domenica 30 settembre 2018

Affrontare contraddizioni, conflitti e sfide

La pagina del Corriere della Sera che commenta l'elezione di David Ermini

















Ci attendono mesi di tensioni e di aspra lotta politica.
L'assenza di spirito critico e propositivo da parte di ogni cittadino rischia di lasciare le scelte sul nostro comune futuro, sui diritti e sui doveri universali e di ognuno di noi, a persone impreparate, inaffidabili o corrotte.
Molto dipenderà dalla evoluzione culturale, sociale e politica dell'Italia e dell'Europa.
Nulla è scontato, tutto è in gioco: per le nuove generazioni e per quelle che sperano di vivere bene gli anni della maturità, della terza e quarta età.
Solo alcune evidenze.
1. Lo scritto di Andrea Baranes (vedi il post precedente) ricorda che dieci anni di crisi internazionale non hanno indotto le classi dirigenti a cambiare la finanza e il suo rapporto con l'economia, le produzioni, le imprese, i cittadini.
All'ordine del giorno restano accresciute e forti ingiustizie insieme ad assurdi privilegi e rendite di posizione. Per risolverle sono urgenti scelte strutturali e un cambio di pratiche e logiche ancora dominanti o prevalenti. Tra queste, la rivalutazione del ruolo primario di indirizzo e di controllo delle Istituzioni democratiche rappresentative dei popoli (Stati e Comunità) e la separazione tra banche commerciali e di investimento, allo scopo di impedire che l'economia reale o i risparmi dei cittadini siano direttamente esposti ai pericoli di eventi negativi prettamente finanziari o speculativi.

2. L'elezione di David Ermini a Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura conferma un rapporto perverso tra sistema politico e giudiziario che, di fatto, contrasta e sfida i dettati della Costituzione Italiana (che vorrebbe una Magistratura "ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere"). Questa nomina pure essendo formalmente rispettosa delle regole indicate all'art. 104 della Carta fondamentale della nostra Repubblica, affida un ruolo di governo dell'organo preposto alle "assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati" ad un esponente politico impegnato per anni e fino a poche settimane fa, come responsabile nazionale Giustizia del PD. Democristiano, poi dirigente della Margherita, è stato protagonista di recenti gravi affermazioni sul caso Consip e su altre indagini aperte da varie Procure che è impossibile dimenticare.
La sua elezione ha spaccato il CSM in malo modo e lo ha visto prevalere con 13 voti su 26 (11 a favore del candidato alternativo Alberto Maria Benedetti, indicato dal M5S e 2 astenuti). Determinante il voto delle correnti togate conservatrici e "di destra" (come ha scritto il Corriere della Sera).
Per chi chiede il rispetto della Costituzione e vuole andare oltre la stagione della commistione e delle trattative oscure tra "uomini" dello Stato, organizzazioni illegali e criminali responsabili di corruzione, malaffare e reati gravi la partita è tutta da giocare e sempre in salita.

3. Il Documento di indirizzo Economico e Finanziario annunciato dal Governo Conte propone un percorso ancora in gran parte da sostanziare. Alterna diverse misure sociali di giustizia e di solidarietà intergenerazionale che per decenni sono state negate dai Governi di Centrodestra, di Centrosinistra e dei "Tecnici" (l'avvio di un reddito minimo di cittadinanza per chi non ha lavoro e vive in povertà; il risarcimento di risparmiatori truffati dalle banche; maggiori risorse per sanità, scuole e ricerca; investimenti mirati in opere utili; il superamento della legge Fornero con pensioni a "quota 100") e insieme alcuni provvedimenti iniqui e/o ambigui (come il condono fiscale ed i passi verso la flat tax).
Non ci si può fermare alla propaganda o al tifo becero "pro" o "contro".
Lasciamo ad altri tanto le illusioni sulla "povertà abolita", quanto le affermazioni sui "cialtroni che truffano il popolo".
Partiamo dai fatti, come propongono varie voci libere di donne e uomini senza partito (che pure ci sono).
E ricordiamo, ancora una volta, che non ci si può fermare neppure ad una redistribuzione più equa del reddito nazionale prodotto.
E' tempo di cambiare il sistema produttivo, economico, sociale e di potere in tutto il Mondo.
Servono, qui ed ora, investimenti pubblici e privati diretti alla conversione ecologica dello sviluppo, dei territori e della organizzazione della vita dei cittadini.
Non tutte le grandi opere, non tutte le infrastrutture, non tutti gli oggetti, non tutti i lavori sono utili alla società.
Lo "sviluppo" può essere civile e nell'interesse delle persone, delle comunità e della natura.
Ma la "crescita" dei PIL (del 1,24%, del 2,4%, del 3% o del 5% in Italia come in Cina o in Eritrea) non è di per se portatrice di progresso, anzi (come dimostra la storia umana) può portare anche violenza, distruzione e morte.
Dunque, discutiamo. A ognuno la propria responsabilità e il diritto - dovere di essere protagonista.

