venerdì 9 dicembre 2022

Clima e politica: l'autunno resterà "caldino"?

Il CostaArena gremito per l'assemblea pubblica di Bologna for Climate Justice ... 



La crisi climatica globale non risparmia nessuno. Il riscaldamento del Pianeta prosegue senza che le classi dominanti e i Governi adottino le necessarie contromisure. Così mentre dal Pakistan ad Ischia si contano morti, feriti e devastazioni di territori feriti da decenni di pesanti antropizzazioni, di malgoverno e di mancati risanamenti, anche in Emilia Romagna la Regione chiede al Governo di dichiarare "lo stato di emergenza nazionale" in seguito alle piogge, al vento ed alle mareggiate degli ultimi giorni. 

Eventi "straordinari" solo per chi è, da tempo, in altre faccende affaccendato. In Italia, anziché cogliere l'occasione storica di Next Generation EU per il fine che lo ha motivato, Governo, partiti e "tecnici" di scarsa lungimiranza hanno diretto il PNRR e i relativi fondi in mille rivoli di vecchi "progettini" o in interventi di "greenwashing" con il fine di conservare un sistema economico e sociale sempre più insostenibile. Sarebbe ora che i politici, gli amministratori, i proprietari e manager dei grandi
gruppi industriali e finanziari che hanno selezionato gli investimenti "in cantiere" rendessero pubblicamente conto ai cittadini l'elenco completo delle scelte fatte e dei costi che ricadranno sulle comunità. Emergerebbe che prescindono, quasi totalmente, dagli impegni presi a livello internazionale (innanzitutto nelle varie edizioni di COP), dalle sagge raccomandazioni di donne e uomini di scienza, dalle sollecitazioni di milioni di persone e di tante associazioni di base che operano a livello locale. 

Establishment comunitari ed élite locali restano abbarbicati a difesa di profitti, privilegi e di un "disordine" che sfocia sempre più verso conflitti sociali, "guerre infinite", spreco continuo di preziose risorse, perdita progressiva di cultura e di consapevolezza della necessità di comprensione, cambiamento, partecipazione, solidarietà, cooperazione. 

Di fronte alla guerra nel cuore dell'Europa che coinvolge direttamente o indirettamente potenze atomiche, alle tensioni nell'estremo Oriente che contrappone le super potenze economiche e in un contesto di pandemie che indicano il modificarsi profondo del rapporto genere umano - natura, ovvero demografia - produzioni - biodiversità, con i processi di riarmo, di inflazione, di speculazione, di costo di materie prime essenziali per la vita e le comunità che ne derivano, molti avevano ipotizzato un autunno politico caldo.  

Solo in parte lo stiamo riscontrando.
Nel mondo: con le tensioni locali e internazionali causate dalla riduzione del commercio di generi alimentari di prima necessità, con il ritorno del vecchio e discusso Ignazio Lula da Silva e del suo popolo al Governo del Brasile o con il movimento imponente delle donne e dei giovani iraniani contro un fondamentalismo illiberale insopportabile.

In Italia: con le manifestazioni intermittenti (ma ancora prive di capacità vertenziale) per la pace e il disarmo; con le tante iniziative per il diritto delle donne ad essere rispettate e a non subire violenze; con le mobilitazioni per il diritto alla casa o a spazi pubblici negati; con le lotte per difendere il lavoro e l'occupazione, tanto in aziende da convertire quanto in realtà produttive che ancora generano ricchezza comune; con le battaglie per la salute, un ambiente sano e una "vita bella" nelle città; con i primi scioperi (dei sindacati di base il 2 dicembre) contro l'aumento delle spese militari e la riduzione delle risorse destinate a sanità, scuole e servizi di trasporto pubblici, per salari e pensioni dignitosi e un reddito di cittadinanza che tuteli chi non ha lavoro e redditi adeguati.
Importanti e incoraggianti sono le iniziative di "convergere per insorgere" condotte da avanguardie di lavoratori (primo il Collettivo di Fabbrica dell'Ex GKN), disoccupati, studenti e cittadini "liberi e pensanti" attivi da Firenze a Bologna, da Napoli a Taranto. Come hanno testimoniato le giornate del 22 ottobre e del 5 novembre. 
Ma ancora tanto c'è da fare per cogliere il malcontento che cresce, ancora mirato su vari e diversi obiettivi.

