lunedì 25 ottobre 2021

Nella Città dove 1.235 vale più di 1.418 e dove Matteo Lepore ...

La protesta di Potere al Popolo davanti a Palazzo d'Accursio per il ripristino del Diritto

 










Errore? Incompetenza? Di certo non sono prerogativa solo del Comune di Roma negli anni di Virginia Raggi. Ma riconoscerlo pubblicamente, per un Ente pubblico che si preferisce continuare a propagandare come iper efficiente, è difficile e comporta conseguenze che contrastano con disinvolte narrazioni. Perché contribuisce alla comune riflessione critica ed evidenzia crisi e contraddizioni che richiedono cambiamenti radicali. Ad esempio nella pratica diffusa di strutture comunali sempre più povere di autonomia, abbandonate a se stesse, mortificate nell'orgoglio di "servire" le comunità, spesso dirette da staff occasionali al servizio degli Amministratori di turno (eletti da consistenti minoranze di cittadini), che scalzano lavoratori e capi servizio di lungo corso, entrati attraverso concorsi e selezioni.

In questa brutta vicenda, il problema vero è la mancanza di trasparenza, di controlli adeguati e di voci autorevoli che assicurino prontamente il ripristino della rappresentanza popolare nella composizione di un Consiglio di Quartiere (che qualcuno, incautamente, vorrebbe anche "futuro Municipio").

Ma è il caso di procedere con ordine.

A Bologna, dopo il 3 e 4 ottobre, quasi nessun politico, neo amministratore e media ha parlato del voto per i Quartieri. Non è un caso. Qualcuno lo ha fatto per non contraddire il proprio messaggio politico (semplificato oltre ogni logica), altri lo hanno fatto per scarsa professionalità e dovere di cronaca. Eppure il voto dei Quartieri combinato con quello per il Comune risulta molto interessante per capire meglio umori e tendenze dell'elettorato ...

Al Quartiere San Donato - San Vitale di Bologna (50.265 elettori!) chi ha avuto voglia di conoscere, capire, verificare le proprie valutazioni e/o strategie ha trovato (e trova tuttora) questi dati sul Sito ufficiale del Comune, Iperbole.

Voti e percentuali ottenuti dalle 6 liste che si sono presentate per concorrere alla rappresentanza popolare nel Consiglio di Quartiere San Donato - San Vitale (dal Sito ufficiale del Comune di Bologna)











In sintesi. Nello stesso giorno, gli stessi elettori, in misura significativa, hanno differenziato i voti nelle due urne: Comune e Quartiere. Ed è emerso un marcato spostamento. Critico, che ha premiato soprattutto la sinistra. 

Per il Consiglio di Quartiere, Sinistra Unita ha ricevuto 1.293 voti in più di quelli raccolti per il Comune (1.770 anziché 477) e il 7,6% (rispetto al 1,9%). Mentre Potere al Popolo è incrementato di 748 voti (1.418 contro 670), il 6,1% (piuttosto che il 2,7%). 

Il CentroSinistra, raccolto sotto il simbolo dell'Ulivo, ha invece perso 2.853 voti: contandone 12.650 (il 54,5%) rispetto ai 15.503 di Matteo Lepore (62,8%). Da segnalare anche, all'interno della Lista, il significativo successo dei candidati della sinistra di Coalizione Civica: con Marco Trotta, primo nelle preferenze, e Francesca D'Amico terza.

Il CentroDestra, diviso, è avanzato di 463 voti: sommando le tre liste (di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) registra complessivamente 7.377 voti (contro i 6.914 ricevuti dal candidato Fabio Battistini) e il 31,8% anziché il 28%.

Da considerare, infine, due ultimi dati.

Per il Quartiere non si sono presentati Bologna Forum Civico (a San Donato - San Vitale per Stefano Sermenghi Sindaco hanno votato 490 elettori, il 2%), la lista 3V Verità e Libertà (421 voti, 1,7%), il Partito Comunista dei Lavoratori (113, lo 0,5%), la lista Equità Territoriale (85 voti, 0,3%). 

Le schede "bianche" per il Quartiere sono salite a 1.306 (il 5,2%) rispetto alle 196 nel voto per il Sindaco, mentre le nulle sono state 683 (il 2,7%) contro le 448 registrate per il Comune. 

Il "risveglio" da questo "sonno diffuso" post elettorale è stato sorprendente, per tutti (o quasi).

La proclamazione degli eletti in Quartiere non corrisponde ai risultati elettorali. 

Risulta eletta una consigliera della Lista di Forza Italia anziché un rappresentante di Potere al Popolo. Come se 1.418 voti valessero meno di 1.235! 


Marta Collot ed altri esponenti di Potere al Popolo ripresi da giornalisti e fotoreporter ... Tuttavia sulla vicenda è silenzio pressoché totale! 
(22 ottobre 2021)














Nessun dubbio che l'evidente errore (prima o poi) verrà corretto
. Ma intanto il consigliere "anziano" ha convocato la prima riunione del nuovo Consiglio per il 27 ottobre.