Luisella Costamagna: "Mondo capovolto ..." (il FQ, 30 settembre 2018)
















Il Fatto Quotidiano intervista il professor Marco Revelli (30 settembre) 


10 commenti:

  1. Ad ascoltare ieri Martina e Renzi o Di Maio e Salvini ..... non pare davvero che i partiti vogliano vedere le contraddizioni e ricomporre i conflitti su basi più avanzate ed utili a risolvere i problemi.
    Si, c'è ancora troppa propaganda e tifo di parte.
    Vogliamo continuare così?
    Possibile?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evitiamo di continuare un confronto politico privo di contenuti forti e di risposte utili alla grande maggioranza delle persone.
      Approfondiamo possibili soluzioni di merito.
      Gianni

      Elimina
  2. Al di la della propaganda , non vedo nel DEF misure ancora ben definite , aspetterei a giudicare come misure " sociali di giustizia e di solidarietà intergenerazionale" il cosidetto REC e la cosidetta Pensione di Cittadinanza ,
    vediamo come vengono sviluppate se in modo puramente assistenziale o di riappropriazione di tempo di vita.
    Da quel che capisco sono molto lontane dall'idea di liberazione della persona e dal concetto di riappropriazione del Lavoro.
    Bene l'aumento delle Minime ma mi piacerebbe che fossero aumentate e riperequate ,verso l'alto e pure le altre pensione bloccate da anni nella loro rivalutazione molte donne che sono andate in quiescenza con la Opzione Donna ,Minimo 35 anni di contributi , rischiano di percepire un reddito inferiore a chi non ha mai versato contributi . Che fare ,per farla breve , manca completamente un grande piano od idea di ridistrubuzione della ricchezza che deve passare attraverso una GRANDE lotta all'evasione fiscale ed ad una rimoludazione degli scaglioni IRPEF e occorre ridare il giusto valore al LAVORO il lavoro va retribuito una lotta dura contro lavoro nero e salari sempre più bassi è fondamentale altrimenti pure l'idea di SMG diventa una trappola. Chi più ha deve pagare chi meno ha deve pagare meno .
    Mi pare che per ora si vada in direzione nettamente contraria .
    RIPETO BENE L'AUMENTO DELLE MINIME ,ma basta con il PAUPERISMO .
    Attendiamo lo sviluppo della manovra poi giudicheremo , certamente è ridicolo e non credibile , oggi , chi manifesta contro misure che almeno nelle intenzioni vogliono distribuire reddito , sono quelli degli 80 euro , credibilità zero .
    Mi sarà sfuggito ma non vedo maggiori risorse per la sanità ne piani per investimenti pubblici che permettano un reale rilancio del Paese.
    E proprio non vedo nessuna idea di cambiamento reale di modello di società e di sviluppo , mi pare di scorgere tanto di vecchio .
    Sorvoliamo sul Decreto Sicurezza ...
    Sorvoliamo sul concetto di Legalità
    Sorvoliamo sull'idea di Famiglia
    Sorvoliamo sul concetto di Patria ....
    Ciao
    G.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene. Seguiamo gli sviluppi. Da protagonisti. Senza aspettare che "altri" risolvano i nostri problemi o che "affondino" il Paese nel baratro, con tutti noi al seguito.
      In realtà l'impressione attuale è che in campo siano le forze di governo (M5S e Lega, in competizione tra loro) e coloro che auspicano una pura rivincita del sistema (Berlusconi e Renzi).
      Ma forse va costruita una alternativa per un vero cambiamento: nel segno della conversione ecologica dello sviluppo, di una maggiore giustizia sociale, di una democrazia partecipativa che unisca persone e popoli ...
      Gianni

