mercoledì 23 settembre 2015

Di bici si vive, in bici si muore

Bologna. Il Sindaco dice che la mobilità in bici ha raggiunto il 10% degli spostamenti. E alza l'asticella: "perseguiamo il 20% e, poi, il 30%".
Buoni obiettivi.
Si vivrebbe tutti meglio in una città dove tante più persone si spostano sulle due ruote non inquinanti (o/e con mezzi pubblici efficienti).

























Per questo, nello scorso fine settimana, insieme al bergamasco Felice Gimondi e a tanti ciclisti bolognesi, Virginio Merola ha inaugurato "la tangenziale della bicicletta", un investimento voluto dal Comune e stimato in circa 2 milioni di euro.
Purtroppo, il giorno dopo, in città, in una strada della periferia, un giovane studente triestino di 22 anni, in bici, ha perso la vita, investito da un'auto di grossa cilindrata, il cui conducente è indagato per avere superato i limiti di prevenzione etilica. 
L'Assessore Colombo ha commentato, autocriticamente, che "per la sicurezza dei ciclisti dobbiamo fare di più".
Si, per fare l'interesse generale, è indispensabile unire ai buoni propositi ed alle opere, i progetti e le proposte, la cultura e le realizzazioni di governo adeguate e sostenibili, non formali e lasciate al libero arbitrio.
È dunque necessario insistere su alcune questioni.

1. Sulla pista ciclabile lungo i viali di circonvallazione occorre investire ancora.
Subito. È troppo pericolosa.
In diversi punti. Basta fare una verifica, in particolare nelle ore della mattina, quelle di maggior e concitato traffico.
La conferma in queste foto (scattate questa mattina).
Sono troppi gli attraversamenti auto, ancora privi di una adeguata segnalazione. E le auto attraversano pericolosamente. Qui (2) siamo in viale Masini (angolo via Barozzi, che porta alla entrata Est della Stazione Ferroviaria) e (3) in viale Carducci (all'incrocio con via Dante). Ma questa realtà è presente in almeno altri 10 punti.






















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Sono troppi anche gli incroci "regolamentati" da semafori, in cui mancano indicazioni e/o spazi di sicurezza (si noti che il semaforo per le bici è verde). Qui (4) siamo in viale Panzacchi e più avanti (5) verso viale Aldini (incrocio con le vie D'Azeglio e San Mamolo).



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2. Occorre investire di più nella pavimentazione e nella ordinaria manutenzione delle piste e dei percorsi ciclabili (consigliati dall'opuscolo Bike City Map edizione 2015-2016). Qui (6) siamo in viale Carducci e (7) in via Sant'Isaia nel centro storico di Bologna. Buche ed avvallamenti sono un rischio serio per cadute ed improvvisi pericolosi cambi di direzione.














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3. Vanno completati percorsi protetti iniziati e interrotti da anni, anche lungo tragitti radiali assai frequentati. Qui (8) un esempio: è quello di via Massarenti (angolo via Palagi) con il semaforo per bici funzionante e verde, ma privo di sbocchi. Il ciclista quotidiano è costretto a spostarsi sull'unica corsia, in una difficile coabitazione con le auto e i bus. Per fortuna nel momento dello scatto non arriva nessuno. Ma non è sempre così.
Per una città migliore occorre intervenire subito. Con priorità assoluta.
Di bici si deve vivere, non morire!






















