giovedì 11 febbraio 2021

Mario Draghi & "Quelli del SI"

A14 - Tangenziale sotto San Luca: il Passante di Bologna uno dei banchi di prova per Draghi










Mario Draghi è indiscutibilmente una personalità di "alto profilo". 73 anni, alle spalle ha una lunghissima esperienza ai vertici delle Istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali. Per lui più che le parole parlano i fatti. E' considerato uno dei più autorevoli rappresentanti delle classi dirigenti che hanno governato l'Europa e l'Occidente negli ultimi decenni. Ma proprio questo è il punto: con quali obiettivi e con quali politiche affronterà la nuova sfida a cui l'ha chiamato il Presidente della Repubblica?

Uscito dall'incontro al Quirinale ha pronunciato poche significative frasi, in sintonia con quelle del Capo dello Stato: il suo impegno sarà diretto a fronteggiare "l'emergenza sanitaria, quella sociale e quella economica - finanziaria". Poi si è applicato ad ascoltare e interloquire con partiti e gruppi parlamentari eletti nel 2018. Ieri, con associazioni imprenditoriali, sindacali, del terzo settore ed anche ambientaliste: una rete di relazioni utili ed opportune per costituire il suo Governo, ben sapendo della crisi verticale di credibilità e di rappresentanza che attraversano sempre più le forze politiche e le vecchie coalizioni. Anzi, proprio l'incontro con WWF, Greenpeace e Legambiente è stata l'occasione colta da Mario Draghi per annunciare che "il Governo sarà europeista, atlantista e ambientalista" e fornire pubblicamente una risposta a Beppe Grillo e al M5S: nel nuovo Governo ci sarà "un nuovo Ministero per la Transizione Ecologica".

Difficile dire se questo fatto possa rappresentare una vera svolta nelle politiche nazionali in direzione di uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile. Ciò che già 30 anni fa un autorevole Consesso delle Nazioni Unite e in Italia un inascoltato Ministro della Repubblica, Giorgio Ruffolo, sosteneva senza turbare i progetti di crescita incontrollata perseguiti da classi dirigenti ostinatamente conservatrici e neo-liberiste.

Risale al 1987 il Rapporto della Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo dell'ONU,
Presidente Gro Harlem Brundtland, Primo Ministro di Norvegia



La prefazione del Ministro Giorgio Ruffolo proponeva "una nuova contabilità nazionale" 
che introduca "per istituzioni pubbliche e imprese quell'elemento - l'ambiente - senza il quale avremmo crescita zero, morte, odio, squallore"























"Il danno ambientale perpetrato oggi - scriveva Ruffolo 33 anni fa - non colpisce i soli viventi di oggi, ma soprattutto coloro che vivranno domani" ... Ci sono persone comuni che su questo testo si sono formate, mentre troppi manager, imprenditori e politici di successo lo hanno sistematicamente ignorato ...











Presto, molto presto, ne sapremo di più.

Il timore di molti resta quello che la considerazione per le associazioni ed i movimenti ambientalisti e il Ministero per la Transizione Ecologica siano semplicemente un modo per rafforzare, alla vigilia del voto sulla piattaforma Rousseau, la componente grillina favorevole al sostegno a Draghi rispetto a chi resta scettico sul fatto che questa "maggioranza di salvezza nazionale" si possa qualificare su quella conversione ecologica che gran parte dei partiti coinvolti continuano a non considerare nei loro progetti nazionali, regionali e locali. 

Del resto, i progetti e le priorità con cui il Presidente incaricato intende governare non sono ancora indicati, salvo titoli generali che non tracciano nessuna chiara direzione di marcia: piano vaccinale per contrastare il Covid-19 e impegno per utilizzare i fondi di Next Generation EU. Inutile ricordare che una ben maggiore articolazione delle proposte sono anche costate a Giuseppe Conte giuste critiche dal fronte ambientalista (qui sono riportati articoli di Edoardo Zanchini e di altri) e insofferenze varie, prevalentemente si segno opposto, tra i partiti della opposizione e della maggioranza.

Analogamente nulla si sa ancora sulla struttura complessiva del Governo (il nuovo Ministero della Transizione Ecologica includerà quello ai Trasporti ed alle Infrastrutture?), sulle donne e sugli uomini che il futuro Capo del Governo (previa verifica con Sergio Mattarella) vorrà chiamare nel suo Esecutivo.

