mercoledì 21 aprile 2021

La lezione "costituente" della pandemia


La Terra centro di un banchetto dei "padroni" ovvero una nuova Costituzione per la vita sul Pianeta?











Non è una «giornata» che si può celebrare impunemente la «giornata della Terra» messa in calendario per oggi, 22 aprile. È infatti il secondo anno che cade in piena pandemia e non ci si può prendere cura della Terra senza far tesoro della lezione che ne è venuta: è sotto gli occhi di tutti come essa ci abbia preso di sorpresa e come sulla base delle risorse e delle culture disponibili non siamo minimamente in grado di reggere alla prova.

Basta vedere le immagini della infinita distesa di morti malamente inumati nelle foreste a questo scopo disboscate del Brasile, per capire che senza una rivoluzione del sistema di governo e una conversione della maggioranza dei cuori la vita così com’è non può continuare sulla Terra.  

La pandemia, concentrando su di sé tutta la cura del mondo, ha distolto l’attenzione da altre urgenze già presenti prima di essa e da questa aggravate. Basta pensare all’innalzamento delle acque a seguito della crisi climatica quando, come dice un documento “People and Oceans” delle Nazioni Unite, circa 145 milioni di persone vivono entro un metro sopra l’attuale livello del mare e quasi due terzi delle città del mondo, con una popolazione di oltre 5 milioni di abitanti, si trovano in aree soggette al rischio mentre quasi il 40% della popolazione mondiale vive entro 100 km da una costa. I movimenti migratori strutturali che ne deriveranno imporranno ben altre priorità alle politiche nazionali. E basta pensare al solo problema dello smaltimento delle acque contaminate dalle centrali nucleari sinistrate, come quella di Fukushima, che diventeranno inoffensive solo fra 24.000 anni, per comprendere la portata delle questioni da affrontare.

Si comprende allora lo sgomento del papa che nel messaggio di Pasqua ha definito come uno scandalo il rincrudirsi delle guerre e diffondersi delle armi nel confermato esercizio della lotta di tutti contro tutti. Ma non meno scandaloso è che mentre la ragione suggerirebbe l’immediata mondializzazione dei vaccini, enormi profitti derivanti dai loro brevetti e dall’esplodere delle tecnologie informatiche abbiano scavato nuovi abissi tra un pugno di ricchi e moltitudini di poveri, sottraendo immense risorse a bisogni vitali, nell’indiscussa obbedienza alla sovranità dei mercati.

Una risposta a queste sfide è la lotta per giungere all’adozione di una «Costituzione della Terra», come è concepita e promossa a partire dall’Italia da un movimento e una Scuola che hanno cominciato a discutere un progetto di base che sarà reso pubblico il prossimo 8 maggio in una apposita assemblea convocata per via telematica, a partire dalla Biblioteca Vallicelliana a Roma. A illustrarlo sarà Luigi Ferrajoli, che ne ha curato la stesura; si tratta di un testo aperto, in cui dovranno congiungersi il talento dei costituzionalisti, la logica dei filosofi del diritto e la poesia di uomini e donne concreti che vogliano farsi costituenti di un ordine di giustizia e pace sulla Terra.

Non si tratta solo di proclamare diritti e di porre vincoli e limiti ai poteri come fanno le Costituzioni degli Stati nazionali, si tratta anche di istituire nuovi ordinamenti che, nel pluralismo delle differenze, ne realizzino l’effettività e ne garantiscano il godimento. Si tratterà di una Costituzione ben altra rispetto a quelle vigenti, perché si tratta di dare risposte a «problemi sconosciuti ad altre età», per riprendere le parole con cui sognavano la nuova società gli spiriti grandi che già ne avevano concepito l’idea all’indomani della tragedia della seconda guerra mondiale, dopo i primi bagliori dell’arma nucleare e i sofferti genocidi, quando i popoli si riunirono a san Francisco e gettarono le basi del mondo nuovo di cui le Nazioni Unite furono l’embrione.

Ben al di là di quanto si fece allora si deve ora istituire un demanio planetario, fare un inventario non solo di diritti universali ma di beni comuni, inappropriabili da parte di nessuno, a cominciare dalle acque, dalle foreste, dalle rotte marine e spaziali, dalle medicine di base, stabilire un elenco di beni illeciti, fuori mercato, a cominciare dalle armi di offesa, abolire gli eserciti nazionali e stabilire la sola legittimità di una forza di polizia internazionale per la sicurezza e la pace, introdurre una fiscalità mondiale, debellare la fame omicida, tutelare lo storico patrimonio dei saperi e delle arti prodotto nei secoli.

Non si tratta solo di ecologia, si tratta di far continuare la storia. Occorre non violentare la Terra, spremendone e dilapidandone le ricchezze, ma riconoscendola come un pianeta vivente, una perla dell’universo, casa comune degli esseri umani, delle piante e di una grande quantità di animali, sede di storia e di lavoro, del diritto e della scienza, di amori e di illimitate speranze, come dice l’ «incipit» di questa nuova Costituzione. Si tratta di istituire una «Federazione della Terra». Naturalmente si tratta solo dell’inizio di un cammino. Ma il futuro passa anche da qui.

Raniero La Valle, il manifesto, 22 aprile


Senza conversione ecologica ed atti conseguenti dei Governi e delle Istituzioni l'inquinamento della Terra e lo sfruttamento delle risorse causerà processi di morte della natura, della biodiversità e dell'umanità ...
Un altro mondo è possibile e necessario!
(Bologna, Piazza Galvani, 1 aprile 2021)


4 commenti:

  1. Fantastico abbinamento. Raniero La Valle (90 anni compiuti, grande intellettuale e maestro di vita) e Luigi Ferrajoli (80 anni compiuti, giurista e filosofo di fama internazionale) con le ragazze ed i ragazzi di Extinction Rebellion e di Fridays For Future. Saggezza e vitalità.
    s.

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  2. .....Negli Stati Uniti c'è già un'immensa quantità di infrastrutture abbandonate. Oleodotti, piattaforme oceaniche, impianti di stoccaggio, stabilimenti di produzione di energia, gruppi elettrogeni di emergenza, impianti di trasformazione petrolchimica. Tutti dismessi, lasciati ad arrugginire al sole, per un valore di 100mila miliardi. E investimenti già programmati per 11 miliardi sono stati fermati per riorientarli in modo più realistico.....
    .....Ovunque ho trovato una crescente consapevolezza......
    .....Per il Green New Deal ho viaggiato in tutto il (vecchio) continente, soprattutto in Italia..... Vorrei che convocaste a livello locale, come in Francia, delle consultazioni popolari estese alle forze intellettuali, politiche, professionali del territorio. Sarebbe utile per valutare gli investimenti.....
    .....Per rendere le città intelligenti e più razionali.....
    (Jeremy Rifkin, intervista a la Repubblica di oggi, pag.7, Primo piano, il Pianeta da salvare)
    M.

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  3. https://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/solo-il-3-della-superficie-terrestre-e-rimasta-ecologicamente-intatta/

    Già...ciao Gianni

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  4. Una nuova Costituzione che stabilisca principi e regole per il rispetto della Terra mi sembra una ottima proposta nel mondo d'oggi, senza regole se non quelle dei più forti.
    Viva il 25 aprile!
    Anna

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