Soprattutto tra le organizzazioni storiche del mondo del lavoro. 
La CGIL di Maurizio Landini (insieme alla UIL) ha annunciato scioperi ed iniziative locali e regionali per la prossima settimana. Tuttavia la sensazione è che il maggiore sindacato italiano sconti un impoverimento culturale, di radicamento sociale e di strategia: la sua resta una risposta all'offensiva di classe di Confindustria e dei Governi neo liberisti. Prima vittima del riformismo debole che anima da decenni le socialdemocrazie europee, al massimo caratterizzate nella contrattazione di quote marginali della ricchezza prodotta da business sempre e comunque decisi da arroganti imprenditori "prenditori". E costantemente esposti ai ricatti occupazionali di padroni e manager assolutamente disinteressati a visioni di prospettiva e di transizione verso la sostenibilità sociale ed ambientale dell'economia e dei territori. In merito, simbolica e squalificante è la posizione espressa a Bologna dai vertici locali delle tre organizzazioni confederali sul Passante di Mezzo dopo la manifestazione popolare dei 22 ottobre e, purtroppo, in sintonia con Quelli del Si alle "grandi" opere, a prescindere dalla qualità e dai costi ambientali e sociali di molte infrastrutture. Come se le culture consumiste e produttiviste non fossero causa dei mali strutturali del Paese e del Pianeta. E proprio i lavoratori non fossero i primi interessati ad una trasformazione eco-compatibile dei prodotti, dei processi, dei territori e della società. La "transizione ecologica" che gran parte delle classi dirigenti e dei partiti dice di voler perseguire e non pratica.

Con le prime settimane di lavoro e con il varo della  prima "manovra economica e finanziaria" il Governo di Giorgia Meloni e delle Destre ha mostrato il suo tratto decisamente conservatore. Sono prontamente rientrati anche alcuni propositi (come quelli del ViceMinistro Galeazzo Bignami) di revisione critica di alcune delle scelte più contraddittorie del CentroSinistra. Approvate tutte le priorità definite dal Governo Draghi in materia di infrastrutture. Così il Passante di Mezzo perorato da Autostrade per l'Italia ed Amministrazioni PD: pare in cambio di un sovrappiù di opere infrastrutturali stradali quali l'attraversamento delle valli dell'Appenino a Sud di Bologna. Presentate, con voci bipartisan, a favore delle comunità montane ma, tutte e sempre, in continuità con un modello di crescita fallito: pro mezzi individuali e più inquinanti, per la gioia delle multinazionali dell'auto e dei carburanti fossili. 

Il CentroSinistra concentra la gran parte delle rimanenti energie in attesa degli esiti della sfida aperta nel PD dopo le elezioni politiche del 24 settembre e l'annuncio del cambio del Segretario.
Nel dibattito post voto non mancano riflessioni interessanti, anche profonde e radicali.
Tra le tante meritevoli di approfondimento quelle di Laura Pennacchi e Karima Moual, di Stefano Massini e Miguel Gotor sulle pagine di Repubblica (vedi sotto).
Purtroppo però al confronto su identità, progetto e politiche si antepongono nomi e cognomi. 
Prevale la ricerca dell'uomo o della donna possibile futuro leader. Oppure del miglior "ticket" per il vertice.
Stefano Bonaccini o Elly Schlein? Ovvero Bonaccini - Schlein o Schlein - Bonaccini? Per qualcuno Bonaccini - Nardella ... La prima emiliana autocandidata Paola De Micheli pare senza speranze: forse fuori causa dopo aver riconosciuto - già alla Festa de l'Unità del 2019 - che all'avvio dei lavori del Passante di Mezzo, lei Ministra competente del Conte 2, causa "impopolarità" a Bologna "non avrebbe potuto ritornare per qualche anno". 

Di un PD a trazione emiliana su questo blog si è già scritto ripetutamente con riferimenti argomentati che non è il caso di ripetere.
Piuttosto andrebbero ascoltati attivisti, iscritti e popolo della sinistra che frequentano e partecipano, quando invitati, alle assemblee pubbliche.
Un esempio istruttivo è stato quello di Corticella, domenica scorsa, con Franco Cima, segretario di Circolo e Consigliere comunale a Palazzo d'Accursio, ed Anna Del Mugnaio, a capo del Gruppo PD in Quartiere, a sollecitare opinioni e punti di vista di iscritti, dirigenti e attivisti di associazioni operanti nel territorio. Poi una serie di interventi precisi e circostanziati (un patrimonio di esperienze e conoscenze prezioso quanto inutilizzato) a evidenziare "la distanza del partito (nazionale ma anche locale) e delle Istituzioni dalle condizioni e dalle speranze della vita quotidiana": di chi impatta con "la povertà e le fragilità di questo tempo"; di chi vive del proprio lavoro con redditi modesti o pensioni minime e sociali; di chi si sente "insicuro di fronte a soprusi, arroganza e violenze"; di chi reclama educazione, prevenzione, cura, sanità e istruzione pubblica; di chi si batte per un ambiente più sano, per preservare il verde urbano, per una mobilità alternativa ("prima il trasporto pubblico"!) o per risanare le acque ("il Navile conta nel Quartiere oltre cento scarichi abusivi") … 
Insomma: "non va tutto bene, occorre cambiare” anche a Bologna e in Emilia Romagna; "più giustizia e meno evasione fiscale, più democrazia organizzata, partecipata e deliberante, più solidarietà e cooperazione".

