lunedì 1 maggio 2017

Manutencoop 2017

La pagina del Corriere della Sera, sabato 29 aprile

























Tempi duri e amari per i soci ed i lavoratori di Manutencoop.
Una impresa conosciuta soprattutto per le attività di pulizie, che si è progressivamente sviluppata nel campo dei servizi integrati ed ospedalieri. E, per un certo periodo, nel verde e nei servizi ambientali.
Una cooperativa storica che ha assicurato, per decenni, a centinaia e poi migliaia di operai e di impiegati (Gente come noi) salari dignitosi. In più, remunerazione e ristorno per tante persone che hanno apportato, insieme al lavoro, risorse, tempo e partecipazione.

Da tempo gli organi di comunicazione scrivono delle società controllate del Gruppo Manutencoop in termini negativi.
Per indagini aperte da diverse Procure, per arresti domiciliari e rinvii a giudizio di dirigenti e quadri. 
Per penali imposte dall'Antitrust a causa di accordi intervenuti con gli altri colossi privati del settore, al fine di spartirsi grandi appalti nazionali.
Per vicende complesse e sotto osservazione come gli appalti CONSIP, che hanno portato all'arresto dell'imprenditore napoletano concorrente Alfredo Romeo e ad avvisi di garanzia per un Ministro ed alti funzionari pubblici.

Così, forse nel tentativo di riequilibrare queste notizie 426 soci su 445 hanno pagato significative somme di tasca propria per acquistare una intera pagina di 4 dei maggiori quotidiani nazionali (il Corriere della Sera, la Repubblica, il Sole 24 ore, il Quotidiano Nazionale) per parlare della loro lunga storia, dei meriti conquistati attraverso il lavoro, di alcuni innegabili dati della realtà di oggi.
Una iniziativa di informazione comprensibile. 
Sicuramente animata, per i più, da legittime preoccupazioni per un presente problematico e per un futuro incerto. 
Che però mette anche in evidenza le difficoltà del Gruppo cooperativo nel fare passare per vie naturali (senza pagare) fatti, esperienze, innovazioni significative e forti, di segno positivo. Apprezzabili dai grandi organi di comunicazione, dagli interlocutori privilegiati (i cosiddetti stakeholder), da settori vasti di opinione pubblica.
Che segnala la consapevolezza di un eccessivo e pericoloso isolamento. Per superare il quale sembrano tuttavia urgenti ed indispensabili ben altre risposte, azioni e strategie. Senza le quali sarà difficile invertire i fatti e le tendenze; modificare la sensazione diffusa che Manutencoop con le progressive trasformazioni attuate abbia perso grande parte dei principi cooperativi fondativi e rinunciato ai valori attuali della Responsabilità sociale d'impresa, per omologarsi ed appiattirsi su logiche e pratiche proprie di un "sistema" economico e sociale e di un "mercato" in profonda crisi e da cambiare. 

Quali altre risposte, azioni e strategie?
Solo alcuni esempi.

1. Se non è vero che "i bambini nascono sotto i cavoli" e che "gli asini volano" come non è vero che "le imprese sono tutte uguali" è necessario specificare le azioni concrete che ha assunto Manutencoop per contrastare e per prevenire la corruzione, la concussione, i conflitti di interesse, lo scambio illecito o inopportuno di reciproci favori, la penalizzazione di imprese sane negli appalti pubblici nazionali e locali.

2. Quali sono gli elementi distintivi della sua Responsabilità sociale d'impresa. Quelli che possono far cogliere davvero a tutti la caratterizzazione ambientale, solidale e mutualistica dell'operare quotidiano delle Aziende del Gruppo. Quali prodotti, macchine e tecnologie vengono utilizzati sui cantieri e
nelle normali attività. Con una stima concreta, plausibile, conseguente dei risparmi di energia, di rifiuti e di inquinanti per le comunità locali servite e per uno sviluppo sostenibile del Paese.

