimi decenni e l'attuale direzione di marcia. Deve essere prospettata un'altra visione del mondo: che avvii la conversione ecologica, che affermi la giustizia sociale e che realizzi il protagonismo delle comunità. 

In questi cinque anni l'Amministrazione Lepore - Clancy e la maggioranza in Regione Bonaccini - Schlein (Priolo) prima, e De Pascale - Colla, ora, hanno proposto e sostenuto investimenti infrastrutturali sbagliati, a difesa di un modello di crescita passato e senza futuro, di un blocco sociale che (avendo come riferimento il 2030 - 2050) non corrisponde più a modificazioni, bisogni ed interessi della maggioranza dei cittadini.

Riflettiamo. Le ultime rivendicate realizzazioni (delle Amministrazioni a guida PD) sono state il People Mover, lo sviluppo Aeroportuale e del turismo, l'Alta Velocità ferroviaria; l'insediamento di F.I.CO - Gran Tour Italia al Pilastro e di Philip Morris in Valsamoggia. In via di costruzione sono, da anni, il Polo Tecnologico nel Quartiere Navile e il Rigassificatore di Ravenna. Nel limbo restano il Passante di Mezzo (nelle sue molteplici versioni: di Ultima Generazione, Passante Possibile) e numerose altre tratte autostradali. Tutti simboli negativi e tristi. Perché destinati a gravare pesantemente sui Beni Comuni, sul territorio con un irragionevole consumo di suolo, su natura, ambiente e qualità di vita delle persone, su spese sanitarie e sociali della collettività e delle famiglie. Dunque è risibile che dopo questi cantieri molti scontenti "torneranno ad apprezzare" e "ringrazieranno chi li ha voluti".

In questo contesto, anche gli interventi che avrebbero potuto iscriversi in una diversa e positiva prospettiva evidenziano limiti profondi che alimentano inevitabili critiche e opposizioni. Per tutti il tram e il progetto di Città a 30 km/h. Scelte che, per essere ed affermarsi come buone, avrebbero richiesto fin dall'origine maggiore coinvolgimento, partecipazione e formazione, una giusta integrazione e interconnessione con altri momenti di progettazione e pianificazione. Innanzitutto con il Sistema Ferroviario Metropolitano (che non c'é e non è negli impegni previsti!) e quello regionale. Poi con ulteriori fondamentali propositi, strumenti e vincoli urbanistici, con un uso razionale ed eco-compatibile degli spazi urbani, con sostanziosi investimenti nella mobilità non o meno inquinante e in altre attività a forte contenuto sociale. Di cui, purtroppo, mancano notizie e progetti adeguati, ragionevoli, possibili. Infine con un ben maggiore rispetto per la natura, il suolo e gli alberi: evidentemente considerati sacrificabili e privi del valore reale che gli deve essere riconosciuto e che va calcolato in un onesto rendiconto patrimoniale pubblico (che manca, sicuramente con sintesi efficaci e trasparenti).

Matteo Lepore e la sua maggioranza anziché ricostruire pazientemente un rapporto con competenze e professionalità tecniche a lungo mortificate e con le troppe Periferie della Città Metropolitana partendo dai dati della realtà, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini, hanno accentrato scelte, controllo e potere locale in gruppi sempre più esclusivi. Senza alcuna apertura verso soggettività culturali e politiche alla ricerca di "un altro mondo possibile". Soggettività libere o associate in comitati e collettivi attivi nei quartieri, nei comuni e nei luoghi di lavoro. Regolarmente il dissenso viene trattato da Sindaco ed Assessori PD come fastidio, pericolo, nemico. 

A 50 anni di distanza è incredibile sentire politici, amministratori e commentatori evocare banalmente temi, protagonisti, divisioni del 1977, senza mai considerare e misurarsi adeguatamente con i problemi e con le sfide del presente. Lo ha fatto, da ultimo, anche l'assessora Matilde Madrid in occasione di manifesta 2026, un incontro approntato dalla CGIL bolognese presenti rappresentanze di Questura e Prefettura: senza avere voglia e forza di affrontare i problemi  irrisolti delle misure repressive usate ripetutamente, anche sotto le Due Torri, dal Governo Meloni e dal Ministro Piantedosi contro i movimenti sociali, ambientalisti, popolari e pro Palestina (con decine di denunce, feriti gravi e sanzioni pecuniarie). 