      Elimina
  3. Sorvolare? Io no, grazie.
    Non voglio proprio sorvolare, su nulla.
    Primo. Mi sento europea e penso che per l'Italia non c'è futuro se non cambia l'Europa.
    Quindi vedo la prima vera sfida nella capacità delle forze progressiste e popolari del nostro continente di fare valere principi aggiornati di liberazione. Mi riferisco allo sfruttamento sul lavoro, alla subalternità di genere, passando per il consumo di risorse limitate e l'alterazione del clima.
    Il problema è che l'imporsi del capitalismo finanziario ha minato la democrazia rappresentativa, in Europa come nei singoli paesi.
    La subalternità e gli errori della sinistra socialdemocratica e socialcomunista hanno aperto spazi a culture di destra e incapaci di fare avanzare i diritti dei lavoratori, dei produttori e dei cittadini.
    Ora per contrastarle a me non pare sia utile un cartello di forze alleate ma con soluzioni contrastanti. Per semplificare dico anch'io una alleanza da Macron a Tsipras.
    Bensì un progetto nuovo che unisca diritti sociali, civili, di genere universali. Da rispettare per tutti e verso tutti. Come si dice qui dall'Italia alla Cina, alla Eritrea. Io aggiungerei per capirci meglio e non essere reticente: dagli USA alla Corea del Nord, dalla Russia a Israele, dal Brasile all'Inghilterra, dall'Iran alla Australia.
    Perché un conto è essere realisti nei progetti di necessario cambiamento. Altro è raccontarci falsità ed essere ipocriti e nazionalisti.
    Anna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non penso che le contraddizioni ed i conflitti di oggi possano essere risolti con un neo nazionalismo che si chiude nei singoli Stati europei o con un europeismo governato da Juncker, Merkel o Macron.
      Le grandi sfide del secolo stanno nella capacità di progettare e perseguire pace e disarmo, cooperazione e solidarietà, diritti e doveri universali, conversione ecologica e sviluppo sostenibile, cultura e partecipazione, equa divisione del lavoro tra tutte le forze potenzialmente produttive. Nelle comunità locali come a livello globale.
      Nel 2019 l'appuntamento per il rinnovo del Parlamento Europeo sarà un appuntamento decisivo per tutti i soggetti politici.
      Gianni

      Elimina
  4. Pochi suggerimenti, ma sentiti.
    1. Juncker per fare il bene dell'Europa stia in silenzio. Non è lui, né il suo "sovranissimo" Luxemburgo, che può impartire suggerimenti utili a fare tornare i conti agli altri paesi.
    2. Renzi per fare il bene del centrosinistra respiri a lungo e pensi. Non è lui, né il suo staff, a poter ridare credibilità ad una coalizione sputtanata per avere rappresentato interessi distanti dall'elettorato storico di riferimento.
    3. Bonaccini per fare il bene dell'Emilia organizzi un viaggio di sola entrata a Roma. Non è lui, né la sua Giunta alla Assemblea legislativa dell'ER, a poter ridare orgoglio ad una regione importante. L'ultima iniziativa di bloccare le auto diesel euro4 anziché recuperare consensi dei no smog fa arrabbiare i 350 mila possessori di questi mezzi. Perché chi governa da molti anni ha bisogno di costruire alternative di sostenibilità, non di imporre un ammodernamento del parco auto a chi non se lo può permettere.
    Rossi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Considero anch'io Juncker, Renzi e Bonaccini (nella loro evidente diversità) personalità politiche inadeguate a risolvere i problemi del nostro tempo.
      La questione irrisolta è la costruzione di progetti, politiche ed alleanze sociali e di governo in grado di corrispondere alle sfide aperte.
      La questione "pianificazione mobilità sostenibile" e l'esperienza "blocco dei mezzi diesel euro 4" meritano una prossima specifica riflessione.
      Gianni

      Elimina
  5. Tra le contraddizioni che viviamo c'è quella dei diritti e dei doveri che fanno capo ad ogni individuo e ad ogni comunità.
    Ora in base a quale principio si sostiene che i nostri diritti e doveri sono in conflitto con quelli dei cinesi e degli eritrei, degli americani o degli ungheresi?
    Ecco, su questo trovo che il Governo in carica non sia credibile perché ciò che sostiene per i propri cittadini non è pronto a riconoscerlo per quelli di altri continenti.
    Anche di qui si genera conflitti che non sarà semplice governare.
    Una sfida in più!
    Bar78

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si. Penso pure io che sia tempo di riconoscere l'universalità dei diritti e dei doveri dei cittadini di tutto il mondo.
      Il governo dei processi (di cambiamento) deve raccordare pensiero globale ed azioni locali. Nella consapevolezza che le condizioni attuali propongono distanze abissali e insostenibili, che mettono in discussione la sicurezza comune e di ogni individuo.
      Gianni

      Elimina