3. Quale sicurezza lavorativa è assicurata ai propri dipendenti e quali percorsi interni di formazione e di crescita professionale sono praticati. Al "98% di contratti a tempo indeterminato" corrisponde una anzianità aziendale che testimoni il radicamento, il legame e l'apprezzamento dei "20.388 lavoratori" verso la Cooperativa e il Gruppo? Ovvero, quante persone privilegiano il luogo di lavoro piuttosto che l'Azienda? E quante/i operaie/i o impiegate/i sono state/i acquisite/i o cedute/i per cambio appalto o per acquisto e vendita di aziende "come fossero numeri" senza considerare la loro soggettività? E quanti lavoratori, quadri o dirigenti si sono (o sono stati) dimessi?

4. I "31 milioni di euro di stipendi e contributi versati ogni mese" come sono concretamente distribuiti? Quale rapporto c'è tra il reddito medio annuo percepito dai lavoratori delle pulizie e quello dei massimi dirigenti, dei manager più alti in grado e meglio retribuiti? O, solo per esemplificare, quello che viene riconosciuto e pagato al Presidente?

5. Come si è rinnovata nel tempo la Cooperativa? Le modifiche sociali e di Statuto intervenute negli anni quali effetti hanno determinato e che prospettiva fanno intravvedere? Il carattere sociale ed aperto verso i "20.388 lavoratori" del Gruppo è confermato ed ha futuro? Quali sono le cause della perdita, nell'ultimo decennio, di almeno un quarto dei soci in cifra assoluta? Ovviamente, molti di più (per via degli ingressi annuali) se il principio della "porta aperta" viene praticato. Quali progetti sono possibili per fronteggiare i debiti contratti per finanziare lo sviluppo e per soddisfare gli investitori e i partner dei fondi?

6. Quest'anno scadono le cariche sociali elette nel 2014. La Cooperativa è attesa ad un delicato passaggio. L'elezione di un Consiglio di Amministrazione di qualità, rappresentativo ed autorevole, per corrispondere alle grandi sfide che sono dinnanzi al Gruppo ed alle esigenze di rinnovamento. Maturo ed indifferibile dopo oltre 30 anni di Presidenza di Claudio Levorato. Per aprire nuove prospettive sociali ed imprenditoriali e garantire anche allo storico leader una meritata pensione.



   

47 commenti:

  1. Questa storia dei 20mila lavoratori e del 98% di tempi indeterminati per le aziende di servizio ha un valore molto relativo, perché dipende dalla acquisizione di commesse da parte di enti pubblici. I lavoratori passano ad altre imprese quando gli appalti vengono vinti da altri. Quindi sono di fatto occupati a scadenza. Conosco una lavoratrice in servizio all'Ospedale Maggiore che è stata dipendente di Manutencoop, di Gamba e di Operosa.
    Franca

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    1. Il ragionamento vale per una parte significativa dei lavoratori delle pulizie. Là dove la contrattazione collettiva prevede "clausole di protezione" a favore dei lavoratori in caso di successione negli appalti tra imprese.
      Non per tutti, naturalmente.
      Gianni

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  2. Se ho letto bene, scrivono "150 mln di euro investiti negli ultimi 20 anni nel salvataggio di imprese e posti di lavoro".
    A che si riferiscono? Non mi è chiaro. Qualcuno mi può aiutare?
    VR

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  3. Un primo maggio dedicato a lavoratori e soci della vecchia Cooperativa.
    Ma tutto è cambiato. Anche in Coop. E tanti pensano solo individualmente ...
    Ciao!

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    1. Guai dimenticare la storia personale e collettiva.
      Le conquiste e le sconfitte comuni.
      L'individualismo non paga, la solidarietà produce diritti.
      Viva il 1 maggio!
      Gianni

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  4. Si, dopo 30 anni di presidenza qualsiasi buon dirigente cooperativo merita una equa (!) pensione.
    Zorro

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    1. Pensione: sono per conquistare (e praticare!) questo diritto - dovere dopo 40 anni di lavoro e di contributi. Tanto per lavori manuali quanto per attività intellettuali. Il meglio lo si è dato, largo ai giovani (troppi sono disoccupati).
      Presidenti di cooperativa. Responsabilità sociale e Statuti dovrebbero stabilire un massimo di mandati (tre mi sembrano adeguati). La rotazione delle esperienze mi pare garanzia di collegialità e di rinnovo generazionale. Le eccezioni vanno motivate e limitate. Spesso producono danni. Meglio prevenire.
      Gianni

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  5. C'erano una volta i bilanci sociali, oltreché quelli economici e finanziari.
    Da qualche tempo pare che anche le cooperative se li siano scordati. Ma non è anche questo un segno della crisi? Nelle aziende si pensa davvero che tra conti economici e comportamenti sociali non ci sia nessun rapporto?
    L.

