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| Anche nel nuovo anno "Bologna cammina per la pace", per la Palestina, per il disarmo ... |
Il contemporaneo rispetto per le persone e le Istituzioni nate negli ultimi 80 anni di storia impone di discutere apertamente di quanto detto nel saluto e negli auguri di fine 2025 da Sergio Mattarella, giunto all'undicesimo anno di carica al Quirinale.
Già questo fatto indica una considerevole anomalia rispetto alla volontà dei Costituenti che dopo la lotta di Liberazione nazionale dai regimi nazi-fascisti che provocarono la seconda guerra mondiale scrissero sulla Carta condivisa che "il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni".
La sensazione è quella di un messaggio per nulla scontato, tutt'altro. Da un protagonista di lungo corso della politica nazionale formatosi e cresciuto nella DC, quindi autorevole esponente e uomo di Governo del Partito Popolare e del PD ci si poteva sicuramente attendere altre parole, sensibilità, argomenti.
Capiremo meglio le ragioni della sua scelta nei prossimi tempi. Più interpretazioni sono sicuramente possibili. Tra queste anche quelle, decisamente diverse, di chi si preoccupa di costruire una successione "accettabile" da un "campo larghissimo" in questo Parlamento. Oppure, di chi vuole testardamente perpetuare il sistema di alleanze e di potere "euro-atlantico" ben oltre i confini vissuti fin qui e mettendo in conto prove assai più ardue, che altri politici e militari di alto rango in Europa esplicitano in termini chiari: il "coraggio di combattere" guerre e di "sacrificare nuove leve di giovani" contro potenze nucleari proposte come "nemiche".
Sta di fatto che Sergio Mattarella anziché richiamare ed affrontare i genocidi e le stragi di civili già in corso, il ripetuto disprezzo di Governi e Stati alleati per il ruolo dell'ONU nella risoluzione delle controversie internazionali, gli aspri conflitti sociali presenti in Italia e nel mondo, i problemi irrisolti e le contraddizioni della vita quotidiana ha preferito proporre una sua rilettura degli 80 anni di vita nazionale: un percorso magari travagliato (Falcone, Borsellino ed altro) ma comunque di crescita e di risultati (sociali, culturali ed anche "sportivi", Olimpiadi comprese) che oggi vanno riconosciuti ed apprezzati. Viceversa, sono stati rimossi malgoverno, spreco di risorse pubbliche e naturali, attività industriali, prodotti e consumi inquinanti, "mani sulle città", clientelismo e sottogoverno, trame nere, stragi di Stato e poteri occulti, corruzione, conflitti di interessi e mafie. Nessuna considerazione per le verità, gli studi e le denunce di chi nei decenni - a sinistra e non solo - ha sostenuto con riferimenti puntuali e concreti le esperienze di milioni di donne e uomini, di classi sociali e comunità locali. Da cui il procedere progressivo di un pericolosissimo contrasto tra i Principi e l'Ordinamento della Costituzione Italiana e una "costituzione materiale" fatta di sempre più profonde disuguaglianze, ingiustizie, sfruttamento di persone, natura, ricchezza irresponsabilmente perseguita, praticata, sperimentata e radicata nelle Città e nelle "periferie" dai gruppi dirigenti del Belpaese e dai Governi che si sono alternati dopo la rottura dell'unità antifascista.
Quello di Sergio Mattarella è un tentativo di rivalutare la cronaca e la storia della "prima Repubblica", dei Governi democristiani, dell'Occidente e del blocco NATO. Una operazione politica a lungo impraticabile di fronte agli scandali politici e giudiziari che hanno travolto i gruppi dirigenti e i ceti dominanti che hanno gestito il potere reale e i gangli fondamentali dello Stato e dell'UE. Ma che oggi è forse più digeribile da chi non ha vissuto (o studiato) esperienze e stagioni passate e, soprattutto, può essere utile per tessere nuove relazioni e costruire nuovi approdi politici tra soggetti comunque considerati "utili" ed "affidabili".
Non è un caso se questo Presidente della Repubblica (a differenza di altri predecessori) abbia eluso nodi di conflitto e di prospettiva di stringente attualità. Non una parola sulla questione palestinese, su riarmo o disarmo, su sovranismo o multilateralismo, su riscaldamento del clima e conversione ecologica di produzioni, su consumo di suolo o riforestazione su cui si sono mobilitati tanti giovani e cittadini in ogni continente e su cui ha discusso di recente COP30 a Belem, sulle condizioni di lavoro precarie e sulla insicurezza della vita nelle fabbriche e nei quartieri popolari delle grandi città, sulla democrazia partecipativa e le autonomie locali, sul crollo della fiducia nei partiti politici e sull'astensionismo sempre più diffuso e caratterizzante ogni elezione, sulla repressione del dissenso e dell'esercizio vitale alla critica.
