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| Uomini stolti con mezzi potenti operano contro natura ... |
La lotta di Bosco Ospizio ha una rilevanza nazionale. Perché affronta un problema concreto ed un agire locale con un pensiero globale ed una proposta saggia. Perché, mentre l'estate più calda di sempre si prolunga ancora, nascono altri comitati cittadini come "Scuole roventi", che denunciano le temperature insostenibili all'interno di nidi e scuole materne. Perché questi (ed altri) fatti esigono non solo "adattamenti" ma vere e proprie strategie ed azioni strutturali per contrastare i cambiamenti climatici in atto. Perché di fronte alla mobilitazione di cittadini ed associazioni che esigono governo della conversione ecologica e giustizia sociale, ovvero partecipazione e democrazia secondo i Principi e l'Ordinamento della Costituzione, amministratori e gruppi economici della grande distribuzione mostrano grande arroganza e inadeguatezza, anteponendo affari privati a interesse generale, salute e ambiente.
Mercoledì l'Amministrazione Comunale di Reggio Emilia e CONAD hanno deciso di sfidare le buone ragioni e il vasto, multiforme, movimento popolare che da anni è impegnato a difendere cultura e natura nella terra di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli e che da più di due mesi presidia 24 ore su 24 l'area naturale minacciata.Per avviare il cantiere di costruzione dell'ennesimo supermercato (il 61esimo nella provincia!) ancora una volta, sono stati impiegati ingenti contingenti di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa: procedendo con fermi e denunce contro persone che si opponevano pacificamente e con forme tranquille di disobbedienza civile ai lavori avviati ancora in attesa di ricorsi e condotti senza alcuna misura di sicurezza.
In Italia e nella regione una triste conferma.
Il Governo di Giorgia Meloni, Matteo Salvini ed Antonio Tajani ha varato ripetuti decreti "sicurezza" liberticidi, prontamente trasformati in legge da un Parlamento subalterno e a maggioranza delle destre. Ora li applica. Nelle città emiliane, la Giunta De Pascale e le Amministrazioni di Centrosinistra e del "Campo largo" hanno subito e taciuto i numerosi interventi e le azioni repressive condotte da uomini dello Stato e del Ministero degli Interni. In più casi e più volte i giornali mainstream hanno scritto di "patto Lepore - Piantedosi".
E' dunque comprensibile quanto scritto in queste ore da giovani attivisti ecologisti: "ci aspettavano nel Bosco, ci troveranno in tutta Italia ... questa storia non finisce dentro un cantiere. Il Bosco Ospizio è una lotta che ci ricorda il potere delle comunità di decidere sul proprio territorio, per difendere la Terra e riaffermare il diritto alla vita".
Si prospettano giorni, settimane e mesi di solidarietà, creatività e iniziativa.
Solo un protagonismo lungimirante, articolato, ricco di argomenti e di determinazione può contribuire a costruire nella società, nei Consigli Comunali, in Parlamento rapporti di forza diversi e processi culturali e politici all'altezza delle sfide e dei conflitti aperti.
All'organizzazione e alla lotta.
Tra le varie iniziative, una proposta di Lettera personale da inviare agli Amministratori comunali di Reggio Emilia e alla Direzione di CONAD Centro Nord
Agli indirizzi: segreteria.sindaco@comune.re.it, segreteria.assessorepasini@comune.re.it. info@conadcentronord.it, esg@conadcentronord.it
Con la presente desidero esprimere la mia totale indignazione per l'avvio dei lavori presso l'area del Bosco Ospizio.
Le immagini che stanno circolando in queste ore sono inaccettabili. È sconcertante constatare la presenza di forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa impiegate per difendere un cantiere privato da pacifici attivisti e cittadini. In una città come Reggio Emilia, tali risorse dovrebbero essere destinate a contesti di criminalità e non contro chi difende il territorio.
Ancor più dolorose e scioccanti sono le testimonianze visive delle modalità con cui si sta procedendo all'abbattimento. Le ruspe e i bulldozer stanno abbattendo alberi a spinta, in modo caotico, senza un metodo apparente e in totale assenza delle necessarie misure di sicurezza e competenza tecnica. Assistere al crollo di un platano di circa 20 metri e con 40 anni di vita, colpito ripetutamente fino a essere sradicato, è un vero e proprio orrore.
Gli alberi sono esseri complessi e vitali: rappresentano il nostro ossigeno, i nostri condizionatori naturali, i filtri contro l'inquinamento e il riparo dagli eventi atmosferici. Distruggerli in questo modo è un crimine contro la natura. Questo intervento sta provocando una strage ambientale ingiustificabile, ignorando deliberatamente la presenza accertata di specie protette dalla legge italiana, come ricci e rospi smeraldini, che verranno inevitabilmente schiacciati o privati del loro habitat.