E dimenticando preziose riflessioni compiute e sempre utili. Almeno per chi si propone ancora di affermare, con la partecipazione creativa e la lotta politica, quei tanti Princìpi costituzionali negati da una società che vive di contraddizioni sempre più forti. Che hanno demolito conquiste e speranze rivoluzionarie che animavano, anche a Bologna e in Emilia Romagna, tanto i protagonisti dei movimenti giovanili del secolo scorso, quanto i comunisti italiani organizzati nel PCI di Enrico Berlinguer e Pietro Ingrao. 

E consapevoli del fatto che, per anni, proprio chi si è considerato e proposto come erede organizzato della sinistra storica italiana ed ha esercitato ruoli di governo e di comando nelle istituzioni locali, nazionali ed europee ha fatto proprie via - via posizioni riformiste, neo liberiste e atlantiste. Ma, soprattutto, mostrando una sostanziale incapacità di analizzare e considerare la profondità delle disuguaglianze del mondo; il ruolo neo coloniale conservato dall'Occidente nei confronti dell'Oriente e dell'emisfero Sud; il fallimento contemporaneo delle esperienze socialiste dell'Est europeo, delle socialdemocrazie del Nord Europa e delle "terze vie" laburiste e liberal-democratiche; l'urgenza di operare per un nuovo ordine mondiale, per una cooperazione internazionale globale, per affermare Diritti e Doveri universali riconosciuti formalmente fin dalla fondazione dell'ONU nel 1948, ribaditi e sostanziati negli ultimi decenni dalle COP di Kyoto, Rio de Janeiro e Parigi.

Oggi, tutto questo pare sfuggire agli eletti a Palazzo d'Accursio e in viale Aldo Moro, ai partiti del Centrosinistra o del cosiddetto "campo largo".

Altrimenti si concentrerebbero nella costruzione di un ampio e nuovo blocco sociale interessato a realizzare una profonda trasformazione culturale e politica del Paese e non continuerebbero a perseguire politiche di sostanziale conservazione ed a lanciare messaggi inequivocabili alle attuali classi dominanti. Piccoli e grandi messaggi, ripetuti durante tutto il mandato.

Dalla rimozione simbolica nel Quartiere Navile del Parco intitolato a Chico Mendes (vedi qui), il sindacalista - ecologista assassinato in Brasile dai grandi latifondisti delle multinazionali interessate a sfruttare il suolo dell'Amazzonia. Al Patto Regionale per il Lavoro e per il Clima che esclude associazioni e movimenti ambientalisti e dimentica le 4 Leggi di iniziativa popolare su acqua, energia, rifiuti e suolo che hanno raccolto migliaia di firme (vedi qui). Alla recentissima proposta di Matteo Lepore di lavorare "Centrosinistra e Destre alla ricerca di una possibile condivisione del 3° Piano Strategico Metropolitano per Bologna" (vedi qui), guardando oltre i Programmi e le candidature distinte per le elezioni comunali del 2027. 

No, la questione del meno 10,9% dei consensi al Sindaco Lepore proposta da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore non è riconducibile solo al "disagio per i cantieri" o a "difetti di comunicazione" e "limiti nell'ascolto dei bolognesi". E' piuttosto lo specchio di un blocco sociale in crisi. 


Il Quotidiano Nazionale il Resto del Carlino Bologna titola a tutta pagina "Sindaci, Lepore perde consensi" E lui replica: "E' l'effetto cantieri" ... (7 luglio 2026)








Nelle pagine interne il Resto del Carlino Bologna propone il "Crollo dell'11% dal 2021. Ma ora una nuova fase" ... (7 luglio 2026) 











"Le reazioni e l'analisi" di Gianfranco Pasquino, Marco Valbruzzi, Massimiliano Panarari, Davide Rondoni ... (7 luglio 2026) 






















Il giorno dopo la notizia del Noto Sondaggi per il Sole 24 ore, ancora il QN il Resto del Carlino Bologna apre a tutta pagina con "Lepore, luci ed ombre a un anno dal voto" ... (8 luglio 2026) 














Titolo: "Cinque anni di Lepore tra traguardi e difficoltà". E poi: "Opere annunciate, promesse mantenute e azioni ancora al palo. Un primo mandato tra gioie e dolori" ... (8 luglio 2026)














"Parola" a Pierferdinando Casini ed Enrico Di Stasi, a Galeazzo Bignami e Marco Lisei ... (il Resto del Carlino Bologna, 8 luglio 2026)




















