venerdì 15 novembre 2013

10 miliardi per la Mestre - Orte

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha deciso un forte investimento per il futuro.
Ferrovie per pendolari? No.
Dieci (10) miliardi di euro per una nuova Autostrada! La Mestre (Venezia) - Orte (Roma), 380 km di asfalto in 5 regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio). Inizio lavori il 2015, fine lavori il 2021.
Nonostante la promessa che tutto sarà pagato dai privati, attraverso un "project financing", alla fine dalle casse statali uscirà una analoga somma a favore dei realizzatori.
In sintesi: l'investimento necessario rientrerà con la gestione di 50 anni dell'opera. Tuttavia, per avviare i lavori urgono 2 miliardi, per recuperare i quali si abbonano ai futuri realizzatori due miliardi di euro sulle tasse delle imprese (IRES ed IRPEF), valido per 15-20 anni. Anticipano le banche, con gli interessi a carico dello Stato. Un debito che peserà sui conti pubblici per almeno un quindicennio.
La nuova tratta interviene, in buona parte, su strade esistenti, la E45 Ravenna - Orte: trasformando il percorso da libero a pagamento. Dunque, mentre i concessionari incasseranno i pedaggi, per gli automobilisti ed i camionisti ci sarà un nuovo costo, con prevedibili, inevitabili ricadute.
L'opera parte da un progetto del finanziere-costruttore-politico Vito Bonsignore (uno dei protagonisti di "tangentopoli", condannato a 2 anni per corruzione e turbativa d'asta, presente nella lista dei cittadini italiani esportatori dei capitali in Lichtestein, fondatore dell'UdC, tuttora Vicepresidente del Partito Popolare al Parlamento Europeo), che avrà diritto di ultima parola e prelazione nel caso che la gara europea per la scelta dell'azienda realizzatrice riconoscesse ad altri le migliori condizioni.
Va sottolineato che il competente Ministro alle Infrastrutture è Maurizio Lupi, popolare, di Comunione e Liberazione.
Per questo pare lecito scrivere "Grandi opere per grandi amici", come ha titolato il Fatto Quotidiano.
Più in generale. Si conferma la politica degli ultimi decenni: la priorità è per grandi opere rispetto alle manutenzioni ordinarie e straordinarie, per strade ed autostrade rispetto alle ferrovie, per il trasporto individuale su quello pubblico, collettivo, per pendolari.


4 commenti:

  1. Comunque, la superstrada Cesena - Orte va messa a posto ... Ora è un tratto pericoloso.
    Che poi la soluzione sia una autostrada (costosa e foriera di inflazione) non so e non credo.
    Mario

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  2. Chiunque, per i più vari motivi, dal lavoro ad altro sia stato costretto a percorrere la E45 per periodi più o meno lunghi sa benissimo le condizioni di estrema pericolosità che aveva quel tratto di strada, sapevi quando la imboccavi ma non sapevi quando e come ne saresti uscito.La E45 era un cantiere infinito , un cantiere lungo decine di Km e quasi sempre desolatamente deserto , un cantiere che costringeva gli utenti a deviazioni continue e incolonnamenti pericolosi . I Camion erano e sono i principali attori di quel tratto di strada nel male principalmente , le centinaia di TIR Autoarticolati che la percorrono continuamente sono la causa principale del continuo dissesto di quel percorso , loro non pagano il percorso autostradale ma in compenso i lavori di manutenzione li paghiamo tutti. Quindi o la E45 la sopprimono o la fanno ,giustamente, a mio parere, a pagamento garantendo però la sicuezza sulla tratta. A mio modesto parere sarebbe più utile investire sul ferro , ma ormai quel tratto di strada esiste rendiamolo sicuro il rimanente tratto sarebbe meglio non farlo ma come bloccarlo ? L'italia sta ormai diventando il paese delle opere inutili .
    Ciao.

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  3. Dal sito di Legambiente Emilia Romagna.

    5 dicembre 2013 | Commenti disabilitati
    Staffetta ciclistica contro la Orte-Mestre

    Il 6 e il 7 Dicembre mobilitazione contro l’ennesimo progetto inutile e dannoso.

    Aderiamo alla staffetta con iniziative lungo il tracciato.

    Per dire no al progetto di Autostrada Orte-Mestre è partita una mobilitazione nelle regioni e nei comuni coinvolti ed è nato un coordinamento delle associazioni e dei comitati che lancia la sua prima mobilitazione territoriale per il 6 e 7 Dicembre. Lo scorso 8 novembre infatti, il CIPE ha approvato il progetto preliminare di una nuova autostrada Orte-Mestre, un’opera del costo stimato di 10 miliardi di euro che vorrebbe trasformare la superstrada E45 in una autostrada a pedaggio e realizzare un nuovo tracciato autostradale da Cesena a Mestre.

    Noi assieme alle altre organizzazioni che aderiscono alla Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, ci battiamo da anni contro questa nuova autostrada perché la riteniamo un’opera altamente impattante, estremamente costosa e totalmente inutile.
    Perché la superstrada E45 ha bisogno di interventi di manutenzione e di adeguamenti in alcune parti del tracciato – come a Perugia – ma non ha alcun bisogno di essere ampliata con caratteristiche autostradali per i flussi oggi esistenti e oltretutto in calo per via della crisi economica.
    Il nuovo tracciato autostradale di 135 chilometri previsto da Cesena fino a Mestre attraverserebbe territori di grande pregio da un punto di vista agricolo e ambientale, come l’area del Delta del Po con il suo sistema delicatissimo di fondi agricoli, di irrigazione e scolo, e le diverse aree protette ed ecosistemi unici al mondo.
    Quest’opera non si giustifica in alcun modo se non per gli interessi di chi vuole gestire i pedaggi lungo la E45 e le risorse pubbliche previste dal progetto. Molto più utile e urgente sarebbe mettere in sicurezza la SS 309 Romea e deviare il traffico pesante di attraversamento sulla A-13 Padova-Bologna per risolvere i problemi in tempi molto più rapidi, con costi molto più contenuti e impatti ambientali ridotti, e magari investire le risorse pubbliche per rafforzare i collegamenti ferroviari”.
    Questo progetto risulta infatti particolarmente stridente in questo momento, con il trasporto pendolare e su ferro che soffre sempre di più per mancanza di fondi e progressivo disinteresse politico.

    Tante le iniziative previste tra venerdì 6 e sabato 7 dicembre, a cui i circoli di Legambiente parteciperanno, con convegni e mobilitazioni diffuse e una staffetta in bicicletta da Mestre fino a Orte per spiegare le ragioni del NO alla nuova autostrada e per proporre alternative più sostenibili.
    In Emilia Romagna saremo in piazza a Comacchio e Ravenna per attendere la staffetta, sensibilizzando stampa, amministrazioni e cittadini sugli impatti dell’opera e raccogliendo firme per una legge regionale contro il consumo di suolo.

    A questo link è possibile firmare la PETIZIONE ONLINE

    Il percorso della staffetta ciclistica toccherà simbolicamente tutti i Comuni interessati dall’opera.
    La partenza è prevista alle 7 e 15 di venerdì mattina da Mestre e tante sono le tappe previste tra Veneto, Emilia, Umbria e Lazio lungo il percorso.

    Per informazioni, il sito della rete contro l’autostrada Orte-Mestre: www.stoporme.org

    Clicca qui per vedere il percorso della staffetta.

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