| Ancora tanto smog: le polveri fini PM10, nocive per la salute, oltre i limiti di legge ... |
| Nasce al Pilastro il Comitato MuBASTA per difendere il Parco Militini Moneta Stefanini ... |
Colpisce la distanza siderale che separa certe discussioni proposte da assessori "filosofi", da capigruppo parlamentari di partiti di governo e da liberi professionisti interessati a progettare o costruire città, da fatti ed esperienze quotidianamente vissuti da persone e comunità. Due esempi.
Primo. Le città italiane a partire da quelle della pianura padana e dell'Emilia Romagna, tra cui Bologna, sono da tempo sottoposte ad un grave inquinamento (vedi i nuovi dati di ARPAE sulle PM10). Urge dunque agire - già il ritardo è tanto! - per ridurre la congestione del traffico urbano e nazionale, per produrre risparmio energetico e conversione ecologica delle fonti, delle produzioni e dei consumi, per interrompere il disboscamento e per promuovere rimboschimento ...In questo contesto che fa Galeazzo Bignami, capo dei deputati di Fratelli d'Italia? Anziché rendere conto delle iniziative del suo partito e della maggioranza sul piano legislativo nazionale e delle politiche ancora ferme alle "grandi" opere inutili e dannose (leggi il Ponte sullo Stretto) polemizza con l'Amministrazione Lepore: "Città 30 è scritta male" e "non rispetta le leggi" in vigore. E, aggiunge, "i soldi già spesi? Ci penserà la Corte dei Conti". Ora, non v'è dubbio che Bologna 30 sia stata concepita dalla maggioranza degli attuali Amministratori di Centrosinistra come pura propaganda nazionale, "simbolo" di un governo "progressista" che in realtà continua a praticare politiche di sostanziale conservazione di un "modello" economico e di crescita in grave crisi. Lepore e i suoi Assessori si sono infatti concentrati sulla comunicazione, con un approccio privo di spessore culturale e progettuale trasformativo, di coinvolgimento e di protagonismo dei cittadini e delle loro associazioni: nessun intervento e neppure nessun intento diretto a condividere e realizzare modifiche urbanistiche e della mobilità incidenti ed apprezzabili nella organizzazione della vita quotidiana dei bolognesi. Quanto, per intenderci, sostiene l'urbanista Matteo Dondé (su la Repubblica Bologna, vedi sotto): "lo spazio per l'auto non viene negato, ma ridotto, e questo permette di avere marciapiedi più ampi, alberi, spazi di sosta e di socialità ... Se si va di più a piedi o in bici, c'è meno traffico. E allora non ci guadagna anche chi deve usare l'auto per forza, compresi i tassisti?". Così, purtroppo, una condivisibile strategia di trasformazione della vita urbana si è ridotta a sterile polemica tra fazioni "pro" e "contro" l'Amministrazione di Centrosinistra auto definitasi, senza meriti sostanziali, "la più progressista d'Italia". E "dal governo solo tifoseria" come rileva giustamente Dondé e come confermano le uscite di Galeazzo Bignami e soci. Quasi LorSignori non avessero alcuna diretta responsabilità di indirizzo e di Governo.
Secondo. La natura si ribella ad azioni umane irresponsabili che, passo dopo passo, devastano gli ecosistemi naturali, occupano ed edificano territori vergini, consumano e dissipano energia, riscaldano il clima ... La Sicilia e la Sardegna in questi giorni sono state innondate dalla forza del mare e da onde alte e potenti come non si ricordano i più anziani residenti. Ma negli ultimi anni eventi atmosferici hanno interessato e sconvolto la vita in molte altre regioni, Emilia Romagna e suo capoluogo ripetutamente.
