lunedì 2 febbraio 2026

Alberi e patrimonio naturale: fermiamo la mattanza

Alberi ed arbusti (a rischio) in via Romita, lungo il Savena Abbandonato in questo inverno bolognese ... 











Mentre l'Italia tutta conta, ancora una volta, i costi salatissimi delle ultime piogge intense che hanno colpito diverse regioni del Mezzogiorno e del Nord ed il Governo Meloni - Salvini - Tajani è chiamato a rispondere alle domande pressanti di popolazioni che chiedono prevenzione ed investimenti strutturali di conversione produttiva, più cultura e più natura per fronteggiare la crisi climatica ed ecologica, anche a Bologna tocca a cittadini, comitati ed associazioni ambientaliste presidiare territori e mobilitarsi per tutelare il comune patrimonio naturale minacciato da uomini incompetenti e/o dipendenti da interessi privati speculativi e ristretti ...

Dopo le varie e differenti esperienze di abbattimenti e progetti di taglio ai Prati di Caprara, al CiErreBi, alle decine di parchi ed aree verdi prospicienti l'asse A14-Tangenziale, al Paleotto, a Borgo Panigale e lungo via Saffi, al Don Bosco, in via Ferrarese, al giardino Acerbi, in viale Oriani, in via Don Minzoni, in piazza dell'Unità, nelle aree Bertalia Lazzaretto, alla Zucca, al giardino Militini - Moneta - Stefanini del Pilastro, al Campeggio di via Romita ... ecco una serie di interventi fatti e/o in cantiere lungo i corsi d'acqua: dal Reno al Savena, all'Idice, al Navile ... Tra questi il Savena Abbandonato.

Su cui dopo un presidio che ha coinvolto persone di ogni età e orientamento, hanno preso parola e posizione critica piccoli e grandi soggetti espressione di realtà locali e nazionali.



Ancora tagli indiscriminati di vegetazione ripariate!


Procede il taglio indiscriminato di alberi lungo le sponde del Savena Abbandonato. Come se nulla fosse. Come se gli eventi estremi alluvionali che hanno colpito duramente la nostra regione e la nostra città non avessero insegnato nulla. Eppure sulla gestione dei corsi d'acqua e sulla cura della vegetazione ripariale è in corso un confronto pubblico che vede in prima fila studiosi ed esperti e chiama in causa non solo i tecnici ma anche e soprattutto gli amministratori pubblici.
Non possiamo accettare di sentire citare il Regio Decreto del 1904 come se fosse un testo sacro e rimuovere le "Linee guida regionali per la programmazione e la realizzazione degli interventi di manutenzione e gestione della vegetazione e dei boschi ripariali ai fini idraulici" adottate dalla Regione Emilia Romagna nel novembre del 2019.
Non è possibile non richiamare le Linee guida in cui assumono particolare rilievo "l'individuazione delle modalità di interazione della vegetazione ripariale con gli obiettivi idraulici e con gli obiettivi ambientali, paesaggistici e sociali, che andranno opportunamente declinati e dai quali discendono le indicazioni di intervento sulla vegetazione medesima".
E sono proprio le Linee guida a tracciare l'iter degli interventi, partendo dal contesto territoriale e dalle caratteristiche della vegetazione, sottolineando le funzioni positive e gli effetti negativi.
E vengono evidenziate le funzioni positive sia di natura idrogeologica sia di difesa del suolo, con il consolidamento delle sponde e dei versanti o la protezione dell'erosione superficiale. Oppure, sul versante ecologico,  la conservazione della biodiversità, i corridoi ecologici, il rifugio di predatori e parassitoidi utili all'agricoltura.
È nella evidenza della funzione positiva della vegetazione ripariale che è corretto parlare degli effetti negativi, che vanno  dalla riduzione di deflusso delle piene al trasporto di materiale legnoso o al potenziale innesco di processi erosivi delle sponde in caso di scalzamento delle piante.
È solo da un bilanciamento delle funzioni ecosistemiche della vegetazione ripariale e dalla valutazione dei rischi idraulici che possono maturare scelte ed orientamenti positivi ed ecologicamente sostenibili.
Proprio per l'esistenza delle Linee guida, non è accettabile il taglio indiscriminato di piante ed arbusti lungo le sponde del Savena Abbandonato, come già nel marzo del 2021 (cioè 5 anni fa), evidenziato allora da associazioni e comitati ambientalisti agli uffici della Regione Emilia Romagna, producendo osservazioni e riflessioni ancora attuali.
Stamattina un presidio ambientalista ha verificato direttamente lo stato degli interventi, confermando l'allarme per il taglio indiscriminato, non giustificato né da ragioni di urgenza né dalla pericolosità idraulica del Savena Abbandonato, né allo stato attuale né nella prospettiva futura di raccoglitore di acque meteoriche di aree residenziali prossime.
Non può essere tanto meno accettata razionalmente la logica dell'abbattimento di diversi alberi non prossimi all'alveo del corso d'acqua, ora privo di flusso idrico, per permettere ai mezzi meccanici di asportare i cespugli sottostanti.