A CONAD Centro Nord desidero far notare come questo ennesimo scempio contraddica in modo imbarazzante le vostre stesse campagne pubblicitarie e iniziative di facciata, tra cui:
-"Sosteniamo il futuro": la campagna in cui dichiarate di impegnarvi attivamente su pilastri fondamentali come "ambiente e risorse, persone e comunità, imprese e territorio".
-"Forestiamo l'Italia": l'iniziativa legata alla piantumazione di alberi e alla tutela delle aree verdi su scala nazionale per dimostrare responsabilità sociale verso la crisi climatica.
-"Verso Natura": la linea di prodotti biologici ed ecologici promossa come la scelta ideale per "chi vuole fare bene all'ambiente, abbracciando la naturalità come stile di vita".
Poiché non è la prima volta che CONAD abbatte aree verdi per cementificare sul territorio di Reggio Emilia, di fronte a questo ultimo ed evitabile ecocidio ho preso una decisione irrevocabile: non metterò mai più piede in un punto vendita Conad in vita mia.
All'Amministrazione Comunale ricordo invece che i cittadini hanno memoria. Alle prossime elezioni ricorderò fermamente alla comunità di cosa si è macchiata questa amministrazione, che ha permesso di calpestare la vita e la biodiversità unicamente in nome del profitto.
È in atto un profondo cambiamento culturale e la sensibilità dei cittadini non tollera più queste logiche. Come recita una nota profezia dei nativi americani: "Solo quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato e l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro."
Fermate immediatamente questa operazione distruttiva.
Distinti saluti,
(Cognome e nome, data)
Bosco Ospizio, Reggio Emilia, 30 settembre 2026: una giornata particolare
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Alcune delle tende degli attivisti ...
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Altre tende e simboli della lotta ...
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Un cartello prova a rappresentare chi non può ...
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A difesa di eco-sistemi preziosi ...
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Un patrimonio comune di biodiversità ...
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Le tappe di "una storia che ci coinvolge tutti" ...
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"Gli alberi ci regalano ciò che non possiamo comprare: aria, ombra, silenzio, vita" ...
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"Salva il Bosco, boicotta CONAD"
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| "Nel cemento non nasce niente" ... |
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Ogni angolo del Bosco è controllato da contingenti di Carabinieri e Polizia ... |
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Sulla via Emilia ...
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Agenti Digos fronteggiano residenti ed attivisti sulla via Emilia mentre, all'interno del cantiere, uomini, ruspe e bulldozer avviano i lavori ... |
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Tecnici, mezzi meccanici ed operai ... (senza protezioni di sicurezza)
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Un potente mezzo meccanico si muove nella vegetazione spontanea e la distrugge metro dopo metro ...
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Poi, a comando, si dirige verso alberi alti fino a 20 metri ...
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... la benna si appoggia al tronco: procede e arretra ...
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... procede e arretra, con sempre maggiore violenza ...
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... fino a spezzare il tronco ed abbattere l'albero ...
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Poi riparte, sotto un altro ...
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Cittadini/e ed attivisti/e protestano e scattano foto e filmati ...
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Durante il "rosso" di un semaforo alcune donne invadono ed occupano la strada con uno striscione ...
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Sulla via Emilia si formano normali colonne di auto ed autocarri ...
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| Diversi automobilisti scendono, dialogano e solidarizzano ... |
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Agenti Digos intervengono e discutono ...
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Chi lamenta il pericolo e la mancanza di sicurezza per i lavori senza protezioni ...
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... viene invitato a desistere ...
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... circondata e spostata ...
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Tra manifestanti ed agenti si accendono nuove discussioni e proteste ...
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Residenti ed attiviste interloquiscono con poliziotti e carabinieri. Assenti amministratori pubblici e dirigenti CONAD ...
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Su una vicina staccionata il volto di Berlinguer e un interrogativo che ritorna per i giovani di un tempo passato: "che direbbe Enrico"?
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Ora, la parola la prendono le attiviste ecologiste e di Mediterranea ... intervistate da giornaliste e riprese da cineoperatori
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Mentre gli abbattimenti proseguono ...
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... come le discussioni ...
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... ed il lavoro dei mezzi che in pochi minuti abbattono alberi e cancellano eco-sistemi naturali che ci vogliono anni ed anni per ricostruire. Intanto il clima estivo prosegue ad ottobre ... |
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Polizia e Carabinieri controllano, i cittadini protestano e si mobilitano guardando avanti e rivendicando conversione ecologica, giustizia sociale e democrazia partecipata
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Sicuramente l'area di Ospizio non sarà più la stessa del passato. Qui, dall'alto, tra gli alberi la struttura ancora presente nel 2003 ...
