martedì 26 novembre 2013

Italia - Germania

In Germania si è votato il 22 settembre scorso.
Ricordate? "Trionfo di Angela Merkel", "Grande vittoria della Cancelliera" si erano affrettati a dire e scrivere in molti (vedi post del 26 settembre).
In realtà questo successo è avvenuto a scapito degli alleati di governo, i liberali della FDP, crollati sotto il 5% e (per il sistema elettorale tedesco) non più rappresentati al Bundestag, il loro Parlamento. Dove sono stati eletti, invece, rappresentanti della Sinistra (Linke) e dei Verdi (Grunen). Oltre, naturalmente, ai socialdemocratici della SPD (nettamente, il secondo partito).
Così, la "vincente" Merkel per governare è costretta a proporre e ricercare una difficile alleanza con la SPD, che però, in alternativa, potrebbe anche tentare di costruire una maggioranza rosso-verde.
Per scegliere, i socialdemocratici tedeschi hanno convocato un Congresso straordinario, fissato alcuni paletti per una possibile intesa con i due partiti democristiani (CDU e CSU), annunciato una consultazione tra tutti gli iscritti (per inizio dicembre).

In discussione sono le grandi scelte economiche e sociali che riguardano la Germania e l'Europa: le politiche comunitarie (la SPD, ad esempio, sostiene l'emissione di eurobond, per fronteggiare i debiti e la crisi di molti Stati; la CDU, invece, vuole la conferma del rigore nei bilanci nazionali), le priorità per lo sviluppo (la SPD è per  un salario minimo garantito, una maggiore tassazione per i redditi più alti, l'aumento dei fondi assistenza agli anziani ed ai malati, pensioni minime; la CDU non vuole nuove imposte) e per una crescita civile (sono d'accordo sulla rinuncia al nucleare, la SPD sostiene la doppia cittadinanza per immigrati ...).
Dunque, un confronto di merito, impegnativo e non scontato. Serve tempo.
Nulla di straordinario. Anzi, tutto discutibile, soprattutto nel merito. Sui possibili compromessi, che non risulta facile trovare e condividere ... Ma che probabilmente si troveranno, anche se a scapito dell'Europa, della sua coesione e unità. Approfondiremo.
Non sfugge però, fin da ora, la diversità sostanziale (democratica) rispetto al percorso seguito in Italia per costruire il Governo LettAlfano.
1. Qui, nessuno dei partiti della nuova "larga maggioranza" ha pensato di partire dai programmi. Così, una volta costituito il Ministero ci si è trovati a scontri e litigi continui (quasi su tutto). Stabilità? Non pare proprio. L'incertezza continua a regnare sovrana. Prevalgono i rinvii, si ripetono veti incrociati, insulti pesanti e divisioni. Il paese non ha punti fermi. Si opera senza progetti e prospettive. E da domani, uno dei soggetti costituenti la nuova maggioranza dovrebbe passare alla opposizione ... senza passaggi istituzionali (!).
2. Qui, non è stato organizzato, né convocato alcun Congresso straordinario. Scelte condizionanti il futuro del paese sono state prese nell'arco di poche ore. Anche contraddittorie, cambiando strategie. Passaggi decisivi sono avvenuti per acclamazione, senza un voto che risultasse precisa assunzione di responsabilità. Basti ricordare il binario morto dell'incarico affidato dal Presidente della Repubblica a Pierluigi Bersani e la incredibile (e mai chiarita) vicenda che ha portato alla ri-elezione di Giorgio Napolitano e alla maggioranza PD - PdL - Scelta Civica - UdC. (N.B. Oggi 3 di questi partiti non esistono più! Mentre il PD ha trasformato il proprio Congresso ordinario da occasione di dibattito e di indirizzo sulle strategie per il futuro del paese in una sostanziale conta per la segreteria).
3. Qui, il Presidente del Consiglio è stato scelto senza alcuna esplicita e formale indicazione dei cittadini, né delle coalizioni o degli organismi dirigenti dei partiti. La scelta del Premier è frutto della preferenza di un sol uomo (seppur autorevole, esperto ed anziano) ... Una prassi quanto meno irrituale per un paese come il nostro, con questa Costituzione. Una contraddizione stridente, soprattutto, con la pratica continua, caratterizzante ed enfatizzata (anche oltre ogni opportuna cautela) delle "primarie", sempre ed ovunque.
Germania e Italia, partite diverse e aperte ... per un futuro comune.



BERLINO, 18 novembre (Reuters) - Dopo tre settimane di perliminari entrano finalmente nel vivo i colloqui per la formazione del nuovo esecutivo tedesco bicolore Cdu-Spd, con l'obiettivo di mettere assieme il nuovo consesso dei ministri entro Natale.

Se ciascuna delle parti ha naturalmente dovuto fare delle concessioni all'altra, i cristiano-democratici di Angela Merkel e gli alleati bavaresi della Csu auspicano però che la vittoria ad ampio margine ottenuta alle legisaltive del 22 settembre scorso consenta al centro-destra di aggiudicarsi poltrone chiave tra il portafoglio dei ministeri.