Bologna, 2 febbraio 2026

Comitato Besta
Comitato Tutela Alberi di Bologna
Legambiente Bologna
Stop Taglio Alberi Italia
WWF Bologna Metropolitana
Comitato Bertalia Lazzaretto
Animal Liberation
Mu-Basta


Bologna, 2 febbraio 2026. Via Romita, sul ponticello che attraversa il Savena Abbandonato nei pressi dell'ingresso di Parco Nord tronchi di alberi tagliati ...




















A terra, sull'argine del Savena Abbandonato, tronchi e rami abbattuti ...



















... poco oltre, tronchi accatastati 












Osservando a monte: sulla sinistra idraulica è tabula rasa ...
  


Risalendo, a fianco della strada che porta a via Zambeccari (sullo sfondo la Tangenziale), altri tronchi e rami di varia dimensione ...













Il risultato di un intervento di aziende, autorizzate dalle autorità competenti, con potenti mezzi meccanici e pochissimi operatori competenti ...




















Abbattuta la salutare vegetazione, fonte di vita, restano sul terreno materiali abbandonati di ogni tipo: gomme, mobiletti, plastiche, ferro ...














Due "osservatori speciali" commentano ...














Una attivista riflette,  appoggiata su ciò che resta di una pianta storica ...






Il presidio si popola ...














Varie generazioni ed un pluralismo di culture ed approcci si incontrano ...












Via Romita verso Nord. Fermiamo la mattanza di alberi ed arbusti ...














... preserviamo una campagna splendida, investiamo su cultura e natura!




La mobilitazione continua ...

11 commenti:

  1. Manca cultura, manca pensiero, manca politica.
    Viva Pasolini!
    (su vari fronti)

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  2. Ormai un lungo elenco di abbattimenti. Indica, come dici, un vuoto di cultura sul valore complessivo della biodiversità. Di chi amministra o governa per conto dei cittadini, dimenticando nei fatti le ricadute su ambiente, territorio, persone, animali.
    Ma in realtà c'è un interesse privato di gruppi imprenditoriali speculativi che fanno prevalere interessi particolari e di breve periodo. Contano le priorità. Case, infrastrutture e strade nelle agende anziché cura del territorio e difesa del verde e delle acque.
    Quante volte ci sentiamo dire mancano risorse? mentre si sprecano denari e formidabili materie prime?
    Titti

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  3. È bellissima la nostra campagna anche in queste fredde giornate di sole. Alcune foto rendono bene l'idea. Grazie.
    Dispiace davvero che si consideri tanto poco la natura. Inascoltabili certi discorsi che considerano l'uso dei mezzi meccanici premessa e condizione per ogni intervento di ordinaria manutenzione.
    C.