Si è capito in questi giorni che molti soggetti politici si affidano completamente a Lui. Quasi si trattasse di un "uomo della provvidenza" a cui "affidare pieni poteri".

Come se la lunga storia che lo ha visto attivo dirigente pubblico, di Banca d'Italia e infine autorevole Presidente della BCE fosse oggi sufficiente per connotare un Governo all'altezza delle sfide nuove e drammatiche con cui dobbiamo misurarci. 

Ovvero che progettare e"mettere a terra" gli oltre 200 miliardi di fondi europei fosse questione tecnica anziché scelta propriamente politica, sociale e culturale. In netto contrasto con gli errori commessi da varie generazioni di governanti, imprenditori e manager sicuramente competenti ma decisamente incapaci di prevenire contraddizioni, pericoli e malattie, quasi sempre per inconfessabili logiche di profitto e di potere.

Da qui, i dubbi e le riserve sul contesto che ha portato alla crisi del discutibile Conte 2 e al contesto attuale. Con le cronache simboliche, le dinamiche ed i movimenti in corso.

Matteo Renzi da Bruno Vespa che celebra il passaggio "da demolitore a costruttore". 

Silvio Berlusconi che torna a Montecitorio per incontrare l'amico che nominò alla direzione della Banca d'Italia. 

Matteo Salvini che "getta il cuore oltre gli ostacoli" e convince i suoi a votare il regolamento europeo per Next Generation EU. 

Giorgia Meloni che parla di "non voto a favore" e lascia intravvedere che l'iniziale opposizione potrebbe diventare una astensione, che comunque gli darebbe opportunità di presiedere delicate Commissioni parlamentari, come unica forza fuori dal coro di Si. 

Nicola Zingaretti che in 15 giorni è passato da "elezioni in caso di crisi del Conte 2" a "Mai più con Renzi" poi "con Draghi a prescindere da sostenitori, programmi e ministri" perché "a convenire sulle nostre posizioni sono gli altri".

Stefano Bonaccini che appare sempre più incalzante verso la segreteria PD e proteso a ricercare intese politiche di governo tra le Giunte Regionali di Centrosinistra e di Centrodestra, da Nord a Sud espressione di blocchi sociali e di potere conservatori, mobilitati, già nel corso del Conte "Giallo - Verde", a sostegno di una crescita economica ed occupazionale senza qualità. Così si continua a rispondere alla Mal'aria e all'emergenza climatica che colpisce in particolare la Pianura Padana con la stanca richiesta ai Ministeri della immediata "apertura dei cantieri": quasi esclusivamente orientati verso infrastrutture stradali ed autostradali, centri commerciali e poli logistici o insediamenti residenziali nuovi, con ampio consumo di suolo pubblico, agricolo e verde. Insomma, dopo la pandemia nessuna ragionevole e matura revisione.

La sensazione è che qui si vada oltre l'omaggio "alla più autorevole personalità italiana riconosciuta a livello internazionale" e l'Uomo delle "larghissime intese" resti per molti sostenitori prigioniero della sua storia e se non più esponente diretto, quantomeno ostaggio, degli interessi e dei progetti di "Quelli del Si"


La Repubblica in pagina nazionale intervista il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini: "io candidato alla guida del PD? Non ho correnti". Una palese "auto" candidatura!
(giovedì 11 febbraio)


Un interessante articolo di Stefano Mancuso su la Repubblica: "Biodiversità, tema fondamentale per il Governo"
(giovedì 11 febbraio 2021)





Il Fatto Quotidiano intervista la giurista Lorenza Carlassarre: "L'idea del Governo dei migliori scardina la democrazia
(giovedì 11 febbraio 2021)

Salvatore Settis scrive su il Fatto Quotidiano: "Draghi è liberista o no? Si vedrà mossa per mossa"
(martedì 9 febbraio 2021)


Tomaso Montanari scrive su il Fatto Quotidiano: "Un Governo "tecnico" serve solo al bagno di sangue sociale"
(sabato 6 febbraio 2021) 


20 commenti:

  1. Draghi & Quelli del si penso pure io abbiano il comando del Governo. Mentre l'operazione costruita a due dall'Elevato e dal Supremo per il Ministero alla Transizione ecologica ritengo sia finalizzata a confermare il movimento 5 Stelle tra i sostenitori del Governo.
    DG

