venerdì 1 maggio 2026

25 aprile e 1° maggio: propaganda e cose serie

A Bologna nel giorno della Liberazione un manifestante, un appello, una sfida ...










Lo scorso 25 aprile, 81° anniversario della Liberazione dell'Italia dal regime fascista, è stata una giornata di grande protagonismo popolare. Dopo le straordinarie manifestazioni del 22 settembre e del 4 ottobre 2025 pro Gaza, Palestina e Sumud Flotilla e dopo il forte No nel referendum che il 22 -23 marzo 2026 ha bocciato l'arroganza del Governo Meloni e di politici di ogni risma, tantissime persone hanno partecipato ad una giornata di festa e di iniziative per indicare una comune volontà di disarmo, di stop all'uso, al commercio ed alla produzione di armi

destinate a sostenere guerre distruttive ed inquinanti che coinvolgono il Mediterraneo, l'Europa e che minacciano l'intero Pianeta, di grandi investimenti pubblici e privati per avviare (ovunque!) processi concreti di conversione delle produzioni, dei territori e delle comunità fondati sui bisogni primari della Natura e della Umanità.

Il Primo Maggio è una nuova occasione per muovere in questa direzione le/i tante/i lavoratrici/ori interessate/i a vivere in sicurezza ed armonia, con piena dignità e interessanti prospettive.

Nella consapevolezza che solo una forte e propositiva mobilitazione popolare può produrre risultati apprezzabili per le classi sociali subalterne e sconfiggere le narrazioni ed il sovversivismo delle classi dominanti.

Il sovversivismo del potere più rozzo e violento. Che - con eserciti regolari e/o contractor privati - propone guerre ed azioni militari, colpendo obiettivi strategici e civili, vite e beni comuni. Rivendicando direttamente azioni o provando a scaricarle sui nemici. 

Le narrazioni di chi, sempre subalterno ai potenti della Terra, sostiene scelte irresponsabili, che alimentano pericoli, contraddizioni, tensioni sociali. O provano a parlare d'altro, a costruire racconti virtuali frutto di modeste fantasie e, a volte, di vere e proprie falsificazioni di fatti ed episodi.

A Bologna vale la pena riflettere su due questioni che riempiono le pagine dei giornali e le discussioni a vari livelli. Una di mera (ed auspicabilmente passeggera) cronaca, l'altra assai più rilevante (e meritevole di una generale attenzione politica e sociale).

La prima, portata a livello nazionale da Matteo Renzi, una serie di suoi vecchi e nuovi amici o sostenitori Democratici e di Italia Viva, vecchi e nuovi propagandisti del potere costituito che, anziché confrontarsi sul merito delle questioni poste da tanta parte dei critici e dei manifestanti del 25 aprile (come i 6-10 mila del corteo bolognese partito da Piazza de l'Unità), hanno preferito continuare sulla loro narrazione "dei violenti" contro "le Istituzioni": questa volta montando una presunta intolleranza di "antagonisti" contro un ottantaduenne "che alza su una sola asta le bandiere di Ucraina, Italia ed Europa". Con tanto di foto (sul giornale la Repubblica) corretta con il contributo dell'Intelligenza Artificiale e meritevole di successive scuse del capo Redazione di Bologna del giornale fondato da Eugenio Scalfari ed ora diretto da Mario Orfeo, Giovanni Egidio (vedi sotto). E dichiarazioni bipartisan dei soliti parlamentari PD e FdI, più diversi amministratori e la solertissima presidente dell'ANPI di Bologna. 