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  4. Oggi un nutrito gruppo di cittadine e cittadini bolognesi si è mobilitato contro l’ennesimo progetto di devastazione ambientale in una città dove la mattanza degli alberi è da tempo insostenibile.
    L’intervento previsto lungo il Savena Abbandonato, nell’area di via Romita adiacente il parco Nord, prevedeva il taglio di alberi e vegetazione ripariale per consentire il passaggio di mezzi pesanti impiegati nei lavori di sfalcio.
    La mobilitazione ha ottenuto una prima, parziale vittoria: l’arresto temporaneo dei lavori e il blocco dell’abbattimento degli alberi, che per ora restano in piedi. Un risultato ottenuto solo grazie alla presenza, alla determinazione e alla pressione diretta della cittadinanza organizzata.
    Nel confronto avvenuto sul posto con l’ingegnere della Protezione Civile, responsabile del progetto di cui è titolare la Regione Emilia Romagna, è emerso con chiarezza che siamo di fronte a una scelta economica e politica. A fronte dei lavori per il tram, delle impermeabilizzazioni del
    terreno e delle nuove cementificazioni in zona fiera (parcheggi che ormai coprono un’area gigantesca da viale Europa fino a ridosso della tangenziale e verso via Stalingrado) è necessario rinforzare la capacità di scolo delle acque piovane lungo il Savena Abbandonato. Per questo si stanno realizzando lavori di manutenzione che prevedono la ripulitura delle sponde del corso d’acqua da arbusti e vegetazione spontanea. Gli alberi invece, a detta del tecnico, non
    rappresentano un pericolo ma semplicemente un ostacolo ai lavori. Era perciò previsto il taglio di decine di alberi, non per un reale rischio idraulico ma perché l’impiego di soli operai per le
    operazioni di sfalcio nell’alveo avrebbe avuto un costo economico più alto di un’operazione condotta con mezzi meccanici.
    In sostanza il ragionamento è: gli alberi sono solo un’intralcio a mezzi e macchinari quindi leviamoli di torno che si fa prima e si risparmia.
    Abbiamo ribadito con forza che non è accettabile scaricare sulla città un costo ambientale e sanitario enorme per risparmiare in termini economici, in una Bologna che soffoca: soffoca il suolo
    sotto l’asfalto, soffocano le persone per l’aria inquinata, soffocano i quartieri per la perdita sistematica di verde.
    Questo confronto ha dimostrato ancora una volta che la distruzione del verde pubblico non è una fatalità, ma il prodotto di un modello che mette al centro l’attrazione di capitali, la riduzione dei
    costi e degli investimenti, relegando la tutela dell’ambiente e della salute a variabili secondarie, continuando a ignorare le funzioni fondamentali della vegetazione ripariale in nome di una
    gestione miope e pericolosa del territorio.
    Di nuovo è solo la mobilitazione popolare a dimostrare che difendere il territorio è possibile. Per questo non ci fermiamo: sarà necessario monitorare costantemente l’opera ed essere pronti a
    tornare in campo contro ogni nuovo attacco al Savena Abbandonato e al verde cittadino.
    Animal liberation
    Comitato Besta
    Comitato MuBasta
    Comitato Parco Don Bosco
    CTA - Comitato tutela alberi Bologna e provincia
    Cruelty Free
    EcoResistenze
    Stai, Stop taglio alberi Italia sez. di Bologna
    USI-CIT
    Wwf Bologna

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    1. Ma che è successo? I firmatari dei due comunicati non sono gli stessi. Si tratta di refuso o di sostanza?
      ☆☆☆

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    2. Savena abbandonato: no ai tagli indiscriminati della vegetazione ripariale, no anche ai facili trionfalismi.

      Martedì mattina è andato in scena il secondo appuntamento della mobilitazione degli ambientalisti a difesa della vegetazione ripariale presente lungo un tratto del Savena Abbandonato a ridosso del Parco Nord.

      L'impegno per la difesa della vegetazione lungo questa canaletta non è casuale ma nasce dalla consapevolezza delle criticità ambientali che Bologna deve affrontare, come tutto il bacino padano, dai limiti di scelte in ambito urbanistico e infrastrutturali e dai cambiamenti climatici che si possono contenere con dosi adeguate di rinverdimento del territorio e di cura del patrimonio arboreo esistente.

      Dal lungo confronto sul campo con una rappresentanza tecnica del Settore della Protezione Civile della Regione è emerso con chiarezza che il previsto abbattimento di un gruppo di alberi e di arbusti è stato così concepito per permettere alla ditta incaricata di muoversi agevolmente con i propri mezzi meccanici per togliere gli arbusti sottostanti prossimi al corso d’acqua, ora privo di flusso idrico.

      Noi riteniamo che in tempi più lunghi e con modalità meno invasive si possa ottenere lo scopo specifico dell’intervento manutentivo, senza danneggiare l'ecosistema che si è creato e far venir meno la funzione di difesa idraulica naturale che le piante forniscono.