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    1. Mi pare evidente che Mario Draghi abbia voluto mantenere il M5S o forse una parte significativa dei Gruppi parlamentari di maggioranza relativa nel suo Governo. Il che indica le contraddizioni che vive il blocco sociale e politico esemplificato nella definizione "Quelli del Si".
      Beppe Grillo ha colto la sfida per evitare "la rotta" dei "suoi" e rimotivare il Movimento su un fronte strategico, decisivo per il futuro e ancora scoperto nel panorama politico nazionale: la "transizione ecologica" del Paese.
      Una scommessa ed una sfida.
      I rapporti di forza, l'esperienza e le risorse sono decisamente sbilanciati a favore della Conservazione e della Restaurazione.
      La crisi del sistema, la pandemia, i fatti di ogni giorno dicono che senza conversione ecologica, giustizia sociale e partecipazione democratica dei cittadini non usciremo pacificamente dalle contraddizioni del presente.
      Ora sta a "noi tutti" metterci in campo: riflettere, proporre, agire costruendo una via d'uscita lungimirante che unisca i soggetti interessati ad un mondo migliore.
      Gianni

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  2. Leggo il Governo in costituzione come una tregua consapevole tra concorrenti che si riconoscono. Draghi mette insieme la quasi maggioranza accertata dell'attuale Parlamento (Conte l'ha sfiorata nel voto di fiducia) con la potenziale maggioranza futura attribuita da sondaggi accreditati alle Destre.
    Ora però ci sono le scelte concrete, tutt'altro che tecniche. Parliamo di Recovery e di investimenti, non solo di efficienza nel piano vaccini.
    E il ragionamento cambia.
    Draghi sarà in sostanziale continuità con la sua storia o saprà innovare davvero con una svolta verso la giustizia sociale ed ambientale? La allegra compagnia che si presenta "competente & vincente" dal confronto di queste settimane (Quelli del Si?!) non mi lascia ottimista. Come pure i comprensibili sbandamenti nel M5s, in LEU e PD.
    Ciao!

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    1. Condivido.
      Il Paese ed il Governo hanno di fronte scelte politiche impegnative e tutt'altro che scontate. Il confronto ed i rapporti di forza che si determineranno segneranno il nostro futuro.
      Gianni

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  3. Dopo il prevalere del sostegno a Draghi tra i soci 5 stelle in Parlamento si potrebbe registrare la maggioranza più larga mai vista, oltre il 90% di deputati e senatori. E se poi anche Meloni e i suoi fratelli si astenesse......
    Ma la democrazia prevede un regime?
    Possibile?

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    1. Le emergenze sanitarie ed ambientali che viviamo riconducono a contraddizioni del sistema economico, produttivo e sociale dominante.
      La dialettica democratica nel Paese ed il confronto maggioranze - opposizioni nelle Istituzioni è decisivo per sviluppare idee, creatività e sintesi capaci di promuovere i cambiamenti necessari.
      "Un regime" sarebbe segno di estrema debolezza.
      Gianni

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  4. Partendo dall'ambiente
    La narrazione di alcuni giornali sul fatto che Draghi si comporta da ambientalista per strizzare l'occhiolino a Grillo è assolutamente delirante e ci possono credere giusto i votanti su Russeau. I 3 punti del NexGenEU stabiliti dall'Europa sono: ricerca, ambiente e sanità come si può leggere qui https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_en
    Draghi parla di ambiente perchè è uno dei punti cardine definiti dalla Commissione per ottenere i finanziamenti, non perchè è "grillino" come detto dal comico affabulatore che continua a macchiarsi del reato di circonvenzione di persone incapaci inventando narrazioni politiche degne di uno scrittore fantasy.
    Non vedo il senso di parlare del ministero transizione ecologica perchè è evidente essere uno specchietto per le allodole per i votanti su Russeau e qualche credulone grillino, anche in Francia hanno questo ministero e le funzioni ad esso attribuite sono pressoché irrilevanti.
    Passando a Draghi
    Chi pensa che Draghi sia arrivato per occuparsi solo del NextGenEU e della campagna vaccinale per me si sbaglia. Ritengo sia arrivato per portare a termine riforme strutturali su giustizia, pubblica amministrazione e scuola. Inoltre, come Monti, per i primi 6 mesi avrà mano libera per fare qualsiasi cosa (ricordiamo operato di Monti nei primi 6 mesi: modifica Costituzione, riforma Fornero, aumento dell'IVA, reintroduzione IMU) e immagino intenda sfruttare questa libertà per portare a compimento alcune riforme tanto promesse ma mai arrivate.
    Finendo con i mestieranti della politica
    Pare, sentendo i tg, che il problema dell'Italia sia se entra o no Salvini nel governo o se Di Battista esce o no dal movimento. Come sempre questa politica si dimostra assolutamente inadatta alla gestione della crisi e delega ad un tecnico (anche banchiere e politico) la soluzione dei problemi, lavandosene le mani e preparandosi alla campagna elettorale. Non hanno ben chiari i numeri: più di 90mila morti, tasso di occupazione (ancora più indicativo di quello di disoccupazione) al 58% e abbiamo ancora il blocco dei licenziamenti, PIL -9%, 131mila italiani hanno spostato la residenza all'estero nel 2020 e circa la metà ha fra 18 e 34 anni. Questi numeri impietosi richiedono risposte straordinarie che l'attuale classe politica non è assolutamente in grado di dare, per questo motivo assistiamo al secondo commissariamento della politica nel giro di 10 anni, orchestrato non certo da Renzi, e volto ad assicurarsi che l'Italia sia in grado di pagare i propri debiti, in particolare nei confronti dei partner europei.
    Saluti da MDE