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    1. Certo che c'è rapporto.
      Anche se non sempre risulta.
      Comunque, la Responsabilità Sociale delle Imprese è un elemento utile per il governo delle Aziende e dei Gruppi.
      Tanto per il management ed i lavoratori, quanto per le comunità interessate e le Istituzioni.
      Anche se, attualmente, questa non è la cultura prevalente.
      Per le cooperative dovrebbe essere un elemento distintivo e caratterizzante. Necessario per assicurare una democrazia ed una partecipazione non formali.
      Gianni

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  6. Manutencoop da tempo ha gettato il cuore oltre l'ostacolo.
    Credo consapevolmente.
    Un tentativo coraggioso di superare limiti e vincoli cooperativi che la crisi ha reso evidenti.
    Un tentativo. Rimarrà tale.
    pl

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    1. Credo che alla giusta ambizione di stare sul mercato nazionale e di condizionarlo non abbia corrisposto uno sviluppo adeguato della Responsabilità Sociale del Gruppo, della formazione e della democrazia Cooperativa.
      Operazioni niente affatto semplici e scontate. Tutt'altro. Forse addirittura incompatibili. Nell'Italia di oggi.
      Ma questa poteva e doveva essere la sfida.
      Gianni

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  7. Da anni Manutencoop non può essere considerata una cooperativa normale. Ha assunto dimensioni economiche e sociali molto complesse. Per dirigerla sono necessarie conoscenze e capacità non comuni. Di ordine imprenditoriale, societario e relazionale. La permanenza di Levorato oltre le sue stesse volontà mi pare una garanzia per una navigazione dotata almeno di ciambelle di salvataggio.

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    1. Condivido la prima parte del ragionamento. L'altezza della sfida intrapresa da Manutencoop negli anni.
      Non quella che individua "la garanzia" nella permanenza infinita del Presidente storico. I meriti indiscutibili sono da riconoscere. Ma, insieme, a limiti ed errori. Oggettivi e soggettivi. Anche gravi.
      Riconoscerli e analizzarli è decisivo per affrontare presente e futuro. Una navigazione difficile, in un oceano burrascoso.
      Gianni

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  8. 445 soci e 20.388 lavoratori .........e la vogliamo chiamare Cooperativa.
    Al di là del merito!!!!
    G

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    1. Il merito è sempre molto importante.
      Il problema (445 soci su 20.388 lavoratori) c'è. Da tempo (anche quando erano 600 soci su 12.000 lavoratori).
      Tuttavia, personalmente, non lo ritengo il più rilevante. Si è detto sopra dei tanti lavoratori "a tempo" (per i cambi appalto tra imprese in molte regioni d'Italia).
      Più rilevante mi pare il grado di coinvolgimento dei "445"; i livelli effettivamente praticati (assai ridotti) di partecipazione e di democrazia cooperativa.
      L'assenza di una pratica collettiva di Responsabilità Sociale d'Impresa (o meglio di Gruppo); vissuta come governo consapevole delle attività: con obiettivi condivisi, verifiche e aggiustamenti progressivi, scelta delle possibili soluzioni alternative.
      In sintesi: una Cooperativa con troppe poche teste pensanti, troppo potere in una sola testa.
      Gianni

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  9. ... e se 30 anni vi sembran pochi ... provate voi .....
    Ma la Lega Coop dov'è????
    Poi è vero che ci sono cooperative e cooperative .......
    Insomma non tutte sono CPL, CoopCostruttori, CESI, CMC, Coop7, ....
    robby

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    1. Condivido.
      La cooperazione è un movimento ricco ed articolato. Assai diversificato. Con esperienze interessanti, coraggiose, straordinarie.
      Legacoop. La sua attuale debolezza mi pare evidente.
      Maturata nei decenni.
      Nonostante alcuni "sussulti" d'orgoglio. Alcuni interessanti dibattiti. Spazi oggettivi che si aprono nella crisi economica, produttiva e sociale ...
      Anche qui, su questo blog, se ne è parlato più volte (vedere alla voce cooperazione). O si è tentato. Con argomenti e proposte più o meno validi.
      Gianni