(8)




13 commenti:

  1. Secondo il Sindaco si lotta ogni giorno per strappare metri per le ciclabili.
    Ma strappare a chi?
    Alle auto poca roba. Piuttosto a marciapiedi e ad aree verdi.
    No, non ci siamo.
    A subire sono comunque i pedoni.
    Ci siamo rotti i polmoni!
    una intera famiglia bolognese doc

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    1. Vero.
      Torniamo ad una vecchia discussione.
      Purtroppo, persa dagli ambientalisti bolognesi di "LiberaBologna anche tu", di "24 ore in bici", di "premia il ciclista quotidiano"!
      Così, con questa "Tangenziale della bici", almeno altri 10.000 mq. di terreno vergine sono stati asfaltati.
      Sono stati scartati altri progetti in campo che proponevano di destinare una corsia della strada alle bici?
      Sicuramente avrebbe indicato una priorità netta per la conversione ecologica della città.
      Una scelta alternativa "troppo forte" e indigesta per Merola e il suo partito.
      Gianni

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  2. Bisogna agire anche sulla cultura dei singoli.
    Tanti cittadini alla guida di un mezzo a 4 ruote diventano arroganti e irrispettosi (parcheggi selvaggi o con il semaforo "giallo" accelerano) e in sella alle 2 ruote eludono le regole della circolazione (girano contromano) e, per primi, non si tutelano (casco).
    Del resto siamo nel paese della illegalità e delle deroghe, no?
    s.

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    1. Vero.
      Per una alternativa ecologica nel governo delle città servono nuove politiche e cultura della prevenzione.
      Compito delle Istituzioni, delle associazioni, dei cittadini.
      A partire dalle scuole e dalle Università della 3° età.
      Gianni

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  3. Non so se sia anche per merito di queste osservazioni, ma voglio dirvi che questa mattina sui viali all'altezza di via Dante stavano lavorando. Penso per mettere un semaforo. Complimenti!
    Inoltre è stato inaugurato il posteggio per bici sotto il Pincio.
    Passettini. Piccoli passettini.
    Per liberare Bologna.
    Restano gli altri problemi qui indicati.
    Ciao!

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    1. Ciao!, sicuramente passettini.
      Piccoli passettini, certamente tutti già programmati.
      Bene il semaforo per bici all'incrocio di viale Carducci con via Dante.
      Attendiamo risposte e realizzazioni sulle altre osservazioni.
      Gianni

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  4. Quei 2 milioni potevano essere meglio utilizzati!
    Chi usa l'anello dei viali di circonvallazione?
    In bici si usano le radiali periferia - centro - periferia oppure le trasversali periferia - periferia.
    Nik

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    1. Nik, per la verità in questi giorni sulla "Tangenziale" ho visto molti ciclisti, prevalentemente giovani.
      Resta, anche in me, la convinzione che altre fossero le priorità: strade riservate (di attraversamento del centro storico), corsie protette lungo le radiali, collegamenti trasversali tra quartieri, reti di percorsi in periferia, posteggi custoditi e nolo bici in punti strategici.
      L'impegno e la lotta continuano!
      Gianni

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  5. Sono passato dai viali in tarda serata. Un buio assoluto. E all'ultimo minuto, ecco sbucare dalla pista ciclabile una bici ,,, Da brividi!
    Ciao!

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  6. Si può fare come a Parigi?
    Anna

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    1. Anna, perché no?
      Si tratta di volontà.
      La scelta di incentivare i lavoratori a muoversi quotidianamente su mezzi di trasporto non inquinanti è giusta e intelligente.
      Riduce l'inquinamento e previene danni e costi.
      La Regione ed i Comuni potrebbero assumere determinazioni e destinare risorse.
      Come le aziende pubbliche, private e cooperative.
      I sindacati ed i lavoratori potrebbero discuterne e avviare trattative ...
      Le associazioni ambientaliste promuovere iniziative ...
      Serve partecipazione.
      Gianni

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  7. Su viali e traffico bolognese dopo la conferenza stampa dell'assessore alla mobilità Colombo, scrive il Corriere di Bologna. Interessante.
    M.