      Lungo il Savena abbandonato, come in tantissimi altri e più rilevanti casi in regione segnati dalle alluvioni del 2023 e del 2024, si procede con una logica di risparmio e con una carente programmazione degli interventi.
      Occorre puntare su un’oculata applicazione delle “Linee guida per la programmazione e la realizzazione degli interventi di manutenzione e gestione della vegetazione e dei boschi ripariali a fini idraulici”, approvate con legge regionale nel 2014. La Regione non ha mai definito i programmi come lo prevede la legge stessa ‘entro i due anni dalla sua entrata in vigore’, regole con le quali si possono consentire interventi appropriati per ciascuna situazione (aree omogenee) e non essere in ostaggio di norme del secolo scorso, come quelle ancora contenute in un Regio Decreto sulla sicurezza idraulica.

      Senza usare toni dettati da un facile trionfalismo, grazie alla tempestiva mobilitazione del mondo ambientalista cittadino e al vivace confronto di martedì con l'area tecnica della Protezione civile, si è riusciti a fermare l'ulteriore taglio programmato di alberi e arbusti; deve però svilupparsi una iniziativa nostra e di altri soggetti impegnati nella tutela dell’ambiente e del territorio, perchè la partita con i decisori politici è aperta e tutt'altro che vinta.

      Se possiamo definire utile quanto avvenuto sul campo, occorre adesso esigere che il confronto avvenga con i centri decisionali politici, amministratori regionali e locali, con le autorità di bacino e i consorzi idrici che hanno la competenza della manutenzione e cura dei corsi d’acqua, secondo le diverse attribuzioni ma nella consapevolezza che il territorio regionale deve essere governato con una logica unitaria.

      Gli eventi atmosferici estremi hanno reso drammaticamente evidente che il territorio è fragile e soffre al contempo di una specifica vulnerabilità sia a livello della dorsale appenninica (86.000 frane registrate) sia a livello idraulico (non dimentichiamo i 23 fiumi e torrenti esondati tra il 2023 e il 2024 e le 17 vittime).
      Non potendo contare sui miracoli ma dovendo fare i conti con le realtà amministrate, occorrono interventi pianificati e investimenti finanziari adeguati, in grado di affrontare le criticità che la crisi climatica ci presenta sempre più frequentemente.
      Legambiente Bologna
      4.2.2026

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  5. A proposito di alberi, qualche giorno fa in un negozio di via Matteotti ho sentito che c'é il progetto di scavare per portare una grande condotta del teleriscaldamento dall'inizio di via Albani (dove lo scavo è stato interrotto qualche mese fa, arrivando da via Sebastiano Serlio), fino agli uffici del Comune e poi all'interno dell'ex mercato, dove stanno costruendo nuovi edifici. Dovrebbero quindi scavare tutta via Albani (o forse fare la deviazione in via Niccolò Dall'Arca e poi via Tiarini) sacrificando decine di alberi.
    Qualcuno ha qualche informazione in merito, o può informarsi?

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  6. Temo che fermare la mattanza sia un obiettivo condivisibile quanto arretrato.
    Con gli irresponsabili tagli avvenuti e in corso, con il mutamento climatico irreversibile per molti anni e oggi motivo di perdita naturale di esemplari storici di alberi e boschi è tempo di riforestazione diffusa e aggiornata alle nuove temperature e al meteo dei prossimi decenni ...
    Dunque piantare, piantare, piantare !
    Curare, curare, curare!!!
    DG

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    1. Scusa DG ma a me Fermare la mattanza pare attualissimo! vedi oggi al Pilastro.
      Concordo invece nel considerare necessario battersi per mettere a dimora migliaia di nuovi alberi che si aggiungano a quelli presenti e da salvare.
      Ciao!

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  7. Domanda secca. Cosa hanno modificato post alluvioni le Amministrazioni bolognesi e regionali?
    I progetti qui denunciati di consumo di terreni vergini da Muba, a scuole ed asili, etc., etc.... erano nei programmi elettorali di Lepore e C.?
    APP.

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  8. La mattanza degli alberi, il consumo di suolo e le nuove guerre spero non abbiano creato danni anche alle poche fonti di onesta informazione.
    Tutto bene?
    L.

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