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Né quella dell'agosto del 2016 (a struttura edile abbattuta) ...
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| Né il Bosco Ospizio del giugno 2022 ... Ma il risultato dei nuovi conflitti sociali e dei rapporti politici e culturali che si costruiranno dopo questo 30 settembre 2026! |
Che tristezza questo Pd!
RispondiEliminaCapisco. Indubbiamente la Costituzione Repubblicana e le migliori esperienze del secolo scorso hanno affidato ai Partiti ed ai loro esponenti impegnati nelle Istituzioni un ben altro spessore culturale, sociale e politico rispetto alle pratiche di questi decenni.
EliminaAggiungo solo che considero un errore puntare tutta l'attenzione e la critica verso i partiti e gli amministratori locali e/o nazionali. Qui a dettare le regole e le scelte del sistema di potere dominante sono, sempre più, gli interessi economici e finanziari (volti al profitto ed alla speculazione) espressi da grandi gruppi multinazionali e da centri di comando nazionali ed internazionali. Non sottovalutiamone il ruolo.
Chi pensa che "un altro mondo è possibile" deve adeguare le strategie e gli obiettivi a questa realtà assai complessa e sovranazionale. Una grande sfida.
Gianni
Uomini stolti su mezzi potenti? Chi sarebbero? Prendersela con operai non mi pare il massimo.
RispondiEliminaQuanto alla lettera a Conad. Che altro dovrebbe fare? Forse la concorrenza si comporta meglio? Vogliamo parlare di Esselunga o di Lidl?
PD-mda
Al tempo PD-mda.
EliminaUomini stolti CON (non "su") mezzi potenti!
Il conflitto non è tra residenti ed attivisti per l'ambiente e la salute (da un lato) e gli operai o i lavoratori dipendenti che eseguono attività sempre poco pagate e senza adeguate protezioni per la sicurezza (dall'altro lato).
Il conflitto è tra chi si batte per la giustizia sociale e la conversione ecologica e chi, all'opposto, vuole conservare un sistema economico e di potere sempre più insostenibile.
Quanto a CONAD. Penso certamente che potrebbe fare altro. O la Responsabilità Sociale ed Ambientale d'Impresa è solo aria fritta? Qualificarsi come soggetto impegnato con coerenza e determinazione per il cambiamento delle malsane pratiche attuali di tanti gruppi imprenditoriali chi dice che non sarebbe distintivo, competitivo ed apprezzato da tantissime persone e comunità? Domandiamoci perché certa pubblicità sceglie contenuti ambientali e sociali? No? Purtroppo troppo spesso questa pubblicità è contraddetta dalle pratiche seguite da manager irresponsabili, come nel caso di Reggio Emilia.
Gianni
Sull'argomento e per opportuna conoscenza, da il fatto quotidiano di Marco Travaglio.
RispondiEliminaM.
Il Consiglio di Stato ha detto no all’istanza urgente presentata da Legambiente e dall’assemblea di Bosco Ospizio per cessare i lavori di abbattimento dell’area verde di 45mila metri quadri appena fuori dal centro di Reggio Emilia. L’udienza collegiale per la decisione sul merito resta fissata per l’8 ottobre: del bosco, però, non rimane più niente. La protesta è contro il consumo di suolo da parte di Conad, che aveva acquistato l’area nel 2015 per poi far valere i propri diritti edificatori con una convenzione siglata col Comune di Reggio a inizio anno: il progetto prevede un nuovo supermercato, ma anche una biblioteca, una casa della salute, ambulatori medici e un polo sociale. Intanto, la petizione sostenuta da Legambiente e da altre associazioni e comitati cittadini per fermare i lavori della costruzione del superstore ha superato le 62mila firme su Change.org, dove si chiedeall’amministratore delegato di Conad Centro Nord di rinunciare agli abbattimenti e di donare l’area alla città. I numeri del progetto sono contestati: per i promotori il cantiere cancella oltre quattro ettari di verde, più di 154 alberi adulti e 31.000 metri quadrati di suolo mentre Conad, viene evidenziato nel testo della petizione, sul sito dedicato all’intervento parla invece di 98 alberi abbattuti e 1.348 nuove piantumazioni. I firmatari della petizione contestano lo scambio: “Sostituirli con giovani piantine non sarebbe sufficiente: ci vorrebbero decenni prima che queste nuove piante possano offrire gli stessi benefici”.