E' dunque evidente che di fronte ai rischi idrogeologici, ai danni salatissimi conseguenti ad alluvioni, frane e mareggiate questione primaria e decisiva per ogni scelta urbanistica ("progressista" o diversamente aggettivata) è misurarsi con il rispetto e la valorizzazione della natura, con l'obiettivo della riduzione del suolo impermeabilizzato, con la progettazione, la messa a dimora ed una corretta manutenzione di boschi, giardini e verde pubblico e privato. Lo ripetono scienziati, medici, studiosi e ricercatori di tutte le discipline. E si moltiplicano le mobilitazioni popolari nelle città e nelle periferie: con donne, uomini, ragazze e giovanissimi protagonisti (vedi sotto critiche e proposte del Comitato MuBASTA).
Ecco che l'Assessore filosofo della Giunta Lepore, Raffaele Laudani, alle prese con il Piano Urbanistico Generale e le sue varianti, afferma "proponiamo un modello di sviluppo che si faccia carico del diritto all'abitare". E l'economista Luca Dondi, per anni alla guida di Nomisma ed ora ad di Patrigest sostiene che "la quota di Edilizia Residenziale Sociale (il 30%) prevista nel PUG è cospicua ma va messa in relazione alla redditività della componente a libero mercato (il 70%), che dovrebbe garantire le aspettative di rendimento e i costi dell'ERS". Per "l'esperto" (vedi sotto il Corriere di Bologna) "occorre agevolare il nuovo impianto e mettere in gioco aree pubbliche del Comune a costi contenuti, in modo da dimostrare che l'azzeramento della rendita non compromette gli interventi. La svalutazione di quelle aree è un costo da sostenere per dimostrare la validità di una impostazione che non è solo un piano urbanistico, ma un manifesto politico". Intervengono anche (vedi sotto Carlino Bologna) il presidente dell'associazione costruttori di Confindustria, Stefano Betti: "La crisi abitativa è una realtà che riguarda non solo le fasce più vulnerabili, ma anche la fascia grigia, famiglie con reddito troppo alto per accedere all'edilizia popolare e troppo basso per sostenere i costi del mercato. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di rivedere la rimodulazione dei parametri ERS, allargando la platea al fine di contribuire tutti e riducendo l'impatto sulle aziende costruttrici". E Legacoop, con la presidente Rita Ghedini, che il Quotidiano Nazionale traduce così "Il PUG deve favorire un'alleanza: cooperazione, sviluppatori e finanza collaborino, altrimenti si perde attratività".
Pare davvero sfuggire - ancora una volta - a questo dibattito, a questo proposito di "alleanza" e di "modello" di crescita l'emergenza climatica, i rischi idrogeologici sperimentati e che incombono, la questione dell'emergenza ecologica, del consumo di suolo e la necessità di un aumento complessivo del verde urbano nelle Città e a livello planetario.
Non è un caso che in tutti i quartieri di Bologna le aree ex militari e del demanio dismesse da decenni siano oggetto di trattative e concertazioni per una "valorizzazione" essenzialmente economica, immobiliare, quando va bene con premesse di "compensazione" e "mitigazione". Mentre restano in attesa di tempi migliori le proprietà private ex industriali, artigianali e residenziali dismesse ed abbandonate (tantissime!). Mentre servizi scolastici, scuole ed asili, spazi sociali o proposte culturali, ulteriori presidi delle forze dell'ordine finiscono per occupare (o essere indirizzati verso) parchi, giardini, aree vergini o agricole.
E' il caso del Museo delle bambine e dei bambini proposto dalla Giunta Lepore all'interno del Parco Militini Moneta Stefanini del Pilastro, già ridotto per la costruzione di una nuova Caserma dei Carabinieri (di seguito le ragioni del Comitato MuBASTA). Oppure del potenziamento del Campeggio di via Romita, a nord della Città, nel Quartiere Navile (su cui è aperta la discussione in Città).
Il tempo della critica e delle correzioni di marcia è questo. Per evitare che nuovi fatti e tristi esperienze dimostrino l'insensatezza delle scelte politico istituzionali che governano il Belpaese e le nostre Città.