"Il 40% degli elettori ha scelto di appoggiare la piattaforma dei conservatori, mentre il sostegno alla Spd è di molto inferiore... questo semplice dettaglio deve riflettersi nel programma della grande coalizione" dice il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un'intervista a Bild in edicola oggi.

Dal mondo dell'industria e in particolare dal settore auto iniziano intanto a levarsi i primi moniti.

Volkswagen, Bmw, Daimler e Opel, controllata Gm, hanno riunito ieri i vertici e incaricato Dieter Zetsche, numero uno Daimler, di avvertire che "se le condizioni in Germania si dovessero deteriorare dovremmo pensare a trasferire altrove la produzione".
Né Angela Merkel, soprannominata 'cancelliere dell'auto' né il presidente Spd Sigmar Gabriel, il cui partito è vicino alle posizioni del sindacato, hanno alcuna intenzione di mettere a repentaglio l'elevato tasso di occupazione e la solida ripresa economica.
Se in un congresso a Lipsia Gabriel ha detto che intende "rafforzare la competenza economica" della Spd, il segretraio generale Cdu Hermann Grohe spiega che "i partiti della coalizione possono lavorare insieme per evitare di mettere a rischio posti di lavoro".
Saranno però i dettagli a fare la differenza nella bozza finale del documento, 160 pagine frutto del lavoro di ben dodici gruppi, che verrà attentamente esaminato dal centro-sinistra prima del ballottaggio dei primi di dicembre.
Una bocciatura da parte della Spd potrebbe teoricamente far saltare del tutto l'accordo.
Sembra comunque interesse di entrambe le parti di arrivare a un'intesa entro il 26 novembre.
La Spd ha nel frattempo lasciato cadere uno dei principali cavalli di battaglia della propria campagna elettorale - una tassazione più elevata sui redditi più alti - ottenendo in cambio il disco verde al salario minimo di 8,50 euro l'ora da applicare a ogni categoria di lavoratori.
Seconda vittoria almeno parziale per il centro-sinistra l'assegnazione della doppia cittadinanza ai residenti di paesi extra Ue, particolarmente significativa per la numerosissima comunità turca.
"Se mettiamo peletti su ogni singolo punto la trattativa non può nemmeno iniziare" commenta pragmatica Angela Merkel, che negli ultimi otto anni alla guida del paese è già venuta incontro alle richieste del centrp-sinistra sui temi del nucleare e del servizio militare.
Gli ultimi dieci giorni del negoziato si profilano comunque piuttosto tesi; a parere del presidente del gruppo Cdu-Csu al Bundestag Volker Kauder "i punti chiave dell'accordo saranno decisi soltanto gli ultimi due giorni".
Sempre a parere di Kauder, la trattativa ha comuque finora visto una sostanziale affermazione della linea della cancelliera; secondo dichiarazioni apparse ieri sulla stampa locale le promesse elettorali del centro-destra hanno finora prevalso sui temi più delicati come il mancato incremento di imposte e debito, il 'no' a strumenti anti-crisi comuni sovvenzionati da fondi Ue che scarichino su Berlino i costi dei salvataggi di partner della zona euro in difficoltà.

3 commenti:

  1. Proprio questa notte sono maturate news.
    Riporto una agenzia.
    Berlino, 27 nov. - (Adnkronos/Dpa) - La Cdu del cancelliere Angela Merkel e la Spd hanno trovato un accordo sulla doppia cittadinanza e il salario minimo nei negoziati per la formazione di una coalizione di governo. L'accordo quindi abolisce la legge che impone ai figli nati in Germania da genitori stranieri di scegliere tra le due nazionalità prima del loro 23esimo compleanno. E stabilisce che il salario minimo sarà fissato ad 8,50 euro all'ora a partire dal 2015. I due partiti hanno inoltre concordato nel non aumentare le tasse, nè di permettere l'aumento del debito federale a partire dal 2015.
    Ora l'accordo sarà sottoposto al voto degli iscritti alla SPD in vista della scadenza del dibattito e del voto del Bundestag, fissato per il 17 dicembre.

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  2. "nè di permettere l'aumento del debito federale a partire dal 2015."

    Questo come lo chiameresti in Italia Gianni ?
    Gigi.

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  3. Le differenze tra Italia e Germania sono comunque clamorose.
    L'esempio delle pensioni: qui le abbiamo portate a 67 anni, là le hanno anticipate dai 67 a 63 (con 45 anni di contributi).
    Poi un salario minimo di 8,5 euro per legge. Con contratti tutti regolari, a differenza nel nostro nero e illegale.
    E il fisco. Hanno deciso di non aumentarlo, ma la chi evade?
    Ma l'Europa si occupa anche di questo? O ci propone solo la moneta unica?
    L.

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