Nessun dubbio che nella "Città più progressista d'Italia" il cognome autorevole di Costanza Maria Bendinelli, figlia di uno storico Capogruppo della Democrazia Cristiana degli anni '80, poi Presidente dell'Autodromo di Imola, dell'Automobile Club di Bologna e di CAMPA non avrà "ragione" del diritto di Stefano Cimato, detto Steno. 

Tuttavia l'errore è un segnale per tutti. Che deve indurre ad opportune contromisure, non ancora considerate a distanza di tre settimane dal voto.

Innanzitutto l'urgenza di correggere la pratica di semplificare le notizie e di dati della realtà. Il voto dei bolognesi non è solo quello che ha portato la elezione a Sindaco di Matteo Lepore (ovviamente la più importante). 

La rappresentanza popolare e la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni si fondano sulla vita democratica nelle Assemblee elettive: sul confronto e sulle sintesi che si definiscono nelle aule dei Consigli tra la pluralità di culture, di idee e di progetti in campo. E chi vuole rivitalizzare le Istituzioni repubblicane nate dalla Liberazione d'Italia deve avere più cura per la dialettica politica. Questa va rianimata ed alimentata tra tutti i soggetti scelti dai cittadini. 

E' sbagliato e pericoloso delegare troppo potere nelle mani di un solo uomo. Nelle Città come nel Paese. Insomma, le Amministrative non si archiviano con l'elezione il 3 e 4 ottobre di Matteo Lepore (o Giuseppe Sala, Gaetano Manfredi ... e poi con i successi di Roberto Gualtieri, Stefano Lo Russo, Roberto Dipiazza). 

Quindi più notizie, più informazioni, più conoscenze per tutti. Su piccoli e grandi media, su Siti Internet istituzionali e no ... Che significano trasparenza, controllo, prevenzione, risparmio di pratiche assurde e inopportune. Come i ricorsi a Corti e Tribunali, con costi inutili di tempo e di denaro. Ora, nel caso particolare, di Potere al Popolo. Ma, alla fine, chi pagherà per l'errore palese commesso dagli Uffici pubblici competenti?

E' indecente che questa (apparentemente banale vicenda) si trascini, che nessuno intervenga e corregga.

Ma la pensiamo tutti così?

Purtroppo la lettura del Carlino di sabato, con l'approccio che il Quotidiano Nazionale ha proposto e con l'intervista virgolettata del neo eletto Sindaco di Bologna propone seri interrogativi.


La prima pagina del Carlino Bologna di sabato scorso. Con il nuovo Sindaco che annuncia propositi che meritano massima attenzione ... 
(23 ottobre 2021)


Un Sindaco popolare va benessum! Ma la Democrazia della Costituzione Italiana si articola in percorsi istituzionali da riconoscere e rispettare ... 


La Giunta ed il Consiglio Comunale, i Consigli di Quartiere e le loro articolazioni; i Referendum e le Assemblee Cittadine contemplate dallo Statuto ... sono tutti organi ed istituti importanti e da valorizzare.
(23 ottobre 2021)























Che idea ha il Sindaco che definisce Bologna "Città più progressista d'Italia" della Democrazia?

La priorità per Lui è portare "il mio ufficio in ogni Quartiere" o valorizzare le rappresentanze elette nel Consiglio Comunale e nei Consigli di Quartiere? Non è il caso di parlarne apertamente? E, ancora, non si è recentemente discusso sulla necessità di sperimentare le Assemblee Cittadine (selezionate a sorteggio, come avviene con risultati apprezzabili in altri Paesi d'Europa e del mondo), finendo per inserirle anche nello Statuto Comunale? E che pensano il Sindaco e la sua composita maggioranza sui Referendum popolari? Non hanno nulla da dire sul nodo cruciale e strategico dell'Acqua pubblica? Anche a fronte delle recenti irresponsabili decisioni della Regione Emilia Romagna?

Il problema si pone nel momento in cui, nominata la Giunta Comunale, lo stesso Lepore costituisce pure uno Staff del Sindaco ricco di personalità politiche e "tecniche" a contratto ed adeguatamente retribuite e annuncia "Cabine di regia" per gestire risorse nazionali ed europee. Con competenze "esterne" alla struttura comunale che inevitabilmente sostituiscono, comprimono e mortificano risorse pubbliche "interne" e, perché no, pure Amministratori pubblici considerati "non omogenei" e "da verificare".

Forse è il caso di essere avvertiti, di parlarne, prima di ripetere errori ancor più gravi e irreparabili. In gioco è qualcosa di importante per tutti.