MuBASTA, le ragioni di un impegno civico (testo letto da Laura Pasotti alla conferenza stampa del 22 gennaio 2026)
Il Comitato MuBASTA è nato in modo informale il 16 dicembre 2025 su iniziativa di abitanti del Pilastro con lo scopo di difendere l'integrità del parco Mitilini Moneta Stefanini, punto centrale del rione e luogo di socialità, di passaggio e incontro per chi ci vive.
Al Pilastro è presente un tessuto sociale stratificato e variegato, le cui necessità primarie sono state accantonate da questa Amministrazione per imporre la costruzione di un edificio multipiano destinato a ospitare un “Museo dei bambini”, imposizione a dir poco aliena sia alla realtà storica che sociale del Pilastro.
Come altri quartieri popolari, il Pilastro continua a essere carente di investimenti reali per chi ci vive, per scuole e servizi, ma il Comune continua a investire in progetti finalizzati ad attrarre investimenti speculativi piuttosto che rispondere alle reali esigenze di chi vi abita.
I punti principali per cui siamo contrari alla costruzione del “Museo dei bambini”.
Il primo è che riteniamo vergognoso che il Comune di Bologna tratti un parco pubblico, bene comune costituzionalmente riconosciuto, al pari di un mero spazio edificabile.
Il secondo è lo spregiudicato consumo di suolo: il bando pubblico prevedeva “consumo di suolo zero”, ma guarda caso il progetto vincitore scelto da loro cementificherà 1300 metri quadri di suolo.
Il terzo riguarda le cosiddette compensazioni: molti alberi piantati in compensazione si stanno rivelando una promessa non mantenuta, molti di quelli messi a dimora in passato sono morti e altri non resisteranno alle nuove cementificazioni. Alcuni di quelli che verranno trapiantati per il Muba erano stati piantati per compensare quelli tagliati per i lavori della caserma due anni fa, alcuni hanno iniziato ad attecchire solo ora. Chissà se sopravviveranno allo spostamento.
Le compensazioni sono un modo per mettere a tacere le legittime contestazioni civili, in realtà sono un vero inganno. Non si può sostenere di compensare la cementificazione del prato con parti di “asfalto drenante” che ha un assorbimento minimo rispetto al suolo. Come non si possono barattare grandi alberi con qualche piccolo alberello striminzito.
Non è la stessa cosa e non ci vuole un genio per comprenderlo. L'ombra, la produzione di ossigeno, l'assorbimento di anidride carbonica non è la stessa. Il Pilastro è una delle zone più inquinate della città, gli alberi non sono mai abbastanza.
Il quarto riguarda l’assenza di una reale processo partecipativo: la partecipazione si fa coinvolgendo chi abita il territorio, non calando progetti dall'alto. Questa è volgare speculazione. L'amministrazione un paio di anni fa scelse scientemente di coinvolgere poche persone: due classi quinte delle elementari, più qualche genitore e un paio di associazioni fatte chiamare da Fondazione Innovazione Urbana.
I bambini e le bambine fecero specifiche richieste, anche queste completamente disattese dal Comune di Bologna.
Questa è profonda mancanza di empatia, ascolto e rispetto per l'infanzia tutta.
Le immagini le potete trovare nei documenti pubblicati on line, sul sito del Comune: i bambini hanno raccontato che nel parco amano fare le capriole, correre, guardare il cielo e arrampicarsi sugli alberi.
Nel disegno on line (di cui vi daremo alcune copie), gli alberi indicati dai bambini come prediletti per arrampicarsi sono proprio quelli che il Comune di Bologna ha scelto di tagliare. Questo è sadismo.