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    2. Dico Legacoop perché all'ultimo congresso ed in altre occasioni, sono state dette anche cose importanti ..... Lusetti e non solo lui .....
      Poi però, conseguenze operative non se ne sono viste!!!!!!
      robby

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  10. Da un avviso a pagamento sostenuto da cooperatori mi aspettavo parole chiare sulla presunta ammissione di un dirigente della Manutencoop circa il normale pagamento di mazzette del 2% sul valore degli appalti. Invece su questo non si legge nulla. I soci Manutencoop sbagliano se considerano che questo dubbio non penetri nella testa di chi legge attonito di queste pratiche di malcostume nazionale, arrivando a concludere che le imprese sono tutte uguali.
    g.n.

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    1. Penso anch'io che alle accuse bisogna rispondere nel merito e/o con i fatti.
      Gianni

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  11. I bambini non nascono sotto i cavoli, gli asini non volano, le imprese non sono tutte uguali ... Ci mancherebbe.
    Però troppe cose non vanno e c'è chi lavora onestamente e chi no!
    Vorremmo che cooperazione significasse solidarietà e partecipazione ....
    MeC

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    1. Si. Moltissimi lavorano onestamente, ma tutti debbono farlo ...
      Perché la Cooperativa, l'Azienda, il Gruppo "si tengono", sono un corpo unico. Ciò che fa un dirigente o un ufficio condiziona (danneggia o premia) tutti, l'insieme dei soci e dei lavoratori.
      È chiaro che le responsabilità sono individuali ma le ricadute sono sempre generali.
      Ho la convinzione che Manutencoop soffra da tempo di un accentramento di potere e di delega.
      Gianni

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  12. Quanto al punto 6 resterai deluso.
    L'assemblea dei soci del 27 maggio non procederà come da tuoi auspici.
    m.

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    1. Me ne farò una ragione.
      Capisco ma non condivido.
      Gianni

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  13. Responsabilità sociale? Retribuzioni giuste?
    Obiettivi abbandonati nelle Coop di successo.
    Rosi

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    1. È un bene?
      Non credo.
      I punti di forza (se tali vengono considerati) vanno valorizzati e qualificati, non mortificati o annullati.
      Gianni

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  14. Sono per riconoscere retribuzioni adeguate ai dirigenti (come agli operai).
    Quello che manca è una verifica puntuale del loro lavoro. Un controllo. Quelli che sbagliano non pagano. Questo spesso fa arrabbiare e risulta insopportabile per i lavoratori.
    Poi molti presidenti e dirigenti restano a vita. Mentre nelle cooperative più che altrove si dovrebbero programmare i cambiamenti generazionali.
    Antonio

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    1. "Quel che manca ...", "si dovrebbe ..."
      Tutto vero.
      E' tempo di cooperare per cambiare. Con progetti e coraggio.
      Se non ora, quando?
      Gianni

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  15. Ho saputo della grande novità: Claudio Levorato candidato unico a succedere a se stesso!
    Mario C.

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  16. La passione e l'interesse con cui discutete meritano una spruzzata di cruda verità.
    Molti di noi non vedono altra persona capace di concludere la lunga navigazione intrapresa anni fa in un porto sicuro. Levorato ha diretto la barca e la ciurma per tre decenni. Ha scelto e cambiato amici e nemici a piacimento. Fin quando ne avrà voglia pare logico pensare che tutelerà la sua creatura e il nostro lavoro. Quanto ai risparmi investiti li possiamo considerare come un conto in banca o una polizza. Molto dipende dal partner che sostituiranno i fondi in uscita.

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    1. Capisco. Un approccio "realistico".
      Penso solo sia debole di prospettive.
      Perché, sostanzialmente, ancora una volta "si affida" ...
      Invece, è il tempo di "prendere nelle nostre mani il comune futuro". Con consapevolezza e responsabilità diffuse.
      Gianni

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  17. Per opportuna conoscenza il Programma della Lista che candida Levorato. Dal sito di Manutencoop.
    M.