Carlino Bologna informa sui "costi dello Staff del Sindaco: 2 milioni e mezzo fino al 2026" ...
(23 ottobre 2021)














Il volantino critico e propositivo del Forum Italiano per l'Acqua Pubblica che annuncia per il 3 novembre un presidio manifestazione alle 14,30 sotto la sede della Regione.
Che ne pensano Sindaco di Bologna e Giunta comunale?






7 commenti:

  1. Se ben ricordo Bologna aveva 18 quartieri ,ora ne ha sei di 60.000 abitanti , praticamente delle piccole città .
    Invece di portare l'ufficio una settimana al mese in un quartiere, sarebbe forse meglio dare ai quartieri maggiori poteri e se li si vuole veramente riportarli vicino alla gente ripensarne la valenza e rendere i cittadini ,tutti, partecipi delle scelte amministrative.

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    1. Ottima memoria. A Bologna, la partecipazione alla vita politica ed istituzionale è partita con 18 Quartieri. Negli anni '80, sull'onda di una svolta orientata a privilegiare funzioni amministrative e di gestione, vennero ridotti a 9. Poi ulteriormente ridotti a 6, nel 2015, in base ad una logica di Città Metropolitana, che li vede come futuri Municipi.
      Un assetto Istituzionale in crisi verticale (anche perché i "poteri" non possono essere separati da "risorse", "visioni" ed "azioni"). Che va ripensato da chiunque pensi che la partecipazione dei cittadini è un valore strategico per affrontare i problemi della società e le sfide che ogni piccola e grande comunità ha di fronte.
      Gianni

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  2. Ho l'impressione che i comunisti bolognesi non amino particolarmente le donne. Ed abbiano preferito Matteo Lepore a Addolorata e Marta. Poi nei quartieri si sono sfogati ed ecco i consensi a due cifre.
    Ora al San Donato San Vitale però potrebbero recuperare lasciando il seggio a Costanza.
    Mario C.

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    1. Come no, questa può essere una lettura ... Anche simpatica e divertente (da rivista satirica o blog scanzonato).
      Qui preferisco quella più seria (o seriosa e greve).
      I cittadini si muovono in base a interessi e idee. Gli elettori vanno sempre e comunque rispettati e considerati.
      Alle elezioni valgono le regole ed i voti espressi.
      Se al Quartiere San Donato - San Vitale Potere al Popolo, da verbali sottoscritti da autorità responsabili e pubblicati da settimane sul Sito ufficiale del Comune, ha più voti di Forza Italia elegge. Punto. Non è possibile "prendere atto" di un palese errore (incidentale o voluto). Se lo si "convalida" si nega la realtà (oppure la si contesta).
      Nell'Italia di oggi c'è bisogno di più Politica e di meno Azzeccagarbugli.
      Gianni

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  3. Quartiere. Una vicenda da non credere.
    Ma ho una domanda: l'attribuzione dei seggi è di competenza del Comune o della Prefettura?
    Sindaco. Ho pure io la sensazione di un eccesso di potere: giunta, deleghe, staff..... Confermo che avrei preferito una donna. Non mi riferisco tanto alle candidate o alle precedenti primarie. Parlo piuttosto di sensibilità, di più naturale ricorso alla collegialità e alla comunità.
    Mario C. comunisti? ti informo che anche Berlusconi da alcuni anni non ne parla più.
    Anna

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    1. Quartiere San Donato - San Vitale: una brutta vicenda cittadina, da chiarire e da risolvere.
      A quanto mi risulta, la proclamazione degli eletti dei Consigli di Quartiere è di competenza del Presidente dell'Ufficio elettorale centrale (a Bologna con sede nel Palazzo del Comune). La notifica spetta al Sindaco, entro 10 giorni dalla proclamazione.
      Il punto è: nei diversi passaggi si è proceduto burocraticamente e senza i dovuti, necessari controlli nella attribuzione dei seggi e degli eletti? Nel caso, chi risponde e paga per il mancato rispetto della legge e della volontà popolare? La questione non è una vicenda tra due privati cittadini, o tra due soggetti politici. Ci riguarda tutti.
      Sindaco. Matteo Lepore si è auto definito "Sindaco da combattimento". Personalmente credevo di aver capito il senso politico (ed avevo apprezzato la scelta). In questa vicenda però ha prevalso un approccio diverso, che definisco da Azzeccagarbugli. C'è bisogno d'altro. Una donna? Forse si. Ora però abbiamo Matteo Lepore, sostenuto e circondato da molte donne. Prendiamone atto e combattiamo per risolvere i problemi.
      Gianni

      P.S. Vero, in questa fase, B. non parla di comunisti. Sinceramente non so se è un suo passo in avanti o un passo indietro di "altri". Forse il confronto per l'elezione del Presidente della Repubblica e la vicenda politica nazionale ci daranno presto qualche risposta .... A proposito: Quartiere San Donato - San Vitale, Italia.

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  4. In effetti un furto di rappresentanza. Un palese ribaltamento dell'esito elettorale.
    DG

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