domenica 30 agosto 2020

Per la De Micheli, Bologna rinunci al Passante!


"Ci saranno talmente tante code che non potrò più venire a Bologna" dice Paola

















Dopo avere letto e sentito le parole della Ministra alle Infrastrutture e ai Trasporti, Paola De Micheli, in occasione della sua visita alla Festa de l'Unità (il quotidiano che non c'è più da anni) diciamolo chiaro e forte.
Già tanti bolognesi non vogliono il Passante di Mezzo: perché preferiscono, al potenziamento di strade ed autostrade, investimenti - qui ed ora - in infrastrutture e mezzi di mobilità meno inquinanti e che meglio si concilino con la salute delle persone e con la biodiversità.

Altri si, vorrebbero maggiore fluidità del traffico e pensano che portare il già grande Asse viario A14 - Tangenziale da 12 a 16 - 18 corsie (come da accordo tra Castellucci, Renzi, Bonaccini e Merola dell'aprile 2016), in assenza di ferrovie efficienti, trasporti collettivi integrati, percorsi ciclabili protetti, mezzi elettrici e servizi di supporto adeguati, possa essere un modo per risparmiare tempo e denari, almeno per qualche anno (come sostiene Confindustria).
Qualcuno infine "pensa" che se lo dicono "il Partito", i Benetton, il Carlino, la Repubblica ed il Corriere "sarà giusto così".

Insomma, pareri diversi in Città e in Regione.
In una democrazia partecipata e deliberante sarebbe bello misurare i reali rapporti di forza tra le varie alternative possibili ed auspicate: dopo un onesto confronto pubblico che impegni tutti i protagonisti interessati e potenziali.
Si, una consultazione popolare: che indichi chiaramente a partiti ed Istituzioni l'indirizzo da perseguire e le priorità da avere.

Ora però c'è un fatto nuovo. Per tutti.
Paola De Micheli, a capo del MIT, ci ha manifestato esplicitamente grossi problemi (anni di code, di congestione e di inquinamento per fare il Passante, poi per sempre i suoi effetti sul clima e l'ambiente) ed una preoccupazione (non poter più venire a Bologna per lungo tempo). Vedere per credere.  

A questo punto dovremmo sentire tutti un dovere preminente.
Di tutto possiamo discutere: è giusto costruire una autostrada attraverso la Città negli anni 2020, 2030? E' lungimirante farlo di fronte agli scienziati che lanciano appelli a ridurre le emissioni clima-alteranti, alla generazione che si mobilita a fianco di Greta Tunhberg e al tempo di Covid-19?

Ma la possibilità che una donna, una mamma, emiliana (per altro) "non possa venire a Bologna per anni", No. Nessun Democratico (e neppure Gianni Galli) può accettarlo.
La Sua è la nostra libertà.
Scegliamo "in scienza e coscienza", insieme, di rimuovere le cause che sono all'origine di questa preoccupazione.
Si, qualcuno anche in Città lo ha "abbastanza atteso, il Passante di Mezzo".
Ma non certo in cambio della libertà di una donna!

A caldo, della pagina del Carlino di oggi colpiscono alcuni dati:
1. l'immagine virtuale di verde ed ambiente naturale che nasconde la concretezza di altro asfalto, cemento, smog e rumore;
2. il riferimento del "nimby" Gianni Galli alla necessità di riavviare una locomotiva anziché far strada ai TIR;
3. la sollecitazione fatta della PD Rossella Lama a Ferrovie Italiane di investire nel completamento di strade di asfalto;
4. l'autorevole conferma che FdI è per una ulteriore grande opera autostradale che, una volta realizzata, potrebbe anche mitigare (per qualche tempo) il traffico di attraversamento urbano.
Nessuno pare considerare che le alternative al traffico su gomma si costruiscono investendo su sistemi alternativi!

A Bologna si muovono persone, movimenti, associazioni ...
Il 13 settembre è in programma una assemblea cittadina.
Intanto, il Carlino Bologna informa della prossima iniziativa di un attivista di Extinction Rebellion
(30 agosto 2020) 

10 commenti:

  1. Apprezzo l'ironia. Proporrei di dare a Paola De Micheli la cittadinanza onoraria a patto che stabilisca la residenza a San Donnino, in modo da poter seguire da una posizione strategica i cinque anni di cantieri, comprese le code che ha saggiamente previsto.

    Più seriamente, spero che i bolognesi trovino la forza di ribellarsi a un progetto che danneggia tutta la città per favorire gli interessi privati di pochi e quelli di bottega dell'unico partito che sostiene questo scempio a spada tratta.