La realizzazione del museo distruggerà un parco frequentato e vissuto da chi abita nel rione, dove da sempre bambine e bambini giocano, stanno all'aria aperta e persone di tutte le età lo frequentano. Un parco storico che, negli anni Sessanta, il Comitato inquilini del Pilastro l'ha salvato dall’amministrazione che pretendeva di costruirci altri edifici. Il Comune accolse le criticità presentate e l’azione civica popolare riuscì a far approvare una variante al Piano Regolatore. Erano amministrazioni che ascoltavano.
Come comitato MuBASTA siamo dunque contrari alla costruzione di questo ecomostro all'interno del Parco, al consumo di suolo, all'abbattimento degli alberi e alla diminuzione della superficie dello spazio pubblico, tra l'altro già fortemente ridotta dalla recente costruzione della caserma dei Carabinieri.
I nostri obiettivi sono fermare il progetto, impedire la cementificazione del verde pubblico, salvare il parco, obbligare l'amministrazione a soddisfare le richieste dei bambini e costruire una visione diversa della città.
Per questo chiediamo che le risorse per il Muba vengano investite in servizi, cultura (reale), scuola, che vengano investite sul territorio e per chi lo vive.
Bologna non deve essere solo una città per turisti di passaggio, ma una città realmente a misura di chi la vive.
Le istanze civiche del Parco Don Bosco, del San Leonardo e del Parco della Zucca ci dicono che è possibile.
Come comitato siamo attivi da poco più di un mese ma abbiamo già raccolto sostegno da tantissimi altri comitati cittadini, dal Besta al San Leo, fino a Sale in Zucca. All'interno del comitato ci sono realtà come il Lazzaretto, che fa parte del rione Pilastro ed è uno delle pochi spazi autogestiti rimasti in città. Ovviamente è sotto minaccia di sgombero, che potrebbe avvenire il 14 febbraio, perché sostanzialmente anche questa amministrazione agevola solo ciò che fa comodo a loro.
Abbiamo ottenuto sostegno anche da tanti abitanti del rione e, nella maggior parte dei casi, siamo stati noi a informarli del cantiere, di cosa sta succedendo e di come rischia di essere trasformato il parco e il rione stesso. Neanche i vigili urbani e i carabinieri sapevano per cosa fossero le transenne poste nel parco già a fine novembre.
Siamo presenti nel parco, non facilissimo vista la stagione, ogni giovedì dalle 16 davanti alla biblioteca Spina, per parlare con le persone e fare due chiacchiere. Inoltre stiamo facendo una raccolta firme, che sta andando molto bene e lunedì 26 gennaio alle 17 porteremo la nostra protesta nel Consiglio Comunale.
Sul piano istituzionale, la Consigliera di Quartiere Francesca Fortuzzi (Potere al Popolo) ha già presentato una “Richiesta di Commissione urgente sul Muba e prima dell'inizio lavori” a cui il Presidente Serra ancora non dà seguito. Inoltre da quasi un mese ha fatto anche richiesta di Accesso agli Atti, a cui ancora nessuno ha risposto nonostante l'obbligo dei 30 giorni.
In ultimo, insieme ad altri due membri del Comitato, ha presentato regolare querela ai Carabinieri per svariate irregolarità edìli riguardanti sia il cantiere che alcuni lavori propedeutici.
Grazie a tutte e tutti per la disponibilità e l'attenzione.