La seconda, ben più sostanziosa e che merita confronto serrato e conflitto aperto, proposta dal Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, Vincenzo Colla, che sostiene "Se soffre l'Emilia, si ferma l'Italia. Preveniamo la crisi dell'automotive" e "propone al tavolo ministeriale: Moratoria dei prestiti alle imprese e ammortizzatori in deroga per i lavoratori". Così, ancora una volta, la Giunta di questo Centrosinistra a guida De Pascale e PD rimuove la storia, le contraddizioni e la crisi strutturale del sistema produttivo emiliano romagnolo. Da un lato riconoscendo ai proprietari di industrie le opportunità di profitto ma non i rischi di impresa; la intraprendenza negli affari ma non la irresponsabilità per le mancate e necessarie conversioni. Dall'altro associando la "prevenzione" alla conservazione del modello e del sistema presente (per più aspetti superato ed ecologicamente insostenibile!), negando o nascondendo le troppe iniziative di passaggio verso produzioni belliche. Una tendenza (questa del riciclo verso le armi) diffusa tra manager di settori meccanici che sotto la pressione di proprietà sorde, cieche e che chiedono solo risultati ed utili in "crescita", si rifugiano in "produzioni che tirano" sul mercato e su cui gli Stati ed i regimi autoritari di tutto il mondo promettono "di investire". Possibile qui, soprattutto in assenza di una funzione attiva e di responsabilità sociale della Politica, inclusi questo Centrosinistra e questi sindacati confederali (quasi sempre silenti, incapaci di anticipare progetti, soluzioni creative, prodotti innovativi e socialmente utili).  

Maggio sia un momento di sano confronto politico culturale e di maturo impegno nella lotta per il riconoscimento dei Diritti e dei Doveri universali, nella prospettiva di una conversione pacifica ed ecologica delle produzioni, delle società, degli investimenti.


Nella cronaca di Bologna de il Resto del Carlino (5 pagine) le dimensioni della partecipazione popolare e la propaganda del Quotidiano Nazionale ... (26 aprile 2026)




"La Piazza canta Bella Ciao" e "la protesta di cinquanta Pro Pal", poi "gesto antidemocratico" verso il Prof con "il vessillo ucraino" ... (26 aprile 2026)











"Il maxi-corteo dei seimila" con "bandiere bruciate" e gli "ortaggi sulla sede di FdI" ... (26 aprile 2026)



















 
"Monte Sole e la memoria. Basta con Forza Nuova" ... (26 aprile 2026)














"La Festa al Pratello": "il rito si rinnova ogni anno" con "caos e fiumi di gente" ... (26 aprile 2026)





















Per la Repubblica Bologna "Dalla piazza al Pratello in migliaia al 25 aprile" ... (26 aprile 2026)














"I seimila attivisti in corteo. No alla guerra , no a Meloni" ... E sotto: "il prof. con la bandiera ucraina cacciato. Il PD condanna. Renzi: inaccettabile" (la Repubblica Bologna, 26 aprile 2026)

















la Repubblica, il giorno dopo, titola "25 aprile, De Pascale: una festa macchiata da ambiguità e violenze". Sottotitolo: ""la solidarietà del Centrosinistra e di Meloni all'attivista allontanato dal corteo ... (27 aprile 2026)














E, nella pagina accanto, "l'intervista" ad Anna "Cocchi (ANPI) "Sbagliato cacciare quel professore. E propala ingiusti su Lepore". Poi: "Tino Ferrari: alla mia età non mi turbo, ma mi arrabbio" con una foto "che circolava in rete" ... (27 aprile 2026)




















... "Una foto errata" titola G.E. il capo della Redazione di Bologna de la Repubblica, perché "ritoccata con l'intelligenza artificiale. Colpa nostra, ovviamente, di cui ci scusiamo" ... 
Comunque l'apertura a tutta pagina resta "Via bandiera ucraina, arriva Renzi" con "la replica degli Antagonisti" ... (28 aprile 2026) 
 












































Il Corriere di Bologna del 25 aprile - mentre relega a titolo minore "la gratitudine di De Pascale al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per avere salvato l'onorabilità di tutto il Governo" in merito "al dietrofront sulla sforbiciata ad enti ed associazioni che curano la Memoria della Resistenza" - apre con "Automotive, l'SOS della Regione" e l'occhiello "La crisi. Necessaria una moratoria sui prestiti e ammortizzatori" ...   





























