mercoledì 6 novembre 2013

Vasco

Anche in Emilia c'è qualcosa che non va.
Dopo le dimissioni di Marco Monari da Capogruppo PD alla Regione (ma non dal Consiglio) parla Vasco Errani: "rispetto per il lavoro della Magistratura", riconoscimento del lavoro "importante ed onesto" del dimissionario, convinzione che verrà fuori la "regolarità" delle spese, "se così non fosse, ciascuno si assumerà le sue responsabilità".
E' bene capire e capirsi.
1. Non è la prima volta che dalla Regione emergono vicende sconcertanti e gravi.
Il Sindaco di Bologna, Flavio Delbono, nel 2010, si è dimesso per fatti relativi a pratiche e comportamenti di quando era Vicepresidente della Regione (dal 2003 al 2009). Altri Capigruppo, di maggioranza e di opposizione, hanno "sbagliato".
Vogliamo continuare a parlare di fatti personali, oppure emerge un sistema (politico, di governo e di controllo) malato e da cambiare, senza ulteriori indugi e furbizie?

Di chi è la principale responsabilità, se ad essere coinvolti sono così alte cariche (ieri quella del Vicepresidente, oggi quella del Capogruppo PD, eletto nelle due ultime legislature nel listino garantito del Presidente Errani)?
2. La Magistratura deve fare la sua parte, fino in fondo, ma qui parliamo anche (innanzitutto) della politica e dei partiti.
Il Presidente Errani ha vissuto nel Partito di Enrico Berlinguer ma pare averne rimosso il ricordo e le battaglie: la questione morale era e resta una grande questione politica e democratica.
Se esistono "regole" che consentono ad Assessori e Consiglieri di spendere cifre così importanti per cene, alberghi, trasporti, convegni, consulenze, regali ... Quelle regole non vanno bene. Prima della Magistratura deve intervenire la Politica. Se non lo fa è un problema. E la "responsabilità" in questo caso parte dal Presidente della Regione e dal suo Partito.
3. Ma c'è di più. Errani parla, ma non motiva pubblicamente alcune sue iniziative emerse in questi giorni: obiettivo impedire i maggiori controlli sulle spese delle Regioni previsti dal Decreto 174 del 2012. Un Decreto "sui risparmi della Pubblica Amministrazione" proposto dal Governo Monti per fronteggiare gli scandali emersi alla Regione Lazio (Fiorito e soci) e Lombardia (Formigoni e amici). 
Risulta che la Giunta dell'Emilia Romagna è ricorsa alla Corte Costituzionale "per conflitto di attribuzione": "la normativa del Decreto Monti - sostengono - è lesiva della autonomia e delle competenze costituzionali della Regione". In sostanza: i controlli li fa la Regione e la Corte deve restarne fuori.
Risulta, anche, che il Presidente Errani sia intervenuto con un documento di 3 pagine e la proposta di due emendamenti ("per applicare la normativa solo dal 2013" e per "non assoggettare i rendiconti dei gruppi consiliari al giudizio della Corte dei Conti") sui deputati delle Commissioni Lavoro ed Affari costituzionali della Camera, intente a convertire in Legge il Decreto 174.
C'è qualcosa che non va, in Emilia Romagna!
E siccome, per dirla con Vasco, non vogliamo finire "nel frullatore" è ora di cambiare davvero registro e politiche. Prima di altri tristi fatti politici e di nuove tragedie.
Lo impongono la nostra storia e la realtà di oggi, la voglia di tanti di essere positivi protagonisti del difficile presente e della costruzione di un futuro migliore.

2 commenti:

  1. Purtroppo l'Emilia non è sola. Dalla Liguria alla Sardegna ... pare un male nazionale.
    È ora di Amministrazioni a 5 Stelle!
    Fiorella

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  2. Vasco e gli altri ... Pare che pro capite i consiglieri che hanno lucrato a danno dei contribuenti siano stati maggiormente di altri partiti. Sinistra, destra e centro. Basta!
    S.

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