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| La stazione centrale FS (ancora imbiancata) di Bologna (28 febbraio 2018) |
Bologna stazione, ore 15. Visione caleidoscopica di un Paese in tilt.
Freccerosse in ritardo di tre, quattrocento minuti. Tabelloni elettronici assurdi, che mostrano i treni delle 10 del mattino ma non quelli in arrivo imminente. Annunci sonori automatici resi incomprensibili dal frastuono del pubblico posseduto da un frenetico andirivieni. Nessuna voce autorevole che spieghi cosa accade e indirizzi i passeggeri. Scale mobili prese d'assalto. Fiumane che salgono e scendono negli inferi dell'alta velocità. Impossibile sedersi, alcune donne anziane piangono. Fuori fa freddo, e la sala d'aspetto è strapiena.