Germi e contraddizioni. Che potrebbero crescere. Forse maturare.
In effetti sarebbe bello crescere la temperatura della politica e raffreddare il clima.

7886 (settemilaottocentoottantasei!) progetti regionali del PNRR che valgono complessivamente 5,5 (cinque miliardi e mezzo!) secondo l'Assessore Andrea Corsini sono a "rischio gare deserte per i rincari" scrive Repubblica Bologna ... (9 dicembre 2022)
 

Per Maurizio Landini, intervistato dal Quotidiano Nazionale - Il Resto del Carlino, "questa manovra non affronta le emergenze, Meloni ci ascolti" ... (7 dicembre 2022)





Bologna, venerdì 2 dicembre: in Piazza XX Settembre si forma il corteo dei sindacati di base che hanno proclamato una giornata di sciopero generale ...




Dalla scalinata del Pincio scende un gruppo di attivisti ambientalisti: "per il clima fuori dal fossile" ...



Il corteo si muove lungo via dell'Indipendenza ...


Immagini dalla Montagnola mentre sfilano SGB e USB ...


Insieme alle organizzazioni territoriali striscioni di vari gruppi aziendali multinazionali ...


"Giù le armi, su i salari" ...


"No autostrade in Città, No Gassante di Mezzo. Per la tutela della salute e del territorio" ...


"Fermiamo la guerra e l'economia di guerra" ...


Forse in solidarietà con i manifestanti anche le "autoscuole Tugnoli" si fanno rosse ...


"No spese militari, Si spese sociali" ...


Davanti all'Arena del Sole, Luca Tassinari motiva la presenza e le ragioni di chi rivendica investimenti per la salute e per l'ambiente e si oppone al Passante di Mezzo ed al potenziamento di autostrade e super strade ...


Due cartelli scritti a mano: "I soldi pubblici alla scuola pubblica" e "I precari meritano l'assunzione" ...


... "Dalle scuole all'Università studenti e lavoratori uniti nella lotta"!


Lungo via Augusto Righi ...


All'entrata della sede di AGCI la denuncia di "paghe da fame" per troppe lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali ... 


Un volantino SGB "per il rinnovo dei contratti e l'aumento dei salari, per un salario minimo e contro le privatizzazioni e il sistema degli appalti" ...


Manifestanti e passanti leggono le buste paga esposte alle inferriate ...


Il corteo lungo Via Zamboni ...














... e Via Castiglione


Un cartellone riassume Si e No della lotta ... 


La conclusione del corteo davanti alla sede di Confindustria ...



L'intervento di un rappresentante sindacale ...


Il saluto di Marta Collot di Potere al Popolo (2 dicembre 2022)














L'intervento di una esponente di Fridays for Future all'assemblea pubblica organizzata da Bologna for Climate Justice al CostaArena ... (1 dicembre 2022)


La sala piena e attenta ...


Tra le molte ragazze e i giovani, anche qualche "pantera grigia"... 
















Su il manifesto il punto sulla lotta dei lavoratori della Ex GKN e l'incontro in fabbrica con la Commissione Lavoro di Palazzo Vecchio ... (7 dicembre 2022)


Domenica 4 dicembre alla Casa del Popolo di Corticella l'Assemblea Pubblica del PD: interviene Lanfranco Boccafogli ... 


Alla presidenza Franco Cima "prende nota" degli interventi critici e propositivi di militanti ed attiviste/i di varie associazioni del territorio: dallo SPI al Circolo ARCI, dal Cerchio Verde a Legambiente (qui Nino Pizzimenti) ...
 