    PREMESSA
    Quest’anno, il prossimo 27 maggio, i Soci di Manutencoop Società Cooperativa saranno chiamati a rinnovare il Consiglio di Ammini­ strazione, giunto a naturale scadenza dopo tre anni di lavoro. Nelle scorse settimane sono state diverse le occasioni per condividere tra soci varie riflessioni sul futuro che attende la nostra Cooperativa. Nel corso delle valutazioni condotte è risultato pressochè unanime l’ac­ cordo di molti soci rispetto all’opportunità di una ricandidatura di Claudio Levorato, accordo poi manifestato anche in una raccolta firme, sottoscritta da oltre 400 soci, proprio per chie­ dere al Presidente uscente di ricandidarsi. Il consenso e l’entusiasmo riscontrato da questa iniziativa, la qualità e le quantità delle adesio­ ni hanno portato Claudio Levorato a riconside­ rare la propria intenzione di non ricandidarsi per un altro mandato.
    La lista e il programma che presentiamo na­ scono, dunque, dalla rinnovata disponibilità di Claudio Levorato, capolista e nostro candidato alla Presidenza, e dalla consapevolezza che la strada percorsa sino ad oggi è stata possibile grazie oltre che all’impegno ed al lavoro quo­ tidiano di tutti noi soci, anche dalla capacità di visione e dal coraggio di guidare la “nave” lungo nuove rotte che Levorato ha saputo ga­ rantire. Presentiamo, dunque, un programma certamente in continuità con il passato ma che guarda decisamente al futuro ed alle sfide che, ne siamo certi, sapremo affrontare con solu­ zioni innovative e gli stessi principi e ideali di sempre, coniugando, come sempre abbiamo fatto, il riscatto sociale con la ricerca di risorse finanziarie per lo sviluppo, la redditività con i diritti dei lavoratori.

    (continua)

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  18. ...
    IL PROGRAMMA
    Risultati positivi nonostante la “tempesta” ancora in corso
    Nella costruzione di un programma di manda­ to non possiamo prescindere da alcune consi­
    derazioni in merito a quanto abbiamo affron­ tato in questi anni. I tre anni che ci lasciamo alle spalle non sono certo stati caratterizzati da attività di mera gestione dell’ordinaria amministrazione. Molti sono stati gli episodi complicati, difficili, minacciosi con i quali ab­ biamo dovuto fare i conti in questo periodo. Situazioni che hanno messo a dura prova la sopravvivenza stessa della nostra Cooperativa e in seria difficoltà il percorso di crescita di Manutencoop Facility Management.
    Come abbiamo dovuto constatare anche re­ centemente, purtroppo, quella che avevamo definito “la tempesta perfetta”, l’incrocio di più perturbazioni, giudiziarie e di mercato sotto le quali si è venuto a trovare il nostro Gruppo, è ancora in corso. L’ultima inchiesta a Napoli, che vede coinvolti nostri Soci e Di­ rigenti, è solo l’ultimo di tanti attacchi che si sono susseguiti nell’ultimo triennio mettendo in seria difficoltà, più per il clamore mediatico che per la sostanza di quanto contestato, la nostra reputazione. La strada da percorrere è ancora molta e si prospetta molto faticosa, ma reagiremo con fiducia, forza e determinazione per difendere l’onestà dei nostri comporta­ menti e manifestare la piena fiducia e solida­ rietà ai nostri colleghi che sono stati coinvolti. Nonostante tutto però siamo ancora qui. Con l’energia, la voglia, la passione, la capacità che ci ha fatto superare i problemi in questi anni, che ci ha visto protagonisti della costruzio­ ne del nostro capolavoro: Manutencoop. Una società invidiabile, sana e leader del proprio mercato di riferimento.
    I risultati positivi, infatti, non mancano. L’As­ semblea dei Soci del 27 maggio sarà chiamata ad esprimersi su un bilancio particolarmente positivo: le performance dell’ultimo anno di gestione registrano risultati e margini davvero significativi.
    E per i prossimi anni è previsto un percorso di crescita importante anche attraverso il conso­ lidamento di attività rivolte a nuovi segmenti
    di mercato: la capacità di innovare il mercato e di anticipare i bisogni dei clienti, che ci ha sempre contraddistinto, resta un nostro gran­ de punto di forza.
    Il riassetto societario: la Cooperativa dovrà essere protagonista
    Il Consiglio di Amministrazione che sarà eletto dalla prossima Assemblea avrà, soprattutto, il delicato compito di condurre e gestire il rias­ setto societario del Gruppo. La scorsa estate Manutencoop Cooperativa ha sottoscritto nuovi accordi con i soci di minoranza in Ma­ nutencoop Facility Management che preve­ dono una serie di iniziative, in fasi temporali successive, volte ad assicurare l’uscita degli attuali Investitori attraverso operazioni di vendita. Le iniziative sono in corso, così come previsto dagli accordi, e stiamo lavorando per fare sì che la Cooperativa sia protagonista nel­ la selezione del partner finanziario che potrà rilevare le quote societarie degli attuali soci di minoranza.
    Raggiungere questo risultato è il nostro tra­ guardo fondamentale: individuare un partner in grado di condividere gli obiettivi di Manu­ tencoop Società Cooperativa è il presupposto fondamentale del nostro programma per i prossimi anni e la condizione necessaria per raggiungere i nostri obiettivi.
    (continua)