La notizia su la Repubblica Bologna: "Classifica sindaci, Lepore scende al 64esimo posto". Nell'articolo di  Caterina Giusberti: Lepore promette "molti cantieri diventeranno opere, servizi". E quindi "una città più bella, più accessibile, con più servizi e più qualità della vita" ... (7 luglio 2026)














Nella pagina interna del Corriere di Bologna: "De Pascale dodicesimo tra i (20) governatori con il 52%" e "I dolori del sindaco Lepore. Gradimento in picchiata" Lui parla di "dato atteso per i cantieri" ... (7 luglio 2026)




















Da settimane in "Cronaca" e in "Primo piano" sul Corriere di Bologna il "caldo torrido" e le "notti tropicali". Ecco "l'analisi di Pier Paolo Alberoni, di ARPAE". Titolo: "la città paga l'alta urbanizzazione" ... (21 giugno 2026)














E ancora "l'intervista" del Corriere di Bologna a "il dottore degli alberi" Alberto Uguzzoni: "Vanno piantati a terra e si deve depavimentare. O la città sarà invivibile. In vaso non servono" ... (26 giugno 2026)
 



















Sempre sul Corriere di Bologna "Verso il 2027" titola: "Gli ex Verdi ribelli ora si contano. Nasce il manifesto ecologista. In 72 (con nomi illustri) firmano il testo. presto il programma elettorale" ... (25 giugno 2026)
Non è uno specchio della crisi del blocco sociale della sinistra e del movimento per la giustizia sociale e climatica?














"Madrid attacca i comitati" titola il QN il Resto del Carlino Bologna. "La titolare della Sicurezza: Interessi piccoli, ruoli caricaturali. Come per il Museo del Pilastro, il conflitto si autorappresenta ed è improduttivo. Anche il sindacalismo di base" ... (3 luglio 2026)
 Il tutto nell'ambito di manifesta 2026, in presenza di rappresentanze di Prefettura e Questura e in assenza di repliche della CGIL di Bologna 




















Su Carlino Bologna "la risposta" del Comitato MuBasta, "le critiche" di Rifondazione Comunista e "l'apprezzamento" del sindacato autonomo di polizia SAP ... (4 luglio 2026)




















Una assemblea promossa dal Comitato Popolare del Pilastro tra residenti, educatori, insegnanti ed attivisti ecologisti: "Quali servizi educativi e museali nei nostri Quartieri?"  (18 giugno 2026)


Un momento dell'incontro al Parco Mitilini, Moneta, Stefanini tra Casa Gialla e cantiere del MuBa. Una molteplicità di soggetti ribadisce la critica e il comune impegno ... (18 giugno 2026)


Pasquale Faraco, insegnante, scrittore ed artista propone una sua performance ecologista nel cuore caldissimo di Bologna ... (27 giugno 2026)
 

Bolognesi, residenti e turisti lo intercettano sotto il Nettuno ... (27 giugno 2026)
 

"Ti prego Lepore(llo) non ...


... tagliare anche questo alberello". Dalla Piazza a Palazzo d'Accursio (27 giugno 2026)


L'azione di appassionata e civile protesta arriva nell'anticamera del Sindaco, dove Pasquale consegna il ramo di un albero recentemente abbattuto (27 giugno 2026)














"Uno striscione appeso alla Festa per i 60 anni di storia del rione organizzata dal Comitato Popolare del Pilastro: "più servizi nei nostri quartieri, basta cemento e speculazione, No al MuBa" ... (9 luglio 2026)














Un filo rosso collega 60 anni di storia e di lotte per rendere migliori le nostre Periferie: foto e documentazione in ricordo del protagonismo e della resistenza di varie generazioni ... (9 luglio 2026)














Accanto agli orti la comunità si incontra per mangiare, ascoltare musica, assaggiare buon cibo multietnico proposto da volontari italiani, magrebini e somali ... (9 luglio 2026)














Francesca e Beppe ballano ...




















Una attivista per il disarmo e la solidarietà tra i popoli produce con l'uncinetto le bandiere di Palestina e Cuba ... (9 luglio 2026)














Uno scorcio tra i tavoli pieni ... (9 luglio 2026)














Dalle 22 uno schermo gigante propone i Mondiali di calcio 2026 con l'attesissimo confronto Francia - Marocco ... (9 luglio 2026)


Un momento topico del primo tempo della partita: il rigore di Kylian Mbappé ... (9 luglio 2026)


... parato dal portiere della nazionale africana Yassine Bounou, "Bono". Esulta il tifo di parte marocchina, fortissimamente maggioritario. Poi, nel secondo tempo, la multietnica nazionale francese avrà la meglio (9 luglio 2026)



Piazza Verdi, Bologna, 10 luglio 2026. Volantinaggio degli attivisti di Com.bo - Assemblea dei Comitati di Bologna (da Antigene)












































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12 commenti:

  1. Sono d'accordo. I problemi di Bologna non nascono con Lepore. Prima di lui altri portano responsabilità. Forse però la delusione è maggiore perché ci si aspettava qualcosa in più dalla generazione dei quarantenni e dalla alleanza di centro-sinistra che ci pareva avesse spostato la coalizione con la presenza di grillini e centri sociali e la sconfitta dei renziani nelle primarie del 2021.
    L.