    «Lo scopo non è penalizzare le auto in base ad una presunta ideologia anti-macchine, ma salvare delle vite umane», dichiara l’assessore, che rivendica la «buona fede» del Comune di fronte a numeri «terribilmente pesanti» in termini di incidentalità, rispondendo così anche alle «accorate richieste» di molti cittadini. Per Colombo, parlano le cifre: tra il 2009 ed il 2014, sulle arterie in questione si sono contati 1.625 incidenti, 1.577 feriti e 21 morti. «Avevamo il dovere di intervenire» ed è una «falsità» dire che il Comune voglia congestionare il traffico, reagisce l’assessore, sottolineando che il Comune ha proceduto con «interventi mirati» per fronteggiare le due cause principali degli incidenti, statistiche alla mano: investimento di pedoni e svolte a sinistra.

    GLI INTERVENTI - «Si poteva far finta di nulla o prendere atto che la situazione era talmente grave- aggiunge Colombo- che il progetto del Comune ha ricevuto appositi fondi dalla Regione», che nel caso di via Toscana «ha ritenuto fosse una delle situazioni più critiche dell’Emilia-Romagna». Dunque, «altro che problemi creati dagli attraversamenti della tangenziale delle bici», mette in chiaro l’assessore. «Ci vorrà un po’ di tempo» per verificare gli effetti delle novità introdotte, continua Colombo, ma le operazioni simili fatte in passato fanno ben sperare e non si possono escludere «ulteriori interventi». In tutto questo, nei cittadini si sta riscontrando una «legittima e comprensibile percezione» di imbottigliamento, afferma l’assessore, ma anche in questo casi ci si può affidare ai numeri. Ad esempio, i tempi di percorrenza delle linee 32 e 33 sui viali: tra il settembre 2014 e lo stesso mese del 2015, per fare mezzo anello si sono registrati ritardi massimi tra i due ed i cinque minuti sui 38 che, da tabella di marcia, un bus ne impiega per fare il giro completo. Ad ogni modo, visto il dibattito che si è scatenato, la prossima settimana verrà dedicata ad una «fase rapida» di monitoraggio ed ascolto, che si sommerà alla raccolta dati già in corso. Colombo sarà personalmente in via Toscana, «per confrontarmi in maniera diretta con i cittadini».

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  8. Chiusa in 4 punti la Tangenziale per bici. Da il Resto del Carlino Bologna.
    M.

    Bologna, 27 ottobre 2015 - Inaugurata poco più di un mese fa, la tangenziale delle biciclette è stata già chiusa in quattro tratti di viale Carducci, tra Porta Santo Stefano e Porta Mazzini. Fondo sabbioso, avvallamenti e manto stradale danneggiato potrebbero essere alla base della decisione del Comune di non permettere ai ciclisti di transitare in quei punti. Criticità che sono emerse durante il collaudo dell’opera, «che stiamo svolgendo tratto per tratto, per controllare come siano stati fatti i lavori – fanno sapere dal Comune –. Ci siamo resi conto che alcuni punti non erano stati realizzati a regola d’arte, come invece previsto dall’appalto. Non è stato specificato qual è il problema, ma potrebbe essere che l’asfalto non sia omogeneo e non siano state rispettate alcune caratteristiche tecniche che erano state richieste».

    Alla ditta che aveva realizzato la tangenziale delle bici, quindi, è stato chiesto di effettuare nuovi lavori, ovviamente senza costi aggiuntivi per il Comune. Domenica i quattro tratti incriminati sono stati delimitati e transennati, oggi inizieranno i lavori per la messa a punto del manto stradale, mentre la riapertura della tangenziale è prevista per domani.In questi quattro giorni, quindi, i ciclisti per spostarsi da Porta Santo Stefano a Porta Mazzini si sono avventurati lungo viale Carducci tra le auto in corsa, per poi rientrare sulla tangenziale delle bici su viale Ercolani.

    La notizia della chiusura temporanea della ciclabile, croce degli automobilisti e delizia degli amanti delle due ruote, è subito giunta anche sui social network e gli utenti di Facebook si sono lasciati andare all’ironia. «Ma come, il grande parto dell’assessore Colombo è già a questo punto? Pochi giorni e cade già a pezzi»

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