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  19. ...
    Crescere per assicurare lavoro
    Obiettivi che restano, anche in un contesto societario mutato, quelli che hanno sempre caratterizzato negli ultimi trent’anni la Presi­ denza di Claudio Levorato. Innanzitutto la pos­ sibilità per Manutencoop Società Cooperativa di poter continuare a ricevere dalle Società del Gruppo la cosa più importante che ognuno di noi ha ricevuto in questi anni: lavoro per i Soci attuali e opportunità di lavoro per le genera­ zioni che verranno. Un lavoro di qualità. Equa­ mente remunerato, rispettoso delle peculiarità e delle aspirazioni personali e in grado di offri­ re possibilità di crescita dei singoli secondo il
    merito di ciascuno.
    Creare opportunità di lavoro, significa oggi, sapersi misurare con i problemi del nostro Pa­ ese, la complessità del nostro settore, i cicli economici di una società globalizzata, ma la crescita rappresenta per noi il solo orizzonte sul quale puntare il nostro sguardo.
    Crescere rappresenta il solo modo per perse­ guire la nostra mission, per valorizzare il no­ stro patrimonio, per fare sopravvivere le nostre Aziende. E’ su questa convinzione di fondo che si sono basate in questi anni le scelte societarie e strategiche portate avanti dalla Cooperativa. Internazionalizzazione e innovazione, le leve per crescere
    Oggi per Manutencoop la crescita deve ne­ cessariamente passare attraverso un percorso di internazionalizzazione delle attività. Le ca­ ratteristiche del mercato nazionale e la nostra posizione di leader nel mercato domestico offrono poche alternative. Dopo alcuni timidi tentativi di sviluppo del mercato estero in que­ sti ultimi anni, riteniamo che ora siano mature le condizioni per imprimere un’importante ac­ celerazione a questo processo che dovrà essere perseguito con la giusta convinzione e i neces­ sari investimenti.
    Esplorare nuovi segmenti di mercato con ele­ vate potenzialità sarà un altro importante dri­ ver di crescita. In questa direzione si muove Yougenio, la start up lanciata a metà del 2016 e dedicata al mercato consumer, un progetto che intendiamo portare avanti con decisione e convinzione. Riuscire ad affermarci come soggetto credibile e leader in questo segmento oltre che essere motivo di grande soddisfazio­ ne per il nostro Gruppo, potrà dare un notevo­ le contributo alla nostra crescita dei prossimi anni. Una ulteriore e non marginale penetra­ zione nel mercato privato rappresenta l’altra direttrice che intendiamo sviluppare con forza. La promozione di attività finalizzate alla raziona­ lizzazione del consumo energetico in ambito in­ dustriale rappresenta un ambito di business che
    abbiamo deciso di aggredire con determinazione. Infine un piano di acquisizioni non può man­ care in un processo ambizioso di crescita: le possibilità che oggi il mercato offre sono in­ teressanti, i processi sinergici che si possono innescare molto virtuosi. In questo senso un ruolo importante, anche nell’individuazione di possibili target da armonizzare nella no­ stra organizzazione, verrà giocato dal partner finanziario che potrebbe essere individuato per rilevare le quote degli attuali investitori in Manutencoop Facility Management.
    (continua)

