martedì 29 agosto 2017

Servizio Ferroviario Metropolitano? All'italiana ...

La Stazione Bologna San Vitale del Servizio Ferroviario Metropolitano

















Gli impegni istituzionali presi vanno onorati.
Quante volte lo abbiamo sentito dire, soprattutto per giustificare opere discusse e discutibili, sbagliate e insostenibili.
Ma sappiamo che spesso importanti Progetti nell'interesse di cittadini e comunità vengono ritardati, rinviati e restano al palo, per anni e decenni.
Questa volta indichiamo un piccolo problema, volendo facilmente risolvibile.
La dice lunga, però, del modo con cui si affronta un ben più importante questione: quella di una mobilità sostenibile e di un servizio pubblico efficiente e competitivo rispetto ai mezzi di trasporto individuali più inquinanti.

Breve premessa.
La realizzazione del SFM di Bologna è un impegno formale che risale agli anni '90 del secolo scorso quando si firmarono solenni accordi per "la cura del ferro".
In base a questi, ora, Bologna è collegata con Roma da frequenti Treni ad Alta Velocità che raggiungono destinazione in due ore. In direzione opposta, Milano è a un'ora di distanza.
Altra è la realtà nei collegamenti locali e regionali, che restano per pendolari ed utenti una quotidiana avventura: per tempi, disagi, costi.
Mancano ancora alcune delle stazioni previste ed annunciate; mancano i collegamenti "passanti" che avrebbero dovuto attraversare la Stazione Centrale, collegando direttamente le linee che arrivano ai Piazzali Est ed Ovest; mancano alcuni importanti raddoppi di linea.
Ecco perché vorremmo che di questo si ricordassero i nostri Sindaci, i Presidenti di Regione, i Ministri ed i Capi di Governo prima di sottoscrivere nuovi obiettivi ed impegni di spesa pubblica per potenziare strade ed autostrade.

In questo quadro la "chicca" della Stazione FS San Vitale.
Inaugurata a settembre 2014 per 32 treni che collegano il Quartiere Est del Capoluogo emiliano con il Centro della Città, con Imola, Ravenna e Rimini, è stata potenziata (e nuovamente inaugurata) nel dicembre 2015, con le fermate sulla linea per Prato e Firenze.
Oggi siamo a quasi cento treni e si ipotizza una "utenza potenziale di 6.000 persone al giorno".
Bene.
Il problema?
Manca lì (contrariamente a quanto riporta Wikipedia) una macchina automatica per fare i biglietti!
Si. Non c'è. Non è stata ancora installata, su nessuna delle 4 pensiline presenti.
Così i viaggiatori che vogliono pagare il dovuto, che cercano inutilmente un biglietto e che, infine, salgono sul treno avvisando l'operatore di Trenitalia possono sentirsi rispondere in modo vario e discrezionale: "in mancanza di titolo di viaggio debbo comunque farle pagare la sovrattassa e ... ringrazi, perché dovrei farle pagare la penale", oppure "... qui (a Lugo) dobbiamo aspettare la coincidenza, se scende e fa il biglietto glielo visto"... Da Lugo per Ravenna il costo è di 3.05 euro. Da Bologna San Vitale sarebbe stato di 7.35 euro.
Poi c'è il capotreno equo: "glielo faccio da Godo, così inclusa la necessaria sovrattassa, spende più o meno la cifra giusta".
Vogliamo davvero parlare di Servizio Ferroviario Metropolitano?

I binari 3 e 4 di Bologna San Vitale















Il quadro delle partenze a Bologna San Vitale
















Stazione Centrale di Bologna. Una macchina automatica per biglietti FS.

14 commenti:

  1. Ma questa che tu chiami "chicca" e che giustamente "volendo si potrebbe risolvere" con un investimento minimo, è solo la punta dell'iceberg di un sistema pieno di contraddizioni. Non può reggere. Prima o poi, esploderà.
    E noi dove saremo?
    Mario Cinico

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  2. Stesso problema a Bologna Mazzini. Anche qui arrivi in stazione e non puoi fare il biglietto.
    s.

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  3. Perché all'italiana?
    In Italia non vanno i treni locali come vanno i TAV.
    In Italia ci sono inefficienze come alta qualità.
    VR

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    1. Sfido a trovare un qualsiasi altro paese europeo in cui tre "controllori" o "capi" di un treno diano risposte così diverse.
      Capisco, tuttavia, l'osservazione e condivido la denuncia delle profonde ingiustizie sociali, come il fatto che assai diverso è il trattamento riservato ai milioni di pendolari dei treni locali rispetto alle migliaia di utenti TAV.
      Gianni

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  4. Il concetto mi pare chiaro.
    Si selezionano servizi di qualità per pochi privilegiati e per gli altri ... mancano logiche e regole. Margine alla discrezionalità, restando comunque nelle serie minori e senza prospettive.
    Nik

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    1. Si. Nel secolo scorso avremmo parlato di logica "di classe" ...
      Gianni

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  5. Sabato mattina arriverà alla festa dell'Unita' di Bologna Matteo Renzi, per presentare il suo nuovo libro: Avanti!
    Nel pomeriggio si sposterà a Reggio Emilia e la sera a Modena.
    Si legge che tutti gli spostamenti saranno in treno, in coerenza con il tour che lo porterà in tutte le province italiane nel tentativo di rianimare un partito diviso in troppe fazioni.
    Domanda: l'uso del mezzo ed il passaggio dalle strade alle ferrovie locali (dopo avere solcato i cieli) è una indicazione divina per il Ministro Delrio o piuttosto un segno di decadenza e di ritorno tra i comuni mortali?
    Vogliamo discuterne?
    Sic

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    1. Comunque sia ... mi pare un passo Avanti!
      Gianni

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  6. Si, parliamo di ferrovie locali.
    Si fa anche a Medicina dove si potrebbe ripristinare la vecchia linea che collegava Bologna con Massalombarda e Ravenna.
    È stata a lungo nei programma delle Amministrazioni di sinistra e centrosinistra.
    Ora non più. Ma perché, dal momento che sarebbe utile come alternativa ad auto e corriere e per avere un'aria più pulita?
    g

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    1. Perché non mi pare che la conversione ecologica dello sviluppo sia tra le priorità del PD e delle attuali maggioranze di governo locali e nazionale. Comunque assortite, con Alfano, Casini e Galletti o con Pisapia, Mezzetti e Malagoli.
      Gianni

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  7. Dovresti proporre che l'installazione di un self service per ticket coincida con la terza inaugurazione. Alla presenza di Sindaco, Assessori e Ministri. Effetto sicuro.
    BiBi

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    1. Figuriamoci!
      Ho lavorato con un Sindaco che insegnava ad inaugurare un'opera pubblica solo dopo avere verificato la sua reale efficienza.
      Gianni

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    2. Le verifiche ed i riscontri?
      Roba del secolo scorso.
      Ora fanno notizia i tweet .... e su essi ci si basa per scegliere.
      Anna

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