Tre giorni dopo il Vice Presidente, Vincenzo Colla, viene intervistato: "Preveniamo la crisi dell'automotive. Moratoria sui prestiti alle imprese e ammortizzatori in deroga per i lavoratori" ... (Il Corriere di Bologna, 28 aprile 2026)




















"La nostra Motor Valley continua a correre come un treno. Parallelamente assistiamo ad una reazione eccezionale delle altre imprese che hanno iniziato a differenziare i loro mercati, andando a produrre o a esportare nei territori in cui la guerra non c'è, come in Canada o in Sud America, o resistendo negli Stati Uniti, nonostante i dazi. Questa è resilienza. Per questo motivo si deve agire prima che sia troppo tardi" ... (Corriere di Bologna, 28 aprile 2026)






















Fotocronaca (parziale) del 25 aprile a Bologna (da Piazza de l'Unità)

Uno dei manifesti che hanno promosso il corteo ... 




Un'altro manifesto (del Sindacato Generale di Base) ...





Il corteo da Piazza de l'Unità muove su via Donato Creti: "Verso nuove Liberazioni ... No al riarmo"













"Docenti educatori ... per i diritti umani in Palestina"














Un protagonismo multietnico ...
 













Un cartello: "Donna, vita, libertà" ...














Giovani generazioni ed abbigliamento d'epoca ...
















Partecipano movimenti anarchici ...














... sindacati di base ed associazioni culturali ...














... antifascisti di varie generazioni ...














Soprattutto ragazze e giovani ...












Dal Pilastro in lotta (MuBasta!) alle altre periferie ...














Studentesse ...














... medie ed universitarie 














... lavoratrici, precari e sindacaliste/i
 













"Partigiani della pace" ...














"Antifascisti militanti" ...




















Sostenitori del "Collettivo di fabbrica dei lavoratori GKN diFirenze" ...













... e della storica squadra di calcio tedesca del St. Pauli di Amburgo




















Uno zainetto dedicato a "cause perse" ed "avvocati di strada" ...




















La testa sul Ponte di via Mascarella ...














Sotto un sole battente ...















Pluralità di voci e striscioni ...














Ragazze bianche e nere ...














Donna con kefiah e bandiera palestinese ...




















"Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore" ...




















"Free Palestine" ...














"Fanculo gli Stati Uniti" ...

















"Porti chiusi alla guerra" ...




















La torre Asinelli e la colonna Valerio ...














Verso viale Masini ...
 













A Porta Mascarella ...
















Mamma pro Palestina ...














Lungo via Irnerio ...














Bandiera palestinese in Piazzola ...














Un maxi abbraccio ...














Lungo via dell'Indipendenza ...














In Piazza Medaglie d'Oro davanti alla Stazione 2 Agosto 1980, presidiata da Polizia e Carabinieri ...














"Resistenza contro guerre, imperialismo e Governo Meloni. Contro la repressione di Lepore e Piantedosi" ...














In viale Pietramellara il corteo si divide: una parte si dirige in Bolognina ed un'altra parte al Pratello R'Esiste ...














A sinistra direzione Centro, a destra direzione Matteotti ...














In via Amendola ...














Giovani con le bandiere del Movimento Federalista Europeo ...






















In via dell'Indipendenza ecco Adelmo Cervi, figlio di Aldo, terzogenito dei sette fratelli fucilati dai fascisti per rappresaglia il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia ...














... prende sottobraccio uno degli organizzatori
 













Da Adelmo, una testimonianza che unisce memoria, presente ed avvenire ... 














25 aprile per tutti!

























"Blocchiamo la guerra, mandiamo a casa il Governo Meloni, cambiamo tutto" firmato Potere al Popolo ...
 













Bandiere al vento, l'orgoglio di PaP ...




















Viva il 25 aprile, "Verso nuove Liberazioni"!


























1 commento:

  1. Nella mia percezione è stato più venticinque aprile che primo maggio.
    L.

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