... di pensionati, esercenti, ex deputati (ecco l'on. Mauro Olivi) e dirigenti (Valeria Ribani). Passione, esperienza e voglia di protagonismo a confronto nell'impegnativo tentativo di superare la fase critica della Sinistra e della Democrazia ... (4 dicembre 2022)


Le idee di Laura Pennacchi: "C'è l'urgenza di disegnare un modello alternativo di sviluppo ecologico e rilanciare grandi ideali" sottotitola la Repubblica (29 novembre 2022)


Le idee di Karima Moual: "la storia di Saman Abbas è un monito" scrive la giornalista e scrittrice di origini marocchine ... (la Repubblica, 8 dicembre 2022)


Le idee di Miguel Gotor: "il vero tema è la mancanza di una identità autonoma e definita" riassume la Repubblica ... (6 dicembre 2022)


Le idee di Stefano Massini: "il partito si è trasformato nel portinaio sonnacchioso che dalla guardiola controlla e preserva il Palazzo" ... (la Repubblica, 29 settembre 2022)


Su il Fatto Quotidiano la critica feroce e argomentata di Daniela Ranieri ai candidati alla segreteria del PD e alla proposta del Sindaco di Bologna di "cambio del logo" ... (3 dicembre 2022)


10 commenti:

  1. Trovo apprezzabile e non banale la interpretazione dei fatti sociali e politici supportata da una ricca documentazione, che solo in parte è nelle disponibilità dei comuni mortali.
    Rispetto il tentativo di considerare le varie forze in campo e di favorire una loro evoluzione.
    Mi chiedo se l'operazione politica (degna di una scuola purtroppo superata) possa avere successo in un mondo in cui prevalgono a destra come a sinistra pratiche corruttive diffuse, lobbismo, compromessi a danno di tutti.
    Ciao!

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    1. Ciao! in effetti non conosco alternative al confronto libero, franco ed argomentato nel merito dei problemi e delle esperienze.
      Gianni

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  2. Chi ha parlato di autunno caldo riferendosi al clima ha certamente colpito nel segno anche se le conseguenze sono state quelle da tempo annunciate dagli studiosi più rigorosi: con i danni di sempre, i lamenti degli amministratori a disastri avvenuti, gli affari sulle emergenze.
    Chi invece aveva in mente le tensioni sociali e le lotte di studenti e operai del secolo scorso non considerava il mondo nuovo fatto di dipendenza frammentata, di isolamento sociale e di contrattazione individuale. Con la postilla che quelli che in politica auspicavano per l'Italia un futuro da paese occidentale normale hanno pienamente raggiunto il loro scopo ed ora possono frequentare al pari dei vecchi avversari i ministeri romani e i palazzi europei per esercitare remunerative attività.
    Mario C.

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    1. Mario C. come sempre "acuto".
      Unica postilla: forse qualcuno parlando di "paese normale" intendeva anche "più giusto", "più rispettoso della Costituzione della Repubblica Italiana" ... Di certo una illusione astratta e fuorviante se manca di una critica puntuale alle contraddizioni sociali ed ecologiche del passato e del presente.
      Gianni

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    2. A proposito di postille.
      Franco Cima e non Mario.
      M.

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    3. Grazie! Corretto.
      Gianni

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  3. Un uomo o una donna che perdono lucidità e critica, ironia e determinazione finiscono male.
    Non solo in Italia.
    C'è invece tanto spazio per le persone che rifiutano armi e violenza, petrolio e produzioni nocive, sfruttamento e arroganza.
    Senza fondare le relazioni su principi semplici e fondanti è solo un bla, bla, bla insopportabile.
    sr

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    1. Penso che gli spazi per le persone che praticano pace, disarmo e non violenza; che lavorano quotidianamente per una economia circolare, eco-compatibile e solidale; che scelgono il rispetto degli interlocutori e la democrazia siano di molto inferiori a quelli "concessi" a chi sostiene ed esercita interessi opposti.
      E tuttavia non abbiamo alcuna garanzia che combattere sul terreno imposto da altri, più potenti, produca risultati apprezzabili.
      Condivido dunque l'invito a fondare le analisi, le lotte e "le relazioni su principi semplici e fondanti". E' la Politica.
      Gianni

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  4. Leggo su Corriere Bologna che Ravenna raddoppia: da uno a due rigassificatori. Non è che Bonaccini prende voti per la segreteria del partito in cambio di cessione della sovranità del patrimonio marino e territoriale dell'Emilia Romagna?

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    1. Le prospettive che Stefano Bonaccini ha praticato ed indica tutt'ora per l'Emilia Romagna (con uno o forse due rigassificatori, con il Passante di Mezzo e le ulteriori strade ed autostrade, con i poli della logistica su gomma, con lo sviluppo di industrie nocive ed inquinanti, con il progressivo consumo di suolo ...) non è convincente né auspicabile. Il fatto poi che il Presidente della Giunta si proponga di governare la Regione e contemporaneamente il PD nazionale evidenzia "la statura" e i limiti dell'uomo.
      La Democrazia e la Sinistra italiana richiedono altro.
      Gianni

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