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    1. giannitugnoli16@gmail.com15 luglio 2026 alle ore 12:48

      Penso che negli ultimi anni siano emerse contraddizioni accumulate nei decenni.
      Il malcontento di oggi non si ferma al disagio (naturale) per i cantieri presenti.
      Ma è relativo anche alle esperienze fatte: il People Mover e FICO, per intenderci, non sono state buone opere! Chiedere a utenti, lavoratori ed imprenditori interessati.Altri investimenti potevano essere decisamente migliori.
      E poi la convinzione che altre scelte potevano essere discusse e preferite a quelle oggi sostenute. Ad esempio: prima del tram poteva essere completato il Servizio Ferroviario Metropolitano che coinvolge l'intera area provinciale (e risponde ai bisogni di servizio di tantissimi pendolari e potenziali utenti del trasporto pubblico). Oppure anziché spendere in alberi in vaso e condizionatori per rifugi climatici si potevano salvare aree verdi offerte gratis ad Aspi e mettere a dimora migliaia di piante vere da curare con manutenzioni adeguate.
      Ecco la critica e le alternative possibili e da discutere in questa caldissima estate.
      Dunque, si. Ci si aspettava di più!
      O era sbagliato aspettarsi di più da questi politici ed amministratori?
      Gianni

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  2. Non ho conosciuto altre Amministrazioni bolognesi ma questa sinistra mi pare decisamente imbarazzante con le sue politiche di sviluppo e di vendita di asset strategici del patrimonio pubblico a privati. Spero che verso il 2027 si uniscano tutte le forze interessate ad una alternativa.

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    1. giannitugnoli16@gmail.com15 luglio 2026 alle ore 13:01

      Sono per una svolta politica e progettuale netta nel governo di Bologna, della Regione e del Paese!
      Ogni passo di aggregazione e di mobilitazione che favorisca questo processo è da sostenere.
      Gianni

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  3. Analisi giusta, che ci dice anche che il "campo largo" è destinato a fallire. Il popolo del PD però va avanti a testa bassa senza voler vedere e capire..... Consegnano, loro sì, il paese alla destra. Consapevoli del disastro, noi stiamo a guardare tutto questo con angoscia (io almeno con angoscia) riuscendo a incidere poco o nulla. Il cambiamento antropologico accaduto in un popolo un tempo tenacemente e sinceramente legato ai valori della Resistenza è avvenuto col consumismo, con la accettqazione del capitalismo come unico riferimento, eccetera. Ma oggi possiamo fermare questo cambiamento e riportare gli esseri umani a una dimensione diversa, di partecipazione e discussione? La domanda è questa e ho paura della risposta.

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    1. giannitugnoli16@gmail.com16 luglio 2026 alle ore 09:08

      Per affrontare i problemi e le grandi contraddizioni che viviamo penso siano decisivi studio, analisi, confronto, creatività partecipazione. La sfida comune è produrre progetti lungimiranti, concreti, capaci di unire e mobilitare fasce sempre più estese di persone e di popoli della Terra.
      Un impegno titanico, considerando il contesto degli attuali leader, dei "gigacapitalisti" e dei "partiti" costituiti.
      Ma anche affascinante per tantissimi individui, culture, classi subalterne ed emarginate, che può motivare e muovere cittadini e comunità consapevoli di tante parti del mondo.
      Gianni