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  5. Se penso che oltre 40.000 grillini dopo i numerosi rospi di questi anni ora debbano digerire anche dei Draghi corro subito a iscrivermi alla LAV.
    Sic

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  6. Ottenuti consensi quasi unanimi ora l'Uomo solo al comando sfida i suoi sostenitori in Parlamento non discutendo alcun prossimo Ministro con alcun Partito.
    Mario C.

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  7. politica dei partiti con toni bassi e ministri già visti all'opera.
    Uniche novità tra i tecnici.
    Le grandi scelte Politiche per il futuro in mano a manager dell'economia e della finanza.
    Un colpo alla Politica rappresentativa ed alla Democrazia partecipativa.
    L'ultimo "capolavoro" di Renzi; l'ultimo respiro di una sinistra ridotta a gestione del sottogoverno senza Progetto di Nuova Società; l'ultimo atto di un M5S ridotto a di maio & 4 amici su strapuntini.
    ***

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  8. Draghi mi piace. Poche parole e scelte chiare.
    Nei posti chiave per gestire i fondi manager di fiducia.
    Altrove donne e uomini di partito di scarsa qualità ed empatia, a partire da Brunetta e Gelmini ma non solo....
    Per lui una autostrada verso il Quirinale? Magari sotto traccia in tanti lo sussurrano.
    Per me non è detto.
    Maltrattare i sostenitori spesso paga. Non sempre. A volte determina effetti opposti.
    m.m.

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  9. Questo Governo tecnico - politico dovrà scegliere, some sempre. Le ferrovie per pendolari che reclama Legambiente o il ponte sullo stretto di Messina che vorrebbero gli imprenditori che hanno finanziato gli studi nella prospettiva di realizzarlo? Il Servizio Ferroviario Metropolitano che aspettiamo da anni per una Bologna più salubre o il Passante di Mezzo che porta a 16-18 corsie l'attuale arteria autostradale che attraversa la città?
    Draghi, Cingolani, Giovannini e Giorgetti andranno in direzione degli impegni di Parigi sul clima o continueranno a impegnare risorse a perdere?
    Titti

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  10. Sono emozionato, tra poco ascolteremo a reti unificate un Uomo che ha conquistato la quasi unanimità del litigioso Parlamento italiano senza ancor proferir parola.
    Sic

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  11. A proposito di "quelli del si"...... Al Senato sono 262 su 315, "quelli del no" 40 e "quelli del ni" 2.
    La domanda è il Parlamento è "specchio del paese"? Oppure è un passo avanti, ovvero indietro?
    L.

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  12. Le parole di Draghi sull'ambiente sono state importanti. Fin qui mai un Presidente del Consiglio dei Ministri aveva detto così chiaramente che la causa dei mutamenti climatici e delle pandemie sono le azioni umane. Voto 8.
    Ma siccome più che le parole contano i fatti lo aspettiamo alla prova del 9.
    Quali scelte farà per essere conseguente?
    BiBi

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  13. Una così vasta maggioranza dovrebbe coincidere con consenso e apprezzamenti diffusi. Non mi pare corrisponda alla realtà, anche perché prima di ogni altra cosa emerge una logica di potere. Maschile come come sempre. Basta vedere la selezione dei Ministri a sinistra e nel PD. Poi intollerante verso le minoranze, come si vede nelle 30 espulsioni di parlamentari M5s.
    Non si prospetta nulla di buono.
    Anna

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