Dopo l’arrivo inaspettato delle ruspe lo scorso 30 settembre, per tre giorni la via Emilia si è riempita di cittadini solidali dalle 6 del mattino fino a sera: nei primi due giorni di lavori diversi attivisti sono riusciti a introdursi nel cantiere e arrampicarsi sulle ruspe, mentre altri hanno bloccato la circolazione stradale. Dodici di loro sono stati portati per diverse ore in questura, facendo scattare un totale di 14 provvedimenti, tra cui dei fogli di via per quattro persone non residenti a Reggio Emilia, che non potranno tornare in città per i prossimi due anni. Altre 13 persone sono state identificate, ma al momento non risultano denunciate.
Dalla sera del 2 ottobre è stata bloccata l’entrata sui due vialetti d’ingresso di proprietà di Conad, ma a uso pubblico. Qualcuno si chiede se l’amministrazione ne sia al corrente, dal momento che la gestione delle strade a uso pubblico ricade tra le sue responsabilità. “Quel vialetto è attraversato ogni giorno dai cittadini, dagli anziani che devono raggiungere la farmacia e dai bambini che vanno a scuola, che negli ultimi giorni hanno dovuto allungare il tragitto e sono stati scortati per raggiungere le aule” spiega Stefano ...
(seconda parte)
RispondiEliminaM.
... Roggiero, residente del quartiere Ospizio. “È una città a forma di carrello: per gli interessi di un privato si sta militarizzando un intero quartiere, circondato dalle camionette, dalle recinzioni e dagli scudi, arrecando un disservizio ai residenti del quartiere e a tutta la cittadinanza”, continua. I genitori degli alunni della scuola dell’infanzia hanno già mandato una lettera all’amministrazione in cui denunciano ciò che è accaduto mercoledì scorso, chiedendo un incontro che è stato già fissato per la prossima settimana.
Il presidio, che è ancora in piedi, si può raggiungere facendo il giro largo. E infatti alle 19 comincia l’assemblea quotidiana, la sessantaduesima dal primo blocco il 3 agosto, sempre nello stesso posto a eccezione di quella del giorno prima: esattamente a un anno dalla marea che si era riversata spontaneamente in piazza Prampolini dopo l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla, il 1 ottobre lo stesso moto – di rabbia, ma anche di partecipazione civica – ha spinto centinaia di cittadini a riunirsi per un’assemblea pubblica proprio davanti al municipio.
Il cerchio parte stretto, ma man mano si è costretti ad allargarsi sempre di più: anche nella serata del 2 ottobre un centinaio di persone ha deciso di fare un po’ di strada in più per partecipare. “È molto rincuorante vedere tutta questa gente nonostante tutto quello che è successo negli ultimi tre giorni” dice Alessia Busani, una delle attiviste dell’assemblea del Bosco Ospizio. In assemblea si parla già delle prossime azioni: viene rilanciata la campagna di boicottaggio “Spesa senza Conad”, che ha già oltrepassato i confini di Reggio Emilia, con cui già da diverse settimane gli attivisti invitano a non scegliere i punti vendita del supermercato e restituire la tessera fedeltà insieme a una lettera con le motivazioni della decisione. “Ci arrivano diverse richieste anche da altre città italiane, dove a prescindere dalla nostra campagna delle persone si organizzano, stampano volantini e ci contattano per chiederci aggiornamenti su un’azione coordinata” spiega Nicolò Casucci, che gestisce le pagine social del presidio.
Gli attivisti non hanno alcuna intenzione di abbandonare l’area e hanno già mandato un preavviso fino a lunedì: “Anche se non ci sono più gli alberi il progetto non è ancora stato completato e per certi versi nemmeno iniziato. Altri alberi possono ricrescere, ma il cemento distrugge tutto: l’obiettivo è salvare quelli rimasti e impedire che la cementificazione inizi perché ne nascano di nuovi” commenta Attilia Notari, attivista dell’assemblea del Bosco Ospizio.
“Non dobbiamo disertare proprio in questo momento, abbiamo ancora tantissime cose da dire sul quartiere e sulla città e anche questo momento difficile può diventare collettivo”, rilancia Roggiero. “C’è tanta voglia di far vivere questo posto: bisogna elaborare quello che è successo, ma anche celebrare quello che siamo riusciti a fare. Continueremo a far sì che questo sia un luogo di comunità”.
Questo articolo mi pare confermi la forza delle motivazioni che muovono i residenti, gli attivisti per l'ambiente e tutti coloro che si sono mobilitati in questi anni per la difesa di Bosco Ospizio e degli eco-sistemi naturali nelle nostre città.
RispondiEliminaPenso anch'io come altri che "ci aspettavano nel Bosco, ci troveranno in tutta Italia ... questa storia non finisce dentro un cantiere".
In gioco è il futuro di tutti noi!
Gianni