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  4. Il caldo insopportabile è divenuto la normalità: 35-36-37°C.. L'anomalia è il ritorno a giornate a 28-30°C.
    Non previsto dalle classi dirigenti UE, USA, ecc. ecc. divenute, così, dominanti. Cioè prive di autorevolezza e credibilità.
    Anche in Emilia Romagna è così.
    Dunque, concordo.
    Ho letto, altrove, che si apprezza il coraggio degli attuali amministratori: perché metterebbero la faccia su grandi opere. No. Non è la mia valutazione.
    La politica deve indicare una direzione di marcia.
    Non è stato fatto.
    Non dimentichiamo che questi che si pretenderebbero coraggiosi hanno investito sul People mover, su Fico, su quanto scritto (tante volte e da anni) qui. Sul Passante di mezzo prima del Tram (tagliato). E ancora oggi, per il domani (da de Pascale pochi giorni fa). Dunque il Passante resta obiettivo. E, se naufragasse sarebbe (paradosso!) più per l'atteggiamento di Meloni - Salvini che per scelta dei coraggiosi. Poi Lepore - Clancy hanno autorizzato nuovi palazzoni piuttosto che investito su alberi, natura e suolo (e si, cancellano dalla toponomastica bolognese Chico Mendes, senza mai spiegare perché!).
    Insomma, anch'io non vedo la marcia necessaria. Né la postura giusta. La ricerca dei giusti compagni di viaggio. Tanti, come necessario.
    Insomma, nella prospettiva del 2050 la mano deve essere aperta verso gli uomini e le donne della destra o verso i giovani dei comitati ecologisti (Greta, XR, UG), popolari (No TAV, No Ponte, MuBasta, Comitato Besta, Comitato Bertalia - Lazzaretto), pro Palestina (Mediterranea, Sumud Flotilla) e pro disarmo (Sbilanciamoci, Rete italiana pace, No Nato) e regole internazionali (negate da Trump e Netanyahu non meno di Putin).
    Quindi prima del coraggio ci vuole una giusta visione.
    Ciao!

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    1. giannitugnoli16@gmail.com17 luglio 2026 alle ore 07:02

      Si. Visione e proposta. Creatività e mobilitazione.
      Gianni

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  5. Pare anche a me che non siamo in presenza di una semplice stanchezza da cantieri, che sarà superata con l'entrata in funzione dell'opera (ora il tram o il Muba, vuoi la nuova scuola, il nuovo centro commerciale o la superstrada statale che attraversa il Paleotto).
    La crisi riguarda un modello di sviluppo e di valori nelle relazioni della società.
    Se è così temo che Lepore possa anche essere sacrificato. Qualcuno nel PD lo dice ed altri lo lasciano capire. Penso non risolverebbe nulla.
    La questione è che si fa nei palazzi delle istituzioni e nel paese. Voglio dire come si governa e come (non) si lotta.
    Av salut

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    1. giannitugnoli16@gmail.com17 luglio 2026 alle ore 07:12

      I disagi per i cantieri sono evidenti e riconosciuti da tutti.
      Ma (da tempo) le ragioni che motivano critica e dissenso riguardano anche le politiche praticate e le priorità negli investimenti fatti e/o richiesti ai Governi nazionali ed al Parlamento.
      Gianni

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  6. Leggo e trasmetto quanto pubblicato da Nadia Urbinati sul suo profilo fb.
    M.

    Che stupidi! Occorre avere cantieri per avere progetti realizzati. Lepore poteva non fare nulla e sarebbe stato rieletto con facilità come succede alla stragrande maggioranza dei sindaci. Ha invece scelto di diventare impopolare per fare qualcosa di cui, poi, i bolognesi andranno fieri (Bologna è la sola città che ha usato bene e per il bene pubblico il PNRR). È un sindaco coraggioso. Assistere a questo assalto quotidiano, orchestrato in larga parte dai fascisti che sognando di espugnare Palazzo d'Accursio, è disdicevole, stupido e violento.

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    1. giannitugnoli16@gmail.com17 luglio 2026 alle ore 15:35

      Odio gli indifferenti.
      Dunque, nessun rilievo all'amica e compagna Nadia Urbinati, oggi in campo a sostegno della parte politica che evidentemente considera la più attrezzata per contrastare le nuove destre.
      Piuttosto l'invito a confrontarsi nel merito degli argomenti e delle tesi degli interlocutori. Soprattutto quando interessati a costruire un movimento di lotta e di resistenza agli avversari politici e di classe di oggi.
      La volontà di capire la sostanza della critica, l'impegno a discernere tra amici, competitori e nemici sono infatti condizioni per ulteriori conquiste.

      Infine una domanda a Nadia Urbinati.
      Come considera la posizione politica espressa dai parlamentari europei del Partito Democratico di Elly Schlein che a Strasburgo hanno votato e sostengono come quelli di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni per il riarmo sostenuto dalla attuale Commissione UE di Ursula Von der Leyen?
      Gianni

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