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  20. ...
    LA LISTA
    Nella composizione della lista dei candidati abbiamo, come in passato, tenuto in consi­ derazione sia le varie “anime” e le sensibilità della nostra base sociale, sia le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi.
    In particolare abbiamo ricercato il migliore equilibrio tra i seguenti elementi:
    • Mestieri e mansioni: pensiamo sia utile che la lista sia rappresentativa delle spe­ cificità delle attività diverse presenti nel Gruppo. Riteniamo fondamentale che si­ ano presenti tra i candidati persone che svolgono mansioni diverse all’interno del Gruppo e che sia ben rappresentata la componente operaia;
    • Genere: una importante presenza fem­ minile vogliamo sia una caratteristica evidente della nostra lista;
    • Territorialità e Società del Gruppo:
    crediamo che i candidati debbano essere rappresentativi dei diversi territori e delle diverse Società del gruppo;
    • Continuità: riteniamo che i soci uscenti, che hanno svolto un mandato in Consi­ glio di Amministrazione, debbano poter completare l’esperienza.
    Abbiamo così definito 28 nomi che, ne siamo certi, saranno non solo rappresentativi dell’in­ tera base sociale ma che, una volta eletti, avranno la necessaria competenza, ma anche quel senso di resposabilità, quell’affetto per la Cooperativa e quell’entusiasmo che da sempre sono stati il nostro punto di forza e la nostra principale leva per lo sviluppo.

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    1. Ho letto. Con interesse e spirito critico.
      Mi pare che un comprensibile orgoglio non si intrecci con una necessaria analisi dei problemi.
      Le scelte di conservazione sono una logica conseguenza.
      Gianni

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  21. Trovo sorprendente e di cattivo gusto che il programma di una lista di soci di cooperativa di fronte ad una indagine della Magistratura italiana parli di "ultimo di tanti attacchi". Quasi si parlasse di una impresa concorrente o di un sindacato di categoria. A ognuno il suo lavoro.
    Ci vuole rispetto per la Costituzione e per i suoi Istituti.
    g.n.

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  22. Finché l'Impero regge i sudditi si sentono al sicuro .......... Ma prima o poi bussano i barbari .........

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    1. Agli "imperi" ed alle "monarchie assolute" il pensiero libero, critico e cooperativo risponde con le "repubbliche" o le "monarchie" costituzionali. Dove tutti i cittadini hanno precisi diritti e doveri. Basta sudditi e barbari.
      Gianni

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  23. Si, un capolavoro!
    Zorro

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    1. A volte "narratori" discutibili costruiscono "narrazioni" forzate.
      Nella società come in politica.
      Gianni

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  24. Si hanno notizie sull'assemblea dei soci e sul rinnovo del consiglio di amministrazione? Sul sito di Manutencoop non sono ancora stati pubblicati. E' un segno di inefficienza o di problemi?
    g.n.

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    1. Ma quali problemi vuoi mai che ci siano se consiglio e presidente vengono scelti con un voto per lista ed è presente una sola lista?
      In più risulta che l'unica lista che candida il presidente uscente è stata presentata dal vicepresidente uscente indicato, a suo tempo, dal presidente uscente?
      La souspence mi pare possa essere pari alle possibilità che gli asini volino o che i bambini nascano sotto i cavoli ...
      Sic

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  25. Ecco Presidente e nuovo Consiglio: Levorato, Armento, Avram, Benassi, Bonafè, Cavicchioli, D'Amelio, Dellisanti, Di Bernardo, Duò, Facchini, Filippi, Fontana, Lori, Palagano, Potrino, Stanzani.
    9 uomini e 8 donne.
    I curricula sul sito di Manutencoop.

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  26. Su Manu, il 20 giugno nuova assemblea dei soci per valutare gli accordi intervenuti con i Fondi.
    Su Coop, collaborazione con le Università USA per selezionare progetti e personale imprenditoriale qualificato in ambito alimentare.
    Non saprei dire quale sia l'eresia maggiore.
    Ciao!

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  27. Hai perso sviluppi o voce?

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