| Sul posto alcuni carabinieri della attigua Caserma (costruita di recente su terreno vergine) provano ad identificare i presenti ... |
| Mentre gli operai procedono nel loro lavoro di chiusura, si discute su diritti e doveri, legalità e illegalità, controllo del territorio ed inadempienze dei cantieri ... |
| Le scritte di dissenso verso il MuBa e pro Parco Militini Moneta Stefanini restano intatte ... |
| Intanto, lungo la recinzione su via Pirandello, appare anche il "cartello di cantiere" d'obbligo, che per molti giorni è mancato ... |
| Un operaio della ditta Bresciana Costruzioni Srl al lavoro ... |
| ... dagli operai impegnati nel transennamento massimo rispetto per la protesta e le istanze dei residenti |
| Una protesta motivata, un cartello con un uso più appropriato della cultura e delle canzoni di Lucio Dalla: "più che Futura ... Quale allegria" |
| Al Pilastro, come in tutta la Città, l'esperienza di F.I.CO. e di Gran Tour Italia è viva ... |
| L'orgoglio di un impegno civico: sul cappotto di una attivista un bottone "MuBASTA, 40127 rione Pilastro" ... |
| MuBASTA tutela la biodiversità e i diritti degli animali ... |
| Il Comitato di presenta: volti di varie generazioni e culture ... |
| Una donna portavoce, Laura Pasotti ... |
| ... ed una consigliera di Quartiere, Francesca Fortuzzi |
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| Un volantino chiama ad un prossimo appuntamento, lunedì 26 gennaio in Piazza Maggiore ... |
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| Sul lato B, gli argomenti e le tesi ... |
| Sulle prime pagine dei giornali la notizia del pronunciamento del TAR su Bologna 30. Il Corriere: "Esulta Fratelli d'Italia" ... (21 gennaio 2026) |
| La prima di la Repubblica Bologna titola "Lepore: rilievi formali, avanti" ... (21 gennaio 2025) |
| L'intervista sul Corriere del Capogruppo di FdI alla Camera, on. Galeazzo Bignami: l'ordinanza "era scritta male" ... (23 gennaio 2026) |
| Sul Corriere di Bologna "Laudani e l'urbanistica progressista" ed una esplicativa intervista a Dondi "obiettivo ambizioso" ... (23 gennaio 2026) |
| Le questioni PUG e casa a Bologna ricostruite dal Carlino ... (23 gennaio 2026) ... |
| Ancora su Carlino Bologna "la ricetta di Legacoop" e del Presidente di ANCE. Titolo: "Il PUG deve favorire un'alleanza" ... (23 gennaio 2026) Interessante, programmatico: includente ed escludente! |
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| Un altro mondo è possibile? Cittadin3, associazioni, comitati per una "progettazione autogestita della ex Caserma Sani" e della Città: appuntamento per oggi: sabato 24 gennaio |



Ancora smog nonostante la pioggia..... Non è buona cosa.
RispondiEliminaQuanto a Bo30: non mi pare abbia cambiato affatto la vita in città. Lepore e C. hanno fatto una campagna stampa ed una ordinanza non sostenute da politiche coerenti e partecipate. Così ora il braccio di ferro con Bignami & Salvini risulta una sfida tra fan & partiti senza popolo. "Fatti loro" dicono tanti.
Una occasione persa per tutti noi.
Sul Museo delle bambine e dei bambini al Pilastro continuo a chiedermi perché in un parco? Poi in quel parco, intitolato ai tre carabinieri uccisi dai criminali della uno bianca..... (tre, cinque o più che ancora restano impuniti, magari potenti). E, mentre un brivido mi corre nella schiena, continuo a dirmi che essendo il MUBA un progetto nazionale e cittadino si potevano studiare altre destinazioni migliori, senza consumare suolo e tagliare alberi. Perché non lo si è fatto? E il brivido permane......
B.R.
Ovviamente la pioggia toglie polvere. Meglio la sposta.
EliminaI dati Arpae ER di oggi (relativi a ieri) segnano una importante riduzione dei valori.
Piuttosto mi pare che relativamente al Tar che annulla l'ordinanza del Comune su Città 30 l'Amministrazione ha già cambiato posizione, accogliendo la sostanza dei rilievi. Scrivono i giornali che ora si ripartirà da cento interventi, a partire da piazza Trento Trieste e da viale Lincoln.
Perché al parco Militini del Pilastro? Dicono per portare lì un bel progetto e visitatori interessati. Probabilmente anche perché i costi (economici) sono di molto inferiori.
M.