    Luca

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    1. Ribellarsi è giusto. Le occasioni non mancano: la solidarietà all'attivista di XR impegnato nello sciopero della fame per incalzare Comune e Regione ad assumere iniziative per tutelare salute e biodiversità; l'assemblea cittadina per l'ambiente del 13 settembre a Labas; lo sciopero nelle scuole promosso da Fridays for Future per venerdì 25 settembre.
      Ribellarsi per promuovere progetti alternativi, maturi e possibili: nella pianificazione urbanistica, nella organizzazione della vita, nei tempi di studio e di lavoro, nelle risorse da mobilitare, negli investimenti da finanziare, nelle infrastrutture per la mobilità, nelle produzioni da convertire, nei servizi da incentivare ...
      Le comunità post COVID-19 non possono rigenerarsi in base alle ideologie ed alle scelte precedenti l'emergenza e la crisi di questo 2020.
      Gianni

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  2. E in effetti per molti bolognesi scegliere tra l'apertura dei cantieri per il Passante di Mezzo e la libertà di Paola de Micheli di frequentare liberamente Bologna potrebbe risultare facile ... (essendo lei una bella signora)
    Più seriamente e per non prestare il fianco a battute fuorvianti, sottolineo che quella della consultazione popolare mi parrebbe una buona idea e fossi in Merola e compagni la accoglierei per uscire al meglio da una situazione spiacevole: non riversare troppi dubbi sulla scelta per il prossimo sindaco.
    Forse che un verde europeo ed un ambientalista di cento battaglie debba guardare a destra o spingere perché i 5s e la sinistra in Coalizione si candidino per conto loro?
    Perché non confrontarsi liberamente su più soluzioni e lasciare indicare a tutti gli elettori la preferenza (strada a Nord, Sud, in Mezzo, ferrovia o altro)?
    Antonio

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    1. Concordare ora una consultazione popolare può apparire a qualcuno una decisione fuori tempo massimo e forse non è la scelta migliore per nessuno. Tuttavia esiste un modo più serio e ragionevole per escludere forzature e scelte destinate a lasciare segni irrimediabili e cicatrici durature?
      Nel caso parliamone.
      Gianni

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  3. Una sfida incredibile quella tra De Micheli e Carlino!
    La Ministra che ancora una volta assolve Autostrade, partiti ed amministratori per i problemi che verranno (code e smog) sulla presunta "voglia di Passante" dei bolognesi.
    Il Quotidiano Nazionale che seleziona le "voci della città" secondo l'interesse della casa, ottimamente espresso dal "rendering di come sarà l'asse autostrada-tangenziale una volta conclusi i lavori per il Passante di Mezzo".
    Rinviati a settembre!
    DG

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    1. Sono del parere che la "volontà dei bolognesi" la si verifica solo sulla base di una consultazione popolare democratica, concordata tra forze di maggioranza e di opposizione, che consenta di confrontare con serietà, metodo e argomenti i vari progetti in campo.
      Gianni

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  4. Certe forme di lotta non riuscirei proprio a praticarle.... ma stimo chi sceglie di interrompere la nutrizione per cause valide. E di sicuro la tutela della salute pubblica come le azioni per il rispetto degli ecosistemi lo sono.
    Quindi solidarietà a Daniele di E.R.
    A Paola al M.I.T. invece suggerirei di tornare più volte a Bologna per arricchire la sua conoscenza di una città che non ha bisogno di rilanciarsi con nuovi punti vendita, edifici e strade. Perché il problema che abbiamo è che già prima ma particolarmente dopo la pandemia si comprano meno prodotti ed auto, ci sono appartamenti sfitti e mancano mezzi pubblici efficienti per muoversi quando necessita o si vuole (ex. la sera e di notte).
    Questa è l'Emilia oggi.
    mb

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    1. Penso che Paola De Micheli (come Bonaccini e Merola, come Di Maio e Toninelli) conoscano i dati della crisi.
      Il fatto è che le loro risposte continuano ad essere in continuità con "vecchie ricette", con "ideologie" e politiche di conservazione.
      Mentre le emergenze richiedono profonde innovazioni: di classi dirigenti, ma prima ancora di sistema economico e sociale.
      Gianni

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  5. Giustissima a da appoggiare l'azione di ER per fare emergere pubblicamente quanto scritto sulla carta e praticamente inattuato.
    La consultazione, pur con tutti i rischi sugli esiti (ma democrazia docet...), potrebbe essere una ratio da giocarsi per tentare di socngiurare lo scellerato passo della realizzazione del Passante. CD

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    1. Ora il rischio principale è quello di procedere per inerzia lungo la china intrapresa prima di COVID-19.
      Eppure l'emergenza sanitaria ha aggravato la crisi e ci impone una drastica revisione di priorità, scelte, pratiche.
      Ogni tentativo di rilanciare i modelli di "crescita senza qualità sociale ed ambientale" sono destinati ad illudere cittadini, comunità, imprese e ad aggravare le contraddizioni.
      E' tempo di ragionare con spirito di cooperazione sulle alternative possibili, mature, da perseguire o ricercare.
      Gianni

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