Forse per questo sono comprensibili gli apprezzamenti immediati della destra, da Giorgia Meloni a Ignazio La Russa.
A molti, particolarmente a sinistra, risulterebbe utile il riascolto integrale del messaggio del 31 dicembre ed, anche, una rinnovata capacità di critica, mirata e propositiva.
Decisivi sono il confronto pubblico ed una indignazione orientata a riprendere e qualificare ulteriormente le tante buone ragioni che hanno visto protagonisti milioni di donne e uomini, di ragazze e giovani italiani ed europei negli ultimi mesi.
Ribellarsi per lo stato delle cose presenti e per l'irresponsabilità di molte autorità è sempre più giusto. Necessario e vitale per avviare una vera rivoluzione politica, pacifica, popolare che liberi l'Italia e il mondo da inaccettabili pratiche consolidate, rivendicate e perseguite; per costruire insieme a tante persone e comunità una alternativa concreta di sviluppo eco-compatibile, di giustizia sociale e di libertà che releghi a marginalità vecchie classi privilegiate, arricchiti "finanz-capitalisti", autocrati di ogni risma, "nuovi" manager che pretendono di imporre con arroganza un "ordine" ed una "normalità" inaccettabili per gran parte dell'umanità e della Terra.
Auguri per un 2026 di proposta, di lotta e di cambiamento!
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A 84 anni compiuti Mattarella potrebbe pure godersi una meritata pensione, no? Tanto per la successione è pronto da anni Pierferdinando Casini. Tranquilli.
RispondiEliminaUna lode ed una richiesta.
RispondiEliminaLa lode. Fantastica la foto dei tagliatori di alberi che non scioperano mai. Al lavoro mentre passa il corteo. Sicuro però non si tratti di potatura?
La richiesta. Scrivi commentando il discorso di Mattarella: "Capiremo meglio le ragioni della sua scelta nei prossimi tempi. Più interpretazioni sono sicuramente possibili. Tra queste anche quelle, decisamente diverse, di chi si preoccupa di costruire una successione "accettabile" da un "campo larghissimo" in questo Parlamento. Oppure, di chi vuole testardamente perpetuare il sistema di alleanze e di potere "euro-atlantico" ben oltre i confini vissuti fin qui e mettendo in conto prove assai più ardue, che altri politici e militari di alto rango in Europa esplicitano in termini chiari: il "coraggio di combattere" guerre e di "sacrificare nuove leve di giovani" contro potenze nucleari proposte come "nemiche". Alla luce dei fatti di ieri (attacco a Caracas per sequestrare Maduro e conferenza stampa di Trump) credi che il presidente della Repubblica fosse informato di quanto era in movimento?
Comunque sia, buon 2026!
pl
"Il presidente della repubblica eletto per 7 anni" scrissero i costituenti?
RispondiEliminaL'anomalia continua dal 2006. Prima di Mattarella anche Napolitano.
Due presidenti in 20 anni.
Intanto, buon nuovo anno.
RispondiEliminaPoi la mia personalissima opinione. Il nostro Presidente non è solo anziano di età (per me potrebbe anche essere considerato sinonimo di saggezza) ma "vecchio" per cultura e pratiche politiche (per la verità al pari di molti che potrebbero essere suoi figli o nipoti).
Come anche qui si sostiene mi pare terribilmente legato alle logiche del secolo scorso più che alle sfide di questo mondo ed ai problemi delle generazioni future.
Si, disarmo, sicurezza, salute, ambiente, natura, giustizia, uguaglianza, parità di genere.....
Insistere sui successi di una democrazia in crisi (quanti hanno rinunciato al voto, per quanto considerato indice di libertà?) e di un atlantismo insignificante (oggi affondato dagli stessi americani che vogliono inglobare Groenlandia e Canada) è segno di manifesta stanchezza di pensiero.
Liberiamo di ogni conservatorismo patriarcale.
Anna
Mattarella? Uomo Nato prima della Nato. Auguri a tutti noi!
RispondiEliminaMario C.
Valido il prof. Zagrebelsky!
RispondiEliminaSe vogliamo la pace non contribuiamo alle guerre e non prepariamole.
Mattarella, un indice della nostra pigrizia culturale.
Buon duemilaventisei!
L.
Mattarella ha fatto una legge elettorale, il Mattarellum appunto, che è stata poi dichiarata anticostituzionale. E adesso dovrebbe essere il garante della Costituzione. Lasciamo perdere i bombardamenti su Belgrado e tutto il resto. A me basta il Mattarellum per confinarlo nella parte peggiore della seconda Repubblica (ed è tutto dire).
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